Un museo per Luchino Visconti

Sarà inaugurato il prossimo 20 dicembre il primo nucleo del
museo dedicato a Luchino Visconti negli spazi di La Colombaia a Forio d’Ischia ,
residenza estiva del regista all’interno della quale dall’agosto scorso sono
custodite le sue ceneri e quelle della sorella Uberta per volontà dei nipoti
Nicoletta Mannino e Carlo Avanzo. Il museo sarà ospitato al piano superiore
dell’edificio in cui il regista visse le sue estati tra gli anni Cinquanta e gli
anni Settanta. Vi sarà custodita un’ampia selezione di immagini e documenti
curata da Caterina d’Amico de Carvalho, figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi
d’Amico e presidente dell’associazione mondiale delle scuole di cinema e
televisione, e dal costumista Piero Tosi, per anni collaboratore di Visconti. Il
museo, aperto al pubblico dai primi mesi del 2004, costituirà il primo centro
europeo di ricerca e studi sul grande regista, il cui centenario della nascita
cadrà nel 2006.

Appuntamento a Belleville

AppuntamentoaBellevilleBelleville e’ la citta’ di New York con una statua della Liberta’ cicciona, la
sua ricchezza si fonda sul vino e infatti molti grattacieli hanno la forma o
sono ornati da bottiglie e il motto che la contraddistingue e’ In Vino Veritas.
Qui arriva,dal lontano paesino francese, Madame Souza sulle tracce del nipote
ciclista rapito dalla mafia per gare clandestine di ciclismo indoor. Con l’aiuto
delle Triplette di Belleville, un trio jazz di arzille vecchiette che si nutrono
di rane pescate tirando nel fiume bombe a mano, e dell’incredibile cane Bruno
che ha un conto in sospeso coi treni da quando un trenino elettrico gli pesto’
la coda, il lieto fine e’ garantito.
Questa la trama surreale di un cartoon
per adulti che ha saputo esilarare il pubblico di solito compassato del
cineforum: quasi muto,ma con una colonna sonora e rumoristica eccezionale, con
molti rimandi al cinema classico (Fred Astaire divorato da un paio di
scarpette.. forse rosse?) e una sapiente commistione di stili: i ciclisti
corrono davanti a un paesaggio non disegnato ma fotogratato in negativo e alla
televione a un certo punto compaiono le immagini elaborate di Un giorno di
festa
di Jacques Tati, il film sa toccare vertici di comicita’ cinica e
coinvolgente.
Vivamente consigliato.