Angela Lansbury

***L’attrice è scomparsa l’11 ottobre 2022***

Compie oggi 90 anni Angela Brigid Lansbury, nota al grande pubblico come La signora in Giallo, serie tv che durò 12 anni dal 1984 a 1996 più quattro film per la tv ma in virtù delle continue repliche domina ancora oggi i palinsesti delle nostre televisioni.
Anche se il personaggio di Jessica Fletcher le resterà incollato a vita, Angela Lansbury ha una carriera di tutto rispetto, sia al cinema (nel 2014 ha ricevuto l’Oscar alla carriera) che in teatro dove ha collezionato ben quattro quattro Tony Award come miglior attrice protagonista in un musical per quattro spettacoli diversi e un quinto Tony nel 2009 come attrice non protagonista.

Le sua abilità nel musical sono state riconosciute anche al cinema: la teiera canterina Mrs. Bric de La Bella e la bestia (1991) si ispira alle fattezze della Lansbury che ovviamente la doppiava nella versione originale.

Angela Lansbury nasce a Londra il 16 ottobre 1925 e durante la seconda Guerra Mondiale si trasferisce in America dove viene naturalizzata nel 1951.
Il debutto sul grande schermo, nel 1944 è di tutto rispetto, facendole guadagnare una prima nomination agli Oscar: in Angoscia è Nancy, la cameriera che si presta ai maneggi del marito Charles Boyer che cerca di far passare per pazza la povera Ingrid Bergman.
L’anno seguente guadagna una nuova nomination per il ruolo di Sibyl Vane, fidanzata suicida di Dorian Gray in Il ritratto di Dorian Gray diretto da Albert Lewin.
Nel 1946 è nel musical Le ragazze di Harvey accanto a Judy Garland per la regia di George Sidney, che la dirige nuovamente nel 1948 ne I tre moschettieri, con Gene Kelly nei panni di d’Artagnan, Lana Turner in quelli di Milady e Vincent Price come Richelieu mentre Angela Lansbury interpreta la Regina Anna. Sempre nel 1948 è nel cast de Lo stato dell’unione, pellicola diretta da Frank Capra dove la Lansbury è l’editrice Kay Thorndyke che convince l’industriale Spencer Tracy a entrare in politica. L’attrice fu scelta su consiglio di Katharine Hepburn che nel film interpreta la moglie di Tracy.
Nel 1949 interpreta la filistea Semadar nel kolossal di Cecil B. De Mille Sansone e Dalila con Victor Mature e Hedy Lamarr.

Nel 1958 partecipa a La lunga estate calda, con Paul Newman e Orson Welles, di cui la Lansbury nel film è la compagna; la regia è di Martin Ritt.
Nel 1969 il ruolo più significativo della carriera che le vale la terza nomination e il secondo Golden Globe: è la tremenda signora  Iselin (personaggio che rientra tra i 50 più cattivi di tutti i tempi secondo la classifica stilata dall’American Film Institute nel 2003) in Va’ e Uccidi (The manciurian candidate) film diretto da John Frankenheimer che ha per protagonista Frank Sinatra.
Nel 1971 è la protagonista di Pomi d’ottone e manici di scopa: un’apprendista strega, Miss Price, a cui, durante la seconda guerra mondiale, vengono affidati tre orfani londinesi e si trova a dover combattere contro uno sbarco nazista.
Nel 1978 partecipa al film “all star” Assassinio sul Nilo, nel 1979 è Miss Froy, nel remake de La signora Scompare di Hitchcock, che ha lo stesso titolo originale, The Lady Vanishes ma in italiano diventa Il mistero della signora scomparsa e nel 1980 è Miss Marple in Assassinio allo specchio: i tempi sono ormai maturi per diventare la regina del giallo televisivo.

100 anni di Gene Kelly

Genekelly Eugene Curran Kelly nasce a Pittsburgh il 23 agosto 1912. Si dedica alla danza fin dall’infanzia e a vent’anni ha una scuola di danza che porta il suo nome con sede a Pittsburgh e a Johnstown. L’anno dopo consegue anche una laurea in economia sempre all’unversità di Pittsburgh. Segue il debutto sui palcoscenici di Broadway (ovviamente con grande successo) e a trent’anni quello sul grande schermo con For Me and My Gal accanto a Judy Garland. Si fa notare due anni più tardi in Fascino (Cover Girl regia di Charles Vidor) dove interpreta il fidanzato della protagonista, Rita Hayworth, tentata dalla fama che le darebbe diventare una ragazza copertina. Trama banale per un film che segna un punto di svolta nel processo di liberalizzazione del musical dalle costrizioni sceniche (cfr Il Mereghetti) e infatti tra i numeri più memorabili c’e’ Alter Ego dove Kelly duetta con sè stesso riflesso in uno specchio.

