My Dear Secretary
USA 1948
con Laraine Day, Kirk Douglas, Keenan Wynn, Helen Walker, Rudy Vallee, Florence Bates, Alan Mowbray, Irene Ryan, Gale Robbins, Grady Sutton, Stanley Andrews, Gertrude Astor
regia di Charles Martin

Steve Gaylord è una segretaria con ambizioni da scrittrice; a una conferenza dello scrittore Owen Waterbury le viene proposto di diventare la segretaria dell’artista. Steve si trova catapultata in una situazione molto diversa da quella che sognava: più che alla letteratura, Waterbury si dedica a donne e cavalli con la complicità del vicino Ronnie Hastings. Owen e Steve s’innamorano e si sposano ma il secondo libro scritto sotto la guida della moglie/segretaria non ha successo e nella coppia tira aria di crisi, intanto Steve termina la sua opera prima che potrebbe essere un grande successo…
La cara segretaria è un film difficilmente incasellabile: ha i toni e i dialoghi surreali di una commedia screwball (alcuni giochi di parole solo intraducibili perché funzionano solo sull’assonanza delle parole) ma è fuori tempo massimo per appartenere al genere che diede il meglio una decina di anni prima.
Altri elemento insolito è il personaggio di Ronnie Hastings: il vicino di casa nullafacente, spalla di tutti i vizi dello scrittore emergente. Solitamente una figura che ha tanto spazio diventa l’antagonista amoroso del protagonista invece tra Ronnie e Steve non succede nulla, ma al vicino impiccione sono riservate le battute migliori, un po’ alla Groucho Marx ma non quello cinematografico, piuttosto il factotum di Dylan Dog.
Il film è la prima commedia brillante di Kirk Douglas e forse si sentiva la necessità di tutelare la comicità del film con le sottolineature del personaggio di Ronnie.
In ogni caso Douglas se la cava, ci mette molta energia nell’interpretare il suo personaggio: uno scrittore che ha avuto successo col primo libro e vive di rendita sull’acconto del secondo che ha paura di scrivere.
Stephanie, detta Steve è la classica brava ragazza, diligente nel lavoro e nel cercare di seguire la sua ambizione artistica.
Le parti più divertenti sono quelle iniziali in cui si trova catapultata nell’insensato mondo di Owen e Ronnie poi anche il plot inizia ad avere strane evoluzioni: a un certo punto Steve rifiuta di presentare il suo libro a un concorso per nuovi scrittori per non ferire Owen alle prese con la delusione dello scarso successo del secondo libro ma la pellicola cambia ancora e dopo la deriva sentimental-melodrammatica si torna alla guerra dei sessi con Owen geloso dell’ex datore di lavoro di Steve.
La coppia è ormai sull’orlo del divorzio ma finalmente l’ex segretaria di Owen, ora promessa sposa all’ex boss di Steve, si decide a dire a Owen la verità: che Steve voleva sacrificarsi per lui e che sarà una scrittrice migliore di lui. Riconciliazione tra i due con Owen che diventa (per gioco?) il segretario della moglie e rientro in scena di Ronnie inopinatamente sposato alla vecchia signora proprietaria dei loro appartamenti : lo scopo di tutta questa sarabanda rimane per me un mistero.






