La casa dei 1000 corpi

Dopo aver visto La casa dei 1000 corpi la domanda nasce
spontanea: chi e’ questo Rob Zombie che con la sua prima regia e’ riuscito a
scuotere un genere che ultimamente stava boccheggiando?

Il nostro e’ una rock star
del heavy metal, leader del gruppo White Zombie i cui brani sono entrati
anche nella sound track di Matrix, un gruppo che, cito alla lettera,
rappresenta una generazione di ragazzi cresciuti guardando alla televisione i
serial dell’orrore ("Night Of The Living Dead", "Gilligan’s Island"), passando
ore al cinema a rivedere i film di George Romero, leggendo riviste come
"Fangoria"
e il leader sembra aver imparato bene la lezione.
Clikka il
faccione di Capitan Spaulding per andare alla recensione.

Le piu’ belle canzoni da film

L’American Film Institute ha recentemente stilato una cassifica delle piu’ belle canzoni da film.

Al primo posto Over the raimbow eccelso tema de Il mago di OZ del 1939 (stranamente l’unica canzone che sto intonare decentemente nonostante la difficolta’).


Somewhereovertherainbow

Seconda classificata As time goes by, la struggente canzone di Ilsa e Rick in Casablanca (1942).

Sul terzo gradino del podio Singin’ In The Rain dell’omonimo musical con Gene Kelly datato 1952.


Over the Rainbow

Somewhere over the rainbow, way up high

There’s a land that I heard of once in a lullaby

Somewhere over that rainbow, skies are blue

And the dreams that you dare to dream really do come true

Someday I’ll wish upon a star and wake up where the clouds are far behind me

Where troubles melt like lemon drops high above the chimney tops

That’s where you’ll find me

Somewhere over the rainbow, bluebirds fly

Birds fly over that rainbow

Why, oh, why can’t I?

If happy little bluebirds fly above the rainbow

Why, oh, why can’t I?

Che fine fa un cerchio nel grano

Nella notte tra il 10 e l’11 giugno un grande crop circle si
e’ formato nelle campagne di Pontecurone, in provincia di Alessandria la notizia
e’ esplosa la settimana scorsa, quando i giornali locali hanno dato ampio
risalto allla notizia, sostenendo che gli gli esperti ne
garantivano l’autenticita’ e lo dichiaravano uno dei piu’ interessanti a livello
nazionale tra quelli che nel mese di giugno si sono formati in
Italia.


L’argomento dei cerchi nel
grano suscita sempre molta ilarita’, in ogni caso, Ufo, mistero o scherzo che
sia,mi sembra estremamente spiacevole la fine che ha fatto il crop in questione:
la foto e’ di stamattina e il taglio del grano compromesso (non so se e’
obbligatorio dopo queste manifestazioni) dimostra l’intento di rovinarlo per
allontanare l’attenzione dei curiosi.

Vista la bellezza di queste
manifestazioni, la decisione di distruggerlo cosi brutalmente mi pare un vero
peccato.

Ottant’anni per Sidney Lumet

Il regista è scomparso il 9 aprile 2011

SidneyLumet

Prolifico ed eclettico regista americano, nato a Filadelfia da una
famiglia di attori e attore lui stesso, fino all’esordio alla regia, il
bellissimo La parola ai giurati
del 1957 ed il genere giudiziario sembra essere quello che lo valorizza
visto che nel 1982 ottiene un grandissimo successo dirigendo Il verdetto interpretato Paul Newman.
12angrymen4060_1Nel frattempo Il regista aveva firmato solidi drammi come Uno sguardo dal ponte (1962) con Raf Vallone, La collina del disonore (1965) dove dirige Sean Connery, sempre del 1965 e’ L’uomo del banco dei pegni.
Nel 1973 ridipinge la figura del poliziotto in Serpico, l’anno successivo porta sugli schermi l’opera di Agatha Christie Assassinio sull’orient Express con un cast di stelle da Lauren Bacall ad Ingrid Bergman.
Il 1975 e’ l’anno di Quel pomeriggio di un giorno da cani e  nel 1976 gira Quinto potere.
Dagli anni ottanta il talento di Lumet si sperpera in opere di minor
pregio, anche se qualche qualche zampata arriva ancora, come in Prove apparenti del 1996, quando il regista torna la tema della giustizia e della corruzione che paiono essergli quelli piu’ congeniali.

