A Oriente! – Al cinema lungo la Via della Seta

Banner A Oriente Partiamo alla scoperta della Via della Seta attraverso il cinema! Un viaggio a tappe tra grandi metropoli, pericolosi deserti e montagne invalicabili, negli stessi luoghi che mercanti, pellegrini e soldati affrontarono in un passato lontano (come ancora oggi) per trasportare merci preziose, scambiare scoperte e credi religiosi tra il lontano Oriente e l’Europa. Faremo inoltre una sosta al cinema in tutti i Paesi del nostro viaggio, per vedere i film più rappresentativi della loro migliore produzione contemporanea, e conoscere, attraverso lo sguardo critico di grandi autori, le storie private e le tensioni sociali di un’area geografica al centro di molti conflitti dell’epoca contemporanea. Un viaggio emozionante dall’Italia al Medio Oriente, dall’Asia Centrale alla Cina, ma anche un percorso nel tempo, dal passato al presente: dalle esperienze di antichi mercanti e guerrieri – le origini culturali e religiose delle grandi civiltà orientali – alle storie di oggi, che riflettono il peso e la violenza della Storia sulla quotidianità delle persone comuni, spesso costrette a scontrarsi con le contraddizioni dei loro Paesi o in fuga verso un altrove sempre più inospitale.

sabato 27 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
1 – Venezia e Turchia
2 – Turchia e Teheran
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Un viaggiatore di oggi, Bradley Mayhew, ripercorre le orme del più grande viaggiatore di tutti i tempi in una straordinaria serie di documentari. 8000 km lungo la Via della Seta con Il Milione nello zaino, da Venezia alla Turchia, alla ricerca di una leggendaria pietra nera, fino al deserto iraniano, dimora degli antichi adoratori del fuoco.

sabato 27 ottobre, ore 21.00 (replica 31 ottobre)
STORIE
Seta
di François Girard. Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

domenica 28 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
3 – Iran e Afghanistan
4 – Tagikistan e Cina
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Prosegue la meravigliosa avventura attraverso la Via della Seta sulle tracce di Marco Polo, tra Afghanistan e Tagikistan a bordo di una vecchia jeep russa, in cima a montagne gelate o al riparo nella yurta di nomadi kirghisi, fino in Cina, che ci incanta, come accadde al grande veneziano, con i misteri della città proibita.

domenica 28 ottobre, ore 21.00 (replica 1 novembre)
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore: un incontro tra culture diverse capaci di profonde affinità.

mercoledì 31 ottobre, ore 21
STORIE
Seta
di François Girard . Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it.
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

giovedì 1 novembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore, un incontro tra culture diverse capaci di profonde di affinità.

venerdì 2 e sabato 3 novembre, ore 21.00
TURCHIA
C’era una volta in Anatolia
di Nuri Bilge Ceylan. Turchia, Bosnia Erzegovina, 2011, 150’ – v. it.
Il pluripremiato genio del cinema turco gira con stile formidabile un anti-poliziesco anomalo e dilatato, mettendo a nudo il nostro lato oscuro, attraverso le peregrinazioni di un gruppo di poliziotti alla ricerca di un cadavere, che un assassino smemorato ha sepolto nella steppa dell’Anatolia. Scenario buio e inospitale per un viaggio ai bordi dell’abisso umano.

domenica 4 e martedì 6 novembre, ore 21.00
PAESI ARABI
Viaggio alla Mecca
di Ismaël Ferroukhi. Francia, Marocco, 2004, 108’ – v. it.
Per la prima volta un regista e degli attori riescono a girare tra le moltitudini di pellegrini alla Mecca, che offrono uno scenario impressionante alla meta finale di questo emozionante road movie tra Occidente e Medio Oriente: viaggio di conoscenza interiore e confronto tra generazioni arabe.

mercoledì 7 e giovedì 8 novembre, ore 21.00
IRAN
Una separazione
di Asghar Farhadi. Iran, 2011, 123’ – v. it.
Orso d’oro a Berlino e Oscar come miglior film straniero, questo film tra i più originali degli ultimi anni riesce a mostrare, sotto la facciata di un conflitto familiare, la condizione di un intero Paese spezzato a metà, aggirandone la censura con un racconto privato che rivela un dramma di portata universale.

venerdì 9 e sabato 10 novembre, ore 21.00
IRAN
Il cerchio
di Jafar Panahi. Iran, Italia, 2000, 90’ – v. it.
Il capolavoro del grande regista iraniano, condannato due anni fa al carcere e al divieto di realizzare film, conquistò il Leone d’oro a Venezia per l’intensità dello sguardo sull’universo femminile in una società rigida e codificata. Otto incredibili ritratti di donne, storie di quotidiana sopravvivenza e solitudine.

