Fantasia


Fantasia1

Quando ero piccola pensavo che quell’unico grande campo lavorato a
vigna sul crinale delle colline fosse il tetto della casa di un gigante
che abitava sotto terra.

Incontro con Jane Campion


Nell’ambito della retrospettiva Ritratti di signore. Jane Campion a Torino, stasera alle ore 21.00, al Cinema Massimo di Torino  verra’ proiettato  In the cut, l’ultimo thriller erotico della Campion, nella  versione  originale sottotitolata, integrata di 20 minuti di scene tagliate.

Alla proiezione saranno presenti la regista, Jane Campion e Laurie Parker, produttrice del film.

Non so se l’integrazione di 20 minuti di pellicola basteranno a rivalutare un film che a suo tempo non aveva convinto quasi nessuno.


       

Dolcetto o scherzetto?


Halloween, la parola nata dalla crasi di All Hallows Eve, (vigilia di
ognissanti) ricorda la notte in cui le porte tra il mondo dei vivi e
quello dei defunti sono aperte e i due universi sono in contatto.
Quest’anno la notte di Halloween si segnala anche per la bizzarra
compenetrazione dei palinsesti di Rai e Mediaset, infatti se dobbiamo
tener fede a quanto pubblicato su FilmTV, le due ammiraglie dei  poli televisivi, Raiuno e Canale5, trasmetteranno quasi contemporaneamente lo stesso film Chi ha paura delle streghe?
piacevole favola horror firmata da Nicolas Roeg nel 1990 con un’
Anjelica Huston perfetta nei panni della regina delle streghe riunite a
convegno in un albergo per ascoltare il suo piano: liberarsi
definitivamente dei bambini trasformandoli in topi!

Il film sara’ in onda Lunedi’ 1° novembre su Canale 5 alle ore 2.15
e su RaiUno alle ore 3,20. Salvo cambio dell’ultima ora si trattera’
della prima volta in 50 anni di televisione e oltre 20 di dualismo
televisivo che lo stesso programma viene trasmesso nella stessa serata
su due diverse reti: prendiamolo per uno scherzetto di Halloween..

Lulu’ a Hollywood

Lulùhollywood

Il libro di Louise Brooks, edito da Ubulibri, non e’ tanto un’autobiografia della famosa interprete della Lulu di G.W.Pabst, piuttosto una raccolta di suoi acuti scritti sulla Hollywood dei ruggenti anni ’20 che esce da queste pagine vivida nella sua follia, ben diversa da quella odierna, cosi’ patinata ed apparentemente perfetta.
Le note autobiografiche, come ho detto sono pochissime: la Brookssi limita a raccontare della sua famiglia un po’ sui generis e dei suoiesordi come ballerina, sua carriera principale che da ragazza di Ziegfeld la mettera’ a contatto con il mondo del cinema. La sua carriera si interrompera’ bruscamente a 32 anni perché Louise Brooks e’ un personaggio troppo scomodo che non sa tacere la verita’.
Tra i capitoli del libro che piu’ mi hanno colpito ci sono quello dedicato a Pepi Lederer, nipote dell’attrice Marion Davies, l’amante di William Randolph Hearst, il magnate della carta stampata ispiratore del Citizen Kane di Orson Welles: non si può non pensare a Quarto Potere leggendo la storia di questa donna, cara amica della Brooks, morta suicida nel 1935 che spende tutta la sua giovane vita al seguito della corte di Hearst, tra gli appartamenti lussuosi di New York, i viaggi in Europa e l’immenso ranch di San Simeon.
BrooksZiegfieldFolies
Altro capitolo estremamente interessante e’ quello dedicato a Lilian Gish e a Greta Garbo, sul loro avvicendarsi come regine di Hollywood.
Quando nel 1925 Wall Street mette le mani sugli Studios e cade la censura cinematografica in molti stati americani, si punta su una nuova immagine piu’ sensuale del femminino, Lilian Gish, candida protagonista dei film di D.W. Griffith e star molto amata, viene portata a lasciare la MGM facendole girare volutamente, delle pellicole che non incassano, e viene dimenticata tanto che gia’ nel 1927, quando l’attrice gira Il Vento per Sjostrom a Hollywood il film passa sotto silenzio e Louise Brooks sostiene di averlo visto solo una trentina d’anni dopo.
Nel frattempo sale alla ribalta con il film Il Torrente, la stella di Greta Garbo il cui fascino e’ sicuramente e’ molto più torbido e sensuale di quello della Gish.
Ovviamente il libro non puo’ non dedicare una sezione a Lulu’, il film che ha reso immortale l’attrice americana, che preferisce raccontarci i suoi screzi con gli altri protagonisti (non era ben vista in quanto una straniera che interpreta un personaggio tedesco, infatti esiste un film precedente interpretato da Asta Nielsen) e l’evoluzione del suo rapporto con il personaggio di Lulù: all’inizio il film non fu un gran successo ed essere identificati con una figura cosi’ scomoda, sarebbe stato difficile per chiunque, ma di certo meno per la tosta Louise Brooks.

