A Romance of Seville

anche The Romance of Seville
GB 1929
con Alexander D’Arcy, Marguerite Allan, Randle Ayrton, Cecil Barry, Hugh Eden, Eugenie Amami
regia di Norman Walker

Fin dalla più tenera età il ricco Ramon Duniga è promesso a Dolores ma quando i due giovani s’incontrano non scatta la scintilla: Dolores è innamorata di un ufficiale e Ramon s’invaghisce di Pepita dopo aver sventato una rapina a casa sua…

Film muto inglese a cui venne aggiunta una colonna sonora nel 1930 noto per annoverare tra gli sceneggiatori anche Alma Reville, già moglie e collaboratrice di Alfred Hitchcock. È anche il primo film inglese realizzato a colori con il Pathéchrome.

Più che una commedia romantica A Romance of Seville è un film d’azione che ha per protagonista Ramon Duniga, il più obbediente figlio di Siviglia, come si presenta lui stesso che ha la fortuna di trovarsi sempre al momento giusto nel posto giusto: uscito in giardino a fumare dopo la presentazione alla fidanzata, la scopre amoreggiare con l’ufficiale Juan, ben contento di potersi liberare del matrimonio di convenienza, Ramon rimane colpito dalla bella Pepita ma il loro gioco di sguardi viene interrotto dai ladri che sono entrati in casa della ragazza. L’azzimato signorino in frac e brillantina riesce a scacciare i tre malintenzionati e, liberato anche il padre della ragazza, diventa ospite gradito della famiglia.

Nella rapina a casa di Pepita è coinvolto Esteban un suo spasimante ricattato per debiti dal bandito Ruffo. Ramon ha ancora la fortuna d’intercettare un biglietto che Esteban lascia a Ruffo con la combinazione della cassaforte e ruba la collana per metterla in salvo. Non trovando i preziosi, Ruffo e i suoi rapiscono Pepita ma ancora una volta Ramon ha la fortuna d’intercettare uno dei banditi e riesce a liberare l’amata prima che Juan arrivi con il suo drappello di soldati a sgominare la banda.

A sottolineare la sicurezza nella propria fortuna sono le grandi risate con cui Ramon accoglie i cambiamenti di rotta: la scoperta che Dolores ama un altro, il biglietto caduto dall’alto.
Sempre elegante e impomatato, Ramon ha il fascino di Zorro pur facendo esclusivamente i propri interessi… amorosi.

A romance of Seville è un film che procede senza scossoni verso il naturale lieto fine, piacevole nell’accuratezza delle scenografie e della bella fotografia che esalta la luce spagnola e presenta qualche raffinato gioco di luce sui volti dei protagonisti.

Indiscreet (1931)

USA 1931 UA
con Gloria Swanson, Ben Lyon, Arthur Lake, Barbara Kent, Monroe Owsley, Maude Eburne, Henry Kolker, Nella Walker
regia di Leo McCarey



Indiscreet


La notte di capodanno Geraldine “Gerry” Trent lascia l’uomo con cui ha una relazione perché inaffidabile, sicura che il nuovo anno le porterà la felicità. Conosce infatti lo scrittore Tony Blake di cui è fan e tra i due scoppia l’amore. Ormai prossimi alle nozze Gerry rivela al fidanzato la relazione precedente e Tony la perdona (!). Ma Jim ritorna nella vita di Jerry assieme a Joan, la sorella minore di Jerry che l’uomo ha conosciuto sulla nave di ritorno dalla Francia. Joan è certa dell’amore di Jim e che la sposerà anche se la sorella maggiore cerca di metterla sull’avviso. Per salvare la sorella Jerry fa credere a Jim di essere ancora disponibile, purtroppo alla scena assiste anche Tony ma dopo la rottura l’amore trionfa.



