La lunga notte dell’orrore

The Plague of the Zombies
UK 1966, Hammer Film Productions
con André Morell, Diane Clare, Brook Williams, Jacqueline Pearce, John Carson, Alexander Davion,Michael Ripper, Marcus Hammond, Dennis Chinnery,Louis Mahoney
regia di John Gilling

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Il dottor Thompson è medico condotto di un paesino della Cornovaglia funestato da una serie di morti inspiegabili. Il dottore non può fare molto dato che il nobile del paese impedisce le autopsie, decide così di chiedere l’aiuto a Sir James Forbes, il suo professore universitario. Su consiglio della figlia Silvye che vuole rivedere l’amica Alice, ora moglie di Tompson, Forbes si reca al villaggio dove trova l’ennesimo funerale e malumori crescenti verso il suo allievo. Forbes decide di forzare la situazione e fare un’autopsia non legalizzata dissotterrando  con Tompson un cadavere nella notte. Colti sul fatto dalla polizia trovano un inaspettato alleato nel  sergente Swift quando scoprono che la bara è vuota. Intanto Silvie vede Alice allontanarsi di notte e la segue nella brughiera finendo nelle mani degli scagnozzi del conte che iniziano a molestarla; salvata dal nobile Clive Hamilton, Silvie mentre torna a casa vede Alice ormai morta tra le braccia di un bruto. Hamilton le fa visita per farle le condoglianze e la induce a tagliarsi con un bicchiere, intanto Sir James scopre i riti wodoo causa delle misteriose morti: sarà ancora in tempo per salvare la figlia?

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Unico film di zombie della Hammer, La lunga notte del terrore è l’anello di congiunzione tra gli zombie classici degli horror americani (White zombie della Universal e Ho camminato con uno zombi della RKO) e La notte dei morti viventi di Romero uscito due anni dopo.

Il film Hammer si apre su una cerimonia wodoo che si tiene nel castello degli Hamilton: ben presto il film lascia intendere che è il barone ad aver macchinato la piaga degli zombie per avere manodopera gratis per riaprire le vecchie miniere di stagno in cui nessuno voleva più lavorare perché troppo pericolose. Questa critica sociale dello sfruttamento operaio avvicina il film alle tematiche sviluppate due anni dopo da Romero.


Fatta eccezione per il valore storico della pellicola, poco altro si salva in questo film dalla scarsa incisività narrativa con una storia che sembra modulata sul Dracula del 1958: il sangue come veicolo del rito, due donne, una bruna e una bionda, una cadrà vittima del sortilegio risorgendo dannata dalla tomba mentre l’altra verrà salvata dall’acume del personaggio che rappresenta la razionalità e il positivismo scientifico.

La caratterizzazione di Sir James Forbes è uno dei motivi per per vedere il film, più burbero e cinico di tutti i Van Helsing e gli Sherlock Holmes apparsi sullo schermo, Forbes nasconde una grande umanità dietro la noia che manifesta per l’intero genere umano e solo la figlia riesce a vedrete la sua vera natura. È un piacevole legame padre figlia quello portato in scena che rende ancora più orribile il destino di violenza sessuale che incombe sulla ragazza giocata a carte dagli scagnozzi di Hamilton che la salva all’ultimo minuto.


Le scene con gli zombi potrebbero essere inquietanti ma il trucco invecchiato male le rende risibili ma devo ammettere che non amo i film di zombie quindi perdo l’indulgenza che posso avere verso altri mostri anche meno curati.

L’isola degli zombies

White Zombie
USA 1932
con Bela Lugosi, Madge Bellamy, Joseph Cawthorn, Robert Frazer, John Harron, Brandon Hurst, Frederick Peters
regia di Victor Halperin



Whitezombie

Il ricco possidente Beaumont invita Neil e Madeleine, una coppia di fidanzatini appena arrivati ad Haiti, a celebrare le nozze nella sua proprietà. In realtà l’uomo è innamorato della ragazza e fino all’ultimo cerca di convincerla a fuggire con lui. Vista l’irremovibilità di Madeleine, Beaumont arriva a chiedere l’aiuto di Legendre, uno stregone che ha appreso i segreti per trasformare le persone in zombie: la sposina viene avvelenata poi Beaumont e Legendre trafugano il suo cadavere..

White zombieAnche se White Zombie è considerato il primo film di zombie della storia del cinema, la pellicola è arrivata in Italia molto tardi ed è poco conosciuta.
Ispirandosi a un testo di antropologia sul woodoo haitiano, gli zombie di Halperin sono in realtà viventi indotti a un sonno simile alla morte, trafugati subito dopo l’inumazione e tenuti in uno stato di incoscienza per esser manovrati dal negromante: Legendre sfrutta gli zombie per avere manodopera gratis per il suo mulino; i canti ossessivi, il rumore sgradevole del mulino, le strida degli avvoltoi rendono ancora bene l’atmosfera horror.
Madeleine diventa un’automa compiacente ma Beaumont non sopporta di vedere la donna che ama ridotta così e chiede a Legendre di riportarla alla coscienza ma per tutta risposta Legendre cerca di ridurre in schiavitù anche Beaumont. Intanto Neil, vista profanata la tomba della moglie, si lascia andare all’alcol e con il Dr. Bruner cerca di ritrovare l’amata ma finisce nelle mani di Legendre che vorrebbe farlo uccidere proprio da Madeleine ma la donna non riesce a compiere il delitto iniziando così a risvegliarsi dall’ipnosi mentre Beaumont muore uccidendo Legendre.




White zombie

Come gli altri classici horror dell’epoca, La mummia e Dracula stesso, anche L’isola degli zombies è intriso di un profondo romanticismo, un amore che non supera il tempo ma si ribella a una volontà imposta e il magnetico sguardo di Murder Legendre alias Bela Lugosi, è molto più inquietante del sorriso mellifuo di Dracula.




L'isoladeglizombies

Anche la regia è molto curata e sullo stile degli altri classici horror dei primi anni trenta, con giochi d’ombre di derivazione espressionista, Halperin si diletta nella costruzione delle riprese: interessante la ripresa dell’attore che scende lo scalone ripreso attraverso la losanga della balaustra: l’inquadratura torna due volte, una per Legendre e poi per Madeleine ma quando la ragazza torna a ridiscendere lo scalone dopo essersi ribellata alla volontà del negromante il regista non la inserisce più nella figura geometrica che quindi non ha solo valenza decorativa ma rappresenta anche la costrizione subita.

La casa dei 1000 corpi

Dopo aver visto La casa dei 1000 corpi la domanda nasce
spontanea: chi e’ questo Rob Zombie che con la sua prima regia e’ riuscito a
scuotere un genere che ultimamente stava boccheggiando?

Il nostro e’ una rock star
del heavy metal, leader del gruppo White Zombie i cui brani sono entrati
anche nella sound track di Matrix, un gruppo che, cito alla lettera,
rappresenta una generazione di ragazzi cresciuti guardando alla televisione i
serial dell’orrore ("Night Of The Living Dead", "Gilligan’s Island"), passando
ore al cinema a rivedere i film di George Romero, leggendo riviste come
"Fangoria"
e il leader sembra aver imparato bene la lezione.
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faccione di Capitan Spaulding per andare alla recensione.