Due marinai e una ragazza è il film del 1945 con cui la MGM decide di fare dell’attore una star: Gene Klly balla con il topolino Jerry e collabora per la prima volta con Frank Sinatra con cui lavorerà’ ancora in Facciamo il tifo insieme e Un giorno a New York, entrambi del 1949.
Il pirata del 1948 accanto a Judy Garland, gli farà stringere un altro sodalizio importante, quello con Vincente Minelli che lo dirigerà anche in Un americano a Parigi (1951) e nel romanticissimo Brigadoon del 1954

Brigadoon

Nel 1948 arriva anche un ruolo non musicale I tre moschettieri di George Sidney, forse la più bella trasposizione cinematografica del romanzo di Dumas tra le innumerevoli girate. Non è un musical ma il personaggio di D’Artagnan permette all’attore di esprimere tutta la sua potenza atletica soprattutto nel lungo duello con Jussac: cinque minuti scanditi dalla musica di Čajkovskij, fu il duello più lungo della storia del cinema fino al 1952 quando il medesimo regista si superò in Scaramouche.

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Un giorno a New York del 1949 fu l‘ultimo dei tre film che Kelly girò accanto a Frank Sinatra, alla cinepresa c’e’ Stanley Donen con cui il ballerino co-dirige alcuni dei capolavori del musical americano: Cantando sotto la pioggia del 1952 e È sempre bel tempo del ‘55.
Tra il ‘49 e il ‘55 Gene Kelly è il re del musical che grazie a lui raggiunge il suo apice, l’energia e la gioia di vivere che sprizzano dal suo corpo compatto ma atletico, il sorriso aperto su una bella faccia americana e il genio nella danza che stanno dietro alle coreografie più celebri della storia del cinema: l’uscita da un dipinto di Toulouse Lautrec in Un americano a Parigi, il ritmo dato dall’asse scricchiolante e del giornale in un numero de L’allegra fattoria (1950) e ovviamente la celeberrima e stracitata scena del ballo sotto la pioggia girata mentre l’attore aveva quasi 40° di febbre.

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Nel 1956 Gene Kelly dirige il primo film in proprio, Trittico d’amore (Invitation to dance) una pellicola particolare, composta da tre distinti segmenti caratterizzata dalla completa assenza di dialoghi, tutto viene espresso dalla danza e dalla musica. Il film vinse l’Orso d’Oro a Berlino ma fu un flop al botteghino come già temeva la MGM: la pellicola infatti, era stata girata nel ’52 e restata in un cassetto per quattro anni proprio per i dubbi sulla sua commerciabilità.

Anche gli altri film diretti da Gene Kelly non sono celebri fino al successo di Hello Dolly! (con Barbra Streisand e Walter Matthau) con cui sbanca i botteghini nel 1969. Nel 1970 la sua penultima regia, un bislacco western con James Stewart ed Henry Fonda nei panni di due cowboy che ereditano un bordello di lusso, il The Cheyenne Social Club del titolo originale che in italiano diventa Non stuzzicate i cowboys che dormono.
La carriera cinematografica dell’attore, che pure si dedicò a qualche ruolo drammatico come E l’uomo creò Satana! di Stanley Kramer, finisce con un ultimo musical, Xanadu, accanto a Olivia Newton-John nel 1980.
Gene Kelly si è spento a Beverly Hills il 2 febbraio 1996.

Addio a June Allyson

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Si e’ spenta sabato scorso all’eta’ di 88 anni l’attrice dal sorriso ammiccante, prototipo prima della ragazza sbarazzina e poi della moglie fedele; era nata nel Bronx il 7 ottobre 1917 con il nome di Ella Geisman; in seguito ad un incidente molto serio che da bambina la immobilizza a letto per 4 anni, Ella si dedica alla danza e al nuoto e come ballerina debutta sui palcoscenici di Broadway.
Nel 1943 viene ingaggiata dalla MGM e l’anno seguente coglie il primo successo con Due ragazze e un marinaio di Richard Thorpe. L’attrice dotata di un’innata simpatia entra nelle grazie del pubblico girando altre pellicole di scarso rilievo. Nel 1948 e’ Costanza ne I Tre moschettieri accanto a Gene Kelly (D’Artagnan) e Lana Turner (Milady). Nel 1949 e’ protagonista del remake di Piccole donne, nel ruolo di Jo che nella prima versione fu di Katharine Hepburn.