Indiscreet


Nonostante l’omonimia, il film di Leo McCarey non ha nulla a che spartire con il film del 1958 che ha per protagonisti Cary Grant e Ingrid Bergman, anzi tanto il secondo è spudorato per i perbenisti anni ’50 (“come osa fare l’amore con me senza essere sposato con un altra!” s’indigna Ingrid Bergman, tornata da pochi anni in America dopo la scandalosa relazione con Roberto Rosellini) tanto il secondo è spudorato, dicevo tanto il primo è moralista, pur essendo una commedia pre-code. Lascia abbastanza sconcertati che la smart girl Gerry, donna in carriera e di successo sui trent’anni, debba farsi tanti problemi a confessare al fidanzato di aver avuto un amante e sperare nel suo perdono.



Indiscreet .


Indiscreet appare dunque come un film di transizione non tanto tecnica quanto di tematiche. un punto di passaggio verso la disinibita commedia screwball che caratterizzerà il decennio: tipici del genere sono i personaggi svampiti della vecchia zia e Buster, il ragazzo innamorato di Joan; si parte però dai toni da melodramma del cinema muto incentrato sulla virtù femminile con Jerry che non solo si vergogna del suo passato ma si sacrifica tra mille smorfie per salvare la sorella dalle sgrinfie dello scapolone seriale anche se questo incrinerà il loro legame,



Indiscreet


Il film è l’occasione per godere del talento di Gloria Swanson: la regina del muto che si ritirerà nel 1934 salvo qualche rara apparizione compreso Viale del Tramonto aveva in realtà una bella voce, nella pellicola canta due canzoni e brilla nelle scene comiche che McCarey dirige da par suo e che trovano ampio spazio nella seconda parte del film quando Jerry si finge matta per convincere i genitori di Jim che una vena di follia scorre in famiglia quindi il matrimonio con Joan con è auspicabile e la sequenza finale in cui cerca di intrufolarsi sulla nave in cui Tony si sta imbarcando per l’Europa.

Il fantasma dell’Opera

The Phantom of the Opera
USA 1925, Universal
con Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe, Gibson Gowland, John St. Polis, Snitz Edwards, Virginia Pearson, Anton Vaverka, Bernard Siegel, Edith Yorke
regia di Rupert Julian e -non accreditati – Edward Sedgwick, Lon Chaney, Ernst Laemmle



PhantomoftheOpera


Christine Daaé, riserva della prima cantante dell’Opera, riceve lezioni di canto da un misterioso maestro che le promette di farla diventare prim’attrice solo se lascerà il fidanzato, il visconte  Raoul de Chagny.
La ragazza accetta e iniziano ad arrivare lettere minatorie a Carlotta affinché rinunci alla parte da protagonista; quando la cantante non si piega ai voleri del Fantasma viene uccisa dal crollo del lampadario.
Dopo i successi sulla scena Christine viene invitata dal suo misterioso maestro a raggiungerla passando attraverso uno specchio che cela un passaggio segreto. Condotta nei sotterranei dell’Opera, Christine incontra un uomo mascherato che le promette amore e successo ma mentre suona la donna non resiste e gli toglie la maschera svelando un volto deturpato. Terrorizzata Christine promette di non frequentare più Raoul ma durante il ballo in maschera all’Opera lo incontra e gli racconta del mostro che la perseguita, i due progettano di rifugiarsi insieme a Londra ma il Fantasma si è accorto dei loro maneggi e rapisce nuovamente Christine, Rauol li segue nei sotterranei assieme al poliziotto Ledoux sulle tracce da tempo del pazzo omicida che si è rifugiato nell’Opera. I due finiscono in una camera delle torture e il Fantasma salva loro la vita soloquando la ragazza accetta di sposarlo ma anche gli operai dell’Opera, sono sulle tracce di Erik che ha ucciso un vecchio macchinista e riescono a raggiungerlo mentre è in fuga con Christine, linciandolo e buttandolo nella Senna mentre la ragazza viene salvata dall’amato.



