L.A. Confidential

USA 1997, Warner Bros
con Kevin Spacey, Russell Crowe, Guy Pearce, James Cromwell, Kim Basinger, Danny DeVito, David Strathairn, Ron Rifkin, Matt McCoy, Simon Baker, Graham Beckel, Darrell Sandeen, Michael McCleery, Tomas Arana
regia di Curtis Hanson

Los Angeles 1953: mentre il mercato della droga è in subbuglio per la morte di un capomafia e la polizia deve rifarsi un’immagine dopo il Natale di sangue, uno dei poliziotti sospesi dal servizio per aver partecipato al linciaggio viene trovato tra i morti della carneficina alla caffetteria Nite Owl. I primi sospettati sono dei ragazzi di colore ma tre poliziotti, per motivazioni diverse, non credono a questa pista e, pur non andando d’accordo tra loro, si alleano per scoprire la verità; qualcuno pagherà con la vita…

Canto del cigno del genere neo-noir: il lato torbido della luccicante Città degli Angeli raccontato in maniera precisa e complessa: una lunga introduzione, più storie apparentemente slegate tra loro che s’intrecciano per rivelare che il mandante è sempre  lo stesso con la sete di governare lo stretto connubio di sesso e droga che attraversa la città.

L’introduzione al periodo storico è precisa: ce la racconta il giornalista Sid Hudgens che dirige un tabloid scandalistico chiamato Hush Hush e ha sul libro paga il detective Jack Vincennes, detto Hollywood Jack perché è il consulente di una serie televisiva che dovrebbe esaltare la polizia losangelina ed è il protagonista di arresti eccellenti costruiti ad arte con Sid.
Jack avrà un inatteso scatto di coscienza quando troverà sgozzato un ragazzotto di provincia i cui sogni di gloria hollywoodiana si sono spenti facendo il gigolo a favore degli scatti fotografici di Sid.

Screenshot

Il secondo poliziotto è Bud White, giovane partner di Dick Stensland, il poliziotto ucciso al Nite Owl. Bud è un picchiatore, esegue gli ordini senza fare domande e passa per uno poco sveglio in cambio di riserva il diritto di sfogare la sua rabbia più cieca su chi maltratta le donne nel tentativo di superare il trauma della madre massacrata dal marito davanti ai suoi occhi.

Le strade di Bud e Jack scorrono parallele e li accomuna solo il disprezzo verso il tenente Ed Exley, figlio di un eroico poliziotto morto in azione. Exley è stato l’unico a testimoniare contro i colleghi nel Natale di sangue, l’incorrutibilità del giovane poliziotto fa il paio con la sua abilità politica e riesce a fare carriera nonostante sia poco amato.

L.A.  Confidential 1997  Kevin Spacey Guy Pearce
make action GIFs like this at MakeaGif

Los Angeles ovviamente è anche Hollywood e la malavita nutre e si nutre del sottobosco dello star-system, c’è una gag sulla relazione tra Lana Turner e Johnny Stompanato e gran parte della trama ruota attorno a un faccendiere che ha messo in piedi un servizio di escort simili alle dive più amate, alcune delle sue ragazze sfruttano la somiglianza naturale come quella di Lynn Bracken con Veronica Lake, altre devono ricorrere alla chirurgia plastica per diventare Rita Hayworth. Bud s’innamora di Lynn e comincia a indagare sul caso del collega ucciso perché assassinato mentre era in compagnia di una collega di Lynn, morta anche lei al Nite Owl.
Lynn però va a letto con Exley per metterlo in trappola con un servizio fotografico di Sid, la reazione di Bud è inconsulta ma alla fine si alleerà con Exley per arrivare al mandante di tutti gli omicidi.

Screenshot

Per i due poliziotti e la donna c’è un lieto fine ma la storia emersa dalle indagini è così torbida da lasciare l’amaro in bocca.