Lavorare con lentezza

La recensione del film di Guido Chiesa che ha per titolo la canzone che apriva e chiudeva i palinsesti di Radio Alice, tacendo della Pandolfi.

Lavorare

Due ragazzi sbandati della periferia bolognese, che fanno lavoretti per la mala entrano in contatto con i giovani fondatori di Radio Alice, una delle prime radio libere, tra le piu’ anarchiche di Bologna…

Guido Chiesa, nella sua sceneggiatura scritta in collaborazione con i Wu Ming, riesce a rendere bene la situazione della Bologna della fine degli anni ’70: principalmente il disagio giovanile delle periferie con il conseguente nichilismo e il tentativo di portare la fantasia al potere da parte degli universitari, ma anche le insoddisfazioni dei tutori dell’ordine e la malavita che sta cambiando, puntando tutto sul mercato della droga.
Non un film nostalgico, ma uno spaccato piuttosto lucido della situazione: emblematica la scena della prima trasmissione condotta da i due proletari, che scelgono una musica commerciale (l’unica bandita dalla censura estetica del collettivo che ha fondato la radio) e il poliziotto di leva che e’ in ascolto per carpire eventuali messaggi politici non puo’ evitare di battere il ritmo con i piedi: per l’ennesima volta le rivoluzioni che partono dall’alto non sono comprese dalle masse.
Divertente il siparietto in stile cinema muto con tanto di didascalie per raccontare come nacque Radio Alice. Drammatica e attuale, invece, la scena finale con la carica della polizia che porto’ alla morte dello studente universitario Francesco Lorusso e la perquisizione forzata dei locali della radio, che non puo’ non far tornare alla memoria i terribili fatti del G8 di Genova.
Un curiosita’ il gruppo che suona al concerto organizzato dalla radio, Gli Area, sono interpretati dagli Afterhours di Manuel Agnelli.

Cose mai viste. Una serata con i Fratelli Lumière

FratelliLumiere

Evento specialissimo quello della prima serata di Ring! Festival della critica cinematografica, giunto alla sua terza edizione (finalmente sono comparsi anche i programmi). Se nel pomeriggio c’estato un sentito omaggio al regista Francois Truffaut, nel ventennale della scomparsa, la sera e’ stata dedicata ai Fratelli Lumière.
Thierry Fremaux, direttore del Festival del Cinema di Cannes e del prestiogioso Istituto Lumiere di Lione, ha mostrato una selezione degli oltre 1500 film che i Lumière
hanno girato o prodotto, mandando i loro operatori in giro per il mondo, nei primi 5 anni della storia del cinema.



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Non solo inventori, ma anche veri padroni del mezzo, i loro film di 52 secondi posseggono un senso della composizione dell’immagine perfetto e la capacita’ di drammatizzare gli eventi in pochi secondi.
Il cinema dei fratelli Lumière tocca molti dei generi che si svilupperanno nel corso degli anni, dal documentario al reportage, alla commedia al primo horror, cosi’ simpaticamente Fremaux ha definto L’arrivo del treno alla stazione di Ciotat e devo confessare che grazie alla geniale angolazione della ripresa, ancora oggi il treno, visto sul grande schermo, da’ qualche leggero brivido.