Ilfantasmadell'opera


Celeberrima versione del romanzo omonimo di Gaston Leroux  e la più fedele al testo letterario, Il fantasma dell’Opera è il primo film di mostri della Universal, a decretarne la fama è la prova mirabile di Lon Chaney: forse la maschera del Fantasma dell’Opera è il suo travestimento più iconico.
Il film fu un’operazione costosissima soprattutto per la fedele ricostruzione dell’Opera nello Stage 28 della Universal, rimasto in uso fino al 2014, anno in cui fu demolito.
La pellicola fu un grandissimo successo al botteghino anche se la lavorazione fu travagliata: il regista  Rupert Julian  si licenziò per dissapori con Lon Chaney che diresse personalmente alcune sue scene,e fu sostituito da  Edward Sedgwick. Nel 1929 si rigirarono alcune scene per una versione sonorizzata. Esistono quindi diverse versioni del film nate dal montaggio di parti del film del 1925 e della seconda versione del 1929.



Il Fantasma dell'Opera


Nonostante questi problemi il film conserva ancora una grande potenza. La pellicola inizia con la vendita del teatro a due nuovi impresari e i vecchi, solo dopo aver convalidato la vendita accennano alla presenza del Fantasma, la cui leggenda affascina le ballerine e le maestranze del teatro che alimentano il mito con continui racconti e la descrizione del mostro senza naso, con la pelle tesa sugli zigomi come un teschio risulta abbastanza inquietante per la sua fedeltà a noi che ormai conosciamo bene il suo aspetto. Resta comunque memorabile la presentazione del mostro: Christine lo coglie di sorpresa alle spalle mentre suona e gli sfila la maschera, la faccia deturpata risulta ancora più impressionante per l’espressione di sorpresa con cui si mostra.



Ilfantasmadellopera


l film è memorabile anche per la ricostruzione dei sotterranei, un vero dedalo di volte gotiche che si riflettono sul lago artificiale che verrà svuotato nel finale quando la folla inferocita per la morte di Florine Papillon si riversa nelle catacombe.
Altra scena notevole è quella del ballo: il Fantasma appare mascherato da Morte Rossa e la sequenza fu girata in Technicolor a due colori (Process 2 Technicolor).



The PhantomoftheOpera


Un’altra scena che mi ha colpito molto è l’inseguimento finale: Christine giace a terra con la folla che corre nella sua direzione e solo l’intervento di Raoul impedisce che venga calpestata, in quei momenti la telecamera è posata a livello del terreno per mostrare il punto di vista della ragazza.

La frusta e il corpo

La frusta e il corpoThe Whip and the Body
Italia 1963, Titanus
con Daliah Lavi, Christopher Lee, Tony Kendall, Ida Galli, Harriet Medin, Gustavo De Nardo, Luciano Pigozzi
regia di Mario Bava aka John M. Old

Kurt, primogenito del conte Menliff, diseredato per aver sedotto e indotto al suicidio la figlia della governante, torna al castello quando viene a sapere che il fratello minore Cristiano ha sposato Nevenka, la sua promessa sposa, in poco tempo riprende il morboso rapporto tra i due ex amanti ma Kurt viene assassinato; ad essere sospettato è il padre, l’unico in casa al momento dell’omicidio ma quando anche il conte viene ucciso, Cristiano inizia a pensare che il crudele fratello abbia solo finto la propria morte per vendicarsi ma la realtà è molto diversa..

La frusta e il corpo è noto per la descrizione del rapporto sadomasochistico che lega Kurt e Nevenka: il film fu vietato ai minori di 18 anni per problemi di censura, i tagli non furono imposti dai censori ma decisi dalla distribuzione per permettere la visione dai 14 anni in su.




Thewhipandtheboby


Vittime della crudeltà di Kurt, tutti i sei abitanti del castello avrebbero più o meno un motivo per ucciderlo, scatenando una ridda di sospetti che si acuiscono con la morte del vecchio conte rendendo la situazione sempre più intrigante e morbosa, a sostegno della venatura sadomaso data dal legame tra i due amanti.




