La T.B.C. e’ stata sconfitta, i tubercolotici o tisici si
annoiavano attendendo la morte in lussuosi sanatori svizzeri, le demimondaine
malate di petto ispiravano la letteratura: per loro la malattia prese anche un
nome romantico: morte per consunzione, che rende perfettamente l’idea di una
falena che consumi le sue ali volteggiando frenetica attorno alla fiamma.
Il
mio immaginario romantico e decadente e’ sempre stato affascinato da queste
eroine: il volto pallido acceso dal rossore della febbre: gli occhi liquidi e
febbricitanti immensi nel volto smunto: le spalle delicate scosse da dagli
accessi di tosse e il fazzoletto di batista rosa di sangue. La mano diafana e
diaccia inutilmente scaldata dall’amante divorato dai sensi di colpa…
Io
invece soffro di sinusite: basta un sabato mattino speso in qualche commissione
sotto la pioggia per rendermi uno straccio: si’, un’insistente febbriciattola
accende le mie gote ma per il resto il mio volto ha la fissita’ di un lifting
venuto male. Istintivamente le sopracciglia si sollevano nel vano tentativo di
sorreggere la massa che comprime la zona occipitale, gli occhi, resi cosi’ a
palla sono vitrei dall’intontimento e ogni tentativo di concentrazione li porta
a convergere verso la punta del naso, che ha le narici perennemente dilatate nel
tentativo di respirare. I movimenti sono rigidi e cauti come quelli di chi e’
appena uscito da un frontale con un tir.. che cosa puo’ ispirare tutto cio’? al
massimo una raccolta di barzellette..