Cose di questo mondo

Image001 Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

5 – 19 giugno 2010

COSE DI QUESTO MONDO
l’attualità raccontata dal cinema documentario

un progetto di CineAgenzia

INGRESSO LIBERO

Le immagini e le vicende proposte dai film documentari si sono imposte negli ultimi anni come lo strumento più sensibile ed efficace per raccontare la complessità della realtà che ci circonda, in una sfida alla pigrizia dei media e ai limiti di visibilità della carta stampata, che spesso trova il suo alleato migliore nel web. Narrando vicende personali sullo sfondo di eventi epocali, o affrontando fenomeni che investono la nostra società nel suo complesso, i migliori autori di documentari diventano i giornalisti, gli analisti e gli storici del nostro tempo, offrendoci l’occasione di condividere testimonianze e sguardi dei quali c’è più che mai bisogno in un contesto informativo bloccato come quello italiano, che al cinema della realtà riserva poche preziose nicchie nei palinsesti e sugli scaffali di librerie, edicole e videoteche. Cose di questo mondo propone una programmazione dall’intensità e dai ritmi diversi da quelli di un festival, che possa essere seguita e restare stimolante nella sua ampiezza e varietà, spaziando tra situazioni (dal Congo all’Iran, dalla Colombia al Giappone, dalla Palestina alla Corea del Nord) e temi tutti urgentemente all’ordine del giorno: diritti umani, conflitti, politica internazionale, ambiente, libertà di espressione, finanza ed economia, senza dimenticare il futuro stesso dell’informazione, rispetto al quale ognuno di questi film rappresenta una ragione per essere ottimisti.

sabato 5 giugno, ore 21.00

Presentano Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia)

Reporter

regia di Eric Daniel Metzgar. USA, 2008(90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Il giornalismo tradizionale è in crisi: nell’era di internet i quotidiani rischiano l’estinzione, mentre sui blog trovano più spazio le opinioni che i fatti. Reporter racconta l’impagabile lavoro di un giornalista vecchia maniera: Nicholas Kristof del New York Times, due volte vincitore del Pulitzer. È stato lui ad attirare l’attenzione del mondo sulla crisi nel Darfur, ora la sua nuova sfida è trovare il modo di raccontare la catastrofica situazione politica e umanitaria della Repubblica Democratica del Congo.

domenica 6 giugno, ore 21.00

Letters to the President

regia di Petr Lom. Canada, Iran, 2009 (74′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Dopo mesi di attesa al regista ceco Petr Lom è stato concesso quello che a decine di altri (tra cui Oliver Stone) era stato negato: documentare l’attività del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Lom lo ha seguito nelle zone rurali del paese, dove Ahmadinejad raccoglie la maggior parte dei consensi e migliaia di persone attendono le sue visite per consegnargli lettere personali di richiesta d’aiuto. Un’immagine inedita dell’Iran, che rivela una complessità sociale, politica e religiosa che sfida la nostra comprensione.

mercoledì 9 giugno, ore 21.00

Unwanted Witness

regia di Juan José Lozano. Svizzera, Francia, 2008 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Hollman Morris è un giornalista colombiano noto per il programma televisivo Contravía, in cui da 15 anni coraggiosamente testimonia in prima persona il conflitto interno e le violenze che sconvolgono il suo paese, con un’attenzione ostinata per le violazioni dei diritti umani. Malgrado abbia ricevuto all’estero numerosi riconoscimenti, in Colombia è sottoposto a intimidazioni che lo costringono, come un Roberto Saviano sudamericano, a vivere con la sua famiglia sotto costante protezione.

giovedì 10 giugno, ore 21.00

The Cove

regia di Louie Psihoyos. USA, 2009 (93′) – v.o. con sottotitoli in italiano

In collaborazione con Feltrinelli – Real Cinema

Ric O’Barry, ideatore della serie televisiva del delfino Flipper, oggi schierato in difesa di questi animali, riunisce un manipolo di attivisti, filmmaker e sub per infiltrarsi nell’impenetrabile baia di Taiji in Giappone e svelare un terribile segreto: l’amena cittadina è il centro di un crimine ecologico su scala mondiale. Questo capolavoro, che unisce giornalismo investigativo e avventura, ha ispirato una mobilitazione internazionale e scatenato conflitti diplomatici, e si è aggiudicato il premio Oscar 2010 per il Miglior Documentario.

venerdì 11 giugno, ore 20.30

Encirclement: Neo-Liberalism Ensnares Democracy

regia di Richard Brouillette. Canada, 2008 (160′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana alla presenza del regista Richard Brouillette