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Jo e’ l’ultimo ruolo da maschiaccio: sempre nello stesso anno, infatti, June Allyson interpreta il ruolo di Ethel Stratton, la moglie fedele che sostiene il marito, James Stewart, un campione di baseball che riuscira’ a tornare a giocare nonostante l’amputazione di una gamba ne Il ritorno del campione
Nel 1953 e’ la fidanzata di Humphrey Bogart nel mediocre Essi vivranno ed e’ ancora la partner di James Stewart ne La Storia di Glenn Miller.
Nel 1954 la sua prova migliore in La Sete del potere di Robert Wise che racconta una lotta tra i vicepresidenti di un’industria per sostituire il presidente scomparso.
Sempre nello stesso anno un ruolo non dissimile, anche se meno drammatico, ne Il mondo e’ delle donne di Jean Negulesco, dove la promozione a dirigente passa attraverso la valutazione delle mogli.

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Nel 1955 l’attrice, stanca del ripetitivo ruolo di moglie votata al bene del marito, gira La figlia di Caino dove interpreta una moglie isterica e per nulla conciliante, ma sara’ un fiasco che forse segna il declino della sua carriera: dopo un breve ritorno alla commedia, l’attrice inizia a diradare le sue apparizioni sul grande schermo e si concede alla televisione.

Lana Turner

LanaturnerC’e’ una strana dicotomia nel prototipo della bionda  imposto dal cinema classico hollywoodiano: potremmo parlare di una bionda europea, bellezza algida ed elegante, modello che parte da Greta Garbo per sensualizzarsi in Marlene Dietrich e incarnarsi nella favola reale dell’americana Grace Kelly che diventa Principessa di Monaco.
Dall’altro lato c’e’ la bionda americana:  platinata, erotica, peccaminosa che sconta anche nella vita personale le scelte "estreme" del suo personaggio: la bomba del sesso Jean Harlow scompare a soli  26 anni, una fine prematura come quella di  Marilyn Monroe, l’attrice che ha trasformato in mito la figura della bionda svampita e in mezzo c’e’ Lana Turner, torbida bellezza la cui vita fu  melodrammatica quanto i film a cui prese parte.
Nata  a Wallace, nell’Idaho l’8 Febbraio 1921, Julia Jean Mildred Frances Turner e’ costretta a lasciare la citta’ natia nel 1930 perche’ il padre minatore e’ rimasto ucciso durante una rapina.
Si trasferisce in California dove a soli quattordici anni viene notata per la sua bellezza ed inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Il debutto  cinematografico ufficiale   e’ nel 1937 in Vendetta di Mervyn LeRoy; la consacrazione avviene nel 1941 con Le fanciulle delle follie ispirato al mondo delle Ziegfeld Folies.
Nel 1946 e’ Cora ne Il postino suona sempre due volte e mentre  per Clara Calamai  in Ossessione (versione italiana del testo di Cain) la nota dominate del colore degli abiti era il nero, per lei e’ il bianco.
Nel 1948 e’ una perfida Milady ne I tre moschiettieri di George Sidney (quello con Gene Kelly nella parte di D’Artagnan).
Turnerloc9wkNel 1952  e’  l’attrice alcolizzata nel melodramma che  Vincent Minelli  dedica al mondo del cinema, Il bruto e la bella.
Star di prima grandezza della MGM, la carriera di Lana Turner viene  definitivamente consacrata da una nomination all’oscar per  I peccatori di Peyton del 1957 e  riesce a reggere l’urto del delitto Stompanato: la bella attrice che nella vita colleziono’  moltissimi amanti e sette mariti, dal 1957  si accompagna con Johnny Stompanato, gigolo’ e affigliato alla famiglia del boss mafioso Mickey Cohen. Tra feste ed alcol il legame tra i due finisce in tragedia: il 4 aprile 1958 Stompanato viene pugnalato a morte in casa della diva. La colpa dell’omicidio se la prende la figlia minorenne di Lana, Cheryl Crane, che avrebbe difeso  la madre maltrattata dal manesco fidanzato, ma il giallo non e’ mai stato effetivamente chiarito.
Uno scandalo simile avrebbe potuto distrugere qualsiasi carriera invece l’anno seguente Lana Turner e’ protagonista di uno dei piu’ bei melodrammi di Douglas Sirk, Lo specchio della vita, dove nel rapporto conflittuale tra madre e figlia si puo’ ritrovare parte della vicenda personale dell’attrice.
Nei primi anni sessanta da buona prova di se’ in melodrammi che sembrano giocare con il suo burrascoso passato, come in Ritratto in nero dove interpreta una donna senza scrupoli che induce l’amante , medico del vecchio e ricco marito a far fuori il consorte.
Sul finire degli anni sessanta l’attrice abbandona il cinema e si dedica prevalentemente al teatro.
Lana Turner scompare il 29 Giugno 1995.