René Laloux in mostra ad Ancona

Il grande maestro del cinema d’animazione francese in mostra
alla Mole Vanvitelliana di Ancona, fino al 14 dicembre, con le sue chine,
acquarelli e serigrafie.
I suoi film, spesso in collaborazione con i
disegnatori Topor e Moebius, sono popolati da bambini su pianeti lontani,
lumache gigantesche in forma di mostri, dentisti malati e scimmie furbe..

Ricordo di aver visto il suo capolavoro, Le Planet sauvage
(1973), ma e’ passato tantissimo tempo, per cui vi rimando a questo commento. Per chi
fosse interessato il film sara’ in programmazione a Savona l’11 dicembre, per informazioni

Tora! Tora! Tora!

1970
con Martin Balsam, Joseph Cotten, Eijirō Tōno
regia di Richard Fleischer, Kinji Fukasaku, Toshio Masuda

giudizio del film
E’ il classico film di
rievocazione storica, ma ha la particolarita’ di mostrare la vicenda sia dal
punto di vista americano che da quello giapponese: e’ in realta’ la fusione di
due film, la versione giapponese a cui per due settimane circa lavoro’ Kurosawa,
poi sostituito (ufficialmente per motivi di salute, in realta’ per uno stile di
regia troppo lontano da quello delle major) da Toshio Masuda e Kinij Fukusaku
supervisionato dal regista della sezione americana, Richard Fleischer
.
L’inizio e’ lento e racconta fedelmente le vicende storiche che
precedettero il disastroso attacco; da una parte i giapponesi, anzi la marina
giapponese che non vede di buon occhio l’alleanza con i nazifascisti, pur
preparando meticolosamente l’attacco. Dall’altra gli americani che pur essendo
in grado di intercettare e decodificare tutti i messaggi che il Giappone invia
alle sue sedi, non credono possibile che l’attacco, che in ogni caso sanno
imminente venga sferrato nella base dove e’ radunata la flotta: Pearl
Harbour.
Incipit lento ma che subito immerge lo spettatore in una sensazione
di disastro inesorabile, dovuto alla maestria con cui il materiale e’ trattato,
piu’ che al fatto di conoscere gli eventi storici. Notevole la ricostruzione
della notte del 6 dicembre con il comandate Kramer che cerca di mettere
sull’avviso i suoi superiori vagando in una livida Washington con esiti quasi
kafkiani.
Le immagini della battaglia sono grandiose e valsero l’oscar per
gli effetti speciali al film, certo nulla a che vedere con gli effettacci a cui
siamo abituati oggi, ma l’esito e’ indubbiamente spettacolare.

Tora! Tora! Tora!

giudizio del DVD
buono il riversamento audio e
video, migliore di quanto credessi gli extra: oltre il trailer originale del
film, quello di Patton, generale d’acciaio e de Il giorno piu’
lungo
c’e’ un commento solo audio di Richard Fleischer, pensavo che durasse
pochi minuti, invece scorre nuovamente tutto il film (che ricordo supera le due
ore) con l’intervistatore e il regista che commentano e svelano i retroscena del
film, discutono del ruolo di Kurosawa, della Hollywood di quegli anni, insomma
una conversazione molto piacevole e interessante: tra le chicche che elargisce
ricordo che questo regista, autore anche di Viaggio Allucinante e’
figlio di Max Fleischer, grande maestro dei cartoon, padre fra gli altri di
Betty Boop e Braccio di Ferro.

quando anche i brutti sogni aiuterebbero a vivere meglio

Quanto avrei voluto sognare che la marzullata di ieri notte
fosse stato un mega spot per Pearl Harbour che andra’ in onda stasera in
prima serata su Rai1. Sarei stata lieta di immaginare che accanto al critico
cinematografico Edoardo Bruno e al prof. Acquaviva (chi sono costoro? io ho
molta piu’ familiarita’ con Carneade.) ci fosse Irene Pivetti a pontificare sul
film inquadrandolo tra una citazione a memoria (!) di Armageddon e
l’incipit de La Gerusalemme Liberata di Ludovico Ariosto.

Invece la realta’ puo’ essere peggio di un brutto incubo,
cari avventori, e ieri notte e’ andato in onda proprio quel che ho
descritto..
Inutile ribadire che Pearl Harbour e’ un pessimo film, sostenuto,
come si puo’ vedere, da una pessima pubblicita’..
Sapete che vi dico? io
stasera mi guardo Tora! Tora! Tora!

una firma per Saruman

Sono salite a 37782, con la mia, le firme per ripristinare
le scene interpretate da Saruman/Cristopher Lee ne Il ritorno del Re e
tagliate di recente da Peter Jackson.
Questo e’ il link dove manifestare il
vostro disappunto tolkeniano.

L’assenzio al museo

Sempre per restare in tema “anime maledette”, leggo su Exibart
che a Palazzo Bricherasio, per tutta la durata della mostra sull’impressionista
Armand Guillaumin, il sabato, dalle 19 alle 21 c’e’ la possibilita’ di
assaggiare la bevanda tanto cara agli artisti del secolo scorso che sta tornando
nuovamente in auge: e’ anche un’interessante forma di interazione con il periodo
storico preso in esame dalla mostra.

L’impressionismo di Armand Guillaumin
dal 24 ottobre
2003 al 1° febbraio 2004
Torino, Palazzo Bricherasio.

Quanto vale la tua anima?