DerDamonunddieJungfrau


Un piccolo horror di atmosfera che potrebbe essere uscito dalla factory di Corman visto che tutta la produzione figura con uno pseudonimo inglese, molto struggenti le musiche di Carlo Rustichelli che si firma Jim Murphy ma il capolavoro è certamente la fotografia di David Hamilton e cioè Ubaldo Terzano.




La frusta e il corpo


Penso che La Frusta e il corpo sia in realtà un tributo al cinema espressionista tedesco non solo per l’uso appunto espressionista delle ombre, ma anche i giochi di luce alterano le geometrie del castello con un gusto tipicamente espressionista e i colori vivaci che parrebbero riprendere l’estetica pop anni ’60 in realtà sono gli stessi dei viraggi dei film muti, lo stesso tema di sudditanza psicologica verso l’aguzzino è caratteristico della filmografia espressionista.

Il giardino di Allah

IlgiardinodiallahThe Garden of Allah
USA 1936 Selznick International Pictures
con Marlene Dietrich, Charles Boyer, Tilly Losch, Basil Rathbone, Joseph Schildkrau, John Carradine
regia di Richard Boleslawski

Monica Tilden è una giovane ereditiera che ha sempre avuto un forte senso religioso e alla morte del padre vorrebbe ritirarsi nel convento in cui ha studiato ma la madre superiora le consiglia un viaggio nel deserto per cercare sé stessa. In Algeria la donna s’innamora, riamata, di Boris Androvsky, un uomo tormentato e dal passato oscuro, i due si inoltrano nel deserto e vivono felici fino a quando l’incontro con un ufficiale francese non porta a scoprire la vera identità di Boris: è un monaco trappista fuggito dal convento per sperimentare la vita nel mondo. La profonda fede di Monica la porta a restituire l’amato alla vita religiosa.

ThegardenofallahIl giardino di Allah è il remake sonoro di un film che aveva avuto due versioni all’epoca del muto, nel 1916 e nel 1927; si tratta di una storia piuttosto bislacca, soprattutto ai nostri giorni in cui non troveremmo così scandaloso che un frate abbandoni la tonaca e sicuramente metteremmo l’amore di coppia davanti a quello per il Signore, sicuri che nella sua misericordia comprenda l’amore umano in cui lo stesso Boris dice di aver ritrovato Dio.

MarlenebnUna stranezza interessante è quello di trovare Marlene Dietrich nel ruolo inconsueto della donna di buoni principi, solitamente alla Dietrich vengono affidati ruoli da peccaminosa che si riabilita per amore o con l’amore sul finale. Si tratta dell primo film a colori girato dalla diva e devo dire che per quanto sempre bellissima, la bellezza diafana di Marlene guadagna con il bianco e nero anche se Colette scrisse che «Devant la couleur rose bonbon de la bouche pincée de [Marlene], l’or anémique de ses cheveux, l’azur incertain de son regard, les bras nous en tombèrent» (fonte wikipedia)
La pellicola è la quarta girata con in technicolor ed è prodotta da David O.Selznick, il marchio del tycoon si vede nelle silhouette stagliate contro incendiati tramonti (e anche albe) che caratterizzeranno anche il suo capolavoro, Via col Vento.

IrenaGirato in California e in Arizona, il film mette in scena tutta la paccottiglia esotica legata al fascino del deserto ereditato dal cinema muto, ad esempio il balletto sensuale di Irena (Lili Tosh), il vecchio che legge il futuro nella sabbia (John Carradine). Basil Rathbone, C. Aubrey Smith e Joseph Schildkraut nei panni del divertente Batouch, il tipico levantino servile, completano un cast che testimonia un progetto costoso che finì per costare cifre spropositate per le sperimentazioni tecniche dovute al colore.

Johncarradine

Giudizio sul DVD

il DVD della Sinister Film offre un buon riversamento del colore estremamente luminoso.
I contenuti extra sono composti da una galleria fotografica e un mini poster con la tagline dellepoca per il lancio del film.
Il valore aggiunto è però il film muto tedesco del 1929 Il bacillo dell’amore di Robert Land che ha per protagonista Marlene Dietrich.

