Bruci la citta’

E’ uscita da una settimana ed e’ gia’ un tormentone la nuova canzone di Irene Grandi, scritta con insieme a Francesco Bianconi dei Baustelle: non sono una grande fan ne del gruppo senese ne’ di Irene Grandi e l’unica cosa che mi diverte davvero e’ questa apoteosi del congiuntivo, quasi un canto funebre del modo verbale che va sempre piu’ scomparendo, visto che in radio due volte su tre sento annunciare “brucia la citta’”, a proposito nella prima strofa non dovrebbe esserci un rimanga invece di rimani?

Bruci la città
e crolli il grattacielo
rimani tu da solo
nudo sul mio letto.

Bruci la città
o viva nel terrore
nel giro di due ore
svanisca tutto quanto
svanisca tutto il resto.

E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io non posso che ammirare
non posso non gridare

che ti stringo sul mio cuore
per proteggerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore il tuo dolore.

Muoia sotto un tram
più o meno tutto il mondo
esplodano le stelle
esploda tutto questo

muoia quello che è altro
da noi due almeno per un poco
almeno per errore.

E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io vorrei darmi da fare
forse essere migliore

farti scudo con il mio cuore
da catastrofi e paure
io non ho niente da fare
questo e quello che so fare

Io non posso che adorare
non posso che leccare
questo tuo profondo amore
questo tuo profondo amore

Concerto di Natale

Preghiera di gennaio

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Leningrad Cowboys: Zombie Paradise

ZombieparadiseQuando alcuni mesi fa la Vodafone mi mando’ un sms in cui mi invitava sul sito per scoprire tutto sulla nuova canzone del loro spot, sorrisi e avrei voluto rispondere: “Abbbelli! Ho riconosciuto subito i Leningrad Cowboys e la loro versione di Happy Together: c’ho pure il disco, comprato alla Virgin di Amsterdam nel 1998 o giu’ di li’!”.
Ora che il laif is nao di Totti e’ stato sostituito da Silvio “zeppola” Muccino e al posto di The final countdown degli Europe c’e una non meglio identificata lagna di Ligabue, l’unica soddisfazione e’ quella di poter trovare anche in Italia il nuovo cd dei Leningrad Cowboys, Zombie Paradise.
Dopo sei anni di silenzio i surreali musicisti finlandesi dal lunghissimo ciuffo sono tornati e sono diventati cattivi, come dimostra anche la copertina del cd: uno scheletro dal lungo ciuffo che beve benzina da una tanica.
Abbandonate le divertenti rivisitazioni a suon di balalaike e cori dell’Armata Russa, in questo disco i Leningrad Cowboys rivedono alcuni classici americani in chiave hard rock, con venature punk: Goldfinger e’ arricchita da svisate di chitarre elettriche, che inacidiscono anche la malinconia di Perfect Day, mentre Puttin’on the Ritz, Manic Monday sono stravolte da un punk irriverente e Ring of fire (proprio quella scritta da June Carter!) ricorda un po’ lo stile in cui Marilyn Manson fece sua Sweet dreams degli Eurythmics, in piu’ ci sono le trombe campionate che sono un inquietante fantasma dei fiati dell’originale.
Potete farvi un’idea del loro nuovo stile guardando il loro nuovo video dove non manca una simpatica resurrezione come ai tempi di Leningrad Cowboys go America.

Eldorado

ll numero zero del programma radio e’ andato in onda con un discreto successo tra parenti ed amici, la scorsa settimana sono riuscita a fare avere una copia del programma anche a Carlo Leva, protagonista di parte del programma, quindi non restate che voi, diletti avventori del blog a cui rifilare i miei esperimenti radiofonici!!!
Eccovi dunque la creaturina mia e di Daniela, Eldorado, ancora divisa in cinque parti, rispettando i tagli pubblicitari (del resto non avrei saputo come unire i pezzi, se devo dirla tutta!)
ed in aggiunta, come nella migliore tradizione del supporto digitale un extra eccezionale: l’intervista integrale a Carlo Leva.
Buon ascolto!

Ascolta almeno l’inizio!

La parte dedicata a Carlo Leva

Non ti puoi perdere il piccione!

E ora che sei qui vuoi smettere?