Aurora

Nuova uscita sugli schermi, in versione restaurata per il
primo film americano di F.W. Murnau.

Sunrise: A Song of Two Humans
1927, USA
con George O’Brien Janet Gaynor, Margaret Livingston
regia di Friedrich Wilhelm Murnau


Una donna di citta’ fa perdere la testa a un uomo, un contadino conosciuto in una localita’ di villeggiatura.
La passione spinge l’uomo alla rovina e cede quasi all’idea di far annegare la
moglie. Ma proprio durante il macabro viaggio in barca egli capisce il suo
errore e cerca di riconquistare la compagna di sempre, che intuite le sue
intenzioni aveva cercato di sfuggirgli. I due si ritrovano in citta’ e la
giornata passata quella che ai loro occhi sembra quasi un luna park, vede il
rinascere il loro amore, ma durante la traversata di ritorno sul lago una
tempesta sorprende la coppia..


Aurora

La trama, in mano a qualsiasi altro regista avrebbe potuto rivelarsi banale, ma Murnau la trasforma in una sinfonia sulla natura umana dove i toni mutano dal tragico al comico, al sentimentale.
La pellicola e’ molto piu’ che avvincente e alla fotografia di
tipo espressionista si unisce un senso naturalistico delle immagini dove gli
elementi o gli animali fanno da prodomo alle situazioni: da antologia le
impronte appaiate nel fango dei due amanti che hanno gia’ tramato il
delitto.
Un film che tra gli innumerevoli pregi ha quello di fondere
perfettamente la tradizione filmica europea: l’espressionismo tedesco, il primo
piano tipico della scuola russa, e quella americana, fatta di gustosi siparietti
che fanno da contrapunto alla trama

Moulin Rouge!

Giudizio del film

Christian, un giovane poeta squattrinato arriva a Parigi spinto dai suoi ideali bohémien, entrato fortunosamente nella banda di Toulouse Lautrec, viene condotto al Moulin Rouge, il locale più trasgressivo di tutta la città, dove conosce la vedette, la bellissima Satine, una cortigiana che scambiandolo per un ricco Duca che dovrebbe sovvenzionare il suo spettacolo lo seduce, finendo per innamorarsi di lui, ma la tragedia è in agguato.

.