Il film ebbe un grande successo di critica e di pubblico confermando la carriera di star come Kevin Spacey e Kim Basinger che ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
Per gli altri ruoli, il regista ha puntato su un cast poco conosciuto e la pellicola si è rivelata un ottimo trampolino di lancio per i tre australiani del cast: Guy Pearce e soprattutto Russell Crowe, ma anche Simon Baker, il giovane attore gigolo sgozzato è poi diventato celebre con la serie tv The mentalist

Madame X

USA 1966, Universal
con Lana Turner, John Forsythe, Costance Bennett, Ricardo Montalban, Burgess Meredith, Keir Dullea, Carl Benton Reid, Teddy Quinn, Warren Stevens, John Van Dreelen, Virginia Grey
regia di David Lowell Rich



Madame-x


La commessa Holly Parker sposa un ricco rampollo americano, Clay Anderson, che per ambizioni politiche è spesso lontano da casa. La moglie annoiata finisce per intrecciare una relazione con un play boy ma quando il marito torna a casa Holly è determinata a lasciare l’amante che muore accidentalmente durante la discussione. Estelle Anderson che faceva seguire la nuora da un detective, la ricatta: per non creare uno scandalo che rovini la carriera del marito e la vita del figlioletto, Holly dovrà sparire per sempre, inscenando la propria morte. Nonostante la suocera le garantisca un tenore di vita elevato, Holly diventa un’alcolizzata e finisce per raccontare la sua storia a un losco individuo che vuole ricattare gli Anderson, Holly lo uccide, a difendere la donna è un giovane avvocato d’ufficio, solo alla conclusione del processo Holly scopre che è suo figlio ma muore senza rivelargli la sua vera identità.



Madamex


Ultimo ruolo da protagonista per Lana Turner, un melodramma di successo, non all’altezza de Lo specchio della vita, neppure per quantità di lacrime ma qualche lacrimuccia nel finale è inevitabile anche in Madame X.
Il film è la decima versione cinematografica (ne seguono altre quattro) della pièce teatrale francese La Femme X.. scritta nel 1908 da di Alexandre Bisson: evidentemente il tema della donna “perduta” che non trova redenzione e sacrifica tutto per amore del figlio è un tema che ha attraversato tutto il XX secolo.
Il film è piuttosto convenzionale nella messa in scena anche se molto accurato nelle scenografie e nei costumi.
Davvero notevole la prova di Lana Turner che si imbruttisce per trasformarsi dalla ricca signora del jet set nell’alcolizzata depressa e trascurata, mi ha ricordato, pur con i debiti distinguo la trasformazione (quella davvero pazzesca) di Bette Davis in Schiavo d’amore.



Madam X


Nei panni del marito c’è John Forsythe, noto al grande pubblico per il suo ruolo in Dinasty e in quello dell’amante l’attore messicano Ricardo Montalban, anche la sua notorietà è legata soprattutto a ruoli televisivi: Khan di Star Trek -poi portato anche sul grande schermo- e il Mr. Roake che accoglieva gli ospiti di Fantasilandia.
Il figlio Clayton Jr. è interpretato da Keir Dullea che nel 1968 sarà l’astronauta David Bowman di 2001: Odissea nello spazio
Ad interpretare la suocera che fin dall’inizio odia Holly non ritenendola all’altezza dell’importante famiglia che l’ha accolta c’è una stella dei primi anni ’30, Constance Bennett, la maggiore delle tre sorelle Bennett, tutte attrici la più famosa è la minore Joan. L’attrice morì poco dopo la fine delle riprese e l’uscita del film fu posticipata in suo onore.

Hanno fatto di me un criminale

They Made Me a Criminal
USA 1939 Warner Bros
con John Garfield, Claude Rains, Ann Sheridan, Gloria Dickson, May Robson, Barbara Pepper
regia di Busby Berkeley



Hannofattodimeuncriminale


Johnny Bradfield campione del mondo dei pesi leggeri festeggia la vittoria con una solenne sbornia in cui rivela che la sua facciata da bravo ragazzo senza vizi e che vive solo per la mamma è falsa. Purtroppo la confidenza viene ascoltata da un giornalista deciso a rivelarla, Johnny sviene tentando di colpirlo e il suo manager da una bottigliata in testa all’uomo per fermarlo e lo uccide. Il manager e Goldie, l’amica di Johnny, scappano lasciando che la colpa ricada sul boxeur ma muoiono carbonizzati in un incidente d’auto.
Creduto morto nell’incidente Johnny diventa un barbone e se ne va all’Ovest, in Arizona trova rifugio in un centro di recupero per giovani a rischio riformatorio, si affeziona ai ragazzi e s’innamora della sorella di uno di loro tanto da decidere di rischiare di essere riconosciuto pur di trovare i soldi per portare avanti il ranch..




