Il vento

Ilvento The Wind 1928 MGM
con Lillian Gish, Lars Hanson, Montagu Love, Dorothy Cumming
regia di Victor Sjöström

La raffinata Letty Mason si trasferisce all’Ovest dalla Virginia, per vivere presso l’amato cugino Beverly ma la sua presenza suscita la gelosia della moglie Cora che arriva al punto di minacciarla se non si accasa al più presto. Letty si vede così costretta ad accettare la proposta di matrimonio dello zotico Lige che la prima notte di nozze capisce tutto il disprezzo della moglie e giura di rimandarla in Virginia appena avrà i soldi per farlo. Intanto la vita è sempre più dura perché la zona è costantemente battuta da venti furiosi, intollerabili per la ragazza e proprio durante una tremenda tempesta Letty finirà per ammazzare un uomo..

Il vento è il capolavoro del regista svedese Victor Sjöström la cui potenza visiva è rimasta intatta in questi novant’anni, soprattutto nella sequenza della tempesta di vento che trasmette ancora il senso di delirante oppressione che l’ambiente inospitale esercita su Lotty.
Alcune soluzioni sono di tipo espressionista, come l’oscillazione del lampadario che provoca giochi di luci ed ombre che paiono ipnotizzare lo sguardo allucinato di Lotty ma Sjostrom opta anche per immagini puramente fantastiche come il cavallo in sovrimpressione che impersona il terribile vento del Nord che sconquassa vite e abitazioni dei coloni, simbolo indomabile di una natura selvaggia che oppone una strenua resistenza agli uomini che cercano di domarla costringendoli a scendere a patti con gli aspetti più violenti del carattere umano.
ThewindGirato quasi sempre a ripresa fissa con molti dettagli degli oggetti o alcune scene raccontate solo con il dettaglio dei piedi come l’imbarazzo di Lotty e Lige appena sposati, il film stupisce inserendo improvvisamente un carrello in avanti su Roddy quando Lotty gli spara, per sottolineare lo stupore dell’uomo che non si aspettava la reazione violenta della donna e pensava di dominarla.
Un altra caratteristica del film per evidenziare la differenza tra Lotty e i suoi nuovi concittadini è l’uso delle didascalie: quelle riferite alla donna sono grammaticamente perfette mentre le altre sono sgrammaticate e con errori di ortografia: i cavalli saranno sempre “hosses” e mai horses; del resto nei titoli di testa anche il cognome del regista viene americanizzato in Seastrom.
La prova di Lilian Gish è davvero memorabile nel sottolineare, soprattutto con l’intensità dello sguardo, il percorso emotivo, spinto al limite della follia, della protagonista che conosciamo mentre viaggia sul treno verso Ovest sicura e senza problemi nel flirtare con Roddy, l’uomo che poi ucciderà.



Thewind


Un commento merita anche l’ottima musicazione dei Cinestesia che ha sottolineato l’intensità emotiva della pellicola con un’improvvisazione che ricordava i Pink Floyd.

Visto a SpazioMusica di Pavia per il ciclo di film muti musicati dal vivo.

Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen

Marconicrippen Confesso di aver acquistato questo libro per errore: fuorviata dal titolo che mi ricordava il ciclo su Aristotele della mia adorata Margaret Doody, credevo si trattasse di una storia d’invenzione in cui Guglielmo Marconi rivestiva i passi del detective, invece, mi sono ritrovata a leggere una sorta di saggio sugli esordi del telegrafo senza fili e su un delitto realmente accaduto che nel 1910, due anni prima del naufragio del Titanic, rese la telegrafia senza fili estremamente popolare glorificando l’invenzione di Marconi che fino a quel momento era stata piuttosto sottovalutata.
Per narrare la nascita della telegrafia senza fili si parte addirittura da prima di Marconi, descrivendo minuziosamente l’ambiente londinese di età edoardiana tutto volto al progresso e all’interesse scientifico che metteva sullo stesso piano lo studio delle onde herziane con lo spiritismo e secondo l’autore Erik Larson, grazie a questa passione per i fantasmi, lo studioso Oliver Lodge si distrasse dagli esperimenti sulle onde elettromagnetiche cedendo il primato al nostro Marconi che viene dipinto come un carattere piuttosto ombroso: timoroso che gli potessero rubare l’invenzione era perennemente ossessionato dal lavoro. Pare inoltre che fosse dotato di scarsissima empatia cosa che gli procurò molti nemici anche in ambito scientifico.
Di pari passo con la scoperta scientifica Larson ci illustra anche la vita di Hawley Harvey Crippen, medico considerato da tutti un uomo buono, incapace di far male a una mosca, vessato dalla seconda moglie Cora, con ambizione artistiche per cui prese il nome d’arte di Belle Elmore.
Quando la donna scompare Crippen giustifica la sua assenza con un viaggio in America per curare una lontana parente e in seguito annuncia che Belle è morta per una complicazione polmonare. La versione non convince gli amici della donna che interpellano le forze dell’ordine. Crippen confessa di non sapere se Belle sia viva o morta: ha inventato la storia per nascondere che la moglie lo ha abbandonato. Dopo essersi reso disponibile a un primo sopralluogo in casa, l’uomo fugge da Londra con la giovane amante Ethel La Neve, travestita da ragazzo. Intanto ricerche più accurate nella cantina fanno rinvenire i resti di un corpo umano, solo le viscere e brandelli di pelle mentre sono totalmente assenti le ossa. La scoperta suscita molto clamore tanto da far rivivere il mito di Jack lo Squartatore. Crippen e e la sua amante sono ricercati in tutta Europa e un giorno il capitano della nave Montrose diretta in Canada, telegrafa di avere i due a bordo. Il capitano di Scotlan Yard, Walter Dew, sale su un piroscafo più veloce per arrestare Crippen al suo arrivo e l’attenzione mondiale si concentra sulla gara tra le due imbarcazioni mentre il capitano Llewellyn invia ai giornali il resoconto delle giornate a bordo dei due ricercati, ignari di essere stati scoperti.
Il processo giudicherà Crippen l’unico colpevole scagionando la giovane Ethel ma il mistero de “l’omicidio della cantina” come fu ribattezzato dal Times, non venne mai completamente svelato e colpì molto l’immaginazione del giovanissimo Hitchcock che in molti suoi film ripropone elementi tratti da questo spaventoso fatto di cronaca: pare che il sospetto che il vicino abbia sezionato la moglie ne La Finestra sul cortile nasca proprio dal caso Crippen.

Downton Abbey

La tragedia del Titanic sconvolge la vita della tenuta di campagna di Downton Abbey: sul piroscafo sono morti i due eredi diretti della proprieta’ che rischia di finire in mano a un cugino di terzo grado. Mentre il Conte di Grantham, Robert Crawley, sembra disposto ad accettare di buon grado la sorte imposta dalla legge salica, la sua battagliera madre, Lady Violet, cerca ogni possibile soluzione perche’ Downton Abbey e l’eredita’ della ricca consorte americana del figlio, vadano alla loro primogenita Mary, promessa al cugino affondato con il Titanic e desiderosa di trovare un nuovo fidanzato del suo rango invece di ripiegare sul lontano cugino di origini borghesi che ereditera’ la tenuta. I drammi del piano nobile si riflettono ai piani inferiori della magione dove la numerosa servitu’ freme per conoscere il destino della proprieta’.

Dowtonabbey

Pur avendo amato molto Mildred Pierce non posso che rallegrarmi per l’inaspettata vittoria agli Emmy di questa sontuosa serie inglese che ha sbaragliato la favoritissima miniserie targata HBO. Se volete ricordare perche’ il Novecento e’ chiamato il secolo breve guardate la prima puntata di Downton Abbey dove si illustra come nel 1912, solo un secolo fa, la vita scorreva ancora come in pieno Ottocento con una numerosa servitu’ che si occupava alacremente di ogni piccola minuzia che riguardava la vita dei loro signori: inarrivabile la scena del giornale stirato prima di essere portato al Lord affinchè l’inchiostro si asciughi per bene e il gentiluomo non rischi di macchiarsi le nobili mani!