Herbert Marshall

Herbertmarshall Esattamente 50 anni fa moriva Herbert Marshall, star elegante e raffinata del cinema hollywoodiano per tutti gli anni ’30 e ’40. La sua è una storia molto particolare.
Herbert Brough Falcon Marshall nasce a Londra il 23 maggio 1890, si avvicina a l teatro prima lavorando dietro le quinte per poi debuttare nel 1911. La Grande Guerra blocca quella che era una carriera in ascesa e Marshall riporta una ferita molto seria a una gamba che gli viene amputata costringendolo ad usare per tutta la vita una protesi di legno. Nonostante l’handicap Herbert Marshall riprende il ruolo di attore e continua a calcare le scene londinesi e a diventare una star del cinema anche se in alcune scene (ad esempio sulle scale) aveva bisogno di una controfigura.
Il debutto sul grande schermo avviene nel 1927: Mumsie di Herbert Wilcox è l’unico film muto a cui partecipa. Nel 1930 è il protagonista del film di Hitchcock Omicidio!.
Si trasferisce a Hollywood l’anno seguente per raggiungere la moglie, l’attrice Edna Best con cui fa coppia nei suoi primi film americani. Nel 1932 interpreta il marito di Marlene Dietrich in Venere Bionda di Josef von Sternberg: nella pellicola suo rivale è Cary Grant a cui Marshall, sempre nel 1932, viene preferito da Lubitsch per interpretare Gaston Monescu, il ladro gentiluomo di Mancia compentente, il film che gli darà la notorietà e per tutti gli anni ’30 l’attore sarà protagonista di numerose commedie tra cui ricordiamo Sarò tua del 1935 accanto a Jean Arthur per la regia di William A. Seiter.

Manciacompetente

Con Ernst Lubitsch e Marlene Dietrich (sempre nei panni del marito tradito) tornerà a lavorare nel 1936 in Angelo.
Nel 1934 interpreta Walter Fane nella versione de Il Velo Dipinto che ha per protagonista Greta Garbo. Il film, diretto da Richard Boleslawsky, è tratto da un romanzo di William Somerset Maugham e l’aplomb tipicamente britannico di Herbert Marshall lo renderà più volte il perfetto protagonista delle trame scritte dall’autore inglese: La lettera è il secondo film che l’attore gira nel 1929 nei panni dell’amante di Leslie Crosbie, nel 1940 girerà il remake diretto da William Wyler con Bette Davis, Ombre malesi ma nei panni del marito della donna.
Nel 1942 è coprotagonista de La Luna e i sei soldi di Albert Lewin, film ispirato alla vicenda di Gauguin che s’adombra nel personaggio di Charles Strickland interpretato da George Sanders. Per finire nel 1947 ne Il filo del Rasoio Marshall interpreterà lo scrittore stesso nella trasposizione cinematografica del suo romanzo che ha per protagonista Tyrone Power.

Ilfilodelrasoio

Nel 1940 torna a lavorare con Hitchcock ne Il prigioniero di Amsterdam ed interpreta la spia nazista Stephen Fisher: da amabile seduttore o marito defilato, Marshall comincia a rivelarsi perfetto anche per i ruoli dell’insospettabile cattivo/omicida come ne La Muraglia delle tenebre del 1947 per la regia di Curtis Bernhardt.
Nel 1941 è ancora il marito di Bette Davis in Piccole volpi, magnifico melodramma sull’avidità tratto dalla piece di Lillian Hellman e diretto da  William Wyler.