Hannofattodimeuncriminale


Busby Berkeley è più noto come coreografo di sfavillanti numeri musicali che come regista e questo film tra il dramma e il noir non dovrebbe proprio rientrare nel suo genere.
Pur diversi limiti, il film presenta delle caratteristiche interessanti: innanzi tutto è la pellicola che fa conoscere John Garfield, il primo dei ribelli morto a soli 39 anni il 21 maggio 1952, famoso protagonista de Il postino suona sempre due volte con Lana Turner.
John Bradfiel è il classico personaggio in cerca di redenzione: ha avuto tutto ma deve scontare la mancanza di fiducia nel prossimo: non esistono amici, dice all’inizio della sfuriata che rivelerà la sua falsa immagine di bravo ragazzo.
Perduta la fama e il denaro, Johnny diventa uno dei tanti barboni che viaggiano sui treni merci e finisce nel ranch Rafferty dove lega facilmente con i ragazzi inducendoli anche a comportarsi in maniera poco leale perché è l’unico modo per farsi strada nel mondo ma ci mette molto di più ad entrare nel cuore della bella Peggy.
La parte più interessante del film è la descrizione del legame di Johnny con i ragazzi (i The Dead End Kids così chiamati dalla pièce di Broadway che avevano interpretato prima di essere chiamati a Hollywood da Sam Goldwyn) sulla costruzione di questo legame è incentrata anche la sequenza più interessante del film, quella del bagno nella cisterna. Mentre tutti sguazzano, un contadino utilizza l’acqua abbassandone il livello dentro la cisterna, per Johnny e gli altri diventa impossibile uscire e il più piccolo rischia anche di affogare: il montaggio alternato, le riprese subacquee e gli schizzi d’acqua sanno creare una certa tensione e rendere palpabile il rischio corso dai protagonisti.



Theymademeacriminal


Anche l’antagonista di Johnny è in cerca di riscatto: Monty Phelan è un ottimo detective ma ha mandato alla sedia elettrica un innocente e quindi ora è relegato in ufficio. Phelan ritiene che il cadavere trovato nell’auto non sia quello del pugile ma i superiori non gli credono e gli affidano il caso solo per toglierselo di torno.
Da buon segugio Phelan riconosce Johnny da una foto e si presenta all’incontro amatoriale che il boxeur è pronto a sostenere per trovare i soldi per salvare il ranch dalla chiusura. Scoperta la presenza del poliziotto, Johnny pensa di scappare ma poi decide di combattere con la destra pur essendo mancino per non farsi riconoscere: sarà l’incitamento di Phelan che lo ha riconosciuto comunque a far sì che Johnny stravinca l’incontro guadagnando i soldi anche per un altro pugile dilettante.




Theymademeacriminal


Con una camminata che ricorda quella famosa di Casablanca, Phelan si avvia verso il treno con il pugile arrestato per l’omicidio del giornalista ma alla fine decide di lasciarlo andare: Johnny si è riscattato e Phelan ha avuto conferma delle proprie abilità investigative che gli fanno intuire che il pugile non è colpevole dell’omicidio.