domenica 11 e mercoledì 14 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Viaggio a Kandahar
di Mohsen Makhmalbaf. Iran, Francia 2001, 85’ – v. it.
Girato molto prima dell’11 settembre, resta ancora oggi un’opera fondamentale per comprendere le sofferenze e le contraddizioni di un Paese martoriato dal regime talebano. Film di straordinaria potenza visiva e rigore nella denuncia di un’odissea moderna.

giovedì 15 e venerdì 16 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Cose di questo mondo
di Michael Winterbottom. UK, 2002, 88’ – v. it.
Sconvolgente on the road di due giovanissimi profughi afghani in fuga verso un Occidente ‘dorato’. Nascosti in camion e container, attraversano l’antica Via della Seta, oggi itinerario del contrabbando d’oppio e via crucis per milioni di profughi, a cui è dedicato questo film indispensabile, meritato Orso d’oro a Berlino.

sabato 17 e domenica 18 novembre, ore 21.00
KAZAKISTAN
Tulpan – La ragazza che non c’era
di Sergey Dvortsevoy. Germania, Kazakistan, 2008, 100’ – v. it.
Rivelazione del nuovo cinema kazaco, ha trionfato a Cannes nella sezione Un Certain Regard per la visione poetica e sospesa di due mondi in contrasto: quello dei pastori nomadi, dominati dalla violenza della natura nella steppa desertica, e quello cittadino, sogno di rivalsa contro gli ostacoli della tradizione.

martedì 20 e mercoledì 21 novembre, ore 21.00
TAJIKISTAN
L’angelo della spalla destra
di Jamshed Usmonov, Tajikistan, 2002, 90′ – v. it.
Ispirato alla leggenda islamica che pone due angeli sulle nostre spalle a registrare le azioni buone e cattive, questo film sorprendente per il tono ironico e surreale, è una parabola violenta e nera che restituisce perfettamente la condizione di incertezza sociale delle ex repubbliche sovietiche.

giovedì 22 e venerdì 23 novembre, ore 21.00
INDIA
Raavanan
di Mani Ratnam. India, 2010, 137′ – v.o. sott. it. e ingl.
Capolavoro del nuovo cinema indiano che piega lo stile Bollywood più sgargiante (spettacolarità sfrenata, tripudio di balletti, suspense) alle esigente del grande cinema d’autore, trasformando l’antico poema epico Ramayana in un sulfureo melodramma contemporaneo, carico di erotismo e di evidenti sottotesti politici.

sabato 24 e domenica 25 novembre, ore 21.00
INDIA
Kalachakra – La ruota del tempo
di Werner Herzog. Germania, 2003, 81’ – v.o. sott. it.
Il talento visionario di un maestro del cinema contemporaneo ci offre l’esperienza affascinante della ritualità buddista, spingendosi tra migliaia di pellegrini che girano in ginocchio attorno a una montagna in Tibet o realizzano in India un mandala gigantesco, il dipinto di sabbia colorata al centro dell’iniziazione spirituale.

mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, ore 21.00
STORIE
Mongol
di Sergei Bodrov. Russia, Germania, Kazakistan, Mongolia, 2007, 120’ – v. it.
Affresco di straordinario impatto visivo sull’epopea di Gengis Khan, il temutissimo condottiero mongolo che conquistò metà del pianeta, raccontata da uno dei più apprezzati registi russi contemporanei, che mescola magistralmente sentimenti e azione, storia e leggenda, sullo sfondo di ambientazioni selvagge.

venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
La stella che non c’è
di Gianni Amelio. Italia, 2006, 103’
Amelio presta il suo sguardo straordinariamente intenso, serio e profondo a un operaio italiano in viaggio attraverso la Cina di oggi, per mostrarci, tra cantieri a cielo aperto e architetture monumentali, una realtà che ha sacrificato affetti e diritti umani al fuoco della modernità a tutti i costi e del capitalismo selvaggio.

domenica 2 e martedì 4 dicembre, ore 21.00
CINA
Under the Hawthorn Tree
di Zhang Yimou. Cina, 2010, 114’ – v.o. sott. it.
Il campione del cinema cinese rivela il contrasto fra individuo e potere repressivo in una tenera storia d’amore ai tempi della Rivoluzione Culturale. Dopo i successi d’azione (Hero, La foresta dei pugnali volanti), tornano le atmosfere intimistiche e poetiche che lo imposero al mondo, sin dal capolavoro Lanterne rosse.

mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, ore 21.00
CINA
24 City
di Jia Zhang-ke. Cina, 2008, 107’– v.o. sott. it.
Uno degli autori cinesi contemporanei più interessanti e coraggiosi analizza, tra documentario e finzione, i devastanti mutamenti della Cina odierna attraverso otto racconti, sullo sfondo di una vecchia fabbrica in demolizione: la sconvolgente istantanea di una società che ha cancellato memoria e tradizione.

