Belleville e’ la citta’ di New York con una statua della Liberta’ cicciona, la
sua ricchezza si fonda sul vino e infatti molti grattacieli hanno la forma o
sono ornati da bottiglie e il motto che la contraddistingue e’ In Vino Veritas.
Qui arriva,dal lontano paesino francese, Madame Souza sulle tracce del nipote
ciclista rapito dalla mafia per gare clandestine di ciclismo indoor. Con l’aiuto
delle Triplette di Belleville, un trio jazz di arzille vecchiette che si nutrono
di rane pescate tirando nel fiume bombe a mano, e dell’incredibile cane Bruno
che ha un conto in sospeso coi treni da quando un trenino elettrico gli pesto’
la coda, il lieto fine e’ garantito.
Questa la trama surreale di un cartoon
per adulti che ha saputo esilarare il pubblico di solito compassato del
cineforum: quasi muto,ma con una colonna sonora e rumoristica eccezionale, con
molti rimandi al cinema classico (Fred Astaire divorato da un paio di
scarpette.. forse rosse?) e una sapiente commistione di stili: i ciclisti
corrono davanti a un paesaggio non disegnato ma fotogratato in negativo e alla
televione a un certo punto compaiono le immagini elaborate di Un giorno di
festa di Jacques Tati, il film sa toccare vertici di comicita’ cinica e
coinvolgente.
Vivamente consigliato.