Tessendo le opinioni e le analisi di numerosi intellettuali, tra cui Noam Chomsky, Ignacio Ramonet e Susan George, questo fluviale documentario traccia un ritratto complesso del neo-liberalismo, analizzando nel dettaglio i modi utilizzati per imporlo come ideologia economica dominante. Privatizzazioni, libero mercato, contenimento dell’inflazione: sono le parole d’ordine della propaganda che ha imposto una depoliticizzazione dell’economia, per affidarla nelle mani della classe finanziaria.

sabato 12 giugno, ore 21.00

Rachel

regia di Simone Bitton. Francia, Belgio, 2009 (100′) – v.o. con sottotitoli in italiano

La regista franco-israeliana Simone Bitton torna nei territori occupati per un’inchiesta commovente sulla morte di Rachel Corrie, la giovane pacifista americana uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel 2003, mentre stava tentando di impedire la demolizione di una casa palestinese nella Striscia di Gaza. Il documentario, che per la prima volta mostra le foto scattate quel giorno e i filmati delle telecamere di sorveglianza, è non solo un tentativo di individuare i responsabili, ma anche una riflessione sulla giovinezza e l’idealismo.

domenica 13 giugno, ore 21.00

Enemies of the People

regia di Rob Lemkin e Thet Sambath. Gran Bretagna, Cambogia, 2009 (93′) – v.o. con sottotitoli in italiano

I “campi della morte”, strumento di sterminio del regime dei Khmer Rossi cambogiani, restano un fenomeno pressoché inspiegabile per brutalità. Rompendo un silenzio durato 30 anni, in questo documentario parlano autori e complici dei massacri, dai semplici militanti fino a Nuon Chea, ideologo e numero due di Pol Pot. Il giornalista investigativo Thet Sambath, la cui stessa famiglia è stata sterminata, da un decennio raccoglie instancabilmente le loro testimonianze, per comprendere e raccontare la tragedia del suo paese.

mercoledì 16 giugno, ore 21.00

Shadow of the Holy Book

regia di Arto Halonen. Finlandia, 2007 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Perché alcune delle più potenti multinazionali si danno così da fare per tradurre il Ruhnama, l’assurdo libro propagandistico del presidente-dittatore turkmeno Niyazov? C’entrano forse le pressoché illimitate risorse naturali del paese centro-asiatico e i faraonici progetti del suo leader? A metà tra un’inchiesta alla Michael Moore e un viaggio ai confini del mondo (e dell’economia globalizzata), l’incredibile storia di un libro diventa la denuncia dei crimini di una dittatura e delle responsabilità dei suoi complici.

giovedì 17 giugno, ore 21.00

Apology of an Economic Hit Man

regia di Stelios Kouloglou. Grecia, 2008 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Siamo in un paese latinoamericano, un distinto signore statunitense racconta la sua storia di fronte a un pubblico in cui parola dopo parola salgono la rabbia e la tensione. Malgrado i rischi per sé e la sua famiglia, l’ex-agente CIA John Perkins ha deciso di confessare di essere stato per anni al servizio della rete segreta che ha incessantemente lavorato per mettere l’America del Sud in ginocchio e nelle mani degli USA, attraverso manovre economiche, privatizzazioni, crimini e colpi di stato.

venerdì 18 giugno, ore 21.00

Yodok Stories

regia di Andrzej Fidyk. Norvegia, Polonia, 2008 (75′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Si stima che più di 200.000 persone siano attualmente rinchiuse nei campi di concentramento della Corea del Nord, condannate a subire torture e fame, fino alla morte. Pochi sopravvivono, pochissimi riescono a scappare in Corea del Sud. Alcuni di loro hanno coraggiosamente deciso di unire le loro inimmaginabili esperienze, per raccontare attraverso un controverso musical di denuncia quello che hanno vissuto. Seguendone la produzione, il documentario raccoglie le loro drammatiche testimonianze.

sabato 19 giugno, ore 21.00

The Yes Men Fix the World

regia di Mike Bonanno, Andy Bichlbaum e Kurt Engfehr. USA, 2009 (85′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Andy Bichlbaum e Mike Bonanno sono gli impareggiabili leader degli Yes Men, un gruppo di artisti-attivisti che prende di mira il mondo degli affari con scherzi memorabili che mettono a nudo l’avidità del capitalismo sfrenato. La loro strategia si basa su un uso geniale e provocatorio dei mezzi d’informazione: da un annuncio fasullo sulla BBC a un’edizione auto-prodotta del New York Times, ogni espediente è valido per svegliare le coscienze e mostrare come si possa “aggiustare il mondo”, salvandolo dagli eccessi del genere umano.