Via uncino capito su
questo sito dove valutano
il valore monetario della tua anima.
La mia vale £7979 e ci tengono ad
informarmi che l’85% della popolazione mondiale ha l’anima piu’ pura della mia.
Cio’ fa di me una persona estremaente onesta: che nefandezza potrei mai fare per
una cifra cosi’ ridicola?
Diffidate delle anime troppo candide: il loro
prezzo esorbitante rappresenta una tentazione insostenibile.

Matrix Revolutions

La rivoluzione e’ compiuta, e come in tutte le rivoluzioni gli eroi muoiono per un ideale che alla resa dei conti mostra la sua faccia
interessata.
Il film che alla fine del XX secolo aveva messo in guardia contro la realta’ omologata, diventando una bandiera per tutti gli hacker del mondo si era reloadato in un giocattolone dagli effetti speciali strabilianti mischiati a supposte verita’ new age. La rivoluzione e’ solo guerra e distruzione, cioe’ solo effettacci digitali per mettere in scena (male per altro) una battaglia il cui significato non sempre e’ chiaro, come nebulosa rimane la presenza di nuovi personaggi, fra tutti la piccola Saty, che si possono giustificare come anticipazioni di un nuovo capitolo.

Matrixrevolutions

Come il Neo-messia assurge all’olimpo delle macchine dopo aver scelto (con l’inganno?) di sacrificarsi per esse contro il programma ribelle Smith cosi’ lo spettatore che si attendeva ben altro viene sacrificato alla logica di mercato e forse il film gli potrebbe apparire piu’ chiaro solo se ha comprato i dvd di Animatrix edha acquistato il videogioco.
Tutto quello che ha un inizio ha
una fine
, anche l’illusione di assistere a un buon prodotto.

Caterina va in città

Caterinavaincittà

L’ultima fatica di Virzì è piacevole come sempre, ma come sempre non supera il bozzetto.
La candida Caterina e’ prima di tutto un personaggio anacronistico: con la diffusione dei media oggi non è possibile che una ragazzina tredicenne non sappia chi sono le teste rasate e pensi ai pidocchi! Forse Virzì ha pensato troppo alla sua adolescenza: anche io posso affermare “Caterina c‘est moi!” ripensando al mio ingresso al liceo di città più di una ventina d’anni orsono, quando ingenua ragazzina di campagna mi ritrovai in classe con figlie di senatori comunisti e giovani della città bene che come i pariolini portavano il nome della via in cui si ritrovavano: lo scontro non era così evidente perché la destra doveva ancora trovare una sua identità, ma lo schieramento era necessario.
Il personaggio di Margherita è troppo legato allo stereotipo di quegli anni e la sua gregaria si esprime infarcendo il discorso di “cioe’“ come lo sconvolto di Verdone dei primi anni ‘80; anche se si vuole accettare questa forzatura come “licenza poetica” per meglio mettere alla berlina i difetti della Roma di potere e di successo, devo criticare il lieto fine posticcio, con la scomparsa nel nulla e soprattutto per l’indifferenza di Caterina per la sorte del padre, che è in realtà il fulcro del film, rappresentante di un Italia media, anzi mediocre sempre disposta a compiacere chi ha avuto successo.
Ulteriore prova che Virzì non e’ Monicelli.

CENSORED!

Chi ama il cinema conosce bene i danni della censura: da
quella morale che difende “il comune senso del pudore” che porto’ a far benedire
le sale in cui era stato proiettato Ossessione nei primi anni 40, o che
in televisione impose i collant neri alle Kessler.
Peggiore e’ quella
politica e sempre a discapito di Visconti segnalo i venti minuti tagliati in
Senso, che riguardano la battaglia di Custoza dove all’esercito regolare
dei piemontesi si vogliono unire gli irredentisti lombardi guidati dal
magistrale Massimo Girotti e a cui le forze regolari dicono che il loro aiuto
verra’ accettato ma non figurera’ mai, il dialogo venne tagliato perche’
ricordava troppo la recente situazione partigiana (il film e’ del
1954).
Credo di aver assistito a un caso di censura di partito (leggi Lega)
nel 2001: nella stessa settimana ho visto Mulholland Drive di Lynch con
una scena di autoerotismo piuttosto esplicita e Miracolo Napoletano dove
una onesta famiglia di consolidate tradizioni partenopee mette al mondo una
bambina milanese, nel linguaggio e nei gusti (il panettone preferito alla
pastiera!).. indovinate quale era vietato a minori di 14 anni?
La censura
televisiva non era piu’ giunta piu’ alle vette inimmaginabili di questi giorni
dai tempi in cui in Un due tre Vianello e Tognazzi fecero il verso al
Presidente della Repubblica Gronchi caduto dalla sedia durante una cerimonia
pubblica, roba di quando neppure io ero ancora nata.
L’azione di questi
giorni contro Sabina Guzzanti e’vergognosa per la stupidita’ che svela: cara (?)
destra, non lamentarti se si vocifiera che non sei in grado di creare una tua
cultura: e’ dai tempi di Giulietta e Romeo (si, gli Amuleti e i Capacchietti
della pubblicita’ con Bonolis e Laurenti) che si sa che piu’ una cosa e’
proibita piu’ la gente si incaponisce: ti credi che quei due ragazzetti se li
avessero lasciati amoreggiare in pace si sarebbero uccisi? Tempo sei mesi e si
lasciavano come tutti gli adolescenti.
Rai3 quanto share puo’ mai produrre di
domenica sera in seconda serata, contro la domenica sportiva e la satira di
stato di Mai dire Domenica? quella milionata scarsa di comunisti
incalliti che non fanno neppure massa critica e per loro valeva la pena di far
tutto ‘sto casino? ma allora te le vai proprio a cercare..

Se hai
ancora un minimo di cognizione esprimi la tua
protesta