Angela Lansbury

***L’attrice è scomparsa l’11 ottobre 2022***

Compie oggi 90 anni Angela Brigid Lansbury, nota al grande pubblico come La signora in Giallo, serie tv che durò 12 anni dal 1984 a 1996 più quattro film per la tv ma in virtù delle continue repliche domina ancora oggi i palinsesti delle nostre televisioni.
Anche se il personaggio di Jessica Fletcher le resterà incollato a vita, Angela Lansbury ha una carriera di tutto rispetto, sia al cinema (nel 2014 ha ricevuto l’Oscar alla carriera) che in teatro dove ha collezionato ben quattro quattro Tony Award come miglior attrice protagonista in un musical per quattro spettacoli diversi e un quinto Tony nel 2009 come attrice non protagonista.

Le sua abilità nel musical sono state riconosciute anche al cinema: la teiera canterina Mrs. Bric de La Bella e la bestia (1991) si ispira alle fattezze della Lansbury che ovviamente la doppiava nella versione originale.

Angela Lansbury nasce a Londra il 16 ottobre 1925 e durante la seconda Guerra Mondiale si trasferisce in America dove viene naturalizzata nel 1951.
Il debutto sul grande schermo, nel 1944 è di tutto rispetto, facendole guadagnare una prima nomination agli Oscar: in Angoscia è Nancy, la cameriera che si presta ai maneggi del marito Charles Boyer che cerca di far passare per pazza la povera Ingrid Bergman.
L’anno seguente guadagna una nuova nomination per il ruolo di Sibyl Vane, fidanzata suicida di Dorian Gray in Il ritratto di Dorian Gray diretto da Albert Lewin.
Nel 1946 è nel musical Le ragazze di Harvey accanto a Judy Garland per la regia di George Sidney, che la dirige nuovamente nel 1948 ne I tre moschettieri, con Gene Kelly nei panni di d’Artagnan, Lana Turner in quelli di Milady e Vincent Price come Richelieu mentre Angela Lansbury interpreta la Regina Anna. Sempre nel 1948 è nel cast de Lo stato dell’unione, pellicola diretta da Frank Capra dove la Lansbury è l’editrice Kay Thorndyke che convince l’industriale Spencer Tracy a entrare in politica. L’attrice fu scelta su consiglio di Katharine Hepburn che nel film interpreta la moglie di Tracy.
Nel 1949 interpreta la filistea Semadar nel kolossal di Cecil B. De Mille Sansone e Dalila con Victor Mature e Hedy Lamarr.

Nel 1958 partecipa a La lunga estate calda, con Paul Newman e Orson Welles, di cui la Lansbury nel film è la compagna; la regia è di Martin Ritt.
Nel 1969 il ruolo più significativo della carriera che le vale la terza nomination e il secondo Golden Globe: è la tremenda signora  Iselin (personaggio che rientra tra i 50 più cattivi di tutti i tempi secondo la classifica stilata dall’American Film Institute nel 2003) in Va’ e Uccidi (The manciurian candidate) film diretto da John Frankenheimer che ha per protagonista Frank Sinatra.
Nel 1971 è la protagonista di Pomi d’ottone e manici di scopa: un’apprendista strega, Miss Price, a cui, durante la seconda guerra mondiale, vengono affidati tre orfani londinesi e si trova a dover combattere contro uno sbarco nazista.
Nel 1978 partecipa al film “all star” Assassinio sul Nilo, nel 1979 è Miss Froy, nel remake de La signora Scompare di Hitchcock, che ha lo stesso titolo originale, The Lady Vanishes ma in italiano diventa Il mistero della signora scomparsa e nel 1980 è Miss Marple in Assassinio allo specchio: i tempi sono ormai maturi per diventare la regina del giallo televisivo.

Kirk Douglas

Kirk douglas
**L’attore è scomparso il 5 febbraio 2020**

Issur Danielovitch Demsky nasce a New York il 9 dicembre 1916 da una famiglia ebrea di origini russe. Completati gli studi con l’accademia d’arte drammatica fa qualche apparizione secondaria a Broadway prima di arruolarsi in Marina nel 1941. Nel ‘46 debutta sul grande schermo dove si fa notare come il marito odioso di Barbara Stanwyck in Lo strano amore di Marta Ivers.
Nel 1947 e’ Whit Sterling l’antagonista di Robert Mitchum, detective in cerca di una nuova vita in uno dei piu’ bei noir di sempre firmato da Jacques Tourneur la cui trama sta anche alla base di A history of violence di Cronenberg.
A questo film segue un altro noir di qualita’ inferiore Le vie della citta’ (1948) diretto da Byron Haskin che ha il merito di far incontrare Douglas e Burt Lancaster: la coppia sara’ protagonista di ben sette film tra i quali va ricordato Sfida all’O.K. Carral firmato da John Sturges nel 1957; pare pero’ che il mito della loro amicizia fosse solo una trovata pubblicitaria.