Si ringrazia Internazionale

informazioni:

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI

Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

22 ore di sogno – il cinema di Luis Buñuel

Omaggiobunuel Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in collaborazione collaborazione con l’Ambasciata del Messico, Istituto Cervantes di Roma e l’Ambasciata di Francia, dedica nel mese di aprile una rassegna al maestro del cinema Luis Bunuel, l’ingresso e’ completamente gratuito.

“Datemi due ore di vita attiva e ventidue di sogno, a patto di potermene ricordare”. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi è il protagonista di un’ampia retrospettiva a 110 anni dalla nascita. Il suo cinema resta ancora oggi un’arma affilata nella definizione della libertà individuale, sfogo delle emozioni più forti e nascoste, che il mondo razionale non riesce a gestire e che trovano espressione incondizionata nella dimensione onirica. Ed è quello del sogno il terreno da cui parte o su cui si agita tutta la sua produzione, dagli strepitosi inizi in ambito surrealista alle grandi opere messicane, sino ai capolavori degli ultimi anni. Spirito contro per eccellenza, Buñuel ha combattuto ogni forma di condizionamento, mettendo alla berlina i fondamenti difettosi della convivenza umana, dall’educazione alla religione, dal potere ai rituali sociali. Supremazia degli istinti e sguardo lucido sulla condizione di miseria materiale e morale dell’uomo sono le costanti del suo percorso narrativo, che si traduce in uno stile libero e innovativo, in cui l’azione si svolge fluttuando in uno spazio mentale molto ampio, a seguire le pieghe deliranti della nevrosi umana. Come un’eco alle atmosfere sospese della mostra di de Chirico, questa rassegna offre uno sguardo parallelo sulla realtà, mosso dallo stesso stupore di fronte al suo irresolubile enigma.

15 aprile, ore 20.30
incontro Buñuel tra realtà e surrealtà

Incontro con GOFFREDO FOFI saggista e critico cinematografico.
A seguire proiezione di Un chien andalou e L’âge d’or

15 e 16 aprile, ore 21
Un chien andalou
Con Simone Mareuil, Pierre Batcheff. Francia 1929 – v. tedesca con sottotitoli in italiano (17’)

Il capolavoro del Surrealismo, nato dai sogni di Buñuel e dell’amico Salvador Dalí, non ha una trama, ma soltanto associazioni mentali, allusioni che danno libero sfogo all’inconscio. L’occhio tagliato dell’inizio, una delle più celebri immagini-choc del cinema, costringe brutalmente il pubblico a volgere lo sguardo oltre ogni conformismo.

a seguire L’âge d’or
Con Gaston Modot, Lya Lys. Francia 1930 – v. o. con sottotitoli in italiano (62’)

Buñuel e Dalì realizzano un altro capolavoro del Surrealismo che, attraverso uno stile visionario totalmente innovativo, fa a pezzi la morale borghese con la forza sovversiva del desiderio. Alla sua uscita a Parigi suscitò le reazioni violente degli squadristi di destra e fu subito vietato.

17 aprile, ore 21
Il grande teschio (El gran Calavera)
Con Fernando Soler, Rosario Granados, Andrés Soler. Messico 1949 – v. o. con sottotitoli in italiano (92’)

Buñuel filma, agli inizi della sua attività cinematografica in Messico, questa commedia di graffiante satira contro l’avidità che guida i rapporti di una famiglia borghese.

18 aprile, ore 21
I figli della violenza (Los olvidados)
Con Alfonso Mejia, Roberto Cobo, Estela Inda. Messico 1950 – v. italiana (80’)

La vita tragica e delittuosa di adolescenti abbandonati nei desolati sobborghi di Città di Messico, narrata in uno stile nuovo, teso, al di fuori di ogni sentimentalismo, ancora oggi sconvolgente. Primo premio per la regia al Festival di Cannes, rilanciò la fama di Buñuel in Europa.

20 aprile, ore 21
La figlia dell’inganno (La hija del engano)
Con Fernando Soler, Alicia Caro. Messico 1951 – v. o. con sottotitoli in italiano (80’)

Uno dei film meno conosciuti del regista, presenta i tratti migliori della sua poetica, come la continua commistione fra melodramma e commedia e la descrizione della famiglia come microcosmo infernale.

21 aprile, ore 21
Salita al cielo (Subida al cielo)
Con Esteban Márquez, Lilia Prado. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (74’)

Uno dei capolavori del periodo messicano e tra i film più affascinanti dell’intera produzione di Buñuel: sullo sfondo di una meschina lotta familiare per l’eredità materna, il racconto di un viaggio in cui tutto può accadere, narrato con ironia e gusto surrealista del paradosso.

