Anche Jean Reno è sbarcato sul piccolo schermo con una serie televisiva che rinnova con sapienza il polar francese e che dal 17 gennaio viene trasmessa su Fox Crime in prima visione tv.
Il protagonista è un detective di mezz’età che ha dedicato tutta la sua vita all’investigazione e ben poco alla famiglia: ha avuto una figlia con una prostituta che ora è morta. Con alle spalle un passato di alcol e droghe, Jo, dopo un infarto, cerca di ripulirsi, non tanto per la propria salute, quanto per avvicinarsi alla figlia che ha bisogno di lui.
Come nella serie inglese Il commissario Wallander, interpretata da Kenneth Branagh, la vicenda personale del protagonista fa da trama orizzontale della serie e per ora ha poco spazio, lasciandone molto di più alle trame verticali dei singoli episodi. I primi due casi spiccano nel panorama vastissimo dei serial gialli per una certa originalità e sono risolti grazie all’intuizione del detective, la scientifica ha un ruolo meno che marginale.
Ad intrigare è l’uso che viene fatto dell’ambientazione parigina: i monumenti più famosi (per ora Notre Dame e la Tour Eiffel) fanno da sfondo agli omicidi, poi l’azione si sposta in ambientazioni fotografate con luce livida o in notturna a sottolineare i toni noir della serie. Vorrei esimermi dallo sparare sulla croce rossa ma vedendo un’ambientazione così cupa per la Ville Lumière è impossibile non pensare alle nostre serie televisive: anche nelle più accurate (ad es. Montalbano) non si rinuncia mai alla dimensione da cartolina del sole splendente e dei panorami mozzafiato.
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Addio a June Allyson
Si e’ spenta sabato scorso all’eta’ di 88 anni l’attrice dal sorriso ammiccante, prototipo prima della ragazza sbarazzina e poi della moglie fedele; era nata nel Bronx il 7 ottobre 1917 con il nome di Ella Geisman; in seguito ad un incidente molto serio che da bambina la immobilizza a letto per 4 anni, Ella si dedica alla danza e al nuoto e come ballerina debutta sui palcoscenici di Broadway.
Nel 1943 viene ingaggiata dalla MGM e l’anno seguente coglie il primo successo con Due ragazze e un marinaio di Richard Thorpe. L’attrice dotata di un’innata simpatia entra nelle grazie del pubblico girando altre pellicole di scarso rilievo. Nel 1948 e’ Costanza ne I Tre moschettieri accanto a Gene Kelly (D’Artagnan) e Lana Turner (Milady). Nel 1949 e’ protagonista del remake di Piccole donne, nel ruolo di Jo che nella prima versione fu di Katharine Hepburn.

Jo e’ l’ultimo ruolo da maschiaccio: sempre nello stesso anno, infatti, June Allyson interpreta il ruolo di Ethel Stratton, la moglie fedele che sostiene il marito, James Stewart, un campione di baseball che riuscira’ a tornare a giocare nonostante l’amputazione di una gamba ne Il ritorno del campione
Nel 1953 e’ la fidanzata di Humphrey Bogart nel mediocre Essi vivranno ed e’ ancora la partner di James Stewart ne La Storia di Glenn Miller.
Nel 1954 la sua prova migliore in La Sete del potere di Robert Wise che racconta una lotta tra i vicepresidenti di un’industria per sostituire il presidente scomparso.
Sempre nello stesso anno un ruolo non dissimile, anche se meno drammatico, ne Il mondo e’ delle donne di Jean Negulesco, dove la promozione a dirigente passa attraverso la valutazione delle mogli.

Nel 1955 l’attrice, stanca del ripetitivo ruolo di moglie votata al bene del marito, gira La figlia di Caino dove interpreta una moglie isterica e per nulla conciliante, ma sara’ un fiasco che forse segna il declino della sua carriera: dopo un breve ritorno alla commedia, l’attrice inizia a diradare le sue apparizioni sul grande schermo e si concede alla televisione.