Kirkdouglas1


Nel 1949 Kirk Douglas si fa notare dalla critica per l’intensa prova de Il grande campione storia di un boxeur che rinnega la famiglia diretta da Mark Robson, per questa pellicola l’attore ricevera’ la prima delle sue tre nomination all’Oscar (senza mai vincerne uno come puo’ accadere solo ai grandissimi).
Nel 1951 e’ Chuck Tatum, il cinico giornalista che non esita a prolungare l’agonia di un uomo intrappolato in una miniera nel capolavoro di Billy Wilder L’asso nella manica; il film fara’ e definitivamente decollare la carriera di Douglas.
Dopo il bel western di Hawks Il grande cielo, sempre nel 1952 gira per Vincente Minnelli Il bruto e la bella, accanto a Lana Turner: la sua interpretazione di Jonathan Shields, il produttore geniale e senza scrupoli gli vale una nomination agli Oscar; la stessa équipe riprendera’ 10 anni dopo la critica sul cinema americano, esasperando i toni negativi: infatti nel 1962 Kirk Douglas interpretera’ sempre per la regia di Minnelli un attore sul viale del tramonto nel meno riuscito Due settimane in un’altra città.
Nel 1955 l’attore e’ in Italia per interpretare Ulisse nell’omonimo film di Mario Camerini, pellicola che apre la grande stagione della dolce vita della “Hollywood sul Tevere”. Altro eroe d’avventura (ma di tutt’altra epoca) per il ruolo nel film seguente 20.000 leghe sotto i mari per la regia di Richard Fleischer, prima grande produzione della Walt Disney a uscire dal mondo cartoonper cimentarsi con attori in carne ed ossa.
Nel 1956 ancora per la regia di Vincente Minnelli, Kirk Douglas e’ un intenso e somigliantissimo Vincent Van Gogh nel biopic sugli ultimi anni della vita del grande pittore, Brama di vivere.
Del ’57 l’incontro con Kubrick che lo dirige in Orizzonti di gloria, capolavoro antimilitarista che prelude all’altrettanto perfetto Spartacus realizzato nel 1960: oltre che protagonista Douglas produce il capolavoro kubrickiano con la sua casa di produzione nata nel 1955.


Kirkdouglas2


Nel frattempo nel 1958 l’attore veste i panni di un altro eroe epico, Einar nella saga d’ispirazione finnica I Vichinghi, diretto nuovamente da Richard Fleischer. Del 1960 e’ anche Noi due sconosciuti interpretato accanto a Kim Novak. E’ la disanima di un adulterio che diventa metafora dell’impossibilita’ di trovare la felicita’. Regia di Richard Quine.
Nel 1963 John Huston lo sceglie come protagonista del suo divertito thriller I cinque volti dell’assassino dove Kirk Douglas e’ un assassino con la mania del travestimento e in una serie di camei compaiono diverse star hollywoodiane nei panni piu’ disparati. Vanno ricordati il thriller politico del ‘64 Sette giorni a maggio diretto da John Frankenheimer, il dramma di guerra Prima vittoria (1965) diretto da Otto Preminger con John Wayne prima di arrivare a Uomini e cobra del 1970 accanto a Henry Fonda un western pungente in cui il regista Joseph L. Mankiewicz indaga un tema a lui caro, quello dell’avidita’ umana.