Piccolevolpi

Nel 1945 nell’adorabile Il villino incantato di John Cromwell è il pianista cieco che favorisce la nascita dell’amore tra un soldato sfigurato e una ragazza insignificante: l’amore trasfigurerà i due rendendoli bellissimi.
Nel 1946 è nel cast del magnifico Duello al sole di King Vidor nel ruolo del padre di Perla Suarez, Jennifer Jones contesa dai due fratelli McCanles.
Ancora il ruolo di un padre, quello della pericolossima  Angel Face Diane Tremayne in Seduzione mortale, capolavoro di Otto Preminger (1952).
Superati i sessant’anni l’attore si presta alla televisione per giochi a premi e apparizioni in serie tv limitando l’attività sul grande schermo anche a semplici camei però incisivi come in Merletto di Mezzanotte o a ruoli secondari come quello dell’Ispettore Charas ne L’esperimento del dottor K, (The fly) film più noto nel remake del 1986 diretto da Cronenberg, La mosca.
Il suo ultimo film è Il terzo giorno del 1965.

Vendetta d’Oriente

Vendettad'oriente Where East is East
USA 1929 MGM
con Lon Chaney, Lupe Velez, Estelle Taylor, Lloyd Hughes
regia di Tod Browning

“Tiger” Haynes procura animali esotici per i circhi nelle foreste dell’Indocina. Di ritorno da una battuta di caccia, l’adorata figlia Toyo gli rivela di essersi innamorata di Bobby Bayley. Dopo alcune remore iniziali Haynes accetta la relazione tra i due giovani e si fa accompagnare dal futuro genero a consegnare gli animali al circo dei Bayley; sulla nave per Saigon Bobby viene sedotto da Madame de Silva, e sarà proprio Haynes a rivelargli che la donna è la madre di Toyo..

Estelletaylor L’ultimo film muto di Tod Browning è anche l’ultimo in cui il regista collabora con Lon Chaney; si tratta di un torbidissimo melò che fa quasi capire la necessità di mettere un freno alla morbosità incestuosa dei plot con il Codice Hays elaborato nel 1930 ed entrato in vigore nel ’34.
La malafemmina che ha lasciato la neonata al padre per fare una vita dissoluta, non indugia a far ritorno a casa per prendersi il fidanzato della figlia e pur vedendo l’affetto tra i due, non esita a dichiararsi platealmente: una vera vamp senza scrupoli, con lo sguardo incantatore di Estelle Taylor, in grado ancora oggi di stregare il pubblico. Madame de Silva è l’apoteosi della maliarda del cinema muto: nessuno può ribellarsi alla sua volontà che risponde solo ai sensi; farà una brutta fine come tutte le sue colleghe ma senza mostrare mai un ripensamento né tanto meno un pentimento.
Alla donna maliarda, modello incarnato, tra le altre, anche da Marlene Dietrich e Mae West (mai però così svergognate) fino ad arrivare alle dark lady degli anni ’40 fa da contraltare la prorompente vitalità di Lupe Velez, tutta mossette e sorrisi, anticipatrice della smart girl un po’ maschiaccio delle commedie anni ’30.

Lonchaney-lupevelez

Il film vale la pena di essere visto per le due protagoniste, Lon Chaney col volto segnato da cicatrici da perfetto cacciatore di tigri, è solo uno spettatore impotente della rovina portata dalla ex moglie e non saprà far di meglio che liberare un vecchio gorilla per mettere fine al tragico gioco seduttivo.
Il circo, la vendetta ancestrale sulla bella senza scrupoli, saranno temi che verranno sviluppati con efficacia in Freaks, il capolavoro di Browning girato nel 1932.

La serpe di Zanzibar

Laserpedizanzibar West of Zanzibar
silent movie, USA 1928 MGM
con Lon Chaney, Lionel Barrymore, Mary Nolan, Warner Baxter
regia di Tod Browning

Il mago Phroso litiga con Crane, l’uomo con cui sta per fuggire l’amatissima moglie Anna e rimane paralizzato dalla vita in giù. Dopo qualche tempo Phroso ritrova Anna morta e giura di vendicarsi di Crane; per farlo attende diciott’anni in cui conquista la fiducia di una tribù africana e fa crescere la figlia di Crane in un bordello. L’intento è di uccidere Crane dopo avergli detto che Maize è sua figlia quindi la fanciulla verrà bruciata viva dalla tribù al funerale del padre ma Crane rivela che la ragazza è in realtà figlia del mago dato che Anna non era più fuggita dopo aver saputo dell’incidente.

