Betty Grable

BettyGrable

Il 18 dicembre 1916 nasce a Saint Louis, in Missouri, Elizabeth Ruth Grable, divenuta celebre con il nome di Betty Grable e il soprannome “the legs” le gambe alludendo al fisico statuario che l’ha resa celebre prototipo delle pin up anno ’40, più dell’atomica Gilda.
La madre Lillian, nutre delle ambizioni artistiche per la figlia e in seguito alla crisi del ’29 si trasferisce a Hollywood dove spaccia la tredicenne Betty per quindicenne. L’agognato debutto avviene come corista nel musical Giorni felici.
L’anno seguente Betty diventa una delle Goldwyn Girls, una compagnia femminile di attrici e ballerine alle dipendenze di  Samuel Goldwyn da cui sono uscite diverse dive come Paulette Goddard o Jane Wyman.
La giovanissima Betty inizia la gavetta di piccoli ruoli, il primo accreditato è del 1932 Probation, diretto da Richard Thorpe; nel 1934 e nel 1936 interpreta ruoli secondari nelle commedie di Fred Astaire e Ginger Rogers firmate da Mark Sandrich: Cerco il mio amore e Seguendo la flotta.
Passata sotto contratto con la Paramount, Betty Grable entra in quel vivaio di giovani artisti impiegati in college movie dove troviamo anche Judy Garland.
A questo genere si ascrive il film Million Dollar Legs del 1939 la Grable è la protagonista e dal titolo del film deriva il soprannome “the legs”, nella pellicola recita anche il primo marito Jackie Coogan, l’ex bimbo prodigio de Il Monello, non ancora pacioso come lo zio Fester de La famiglia Addams, ma un giovane provato dalla causa con i famigliari che si erano intascati tutti i suoi guadagni, a tutela delle star minorenni nascerà infatti il Coogan Act. Betty e Jackie si erano sposati nel 1937 e divorziano proprio nel 1939.
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Nel 1940 viene notata da Darryl F. Zanuck che la mette sotto contratto con la 20th Century-Fox.
Notti Argentine e Una notte a Broadway  di quell’anno decretano il successo dell’attrice, confermato da Appuntamento a Miami del 1941,in quell’anno gira anche il film di propaganda Il mio avventuriero accanto a Tyrone Power e il bel noir Situazione pericolosa accanto a Victore Mature per la regia di Bruce Humberstone.
La carriera dell’attrice è in continua ascesa, tra i film del 1942 ricordiamo il musical In montagna sarò tua, sul set incontra il secondo marito, il trombettista Harry James.
Nel 1943 lo scatto fotografico che fa entrare l’attrice nell’immaginario americano: si tratta di una foto in costume da bagno, ripresa di spalle per nascondere la gravidanza dell’attrice, il cui viso sorridente ammicca dalla spalla: la foto di Frank Powolny diventa un poster che sarà il più richiesto dai soldati americani oltreoceano. Il successo dello scatto apre la possibilità a Betty Grable di diventare una star di prima grandezza ma l’attrice è piuttosto insicura, preferisce rimanere nel suo limbo di musical secondari che all’epoca hanno incassi notevoli ma che oggi non hanno lasciato alcun ricordo degno di nota.
Dobbiamo arrivare al 1948 perché Betty Grable abbia una parte in un musical di rillievo, viene scelta da Lubitsch per La signora in ermellino, pellicola tratta dall’omonima operatta di Rudolph Schanzer e Ernst Welisch. Purtroppo il regista muore pochi giorni dopo l’inizio delle riprese e viene sostituito da Otto Preminger.
ComesposareunmilionarioNon essendo mai diventata una stella di prima grandezza, ma solo un’attrice da sfruttare per gli incassi al botteghino, la Fox inizia a trascurare la carriera della Grable non appena i profitti che procura allo studio iniziano a calare, la cosa ovviamente porta a dissapori contrattuali che fanno perdere all’artista il ruolo di Lorelei ne Gli uomini preferiscono le bionde affidato all’emergente Marilyn Monroe, ma sarà proprio lavorando con la nuova diva dello studios in Come sposare un milionario del 1953, che l’attrice trova il ruolo più significativo della carriera che ormai volge al termine.
Betty Grabe gira ancora due film nel 1955 per dedicarsi al teatro e alla televisione.
L’attrice muore a soli 56 anni, per un tumore ai polmoni il 2 luglio 1973.

