The Lady Refuses

USA 1931, RKO
con Betty Compson, John Darrow, Gilbert Emery, Margaret Livingston, Ivan Lebedeff, Edgar Norton, Daphne Pollard, Halliwell Hobbes, Reginald Sharland
regia di George Archainbaud

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June è una ragazza sul punto di prostituirsi per indigenza; per sfuggire a due poliziotti bussa a una casa signorile, Sir Gerald Courtney la copre facendola passare per una cugina e la invita a cenare con lui. La cena era stata organizzata per il ritorno del figlio Russell che però ha preferito cenare con la sua nuova fiamma, la dissoluta Berthine. Confidandosi con June, sir Gerald matura l’idea di pagare la ragazza affinché seduca il figlio e lo tolga dalle grinfie di Berthine. Il piano riesce e in un mese Russell abbandona la vita sregolata per dedicarsi alla carriera di architetto. Il compito di June sarebbe finito ma Sir Gerald e la ragazza si scoprono innamorati e June decide di dire tutta la verità a Russell: di essere stata pagata dal padre per distoglierlo dalle cattive compagnie e dell’intenzione di June e Gerald di legarsi, questa notizia scatena la gelosia di Russell che si era a sua volta invaghito della ragazza e reagisce richiamando Berthine. Il suo amante Nikolai Rabinoff scopre l’appuntamento con il giovane architetto e segue Berthine a casa sua dove la uccide. Russell ha trascorso tutta la notte a casa di June che lo ha fatto ubriacare tanto da stordirlo per non fargli incontrare la vecchia fiamma. Quando il cadavere di Berthine viene ritrovato nel suo appartamento, Russell è il primo sospettato e a salvarlo è ancora June che rivela che il ragazzo ha trascorso la notte con lei. Ad ingelosirsi stavolta è il padre e la ragazza capisce che è avvenuto quel che ha sempre temuto: la sua condizione farà sempre dubitare della sua integrità. Intanto la polizia ha scoperto il vero colpevole e June, dopo aver stracciato l’assegno se ne va delusa

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Una produzione pre-code che tratta argomenti piuttosto scabrosi con un esito un po’ altalenante nella costruzione del plot.

A sostenere tutto il peso del film è l’attrice protagonista, Betty Compson, che sa trasformarsi da rassegnata ragazza sull’orlo della perdizione a elegante dama in grado di sedurre un giovane del bel mondo, tornando ad essere una cinica ragazza di strada quando deve convincerlo che ha sfruttato lui e il padre per i soldi fino a dare una magistrale lezione di dignità ai due lord quando strappa l’assegno ben conscia che il giorno dopo se ne pentirà:
Ciò che la signora rifiuta infatti è il denaro concordato per salvare Russell dalla cacciatrice di soldi Berthine. 

L’allusione sessuale è giocata in tutto il film: realisticamente quando June confessa candidamente a Sir Gerald che la povertà l’ha portata a decidere di prostituirsi e quella sera era la prima volta che si metteva sul mercato. L’argomento è molto imbarazzante per il nobile inglese che non sa bene come proporre una soluzione alternativa alla donna: essere pagata per salvare il figlio senza essere costretta a prostituirsi.

June diventa la vicina di casa di Russell e con la scusa di aver perso la chiave dell’appartamento si fa aiutare a rientrare in casa e dopo aver fatto bere il giovane già ubriaco lo sistema a letto lasciandogli credere che hanno passato la notte insieme.

Il primo buco di sceneggiatura avviene nel salto temporale di un mese in cui Russell si redime e diventa un uomo in carriera: difficile credere che sia solo l’influenza da buona amica di June eppure ci crede ciecamente Sir Gerald che durante i report della ragazza si innamora -ricambiato- di lei (anche di questo lo spettatore non ha sentore fino a quando i due non si confessano il reciproco sentimento). Basta però che il figlio geloso dica al padre che June era più che amichevole che il “gentiluomo” inizi a sospettare la tresca tra June e il figlio, come aveva sempre temuto la donna. June però fedele al suo patto salva nuovamente Russell da Berthine facendolo nuovamente ubriacare ma l’omicidio la costringe a rivelare di aver passato la notte con lui davanti all’avvocato difensore, perdendo definitivamente ogni traccia di moralità agli occhi dei nobili londinesi.

Il rifiuto del denaro dimostra la vera statura morale della donna molto superiore ai due uomini per bene e anche se Gerald con la benedizione del figlio, promette di andare a riprendere June, il film si chiude con la donna che scompare nella nebbia dei bassifondi da cui l’avevano vita uscire nella scena iniziale. 

Un film che parte come una commedia degli equivoci e si trasforma in un melodramma sentimentale a tratti superficiale anche se resta valida la denuncia della condizione femminile tipica del periodo pre-code. 

Aurora

Nuova uscita sugli schermi, in versione restaurata per il
primo film americano di F.W. Murnau.

Sunrise: A Song of Two Humans
1927, USA
con George O’Brien Janet Gaynor, Margaret Livingston
regia di Friedrich Wilhelm Murnau


Una donna di citta’ fa perdere la testa a un uomo, un contadino conosciuto in una localita’ di villeggiatura.
La passione spinge l’uomo alla rovina e cede quasi all’idea di far annegare la
moglie. Ma proprio durante il macabro viaggio in barca egli capisce il suo
errore e cerca di riconquistare la compagna di sempre, che intuite le sue
intenzioni aveva cercato di sfuggirgli. I due si ritrovano in citta’ e la
giornata passata quella che ai loro occhi sembra quasi un luna park, vede il
rinascere il loro amore, ma durante la traversata di ritorno sul lago una
tempesta sorprende la coppia..


Aurora

La trama, in mano a qualsiasi altro regista avrebbe potuto rivelarsi banale, ma Murnau la trasforma in una sinfonia sulla natura umana dove i toni mutano dal tragico al comico, al sentimentale.
La pellicola e’ molto piu’ che avvincente e alla fotografia di
tipo espressionista si unisce un senso naturalistico delle immagini dove gli
elementi o gli animali fanno da prodomo alle situazioni: da antologia le
impronte appaiate nel fango dei due amanti che hanno gia’ tramato il
delitto.
Un film che tra gli innumerevoli pregi ha quello di fondere
perfettamente la tradizione filmica europea: l’espressionismo tedesco, il primo
piano tipico della scuola russa, e quella americana, fatta di gustosi siparietti
che fanno da contrapunto alla trama