Penultimo film della coppia Tod Browning – Lon Chaney che sotto la supervisione del produttore Irving Thalberg girarono insieme dieci pellicole nel decennio 1919/29.
La storia è un intricato melodramma a tinte fosche che per certi versi richiama il morboso I misteri di Shanghai diretto nel ’43 da Josef von Sternberg.
La pellicola ha un andamento circolare: l’inquadratura iniziale si apre sullo scheletro nella bara con cui il prestigiatore compie il suo numero: è un’anticipazione del destino nefasto che toccherà a Phroso bruciato dalla tribù che non crede a quel trucco che aveva dato la fama al mago e che ora Phroso usa per salvare la figlia dalla morte a cui l’aveva destinata.
Westofzanzibar Quello che colpisce de La serpe di Zanzibar (titolo italiano di gran lunga più evocativo dell’anonimo originale West of Zanzibar) è che Lon Chaney non usa i suoi mille trucchi per stravolgersi il viso o il corpo ma si limita a strisciare sulle gambe morte (Dead Legs è il nome con cui si fa chiamare dalla tribù che domina con i suoi trucchi). L’interpretazione dell’attore è notevole anche senza trucco sul volto e La serpe di Zanzibar ha, se non altro, il merito di dimostrarlo.
Il ghigno stravolge però tutti i volti dei personaggi, da Maize che vacilla tra la paura e l’orrore quando scopre dove è stata condotta con la scusa di incontrare finalmente suo padre, a Crane che ride maleficamente della vendetta fallita di Phroso che gli si è rivoltata contro.

La scala a chiocciola

ScalaachiocciolalocThe spiral staircase
USA 1945 RKO
con Dorothy McGuire, George Brent, Ethel barrymore, Kent Smith, Rhonda Fleming, Elsa Lanchester
regia di Robert Siodmak

Agli inizi del Novecento in un paesino americano, mentre il cinema muove i primi passi, un killer prende di mira donne con difetti fisici e a casa Warren si teme per la sorte di Elena, cameriera rimasta muta in seguito a un trauma psicologico. Nel corso della giornata però la villa si svuota dei suoi abitanti e Elena dovrà affrontare da sola l’assassino e i propri traumi..

Il più famoso dei film di Siodmak, fondamentale come trait d’union tra il film gotico classico e il thriller/noir dei secondi anni’40 di cui l’anno dopo il regista avrebbe firmato il capolavoro Lo Specchio Scuro.
Dell’horror classico ci sono tutti i topos, la notte buia e tempestosa, la villa tenebrosa (per inciso faceva parte del set de L’orgoglio degli Amberson, secondo disastrato film di Orson Welles). Su questa base il tedesco Siodmak innesta le ombre del cinema espressionista con mirabolanti chiaroscuri che culminano nella scena della morte di Bianca in cantina: un’ombra nera avvolge la parte centrale dello schermo e restano solo illuminate le mani della donna, spalancate negli spasmi dell’agonia.