Moulin rouge

Rivisto oggi , alla luce del grande successo di Kill Bill, ci si accorge come anche questo film reiventi totalmente il genere del musical mischiando momenti alti ad elementi popolari e facendo del citazionismo il suo punto di forza, infatti tutte le canzoni del film sono grandi successi pop del XX secolo a parte il motivo che unisce i due amanti, scritto appositamente per il film.
Lurhmann giustifica questa scelta sostenendo che il personaggio di Christian è ispirato al mito di Orfeo, quindi per far capire la fascinazione del suo canto non restava che riprendere grandi successi musicali.
Oltre la gustosa reinvenzione della colonna sonora, anche i balletti sono ispirati dalle più diverse espressioni del musical: si va dalla grande tradizione hollywoodiana, ai tango di Saura, passando per il musical indiano targato Bollywood, fino al cartone animato (da menzionare la Fata Verde dell’assenzio interpretata da Kylie Minouge, una trasposizione psichedelica di Campanellino) e siccome il Moulin Rouge non è che l’equivalente d’inizio secolo delle nostre discoteche , luogo di perdizione ed eccentricità, non può mancare una versione tecno del CanCan firmata da Fat Boy Slim.
Anche il personaggio di Satine, interpretato superlativamente da Nicole Kidman, e’ la fusione delle piu’ grandi icone cinematografiche del secolo scorso: Marilyn Monroe, di cui la Kidman reinterpreta magistralmente uno dei piu’ grandi successi Diamonds are the girl’s best friends e a cui e’ dedicato il momento di ingresso di Satine sul palcoscenico non solo attraverso la canzone, ma anche con il costume che richiama quello di Fermata d’autobus e la discesa con il trapezio, rielaborazione dell’entrata di Marilyn in Facciamo l’amore scivolando lungo un palo. Rita Hayworth, nelle indimenticate vesti di Gilda e’ citata nella chioma rossa di Satine e nei lunghi guanti; Marlene Dietrich è richiamata nel numero in cappello a cilindro e sigaretta dalle luci fané come ne L’angelo Azzurro.
Ultima fatica di Luhramnn, attualmente impegnato nelle riprese di Alessandro il Grande, Moulin Rouge! rappresenta un rovesciamento di stile rispetto al suo precedente successo: Romeo+Giulietta, mentre quest’ultimo trasportava la tragedia shakespeariana ai giorni nostri, mantenendo però il testo originale elisabettiano, nel secondo l’attualità dei testi si scontra con lo stile in costume, più verosimile che filologico, creando un capolavoro visionario e barocco.

Giudizio del
DVD

Questa e’ quella che si definisce un’edizione di lusso, con
due DVD ricchi di extra, alcuni molto interessanti, soprattutto quelli che
spiegano i punti da cui si e’ sviluppata la storia: il concetto basilare e’
stato quello di intendere il Moulin Rouge come un luogo di attrazione e liberta’
creativa e trasgressiva alla stregua dello Studio 54 a New York o delle
discoteche ibizenche sul finire degli anni ‘80.
Extra azzeccato per un
musical quello di aggiungere la versione estesa dei balletti.
Troppo tecnico
forse quello dedicato ai montaggi alternativi.
Personalmente ho trovato un
po’ avvilente che nella versione del film commentata dal regista Baz Luhrman,
dalla costumista e dal direttore delle luci si sia insistito molto sullo
svelamento dei trucchi digitale: rischia di togliere magia a una storia cosi’
bella e affascinante

Il mistero dell’acqua

Ilmisterodellacqua

The Weight of Water
USA, 2000
con Sean Penn, Catherine McCormack, Josh Lucas, Elizabeth Hurley, Sarah Polley, Vinessa Shaw
regia di Kathryn Bigelow

Una fotografa deve documentare un efferato delitto avvenuto nel 1873 su un’isola lungo le coste del New Hampshire, e approfitta del lavoro per fare una vacanza in barca col marito con cui e’ in crisi, il cognato e la nuova fidanzata di lui. Le sconvolgenti scoperte relative ai fatti del passato andranno di pari passo con l’inevitabile crisi tra le due coppie che esplode durante una tempesta in mare.




Il mistero dell'acqua


Non e’ perfettamente riuscito questo thriller della Bigelow, soprattutto nella prima parte dove si avverte solo la tensione erotica tra il marito poeta (Sean Penn) e la fidanzata (Liz Hurley) del di lui fratello, la seconda parte ha una migliore suspence anche se il disvelamento insistito di certi meccanismi nella storia del 1873 che
risultavano gia’ lampanti va a discapito della storia attuale dove i rapporti tra i personaggi rimangono piu’ ambigui: la fotografa e il cognato fanno l’amore nella notte trascorsa sull’isola? Adaline e’ stata (se lo e’ stata) un’amante
occasionale o ha una relazione fissa con Thomas e suprattutto lui si tuffa nel mare in tempesta per salvarla perche’ ne e’ innamorato o per il senso di colpa verso la ragazza che amava a 17 anni e che uccise in un incidente d’ auto?




The Weight of Water


Rimane comunque interessante l’intenzione di non far rivivere la stessa storia sia nel passato che nel presente, ma di mostrare come la conflittualita’ porti alle medesime reazioni di rabbia al di la’ dell’evoluzione dei
costumi.

