regali virtuali

Halloween si avvicina e ho pensato di fare un regalo a
coloro che tengono "vivo"(?) qusto blog, per colmare le vergognose lacune di
Spider
Donato Bosca (a cura di)

Mai dire masche

Voci, luoghi e
personaggi di un “Piemonte altro” attraverso ricerche, racconti e testimonianze
autentiche.
Priuli & Verlucca editori

Per
Carmilla:

Fabio Giovannini
Il Libro dei vampiri

Nel
centenario del romanzo Dracula, un breviario per il vampirologo contemporaneo.
Ovvero, come scovare il vampiro che si annida nel notturno e nelle metafore
della cultura occidentale.
Edizioni Dedalo

libri tratti dalla vetrina
di
www.365giorni.fieralibro.net

American nightmare

American Nightmare e’ un documentario del 2000 dove i grandi
autori dell’horror anni’70 da Romero a Craven, a Cronenberg, raccontano la
genesi di capolavori come La notte dei morti viventi, Non aprite quella
porta, L’ultima casa a sinistra, Rabid

Su tutti pesa il clima di
violenza che vigeva sull’America di quegli anni, a volte l’esperienza diretta
della guerra del Vietnam, per cui questa cartolina tratta dal portale
www.horror.it e’ quantomai emblematica.

Viene
spontaneo chiedersi perche’ un evento tragico come quello dell’11 settembre 2001
che tanto ha minato la sicurezza americana e mondiale non abbia dato vita a una
reinassance del genere horror: la nuova scuola americana, quando con copia
successi stranieri (The ring) preferisce tornare agli stilemi classici (Cheepers
creepers).
Mancano gli autori? sarebbe la risposta piu’ scontata, ma il mio
timore e’ che la guerra non sai piu’ cosi’ terrificante, ma qualcosa a cui
abbiamo fatto l’abitudine, servitaci a pranzo dalla
televisione.

Report

La prima serie di Report e’ finita martedi 22 ottobre e
riprendera’ il 29 febbraio. Sono molto contenta che il maggior numero di referr
di questi due mesi riguardi Report e la presenza di Marco Paolini nel programma,
anche perche’ smentisce la teoria che lo scalpore pressoche’ nullo che ha
sollevato la puntata sul terrorismo americano presso l’Ambasciata americana o il
Parlamento italiano testimoni il desiderio di zittire la notizia: gli italiani
si indignano e questo non puo’ fare che bene.

Bollymood

Bollywood (la Hollywood di Bombay) ci ha conquistato a tal
punto che addirittura Boldi e De Sica le vacanze quest’anno le faranno
laggiu’..
Piu’ fortunati gli amici romani che possono vedere questa mostra di
Fabrizio Passerella, dove il mito cinematografico occidentale si stempera in
quello indiano.

Vincent Price

Il 25 ottobre 1993 moriva Vincent Price, nato il 27 maggio 1911 a St.Louis, emigrato a Londra per intraprendere una carriera teatrale e dimenticarne una cinematografica che non decollava.

Tornato al cinema alla fine degli anni ’30 si specializza nel ruolo dell’antagonista cattivo, da ricordare tre dei quattro film interpretati a meta’ degli anni ’40 accanto aGene Tierney: VertigineFemmina FolleIl castello di Dragonwick per poi diventare, nei primi anni ’50, il divo per eccellenza dei film dell’orrore di serie B.

Il primo successo fu La maschera di cera, del 1953 per la regia di André De Toth. Segue la collaborazione con Roger Corman che da vita a otto film a basso costo tratti principalmente da racconti di E.A.Poe con qualche incursione nel mondo lovecraftiano.

La sua carriera prosegue fino ai primi anni 80 in ruoli orrorifici,
tra cui ricordiamo Il grande inquisitore del 1968, film misconosciuto da noi ma di culto nei paesi anglosassoni perchè firmato dal promettente regista maledetto Michael Reeves, tanto da aver ispirato il giudice Frollo ne Il gobbo di Notre Dame della Disney; il dittico sulle orripilanti gesta del Dr. Phibes diretto nel 1971-’72 da Robert Fuest; ed infine il bizzarro  Oscar insanguinato del 1973 dove la natura istrionica dell’attore ha libero sfogo in mille travestimenti.

“Sdoganato” alla cultura popolare nel 1983 con il videoclip Thriller di Michael Jackson in cui recita la parte introduttiva, diventa icona del cinema contemporaneo con il suo ultimo fim Edward mani di forbici del 1990, dove, per la regia di Tim Burton, interpreta lo scienziato che da la vita a Edward.

Chissà se è ironia della sorte o definitiva consacrazione che una delle piu’ grandi maschere del cinema horror sia morta una settimana prima di Halloween, nel periodo dell’anno in cui ogni televisione del mondo rispolvera un ciclo di film del terrore?

