
Tangled
USA 2010, Disney
regia di Nathan Greno, Byron Howard
Una regina si ammala mentre è incinta. Disperato il sovrano consorte fa ricercare un leggendario fiore dai poteri taumaturgici. Il fiore era tenuto nascosto da Gothel, una vecchia che da secoli lo utilizzava come fonte di eterna giovinezza; la bambina che nasce dopo la guarigione della regina ha meravigliosi capelli d’oro e Gothel intuisce che hanno ereditato il potere del fiore e dopo averne tagliato una ciocca vede che i capelli avvizziscono subito; la vecchia rapisce la bambina rinchiudendola in una torre isolata per sfruttare il potere dei suoi capelli. Trascorrono diciott’anni e un ladro in fuga riesce a nascondersi nella torre. La principessa riesce a convincerlo ad accompagnarla fuori dalla torre dopo aver allontanato per alcuni giorni la presunta madre. Gothel però si accorge della fuga e cerca di riportare a casa la fanciulla ormai innamorata di Finn. Gothel riesce a far credere a Rapunzel che il fuorilegge l’abbia ingannata ma Finn arriva a sacrificare la sua vita per ridarle la libertà.
Primo film girato in 3D della Disney, uscito nel 50 anniversario della casa di produzione, Rapunzel segna un punto importante nell’evoluzione delle figure delle Principesse Disney anche se la storia d’amore è piuttosto banale e le musiche inconsistenti, si salva solo il momento esilarante nella taverna in cui i peggiori ceffi del regno cantano dei loro sogni.
Nel processo di indipendenza delle figure femminili s’inserisce la citazione dei film d’azione e catastrofici ma il punto di forza del film è il rapporto malato tra l’adolescente e la presunta madre: per la prima volta un cartone animato per bambini porta sullo schermo una manipolazione psicologica che ha segnato molti rapporti familiari, mi è tornato in mente H.P. Lovecraft convinto dalla madre a isolarsi per la bruttezza.
Nonostante il personaggio di Finn/Eugene sia quello di un simpatico farabutto dal cuore d’oro, la relazione con Rapunzel procede senza scossoni con gli step più classici: incontro fortuito, convivenza forzata, confessioni chiarificatrici, presunto tradimento redenzione e lieto fine.
Molto più interessanti le interazioni con gli altri personaggi: per Finn sicuramente la strana coppia formata col cavallo segugio Maximus personaggio che ho adorato ma che non mi pare aver avuto la stessa fortuna di altre figure secondarie di altre produzioni Disney.