Si ringraziano per le copie dei film:
BIM Distribuzione, Fandango, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Istituto Luce Cinecittà srl, Jolefilm, Lucky Red, Parthénos, Sacher Film.
Per Marco Polo Reloaded, si ringraziano il distributore italiano GA&A Productions, Rai 5 e Albatross World Sales GmbH

Informazioni
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

The millionaire

Themillionaire

Jamal Malik, un diciottenne cresciuto nelle baraccopoli di Mumbay, sbarca il lunario con un lavoro umilissimo: e’ il ragazzo che porta il te’ ai lavoratori di un call center. Quando partecipa al quiz Chi vuol essere milionario e risponde esattamente a tutte le domande che gli sono poste prima che la puntata finisca, viene tacciato di essere un imbroglione e costretto a trascorrere la notte al commissariato dove deve giustificare le sue risposte prima di poter tornare nuovamente in studio e rispondere all’ultima domanda che forse fara’ di lui un vero milionario.. 
Il film racconta in fondo una storia di emarginazione e soprusi che ha per protagonista Jamal, suo fratello Salim e Latika, la ragazzina di cui Jamal si innamora ancora bambino; l’intuizione geniale sta nel rievocare questa vicenda drammatica attraverso un gioco televisivo, il cui format e’ conosciuto in tutto il mondo: il destino vuole che tutti i quiz posti a Jamal abbiano avuto a che fare con momenti salienti della sua esistenza, che Jamal dovra’ rievocare ai poliziotti per giustificare la sua vittoria. 
E’ brillante l’idea di usare un format uguale a ogni latitudine per raccontare le mille sfaccettature dell’India, quella poverissima delle baraccopoli degli anni ‘80, quella turistica del Taj Mahal e quella dell’odierno boom economico in mano a palazzanari senza scrupoli.
Il tocco di Danny Boyle si sente nell’energia con cui la vicenda e’ narrata: esistenze in fuga vissute sempre di corsa, che alternano con semplicita’ il pianto e il riso. 
La vitalità del piglio registico cra un ottimo connubio con l’energia caratteristica dello stille bollywoodiano che esplode nel balletto dei titoli di coda. Ma se l’anima british ben si sposa con lo stile indiano, la storia di un bravo ragazzo che sfugge a una vita destinata alla delinquenza e che con la propria caparbieta’ riesce a diventare milionario, trasformandosi in un simbolo di riscatto per milioni di suoi concittadini che si ammassano davanti alla televisione per seguire la sua seconda partecipazione al quiz, sembra celare una cifra alla Frank Capra: buoni sentimenti e ottimismo che non scadono mai nel buonismo ma trovano oggi un ulteriore ragion d’essere nel fatto che la stazione di Victoria Terminus, location di diverse scene del film e’ stato uno dei luoghi martoriati dal l’attacco terroristico dei giorni scorsi a Mumbay. 
Il film e’ stato nominato il 4 dicembre scorso miglior film del 2008 dal National Board of Review of Motion Pictures.

Tu quoque Kabir!

Kabir Bedi, alias Sandokan fara’ parte del cast del
reality L’isola dei famosi 2.


Sandokan

La notizia e’ di quelle che
fanno accapponare la pelle, che colpisce duramente al cuore una generazione gia’
di suo povera di miti.
Prendete il caso della sottoscritta: se mi piacciono
gli uomini con la barba, se prediligo il capello scuro con l’occhio chiaro, di
chi credete che sia la colpa? ma sua, SUA ovviamente! E’ per la sua sorte che
fremetti una settimana dopo che la prima puntata dello sceneggiato si chiuse
sulla sua mano riaffiorante dal mare del Borneo (ero ancora infante ed ingenua:
potevo ben credere che il protagonista venisse eliminato all’inizio della
vicenda!)
E quando uccise la tigre? Fu l’unica volta che la rappresentazione
della morte di un animale non mi disgusto’: del resto si trattava quasi di un
equo duello!

Ah ma stavolta , caro Kabir, non ti seguo: non ho pieta’
per la tua prossima sorte che ti costringera’ a prove il cui solo pensiero mi fa
inorridire: avere davanti agli occhi per tre mesi Rosanna Cancellieri (che gli
dei ti e ci risparmino il suo topless!) e convivere con DJ Francesco, un cretino
che ti salutera’ quotidianamente con un “Bella padella!” che per giunta e’ pure
figlio di uno dei Pooh!

