Frankie and Johnny
USA 1991, Paramount Pictures
con Al Pacino, Michelle Pfeiffer, Kate Nelligan, Jane Morris, Héctor Elizondo, Nathan Lane, Ele Keats
regia di Garry Marshall
In una tavola calda di New York si incontrano Frankie e Johnny, lui neo assunto cuoco, mestiere imparato in galera, lei cameriera convinta di aver chiuso con gli uomini. Con non poche difficoltà Johnny riuscirà a far capitolare la refrattaria donna del suo cuore…

Dopo il successo planetario di Pretty Woman il regista Garry Marshall scardina la commedia romantica con un nuovo film dal titolo musicale e con una nuova coppia di star, Al Pacino e Michelle Pfeiffer nei panni di due poveracci disillusi che tirano a campare lavorando nella tavola calda di un greco con una clientela abituale di vecchi esponenti della working class, ovviamente il film fu un insuccesso.
Io me ne tenni lontana perché non ho mai amato Pretty Woman e recuperando adesso Paura d’amare trovo un film invecchiato molto male soprattutto nella morale: il film si apre con la morte di una cameriera del locale, una donna di mezz’età che muore sola, senza che quasi nessuno presenzi al suo funerale.
La solitudine in una grande città è un tema importante, una paura che oggi è molto più diffusa di quella dell’AIDS, tema ben presente nel film anche se la figura del vicino gay di Frankie è un po’ macchiettistico.
Il problema però è che come Pretty Woman “sdoganava” la prostituzione, Paura d’amare ha un tono ricattatorio verso il genere femminile: Frankie ha ottime ragioni per stare lontano dagli uomini ma il messaggio di fondo è “bellezza, il tempo passa le occasioni scarseggiano meglio accontentarsi di un mezzo stalker logorroico e probabilmente bugiardo come Johnny”. Fortunatamente oggi non è più tanto accettabile che uno si presenti a prendere una donna a casa quando gli è stato detto chiaramente che non si vuole andare a una festa con lui, nel 1991 pareva ancora una grande dimostrazione d’amore.
La mia antipatia per Johnny deriva forse dalla recitazione di Al Pacino, lo trovo spesso sopra le righe ma in Paura d’amare è veramente troppo gigione, soprattutto se si confronta la sua prova con la recitazione di Michelle Pfeiffer, delicata nel svelare a poco a poco i traumi della protagonista è perfettamente credibile bei panni di una cameriera sciatta.
Le sere trascorse a guardare negli appartamenti degli altri citano Hitchcock ma anche in Maschietta, la protagonista Gloria Swanson ha alcune scene con riflesso alla finestra mentre osserva diversi tipi di vita domestica.