Dowtonabbey

Ovviamente la serie si apre sulla fine di quel mondo ed ecco che qua e là spuntano in nuce alcuni aspetti che caratterizzeranno l’eta’ contemporanea come la cameriera che fa un corso di dattilografia per corrispondenza perche’ sogna un futuro da impiegata invece che l’inevitabile destino di serva; lady Grantham che si batte perche’ il patrimonio resti alle tre nipoti femmine benche’ la legge imponga che le proprieta’ e i denari ad essa vincolati passino solo ad eredi maschi, in fondo e’ una suffragetta suo malgrado, dato che è la figura piu’ anziana e conservatrice del numerosissimo cast. La serie infatti, si dirama in diverse sottotrame che seguono i complotti e le meschinita’ per far carriera nel mondo della servitu’ come l’evoluzione della complicata situazione in cui si trovano i Crawley, a tutti viene dedicata molta attenzione nella scrittura con soluzioni mai banali: Lord Grantham, ad esempio, ha sposato la moglie americana Cora per la sua dote ma il loro e’ comunque un matrimonio felice perche’ il gentiluomo si e’ poi innamorato della donna che aveva impalmato solo per interesse. Tra la servitu’ spicca la figura dell’ambizioso Thomas che spera di far carriera diventando il valletto personale di Lord, e’ un omosessuale, “reato” ancora punito con la prigione nell’Inghilterra dell’era edoardiana: il giovanotto sta per trovarsi per le mani un segreto che gli permetterebbe un ricatto, situazione per la quale non nutre nessuna avversione.
La trama avvincente come un romanzo, e’ sostenuta da dialoghi strepitosi ricchi del piu’ sottile humour inglese, le scenografie sono sfarzose e anche la regia regala delle vere chicche, come il piano sequenza che segue il percorso della sguattera dalla cucina fino al salone della colazione. Cast stellare che vanta Elizabeth McGovern nei panni di Cora e una granitica Maggie Smith vincitrice dell’Emmy come Attrice non protagonista in una Miniserie o Film Tv per il ruolo di Lady Violet, Contessa Madre di Grantham.

Scrivimi una canzone

Scrivimi1canzone Music and Lyrics
USA 2006
con Hugh Grant, Drew Barrymore, Brad Garrett, Kristen Johnston,
regia di Marc Lawrence

Alex Fletcher faceva parte di una band di successo degli anni ’80 , i PoP! e ora vivacchia riproponendo i suoi vecchi successi a fiere e sagre. L’occasone di tornare in auge gli e’ offerta da una famosissima e giovanissima lolita del pop con cui potrebbe duettare, se Alex riuscisse a scrivere la canzone adatta, inaspettatamente l’aiuto gli arriva da Sophie, la ragazza che si occupa di bagnare le piante del suo appartamento.

Deliziosa commedia romantica che dimostra una certa abilita’ creativa, i punti salienti della trama sono quelli caratteristici del genere: incontro, innamoramento , crisi e trionfo del sentimento e fortunatamente vengono risolti in maniera poco banale o prevedibile. Anche la scenografia offerta dallo skyline newyorkese e’ decisamente diversa da quello proposta di solito.
Il titolo originale, Music and lyrics trova una sua spiegazione in un dialogo tra i due protagonisti dove Sophie, aspirante scrittrice che esce da una grossa delusione, definisce il testo come quella fase dell’innamoramento in cui si approfondisce la conoscenza dell’altro mentre la melodia rappresenta l’attrazione fisica. Ma il rapporto tra musica e parole rispecchia anche la comicita’ della commedia: a battute argute e divertenti corrisponde un buon lavoro di satira sul mondo della canzone: il video anni’ 80 dei PoP! e’ spassosissimo e nel finale viene riproposto nella sua interezza con il classico stile MTV: le bolle che contengono curiosita’ e biografie del gruppo.
Mi ha molto divertito vedere che anche le meteore del piu’ rutilante showbiz americano sopravvivono suonando alle fiere paesane come i cantanti italiani in declino che puoi trovare alle feste patronali nei nostri paesini.
Ben delineato il personaggio di Cora, la pop star “piu’ famosa di Britney e Christina messe assieme” : una bellissima adolescente che propone ritmi pop mixati con musiche indiane; idolo di ragazzini ed adolescenti, scandalizza o seduce, a seconda del sesso, i genitori che accompagnano i figli minorenni con le sue mise succinte e le movenze ultrasexy.
Il pezzo piu’ geniale e’ pero’ l’allusione al reality a cui Alex era stato invitato a partecipare nel quale le meteore degli anni ’80 dovevano fare a botte e il vincitore avrebbe potuto cantare un suo successo: allo scontro finale Debbie Gibson si batte con Tiffany ma il piu’ epico e’ lo scontro per i secondo classificati: Adam Ant contro Billy Idol!
Ottima la recitazione degli attori: Hugh Grant fornisce forse una delle sue prove piu’ esilaranti cavandosale molto bene come cantante; tenera e svampita Drew Barrymoore e all’altezza anche il cast dei comprimari.
Non siamo certo dalle parti del capolavoro, ma di un buon lavoro di intrattenimento intelligente, si’.