Kdouglas3


Nel 1978 ritroviamo l’attore diretto da Brian De Palma nel orrorifico Fury, il genere sovrannaturale Douglas l’aveva sperimentato anche l’anno prima nell’italiano Holocaust 2000 di Alberto De Martino. Dal horror alla fantascienza il passo e’ breve e allora ecco Douglas scienziato astronauta in Saturno 3 di di Stanley Donen (1980) e capitano della portaerei Nimitz riportata indietro nel tempo fino alla vigilia dell’attacco di Pearl Harbor in Countdown dimensione zero diretta sempre nel 1980 da Don Taylor.
Nel 1986 il settimo film con il sodale Lancaster, i Due tipi incorreggibili sono due vecchi gangster che escono dopo trent’anni di galera, il film e’ francamente un’occasione mancata. Lo stesso si puo’ dire per Vizio di famiglia dove per la prima volta Kirk recita accanto al figlio Michael Douglas e al nipote Cameron.
L’ultimo film per il grande schermo interpretato dal’attore e’ Illusion, diretto da Michael Goorjian nel 2004 e non distribuito in Italia.
Dopo le tre nomination agli oscar per Il grande campione, Il bruto e la bella e Brama di vivere, Douglas ha ricevuto Oscar alla carriera nel 1996. Nel 1989 ha scritto l’autobiografia Figlio del venditore di stracci.

Addio a June Allyson

6a00d8341ca4f953ef00e54f7131498834-800wi

Si e’ spenta sabato scorso all’eta’ di 88 anni l’attrice dal sorriso ammiccante, prototipo prima della ragazza sbarazzina e poi della moglie fedele; era nata nel Bronx il 7 ottobre 1917 con il nome di Ella Geisman; in seguito ad un incidente molto serio che da bambina la immobilizza a letto per 4 anni, Ella si dedica alla danza e al nuoto e come ballerina debutta sui palcoscenici di Broadway.
Nel 1943 viene ingaggiata dalla MGM e l’anno seguente coglie il primo successo con Due ragazze e un marinaio di Richard Thorpe. L’attrice dotata di un’innata simpatia entra nelle grazie del pubblico girando altre pellicole di scarso rilievo. Nel 1948 e’ Costanza ne I Tre moschettieri accanto a Gene Kelly (D’Artagnan) e Lana Turner (Milady). Nel 1949 e’ protagonista del remake di Piccole donne, nel ruolo di Jo che nella prima versione fu di Katharine Hepburn.

Allyson2rapicdon3mos

Jo e’ l’ultimo ruolo da maschiaccio: sempre nello stesso anno, infatti, June Allyson interpreta il ruolo di Ethel Stratton, la moglie fedele che sostiene il marito, James Stewart, un campione di baseball che riuscira’ a tornare a giocare nonostante l’amputazione di una gamba ne Il ritorno del campione
Nel 1953 e’ la fidanzata di Humphrey Bogart nel mediocre Essi vivranno ed e’ ancora la partner di James Stewart ne La Storia di Glenn Miller.
Nel 1954 la sua prova migliore in La Sete del potere di Robert Wise che racconta una lotta tra i vicepresidenti di un’industria per sostituire il presidente scomparso.
Sempre nello stesso anno un ruolo non dissimile, anche se meno drammatico, ne Il mondo e’ delle donne di Jean Negulesco, dove la promozione a dirigente passa attraverso la valutazione delle mogli.

Allysonmoglie

Nel 1955 l’attrice, stanca del ripetitivo ruolo di moglie votata al bene del marito, gira La figlia di Caino dove interpreta una moglie isterica e per nulla conciliante, ma sara’ un fiasco che forse segna il declino della sua carriera: dopo un breve ritorno alla commedia, l’attrice inizia a diradare le sue apparizioni sul grande schermo e si concede alla televisione.