Kathleen Turner

Nel 1954 nasceva Kathleen Turner, star indiscussa degli anni ‘80.

KathleenTurner

Esplosa nel torrido Brivido Caldo (1981), compagna di avventure di Michael Douglas in All’inseguimento della pietra verde (1984) e nel sequel Il Gioiello del Nilo (1985), ritrova l’attore e il coprotagonista Danny De Vito nella seconda prova registica di quest’ultimo La guerra dei Roses (1989), dopo esser stata la protagonista di successi come L’onore dei Prizzi, black comedy firmata da John Huston nel 1985, Peggy Sue si è sposata film del 1986 di F.F. Coppola e Turista per caso dove nel 1988 ritrova l’equique degli esordi William Hurt come partner e Lawrence Kasdan alla regia.

Bella ma “drammaticamente” normale, a quarant’anni Kathleen Turner si ritrova ad essere una piacente signora un po’ in carne, del tutto lontana dagli stereotipi di perfezione di cui Hollywood pare aver bisogno negli anni ‘90, relegata ai ruoli di madre matronale e iper protettiva ci regala la divetente interpretazione di La signora ammazzatutti nel 1994, sotto la direzione di John Waters e nel 1999 la ritroviamo come madre delle deliziose sorelle Linsbon ne Il giardino delle vergini suicide.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

 
Harrypotter_recensione_dvd_t5_1Il terzo anno di studi ad Hogwarts si apre in un clima di tensione: un pericoloso mago e’ fuggito dalla prigione di Azkaban e le sue malevole intenzioni sembrano rivolte contro Harry Potter, ma nella saga fantastica del piccolo mago nulla e’ mai come sembra e in questo episodio Harry scoprira’ chi e’ veramente coinvolto nella morte dei suoi genitori.

La pellicola diretta da Alfonso Cuarón e’ la migliore delle tre finora prodotte.
Il regista messicano scelto per realizzare il piu’ oscuro dei film tratti dai
volumi dedicati ad Harry Potter, non ha creato una fiaba dark dal consueto
immaginario gotico, ma ha realizzato una fantasia degna di una casa degli orrori
al luna park, dove il soprassalto e’ sempre mischiato al gioco ed alla
sorpresa.

La scena piu’ bella e piu’ emblematica del registro filmico e’
quella del passaggio sull’autobus fantastico Nottetempo, che viaggia a folle
velocita’ nelle strade di Londra salvo inchiodare davanti alle vecchiette che
attraversano la strada e restringersi per passare tra due bus che procedono
appaiati, guidato da un flemmatico vecchietto che ha per navigatore un’assurda
testolina wodoo parlante.
Anche la scuola di Hogwarts non e’ piu’ vista come
un severo collegio inglese: i quadri parlanti che portano alle varie case
assumono in certi momenti il ruolo di coro e i sussiegosi fantasmi si sono
trasformati in una masnada caciarona che corre lungo il salone dove gli allievi
dovrebbero studiare.

Il cast si fa sempre piu’ ricco ed interessante,
oltre all’arrivo di Michael Gambon, che sostituisce degnamente il compianto
Richard Harris nei panni di Albus Silente, e quello del sempre strepitoso Gary
Oldman
nel ruolo di Sirius Black, si segnala il gustoso cameo di Emma Thompson
che da vita a Sibilla Cooman, la bislacca docente di Divinazione. David Thewlis
fa una misurata interpretazione di Remus Lupin, l’insegnante di Difesa contro le
Arti Oscure con cui Harry stringe un rapporto quasi figliale.

Il prossimo
capitolo della saga Harry Potter e il calice di fuoco sara’ diretto da
Mike Newell, il regista di Quattro matrimoni e un funerale: probabilmente
per sottolinearne il tono da commedia rosa: infatti inizieranno i primi palpiti
amorosi per Harry ei suoi amici.