recensione pubblicata a suo tempo su ImpattoSonoro

Lana Turner

LanaturnerC’e’ una strana dicotomia nel prototipo della bionda  imposto dal cinema classico hollywoodiano: potremmo parlare di una bionda europea, bellezza algida ed elegante, modello che parte da Greta Garbo per sensualizzarsi in Marlene Dietrich e incarnarsi nella favola reale dell’americana Grace Kelly che diventa Principessa di Monaco.
Dall’altro lato c’e’ la bionda americana:  platinata, erotica, peccaminosa che sconta anche nella vita personale le scelte "estreme" del suo personaggio: la bomba del sesso Jean Harlow scompare a soli  26 anni, una fine prematura come quella di  Marilyn Monroe, l’attrice che ha trasformato in mito la figura della bionda svampita e in mezzo c’e’ Lana Turner, torbida bellezza la cui vita fu  melodrammatica quanto i film a cui prese parte.
Nata  a Wallace, nell’Idaho l’8 Febbraio 1921, Julia Jean Mildred Frances Turner e’ costretta a lasciare la citta’ natia nel 1930 perche’ il padre minatore e’ rimasto ucciso durante una rapina.
Si trasferisce in California dove a soli quattordici anni viene notata per la sua bellezza ed inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Il debutto  cinematografico ufficiale   e’ nel 1937 in Vendetta di Mervyn LeRoy; la consacrazione avviene nel 1941 con Le fanciulle delle follie ispirato al mondo delle Ziegfeld Folies.
Nel 1946 e’ Cora ne Il postino suona sempre due volte e mentre  per Clara Calamai  in Ossessione (versione italiana del testo di Cain) la nota dominate del colore degli abiti era il nero, per lei e’ il bianco.
Nel 1948 e’ una perfida Milady ne I tre moschiettieri di George Sidney (quello con Gene Kelly nella parte di D’Artagnan).
Turnerloc9wkNel 1952  e’  l’attrice alcolizzata nel melodramma che  Vincent Minelli  dedica al mondo del cinema, Il bruto e la bella.
Star di prima grandezza della MGM, la carriera di Lana Turner viene  definitivamente consacrata da una nomination all’oscar per  I peccatori di Peyton del 1957 e  riesce a reggere l’urto del delitto Stompanato: la bella attrice che nella vita colleziono’  moltissimi amanti e sette mariti, dal 1957  si accompagna con Johnny Stompanato, gigolo’ e affigliato alla famiglia del boss mafioso Mickey Cohen. Tra feste ed alcol il legame tra i due finisce in tragedia: il 4 aprile 1958 Stompanato viene pugnalato a morte in casa della diva. La colpa dell’omicidio se la prende la figlia minorenne di Lana, Cheryl Crane, che avrebbe difeso  la madre maltrattata dal manesco fidanzato, ma il giallo non e’ mai stato effetivamente chiarito.
Uno scandalo simile avrebbe potuto distrugere qualsiasi carriera invece l’anno seguente Lana Turner e’ protagonista di uno dei piu’ bei melodrammi di Douglas Sirk, Lo specchio della vita, dove nel rapporto conflittuale tra madre e figlia si puo’ ritrovare parte della vicenda personale dell’attrice.
Nei primi anni sessanta da buona prova di se’ in melodrammi che sembrano giocare con il suo burrascoso passato, come in Ritratto in nero dove interpreta una donna senza scrupoli che induce l’amante , medico del vecchio e ricco marito a far fuori il consorte.
Sul finire degli anni sessanta l’attrice abbandona il cinema e si dedica prevalentemente al teatro.
Lana Turner scompare il 29 Giugno 1995.