Lana Turner

LanaturnerC’e’ una strana dicotomia nel prototipo della bionda  imposto dal cinema classico hollywoodiano: potremmo parlare di una bionda europea, bellezza algida ed elegante, modello che parte da Greta Garbo per sensualizzarsi in Marlene Dietrich e incarnarsi nella favola reale dell’americana Grace Kelly che diventa Principessa di Monaco.
Dall’altro lato c’e’ la bionda americana:  platinata, erotica, peccaminosa che sconta anche nella vita personale le scelte "estreme" del suo personaggio: la bomba del sesso Jean Harlow scompare a soli  26 anni, una fine prematura come quella di  Marilyn Monroe, l’attrice che ha trasformato in mito la figura della bionda svampita e in mezzo c’e’ Lana Turner, torbida bellezza la cui vita fu  melodrammatica quanto i film a cui prese parte.
Nata  a Wallace, nell’Idaho l’8 Febbraio 1921, Julia Jean Mildred Frances Turner e’ costretta a lasciare la citta’ natia nel 1930 perche’ il padre minatore e’ rimasto ucciso durante una rapina.
Si trasferisce in California dove a soli quattordici anni viene notata per la sua bellezza ed inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Il debutto  cinematografico ufficiale   e’ nel 1937 in Vendetta di Mervyn LeRoy; la consacrazione avviene nel 1941 con Le fanciulle delle follie ispirato al mondo delle Ziegfeld Folies.
Nel 1946 e’ Cora ne Il postino suona sempre due volte e mentre  per Clara Calamai  in Ossessione (versione italiana del testo di Cain) la nota dominate del colore degli abiti era il nero, per lei e’ il bianco.
Nel 1948 e’ una perfida Milady ne I tre moschiettieri di George Sidney (quello con Gene Kelly nella parte di D’Artagnan).
Turnerloc9wkNel 1952  e’  l’attrice alcolizzata nel melodramma che  Vincent Minelli  dedica al mondo del cinema, Il bruto e la bella.
Star di prima grandezza della MGM, la carriera di Lana Turner viene  definitivamente consacrata da una nomination all’oscar per  I peccatori di Peyton del 1957 e  riesce a reggere l’urto del delitto Stompanato: la bella attrice che nella vita colleziono’  moltissimi amanti e sette mariti, dal 1957  si accompagna con Johnny Stompanato, gigolo’ e affigliato alla famiglia del boss mafioso Mickey Cohen. Tra feste ed alcol il legame tra i due finisce in tragedia: il 4 aprile 1958 Stompanato viene pugnalato a morte in casa della diva. La colpa dell’omicidio se la prende la figlia minorenne di Lana, Cheryl Crane, che avrebbe difeso  la madre maltrattata dal manesco fidanzato, ma il giallo non e’ mai stato effetivamente chiarito.
Uno scandalo simile avrebbe potuto distrugere qualsiasi carriera invece l’anno seguente Lana Turner e’ protagonista di uno dei piu’ bei melodrammi di Douglas Sirk, Lo specchio della vita, dove nel rapporto conflittuale tra madre e figlia si puo’ ritrovare parte della vicenda personale dell’attrice.
Nei primi anni sessanta da buona prova di se’ in melodrammi che sembrano giocare con il suo burrascoso passato, come in Ritratto in nero dove interpreta una donna senza scrupoli che induce l’amante , medico del vecchio e ricco marito a far fuori il consorte.
Sul finire degli anni sessanta l’attrice abbandona il cinema e si dedica prevalentemente al teatro.
Lana Turner scompare il 29 Giugno 1995.

Addio a Sandra Dee

Sandra dee E’ scomparsa ieri, a soli 62 anni, Sandra Dee, platinata fidanzatina d’America nel decennio a cavallo tra la seconda meta’ degli anni ‘50 e
i primi anni ‘60.
Oltre che di diverse commedie leggere e giovanilistiche (tra tutte ricordiamo Torna a Settembre accanto a Gina Lollobrigida e Rock Hudson) fu protagonista del peccaminoso Scandalo al sole, del 1959 di cui e’ celeberrima anche la colonna sonora e fu la figlia di Lana Turner ne Lo specchio della vita (ancora nel 1959) e Ritratto in nero del 1960.

Al festival di Berlino appena conclusosi e’ stato presentato il
film dedicato a suo marito, il cantante Bobby Darin, diretto da Kevin
Spacey: Beyond the sea.