Nuova uscita sugli schermi, in versione restaurata per il
primo film americano di F.W. Murnau.
Sunrise: A Song of Two Humans
1927, USA
con George O’Brien Janet Gaynor, Margaret Livingston
regia di Friedrich Wilhelm Murnau
Una donna di citta’ fa perdere la testa a un uomo, un contadino conosciuto in una localita’ di villeggiatura.
La passione spinge l’uomo alla rovina e cede quasi all’idea di far annegare la
moglie. Ma proprio durante il macabro viaggio in barca egli capisce il suo
errore e cerca di riconquistare la compagna di sempre, che intuite le sue
intenzioni aveva cercato di sfuggirgli. I due si ritrovano in citta’ e la
giornata passata quella che ai loro occhi sembra quasi un luna park, vede il
rinascere il loro amore, ma durante la traversata di ritorno sul lago una
tempesta sorprende la coppia..
La trama, in mano a qualsiasi altro regista avrebbe potuto rivelarsi banale, ma Murnau la trasforma in una sinfonia sulla natura umana dove i toni mutano dal tragico al comico, al sentimentale.
La pellicola e’ molto piu’ che avvincente e alla fotografia di
tipo espressionista si unisce un senso naturalistico delle immagini dove gli
elementi o gli animali fanno da prodomo alle situazioni: da antologia le
impronte appaiate nel fango dei due amanti che hanno gia’ tramato il
delitto.
Un film che tra gli innumerevoli pregi ha quello di fondere
perfettamente la tradizione filmica europea: l’espressionismo tedesco, il primo
piano tipico della scuola russa, e quella americana, fatta di gustosi siparietti
che fanno da contrapunto alla trama