Lili

USA 1953 MGM
con Mel Ferrer, Leslie Caron, Jean-Pierre Aumont, Zsa Zsa Gábor, Kurt Kasznar
regia di Charles Walters




Lili


L’ingenua Lili, rimasta orfana, arriva in una cittadina del Sud della Francia per cercare lavoro, un mago la salva dalle avances poco gradite di un sarto e la ragazza si mette a seguirlo fino al luna park dove l’uomo si esibisce. Marc, di cui la ragazza si è innamorata all’istante, le trova un lavoro che Lili perde subito e per la disperazione pensa al suicidio: a salvarla saranno i burattini dello scorbutico Paul, un ballerino la cui carriera è stata stroncata da una ferita di guerra..




Liliballetti


Un musical un po’ diverso dal solito dove i numeri di ballo sono relegati alla dimensione del sogno: il primo momento quando Lili immagina di trasformarsi in una seduttrice e portare via Marc alla procace Rosalie che poi si scoprirà essere segretamente sua moglie e nel finale quando, dopo aver abbandonato il luna park, capisce di amare Paul, “l’uomo cattivo” come lo ha definito sin dal primo incontro, senza accorgersi che come lei aveva avuto un colpo di fulmine per Marc, l’ex ballerino ne aveva avuto uno altrettanto immediato per lei.




Lili_kurt_kasznar


La trama potrebbe essere banale e sdolcinata ma a salvare il film sono i momenti d’interazione tra Lili e i burattini: nella pellicola diventano in breve lo show di punta del luna park che attira l’attenzione degli agenti parigini e anche per lo spettatore del film sono in grado di creare una dimensione magica e fantastica.




Lili


Il brano di punta della colonna sonora che ha vinto l’unico dei sei Oscar per cui il film era in lizza, Hi-Lili, Hi-Lo riesce ancora a piantarsi nella testa dello spettatore.

Bullet in the head

Bullet-in-the-head Die xue jie tou
Hong Kong 1990
con Tony Leung, Jacky Cheung, Waise Lee, Simon Yam, Fennie Yuen
regia di John Woo

Serata da videoregistratore quella su La7 per la messa in onda, per la prima volta su canali terrestri di Bullet in the head, la declinazione piu’ amara del tema dell’amicizia concepita da John Woo.
La storia iniza nel 1967 ad Hong Kong e narra le vicende di tre amici inseparabili che si vedono costretti a fuggire in Vietnam per un regolamento di conti tra bande. Il vicino paese in guerra sembra la meta piu’ adatta a Paul, quello dei tre che e’ divorato da un ‘immensa avidita’. L’esistenza a Saigon e’ molto piu’ difficile di quel che i giovani pensino e finiranno in mano ai Vietcong, in un campo di pringionia molto simile a quello che Cimino rappresenta ne Il Cacciatore, la citazione che Woo fa dei cruenti giochi dei soldati comunisti avra’ un epilogo molto piu’ tragico:infatti, per salvare il suo oro, Paul non esistera’ a sparare in testa a uno dei suoi migliori amici, Frank. L’epilogo si avra’ Hong Kong anni dopo, quando l’ultimo dei tre , Ben tornera’ insieme ai profughi nel paese natio, scoprira’ la vita da vegetale a cui Frank si e’ ridotto per la pallottola che porta ancora nel cranio e dopo aver posto fine alle sue sofferenze andra’ a chiedere la sua vendetta a Paul che nel frattempo e’ diventato un potente boss della triade.
Capolavoro indiscusso, al pari di The Killer, Bullet in the head e’ un film molto piu’ pessimista, dove la violenza appare piu’ cruda del solito registro stilistico di Woo. I motivi sono da trovare nel amareggiamento del regista per la rottura con Tsui Hark (le scene dell’arrivo a Saigon, sia di Marc in A better tomorrow III e quella dei tre amici in Bullet in the head sono molto simili) ma soprattutto per i fatti sconvolgenti di Tienanmen dell’estate ‘89: piu’ volte sullo sfondo della vicenda vediamo studenti manifestare e venire caricati dalle forze dell’ordine.
La costruizione del film e’ tutta su anticipazioni e rimandi sempre tesi a sottolineare il pessimismo: Frank nella sua prima apparizione viene colpito all testa dalla madre infuriata, anticipando cosi’ lo sparo alla testa da parte dell’ amico del cuore; Ben da l’addio alla sua giovane sposa prima di fuggire a Saigon e sulle loro parole senza speranza scorre a montaggio alternato il tentativo fallito di disinnescare una bomba da parte di un artificere che finisce smembrato.
Imperdibile.