Scalaachiocciolablanche

Dal thriller/noir La scala a chiocciola mutua i risvolti psicologici molto in voga negli anni’40: l’handicap di Elena deriva da un trauma infantile, la scala del titolo conduce dalla cantina sede dell’inconscio (le bottiglie della signora Oates fino all’omicidio di Bianca) alla salvezza del piano nobile dove giace Mrs. Warren e sarà muovendosi sulla scala che Elena riuscirà a sbloccare il proprio handicap.
Il film è del 1945, il regista è un espatriato tedesco: gli omicidi seriali di donne menomate sono un riferimento per nulla velato al nazismo e alla sua smania di eliminare i più deboli.
Scalaachiocciolaocchio Nel 1945 però il cinema compie anche mezzo secolo e Siodmak sembra voler rievocarne gli esordi non solo con lo spezzone del film muto sulla cui proiezione si apre il film, ma anche con l’enfasi a cui è costretta la protagonista muta per esprimersi, quando deve far riprendere la signora Warren o risvegliare la governante ubriaca o anche quando immagina il suo matrimonio con il dottore.
Con questa celebrazione Siodmak sembra voler sottolineare l’importanza della vista sugli altri sensi: Elena si salva scorgendo il piede dell’assassino celato nell’ombra, la vecchia signora Warren finge spesso di dormire salvo poi lanciare occhiate penetranti e poi c’è la peculiarità più famosa della pellicola: il dettaglio dell’occhio dell’assassino inquadrato prima di compiere l’omicidio, occhio in cui si riflette la vittima, un’anticipazione dell’analisi voyeristica dello spettatore che trova il suo acme in Peeping Tom.
La copia che gira in televisione vanta ancora il doppiaggio originale, per questo chiamo la protagonista con il nome italianizzato e si segnala tra i doppiatori la presenza della voce inconfondibile di Alberto Sordi nel ruolo del minore dei Warren l’indolente playboy Stefano.

Gli uomini preferiscono le bionde

Gentlemen Prefer Blondes
USA 1953 20th Century Fox
con Marilyn Monroe, Jane Russell, Charles Coburn, Elliott Reid, Tommy Noonan, Taylor Holmes, Norma Varden, George Winslow, Marcel Dalio
regia di Howard Hawks




Gli uominipreferisconolebionde


Per impedire il matrimonio a Parigi tra il figlio Gus e la ballerina arrivista Lorelei, il magnate Esmond Sr. trattiene il figlio in America e spedisce un detective sulla nave perché controlli la ragazza che viaggia con l’amica e collega Dorothy. Tra il detective Malone e Dorothy scoppia l’amore anche se la ragazza crede che il detective la corteggi solo per spiare meglio l’amica che nel frattempo s’infila in situazioni che fanno saltare il fidanzamento..




Gentlemanpreferblondes


Uno dei più film più famosi di Marilyn grazie all’accoppiata vincente con Jane Russell, le due bellezze mozzafiato degli anni ’50 interpretano due ballerine di rivista che non potrebbero essere più diverse: finta scema Lorelei che punta solo al denaro, disincantata Dorothy che s’innamora solo di bellocci regolarmente spiantati.



Gentlemenpreferblondes


La presenza delle due ragazze sulla nave da crociera non passa inosservata, soprattutto agli occhi del vecchio “Piggy” diminutivo che lascia poco all’immaginazione, di Sir Beekman, proprietario di miniere ma tenuto al guinzaglio corto da Lady Beekman, l’astuta Lorelei, innamorata della tiara della signora Beekman, riesce a convincere Piggy a regalargliela ma la manovra,frutto di ricatto e moine sarà quella che porterà alla rottura del fidanzamento con Gus e alla fine della ricca vita parigina con conseguente rischio di galera. Le due intraprendenti amiche riusciranno a mettere le cose a posto: Lorelei seducendo per l’ennesima volta il suo milionario mentre Dorothy si spaccia per lei in tribunale scandalizzando la corte con una parodia molto più sexy del numero di Diamond are the girl’s best friends che Lorelei fa al cabaret e che Madonna ha omaggiato nel video di Material girl.
Malone intanto recupera la tiara e Lorelei convince anche il futuro suocero sull’onestà delle sue intenzioni.




Gliuominipreferisconolebionde


Un film scintillante, che finisce con un doppio matrimonio ma sotto i lustrini e lo sfavillio dei diamanti Howard Hawks racconta con candore crudele e spiazzante il diritto tutto femminile di accaparrarsi un uomo ricco, dove la ricchezza maschile fa il paio con la dote femminile più ambita dagli uomini: la bellezza.




Gentlemenpreferblondes


Il musical è il remake dell’omonimo film muto del 1928 oggi considerato perduto; al primo film e al musical teatrale del 1949 da cui provengono i numeri musicali del film del 1953, ha collaborato Anita Loos autrice del romanzo omonimo pubblicato nel 1925.