Joan Fontaine

JoanFontaine L’attrice si è spenta per cause naturali il 15 dicembre 2013 a 96 anni

Joan de Beauvoir de Havilland nasce il 22 Ottobre 1917 a Tokio, come la sorella maggiore, l’attrice Olivia de Havilland. I genitori, padre avvocato e madre attrice hanno una relazione molto contrastata di cui la figlia secondogenita soffre molto, infatti dopo aver seguito madre e sorella in California, la quindicenne Joan torna a vivere per qualche anno con il padre. Nel 1934 si trasferisce definitivamente in America dove decide di entrare nel mondo dello spettacolo come la sorella. La madre le vieta di usare il nome di famiglia e Joan debutta sul grande schermo come “Joan Burfield” nella commedia romantica Non più signore che ha per protagonista Joan Crawford ma già nel secondo film del ‘37, A Million to One prende il nome d’arte con cui diventerà famosa, assumendo il cognome “artistico” della madre quando calcava le scene, Fontaine.
Il successo arriva nel 1939 con Gunga Din accanto a Cary Grant.
Leggenda vuole che ad un party l’attrice conversi con Selznick a proposito del romanzo di Daphne du Maurier, Rebecca proprio nel periodo in cui il produttore sta iniziando i provini per il debutto americano di Hitchcock, tratto dal testo della du Maurier. Joan Fontaine si aggiudica il ruolo della timida seconda signora de Winter ossessionata dal ricordo di Rebecca, la prima moglie.
Il lavoro le vale una nomination all’Oscar ma la statuetta arriva nel 1942 per il film del 1941 sempre diretto da Hitchcok, Il sospetto. A competere per l’ambita statuetta quell’anno c’è anche la sorella Olivia e la vittoria di Joan causa una rottura definitiva tra le due sorelle che non si frequentano più da allora nonostante qualche tentativo di riconciliazione.
Il rapporto conflittuale con la sorella e i genitori, soprattutto con la madre che pare preferirle la primogenita, spiega le fragilità e le insicurezze che la Fontaine sa interpretare così bene sullo schermo.
Benché abbia amato molto essere diretta da Hitchcock e Cukor (con cui lavora in Donne del ‘39) il film preferito dell’attrice è Il fiore che non colsi girato nel ‘43 per la regia di Edmund Goulding che le vale la terza ed ultima nomination agli Oscar.
Sempre nel 1943 è Jane Eyre nella trasposizione di Robert Stevenson, La porta proibita: il ruolo di Rochester è interpretato da Orson Welles.
Nel 1947 Joan Fontaine cerca di scrollarsi addosso il personaggio della donna insicura interpretando una diabolica moglie che avvelena il marito incolpando del delitto l’amante in La sfinge del male di Sam Wood, ma la pellicola non è passata alla storia a differenza del lavoro successivo il romantico ed ossessivo Lettera da una sconosciuta (1948) per la regia di Max Ophuls.
Per quanto abbia interpretato oltre una settantina di film, le pellicole per cui la Fontaine passa alla storia del cinema si concentrano tutte negli anni ’40, la ricordiamo ancora nel ruolo di Lady Rowena nell’Ivanhoe di Richard Thorpe del 1952, stesso anno in cui partecipa, non accreditata, all’Otello di Orson Welles.
Il declino del successo cinematografico la porta a dedicarsi alla televisione che comincia a frequentare dalla seconda metà degli anni ‘50.
Per fare personalmente gli auguri a Joan Fontaine per il suo 95° compleanno potete scriverle sua pagina ufficiale di Facebook

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Addio a June Allyson

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Si e’ spenta sabato scorso all’eta’ di 88 anni l’attrice dal sorriso ammiccante, prototipo prima della ragazza sbarazzina e poi della moglie fedele; era nata nel Bronx il 7 ottobre 1917 con il nome di Ella Geisman; in seguito ad un incidente molto serio che da bambina la immobilizza a letto per 4 anni, Ella si dedica alla danza e al nuoto e come ballerina debutta sui palcoscenici di Broadway.
Nel 1943 viene ingaggiata dalla MGM e l’anno seguente coglie il primo successo con Due ragazze e un marinaio di Richard Thorpe. L’attrice dotata di un’innata simpatia entra nelle grazie del pubblico girando altre pellicole di scarso rilievo. Nel 1948 e’ Costanza ne I Tre moschettieri accanto a Gene Kelly (D’Artagnan) e Lana Turner (Milady). Nel 1949 e’ protagonista del remake di Piccole donne, nel ruolo di Jo che nella prima versione fu di Katharine Hepburn.

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Jo e’ l’ultimo ruolo da maschiaccio: sempre nello stesso anno, infatti, June Allyson interpreta il ruolo di Ethel Stratton, la moglie fedele che sostiene il marito, James Stewart, un campione di baseball che riuscira’ a tornare a giocare nonostante l’amputazione di una gamba ne Il ritorno del campione
Nel 1953 e’ la fidanzata di Humphrey Bogart nel mediocre Essi vivranno ed e’ ancora la partner di James Stewart ne La Storia di Glenn Miller.
Nel 1954 la sua prova migliore in La Sete del potere di Robert Wise che racconta una lotta tra i vicepresidenti di un’industria per sostituire il presidente scomparso.
Sempre nello stesso anno un ruolo non dissimile, anche se meno drammatico, ne Il mondo e’ delle donne di Jean Negulesco, dove la promozione a dirigente passa attraverso la valutazione delle mogli.

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Nel 1955 l’attrice, stanca del ripetitivo ruolo di moglie votata al bene del marito, gira La figlia di Caino dove interpreta una moglie isterica e per nulla conciliante, ma sara’ un fiasco che forse segna il declino della sua carriera: dopo un breve ritorno alla commedia, l’attrice inizia a diradare le sue apparizioni sul grande schermo e si concede alla televisione.