In ogni caso oggi è possibile vederlo su Sky 16:9 in una delle sue ultime apparizioni, Ore contate di Dennis Hopper e in La città dei mostri nel corso della notte di Fuori Orario.

Ciprì&Maresco ad Alessandria

Devo ammettere che non sono mai stata una sfegatata ammiratrice di Ciprì&Maresco, ma questa divertente serata che li ha visti
protagonisti al festival della critica di Alessandria, mi ha permesso d capire meglio il loro cinema, facendo maturare pensieri che forse troveranno spazio in altri post.
Oltre ai due registi la serata ha visto la partecipazione del critico Gregorio Napoli, che interpreta se stesso ne Il ritorno di Cagliostro e della divina poetessa Antonietta Scalisi Bonetti, anch’essa con un ruolo nell’ultima fatica del duo siciliano, che ha allietato la serata con alcune sue composizioni. Il commento musicale era ad opera del pianista Salvatore Bonafede, esimio pianista jazz, genere a cui i due registi hanno anche dedicato un documentario.
Si e’ ripercorsa tutta la storia cinematografica dei due artisti, partendo da materiale inedito di CinicoTv (il personaggio di Rocco Cane, fratello sfigato di Rocco Siffredi)


Cinicotv

Ai trailer de Lo zio di Brooklin con la parodia di De Laurentis che e’ costata alla coppia terribile l’ennesima denuncia e ghiotti tagli de Il ritorno di Cagliostro che partecipa in questi giorni al London Film Festival. In chiusura materiale amatoriale registrato nei primi anni ‘60 da uno dei loro protagonisti (il ciclista) morto recentemente e a cui i registi hanno dedicato l’ultimo film.

Ring!

Vedere i circa 150 posti della sala A.Ferrero del Cinema
Comunale di Alessandria gremiti e’ stato piacevolmente emozionante: sul ring, un
vero ring con corde ed arbitro in camicia bianca e paillon nero (Bruno Fornara)
il match tra due pesi massimi della critica cinematografica italinana: Francesco
Casetti versus Enrico Ghezzi. Tema dello scontro era “Dov’e’ il cinema” e il
noto critico televisivo ha subito un incontro di 60 minuti tutto basato sugli
attacchi da parte del suo avversario che ha stilato un prontuario su come
diventare Ghezzi in 5 mosse, il nostro si e’ difeso molto bene e i momenti di
ilarita’ non sono mancati. Ovviamente il match si e’ chuso in parita’: in fondo
e’ giusto dare al pubblico strumento per conoscere il cinema (la tesi di
Casetti) ma anche non proporsi come detentori del sapere lasciando che il
pubblico fruisca del cinema come meglio crede (posizione ghezziana).
Stasera
chi puo’ dire come funziona l’animo umano? sul palco Ciprì&Maresco
moderati dal critico Gregorio Napoli.

A Better Tomorrow III

ABetterTomorrow3

Serata evento quella di stasera su La7 per i cultori dei film d’azione: intorno alla mezzanotte andra’ in onda A better Tomorrow III.
Il film inedito in Italia e trasmesso all’interno di un ciclo dedicato a John Woo, e’ il prequel del dittico A better Tomorrow I e II melo’ violento sul tema dell’amicizia e dell’onore.
A better Tomorrow e‘ il film che consacra l’icona di Chow Yun-Fat, stella del cinema romantico di Hong Kong nel ruolo di Marc Gor malavitoso sbruffone, dal caratteristico spolverino e i rayban, (Quentin Tarantino stesso confessa di aver adottato per mesi questo look dopo aver visto il fim) capace di morire per un patto di amicizia alla fine del primo episodio e riproposto come gemello di Marc nel secondo.
In A better Tomorrow III il personaggio di Marc è incontrastato protagonista; l’azione si svolge nel 1974 in Vietnam e scopriamo che la sua formazione alle armi e’ opera di una donna, interpretata dalla cantante e attrice Anita Sui, che alla fine gli regalera’ la sua divisa in impermeabile e occhiali.
A Better tomorrow 3Se A better tomorrow I e II nascono dal sodalizio, sempre controverso, tra John Woo e il regista produttore Tsui Hark, all’improvviso nella preparazione di questo prequel che nasce sull’onda del successo ottenuti dai due precedenti episodi, si verifica la rottura mai del tutto chiarita tra il regista cantonese e il produttore che passa anche dietro la macchina da presa.
Il prodotto che ne risulta e’ inferiore a quello a cui Woo ci aveva abituato, ma nel contempo egli puo’ lavorare al suo indiscusso capolavoro: The Killer.