Kabir, perche’.. perche’ lo fai?
Sei un
idolo in tre continenti, un divo di Bollywood, l’unico e solo Sandokan (ti
perdono anche la versione Mediaset accanto a Romina Power, guarda!) hai fatto la
guest star in Beautiful negli States, vuoi davvero convivere anche un
giorno solo con Tina Cipollari?!? Chi e’? Ah saperlo, io mi sono limitata al
copia-incolla…

Moulin Rouge!

Giudizio del film

Christian, un giovane poeta squattrinato arriva a Parigi spinto dai suoi ideali bohémien, entrato fortunosamente nella banda di Toulouse Lautrec, viene condotto al Moulin Rouge, il locale più trasgressivo di tutta la città, dove conosce la vedette, la bellissima Satine, una cortigiana che scambiandolo per un ricco Duca che dovrebbe sovvenzionare il suo spettacolo lo seduce, finendo per innamorarsi di lui, ma la tragedia è in agguato.

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Moulin rouge

Rivisto oggi , alla luce del grande successo di Kill Bill, ci si accorge come anche questo film reiventi totalmente il genere del musical mischiando momenti alti ad elementi popolari e facendo del citazionismo il suo punto di forza, infatti tutte le canzoni del film sono grandi successi pop del XX secolo a parte il motivo che unisce i due amanti, scritto appositamente per il film.
Lurhmann giustifica questa scelta sostenendo che il personaggio di Christian è ispirato al mito di Orfeo, quindi per far capire la fascinazione del suo canto non restava che riprendere grandi successi musicali.
Oltre la gustosa reinvenzione della colonna sonora, anche i balletti sono ispirati dalle più diverse espressioni del musical: si va dalla grande tradizione hollywoodiana, ai tango di Saura, passando per il musical indiano targato Bollywood, fino al cartone animato (da menzionare la Fata Verde dell’assenzio interpretata da Kylie Minouge, una trasposizione psichedelica di Campanellino) e siccome il Moulin Rouge non è che l’equivalente d’inizio secolo delle nostre discoteche , luogo di perdizione ed eccentricità, non può mancare una versione tecno del CanCan firmata da Fat Boy Slim.
Anche il personaggio di Satine, interpretato superlativamente da Nicole Kidman, e’ la fusione delle piu’ grandi icone cinematografiche del secolo scorso: Marilyn Monroe, di cui la Kidman reinterpreta magistralmente uno dei piu’ grandi successi Diamonds are the girl’s best friends e a cui e’ dedicato il momento di ingresso di Satine sul palcoscenico non solo attraverso la canzone, ma anche con il costume che richiama quello di Fermata d’autobus e la discesa con il trapezio, rielaborazione dell’entrata di Marilyn in Facciamo l’amore scivolando lungo un palo. Rita Hayworth, nelle indimenticate vesti di Gilda e’ citata nella chioma rossa di Satine e nei lunghi guanti; Marlene Dietrich è richiamata nel numero in cappello a cilindro e sigaretta dalle luci fané come ne L’angelo Azzurro.
Ultima fatica di Luhramnn, attualmente impegnato nelle riprese di Alessandro il Grande, Moulin Rouge! rappresenta un rovesciamento di stile rispetto al suo precedente successo: Romeo+Giulietta, mentre quest’ultimo trasportava la tragedia shakespeariana ai giorni nostri, mantenendo però il testo originale elisabettiano, nel secondo l’attualità dei testi si scontra con lo stile in costume, più verosimile che filologico, creando un capolavoro visionario e barocco.

Giudizio del
DVD

Questa e’ quella che si definisce un’edizione di lusso, con
due DVD ricchi di extra, alcuni molto interessanti, soprattutto quelli che
spiegano i punti da cui si e’ sviluppata la storia: il concetto basilare e’
stato quello di intendere il Moulin Rouge come un luogo di attrazione e liberta’
creativa e trasgressiva alla stregua dello Studio 54 a New York o delle
discoteche ibizenche sul finire degli anni ‘80.
Extra azzeccato per un
musical quello di aggiungere la versione estesa dei balletti.
Troppo tecnico
forse quello dedicato ai montaggi alternativi.
Personalmente ho trovato un
po’ avvilente che nella versione del film commentata dal regista Baz Luhrman,
dalla costumista e dal direttore delle luci si sia insistito molto sullo
svelamento dei trucchi digitale: rischia di togliere magia a una storia cosi’
bella e affascinante