Coraggio, non ti resta che il finale

L’intervista integrale a Carlo Leva

Che cosa sono le nuvole

Cosa-sono-le-nuvole Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l’erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l’unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

testo di PierPaolo Pasolini

Data di nascita (luogo) 5 March 1922 Bologna, Emilia-Romagna, Italy
Data di morte (dettagli) 2 November 1975 Ostia, Latium, Italy. (homicide)
dati imdb

Trokal Kazal, Trokar Mazal




Mira querida mira

el sol del vierno

en esta tierra es una lampa sin luz

Sueña querida sueña

el tiempo pasado

en nostra casa la primavera es ja

Canta querida canta

l’amor se ven

es una ves qui non torna atras

Suegna querida suegna

el tiempo pasado

en nostra casa la primavera es ja

Quest’ anno voglio celebrare il Giorno della Memoria, con quanto di
bello ci offre la cultura ebraica e allora ecco una canzone dei Klezroym , (tratta dall’album Scenì) gruppo italiano  di musica klezmer che e’ stata una delle piu’ belle scoperte musicali del 2004.

Per una  degna celebrazione di questa giornata consiglio una lettura del  blog di Clos.

As time goes by

This day and age we’re living in
Gives cause for apprehension
With
speed and new invention
And things like fourth dimension.

Yet we get
a trifle weary
With Mr. Einstein’s theory.
So we must get down to earth
at times
Relax relieve the tension

And no matter what the progress

Or what may yet be proved
The simple facts of life are such
They
cannot be removed.]

You must remember this
A kiss is just a kiss, a
sigh is just a sigh.
The fundamental things apply
As time goes
by.

And when two lovers woo
They still say, "I love you."
On that
you can rely
No matter what the future brings
As time goes
by.

Moonlight and love songs
Never out of date.
Hearts full of
passion
Jealousy and hate.
Woman needs man
And man must have his
mate
That no one can deny.

It’s still the same old story
A fight
for love and glory
A case of do or die.
The world will always welcome
lovers
As time goes by.

Oh yes, the world will always welcome lovers

As time goes by.

Qui il motivo di
questa dedica

Le piu’ belle canzoni da film

L’American Film Institute ha recentemente stilato una cassifica delle piu’ belle canzoni da film.

Al primo posto Over the raimbow eccelso tema de Il mago di OZ del 1939 (stranamente l’unica canzone che sto intonare decentemente nonostante la difficolta’).


Somewhereovertherainbow

Seconda classificata As time goes by, la struggente canzone di Ilsa e Rick in Casablanca (1942).

Sul terzo gradino del podio Singin’ In The Rain dell’omonimo musical con Gene Kelly datato 1952.


Over the Rainbow

Somewhere over the rainbow, way up high

There’s a land that I heard of once in a lullaby

Somewhere over that rainbow, skies are blue

And the dreams that you dare to dream really do come true

Someday I’ll wish upon a star and wake up where the clouds are far behind me

Where troubles melt like lemon drops high above the chimney tops

That’s where you’ll find me

Somewhere over the rainbow, bluebirds fly

Birds fly over that rainbow

Why, oh, why can’t I?

If happy little bluebirds fly above the rainbow

Why, oh, why can’t I?

Alberto Sordi

Un anno dalla morte di Alberto Sordi, attore che non amo
particolarmente anche se riconosco che e’ stato tra i piu’ grandi interpreti
della commedia all’italiana, forse mi e’ piu’ caro come voce italiana di
Ollio.


Sordi

Molti convegni e rassegne televisive ce lo
ricordano, vorrei segnalare la mostra fotografica  Caro Alberto… Le
fotografie di Enrico Appetito per i bambini dell’Associazione Peter Pan
che
si inaugura oggi a Roma all’Auditorium Parco della Musica. Sono scatti sui set
del noto attore realizzati da Enrico Appetito, fotografo di scena e amico di
Alberto Sordi, scomparso il 12 settembre 2003.
La mostra ha scopo benefico,
infatti i proventi andranno all’Associazione Peter Pan, organizzazzione che si
occupa di aiutare le famiglie con bambini ricoverati presso il reparto
oncologico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, di cui Albertone era
sostenitore.