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Come primo film della storia del cinema viene comunemente indicato L’uscita degli operai dalla fabbrica, ma di questa ripresa esistono tre diverse versioni, la piu’ conosciuta e’ forse la piu’ tarda, dato che i vestiti sono gia’ molto leggeri per risalire al marzo del 1895 e quasi nessuna delle persone riprese guarda in macchina, quindi c’e’ sicuramente un lavoro di regia a monte, le altre due versioni mostrano gli operai con abiti piu’ pesanti e dal portone della fabbrica Lumiere esce un calesse, in una versione tirato da un cavallo, nell’altra da due. Esiste poi un filmato del 1995 dove dalla fabbrica esce una rappresentativa di cineasti a simboleggiare come l’apertura di quel portone spalanchi al mondo le porte del cinema.
ThierryFremauxOltre alla qualita’del materiale mostrato, non poteva non colpire la personalita’ di Thierry Fremaux, una delle figure piu’ eminenti del cinema europeo che ha dimostrato tutta la sua passione per il mondo dei Fratelli Lumière, passando quasi due ore a commentare (tradotto da Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema Di Torino) ogni singolo film ad un piccolo pubblico di provincia e dimostrandosi sinceramente soddisfatto di esser riuscito a far apprezzare anche a noi l’arte dei
Lumière, lui che solitamente mostra questi montaggi a personaggi del calibro di Martin Scorsese.

Del cinema asiatico

Rispondendo alle nostre richieste d’aiuto , il prode D-aniki cerca di supplire alle nostra ignoranza, mentre la sottoscritta si prepara per  assistera alla prima giornata di Ring!, l’unico festival che non abbia voluto stampare il programma, limitandosi ad affiggerlo nel luogo dove si svolgera’.. 

Guida all’acquisto dei film asiatici

.WWW.PLAY.COM Qui si trovano i
film orientali usciti sul mercato occidentale, a costi abbastanza
contenuti, con un’ampia varietà di dvd a prezzo speciale (12,99 euro).
Le spese di spedizione gratuite! Ideale per tutti i film giapponesi,
altrimenti impossibili da trovare a prezzi così contenuti e con
edizioni così curate.

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titoli da tutto l’oriente con un occhio particolare per i titoli di HK
a costi bassissimi per tutti i titoli di Hong Kong e per i dvd di altre
nazioni usciti sul mercato di Hong Kong. Tra i 3 euro e i 10… Le spese
di spedizione variano a seconda della quantità di materiale comprato.
(tra i 5 e i 10 dvd le spese di spedizione sono di 13 euro). Ideale per
chi vuole comprare più titoli senza spendere un patrimonio.

WWW.YESASIA.COM Materiale proveniente da quasi tutto da tutto  l’oriente a costi abbastanza contenuti (tranne che per i dvd giapponesi).

Ideale per chi vuole comprare pochi dvd, soprattutto se coreani o di Hong Kong

Spero con questo piccolo elenco di poter guidare quanti vorranno
entrare nel magico mondo del cinema orientale, di farlo senza sborsare
troppi soldi.

Di siti che vendono titoli orientali ce ne sono molti altri (www.dddhouse.com, www.charmes.de , www.mrkwang.com)
quelli citati nella tabella sono quelli attraverso i quali fare i
migliori affari. E’ comunque consigliabile dare sempre un’occhiata in
giro per capire se ci sia la possibilità di strappare un prezzo
migliore (un po’ come disse a suo tempo il “nostro” presidente dello
sconsiglio).

Credo che sia utile per chi si accosta per la prima volta al mondo
dei dvd orientali sapere com’è la qualità di ciò che si compra, per cui
eccovi un’altra tabella divisa per nazioni

HONG KONG: i prezzi sono quasi sempre contenuti anche per il
fatto che le loro edizioni sono molto “minimaliste”. Il film in dvd con
i sottotitoli in cinese e in inglese (in precedenza erano impresse
direttamente nel film, ora, per fortuna, li hanno messi selezionabili).
Packaging semplicissimo e totale assenza di extra. Audio e video
variano a seconda delle edizioni, anche in questo caso solo ultimamente
si da un occhio di riguardo…

