Mese: Giugno 2009
Thriller – Tributo a Michael Jackson
Tulpan – la ragazza che non c’era
4 mosche di velluto grigio
Il film narra le vicende di un giovane batterista, Roberto Tobias, che uccide senza volerlo un uomo che lo pedinava da giorni. Da quel momento una spirale di morti violente si abbatte sulle persone che lo circondano fino alla scoperta dell’assassino.
La trama e’ indubbiamente esile e un po’ contorta, ma la pellicola ha una certa energia che deriva dalla disinvolta sicurezza con cui Argento costruisce le immagini, penso a tutta la sessione musicale iniziale, in particolare all’uso del mascherino che fa supporre che la ripresa avvenga dall’interno della cassa armonica della chitarra.
Interessanti anche gli omaggi cinefili: l’inseguimento della cameriera vicino al muro del giardino pubblico cita L’uomo leopardo di Tourneur, mentre la scelta di avere per protagonista un batterista mi fa ricordare Giovane e innocente di Hitchcock.
In questo lavoro Argento non e’ ancora arrivato all’uso deciso dello splatter che caratterizzera’ le sue produzioni seguenti, come nelle due opere precedenti predilige giocare sui toni del thriller d’atmosfera non mettendo mai in scena il delitto.
Ancora più inusuale è l’uso massiccio del registro comico: le caratterizzazioni del detective gay e del colto barbone (Oreste Lionello) per tacere della presenza di Bud Spencer nel classico ruolo alla Bud Spencer, tutto sganassoni e cibo, infingardo: un losco figuro chiamato Dio in quanto diminutivo di Diomede e che avra’ anche il ruolo di deus ex machina.
I love radio rock
90210
I vicere’
Life on Mars
In seguito ad un incidente stradale, Tyler si ritrova sbalzato nel 1973: il poliziotto riuscirà a fermare il serial killer prima che diventi tale ma resterà bloccato in un tempo che non è il suo..
Ovviamente sono molto curiosa di vedere, praticamente in contemporanea, le differenze tra le due serie. Si vocifera anche di una versione italiana del progetto, il che fa molto pensare sul desiderio di puntare lo sguardo sul passato, forse per troppa paura verso il futuro.
Nella versione americana il coté fantascientifico relativo al viaggio nel tempo è lasciato un po’ in secondo piano, quello che funziona è l’attenzione ironica (ma affettuosa) con cui si ricostruisce il distretto di polizia del 1973: Sam Tyler, poliziotto indefessamente politically correct, fa molta fatica a confrontarsi con i suoi nuovi colleghi, maschilisti razzisti e omofobi, pronti a manipolare le prove pur di incastrare il colpevole e la completa mancanza di attenzione per la scena del crimine a volte sembra essere una presa in giro di famosissimi serial dove tutta l’indagine poliziesca è delegata al mezzo scientifico.
Sul distretto e sul quartiere impera il tenente Gene Hunt, burbero, forse corrotto ma in fondo dal cuore d’oro, magnificamente interpretato da Harvey Keitel.
La serie punta su altri camei famosi, Maya la fidanzata di Tyler è Lisa Bonet (la Denise Robinson de I Robinson) e nel quinto episodio Woopy Goldberg interpreta una leader dei movimento per i diritti civili dei neri che “predica” da una radio parlando con voce maschile per riuscire ad avere più credito.