COREA: dvd che sono ben curati, sia nel packaging che negli
extra e nella qualità audio/video. Costano sì più di quelli di Hong
Kong, ma la qualità si paga…

GIAPPONE: anche i dvd giapponesi sono molto curati, ma
niente che possa giustificare i loro prezzi stratosferici, meglio
cercare edizioni dei film del sol levante di hong kong o occidentali

Infine un elenco, del tutto personale di titoli da cui si
potrebbe/dovrebbe iniziare per scoprire il mondo del cinema orientale
recente…



HONG KONG

Rouge di Stanley Kwan

Once upon a time in China 1 & 2 di Tsui Hark

PTU di Johnnie To

Juliet in love di Wilson Yip

Too many ways to be n°1 di Wai Ka-fai

COREA

Sympathy for Mr. Vengeance di Park Chan-wook

Peppermint candy di Lee Chang-dong

Bad guy di Kim Ki-duk

Samaria di Kim Ki-duk

My sassy girl di Jae-young Kwak

GIAPPONE

Ichi the killer di Takashi Miike

Happiness of the Katakuris di Takashi Miike

Kairo di Kyoshi Kurosawa

Go di Isao Yukisada

Soseiji – Gemini di Shinya Tsukamoto

Nuove tendenze del cinema USA

Dallas

Dopo l’ondata di film tratti dalle avventure degli eroi di fumetti,
Hollywood ha trovato un nuovo filone da spremere per i suoi
blockbuster: le serie televisive degli anni ’70/’80. Apripista e’ stato
il successo di Starsky&Hutch, ora sono in lavorazione film tratti da Hazzard, A-team; mentre Michael Mann lavora ad una pellicola da trarre da Miami Vice, Bruce Willis e Cybill Shepherd pensano di riesumare la loro vecchia serie Moonlighting  e Nicole Kidman sara’ la protagonista di Vita da Strega. Ma il progetto che mi preme di piu’ e’ quello tratto dalla soap Dallas:
spero proprio che sia un bel film di cassetta. Mica per altro, ma vi
ricordate l’ondata di Sue Ellen e Pamele che all’epoca invasero i
nostri uffici anagrafici? Mi auguro che escano soddisfatte dalla
visione del film, altrimenti, tornate a casa, potrebbero compiere
un’efferata opera di giustizia sui loro sventati genitori.

La mala educacion

Spagna, primi anni ‘80. Un regista
che sta cercando materiale per un nuovo film viene contattato da un
attore, nome d’arte Angel, che si rivela essere un suo compagno di
scuola dei tempi del collegio, Ignacio e gli lascia in visione un suo
racconto, La visita che sara’ fonte d’ispirazione per il nuovo film di Enrique Goded.

Malaeducacion

Il film non e’ solamente un noir gelido e ben congegnato, ma il
viaggio intorno a una persona, o meglio a un ricordo. Chi e’ Ignacio,
il ragazzino che aveva turbato il cuore del suo compagno Enrique e
dell’insegnante di letteratura, Padre Manolo? Bello e sensibile, dotato
di una voce angelica e di talento letterario, Ignacio strega anche il
fratello, Juan, che arriva ad impossessarsi della sua vita.

Il vero personaggio fatale e’ Ignacio che riesce a far ruotare
intorno a se’ un mondo di desideri e di morte, un Dorian Gray al
contrario che porta sul suo viso e corpo i segni della meschinita’,
della droga mentre nel racconto e nel ricordo rasenta la perfezione.

Per portare sullo schermo una trama cosi’ complessa
l’intersecazione dei vari piani temporali e’ fondamentale: la lettura
del racconto scritto da Ignacio e’ un flashback degli anni del collegio
che ci viene mostrata come la immagina il regista, anticipando quindi
il film che poi girera’.

Un film ricco di citazioni e omaggi cinefili, dove Almodovar non
disdegna di citare anche i suoi primi irriverenti film nel personaggio
di Paquito.

Appena uscita dalla sala non ero del tutto soddisfatta da questa
storia, che non era riuscita ad appassionarmi completamente, ma La mala educacion
e’ uno di quei film a cui ti ritrovi a pensare uno o due giorni dopo
averlo visto e come la vita dei suoi personaggi ti si svela a poco a
poco.