22 e 23 aprile, ore 21
Lui (Él)
Con Arturo de Córdova, Delia Garces. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Attraverso il sorprendente ritratto di un geloso paranoico, Buñuel realizza uno dei suoi capolavori, punto nodale del suo sguardo critico verso la borghesia e le alterazioni del desiderio, vissuto come esasperazione del possesso.

24 aprile, ore 21
L’illusione viaggia in tranvai (La Ilusión viaja en tranvía)
Con Lilia Prado, Carlos Navarro, Fernando Soto. Messico 1954 – v. o. con sottotitoli in italiano (82’)

Uno dei film messicani di Buñuel più liberi e anarchici, segue due tranvieri attraverso le vie di Città del Messico a bordo di un tram rubato, tra situazioni insolite o grottesche.

27 aprile, ore 21
Estasi di un delitto (Ensayo de un crimen)
Con Ernesto Alonso, Rita Macedo, Miroslava Stern. Messico 1955 – v. o. con sottotitoli in italiano (89.’)

Capolavoro dell’humour nero e del surrealismo, drammatico e irriverente racconto di un uomo represso, prigioniero di ossessioni e feticismi, assassino di donne mancato.

28 e 29 aprile, ore 21
Nazarín
Con Francisco Rabal, Ignacio Lopez Tarso, Rita Macedo. Messico 1958 – v. o. con sottotitoli in italiano (96’)

Tra i capolavori del regista e prova esemplare del suo pessimismo radicale, narra le disavventure di un prete donchisciottesco destinato al fallimento nella ricerca della santità. Opera capitale nel percorso di Buñuel, si aggiudicò il premio speciale della giuria a Cannes.

29 aprile, ore 20.30
incontro Cinema e pittura nei film di Luis Buñuel

Incontro con RAUL GRISOLIA docente di cinema all’Università di Roma “La Sapienza”.
A seguire proiezione di Nazarín.

30 aprile, ore 21
Violenza per una giovane (La joven)
Con Zachary Scott, Bernie Hamilton, Kay Meersman. Messico 1960 – v. italiana (96’)

Una vicenda intessuta di violenze e razzismo filtrata dallo sguardo geniale di Buñuel, che spiazza lo spettatore per la sua assenza di manicheismo e il superamento di pregiudizi e tabù. Premio speciale della giuria a Cannes.

2 e 4 maggio, ore 21
Viridiana
Con Silvia Pinal, Fernando Rey, Francisco Rabal. Spagna 1961 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Tagliente ritratto di una società statica e limpida parabola della Spagna del tempo, attraverso il naufragio di ogni spirito di carità in una giovane orfana. Primo film girato in Spagna da Buñuel dopo 30 anni d’esilio, ebbe la Palma d’oro a Cannes ma fu proibito in Spagna per la sua forza eversiva e attaccato dal Vaticano.

5 e 6 maggio, ore 21
L’angelo sterminatore (El angel exterminador)
Con Silvia Pinal, Enrique Rambal, Jacqueline Andere. Messico 1962 – v. o. con sottotitoli in italiano (95’)

Capolavoro assoluto del cinema di tutti i tempi, film appassionante per la straordinaria fantasia e l’atmosfera di suspense tragicomica che grava sull’impotenza della borghesia, rappresentata da un gruppo dell’alta società bloccato in un salone da una forza misteriosa.

6 maggio, ore 20.30
incontro Buñuel in Messico

Incontro con IGNACIO DURAN critico e produttore cinematografico messicano, ha diretto il Mexican Film Institute.
A seguire proiezione de L’angelo sterminatore.

7 e 8 maggio, ore 21
Il diario di una cameriera (Le journal d’une femme de chambre)
Con Jeanne Moreau, Georges Géret, Michel Piccoli. Francia, Italia 1964 – v. italiana (97’)

In questo capolavoro livido e cupo, Buñuel sfoga tutto il suo disprezzo antiborghese e antifascista, attraverso lo sguardo caustico e raggelato di una giovane cameriera – la straordinaria Jeanne Moreau – assunta da una famiglia piena di “mostri”.

9 e 11 maggio, ore 21
Bella di giorno (Belle de jour)
Con Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli. Francia 1967 – v. italiana (105’)

Buñuel corrode dall’interno il perbenismo borghese, trasformando una moglie bella e insoddisfatta, che ha il fascino di Catherine Deneuve, in una prostituta. La doppia personalità della protagonista si riflette nella continua oscillazione tra realtà e sogno. Leone d’oro a Venezia.

12 e 13 maggio, ore 21
Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie)
Con Fernando Rey, Delphine Seyrig, Michel Piccoli. Francia 1972 – v. o. con sottotitoli in italiano (105’)

I grotteschi personaggi di questo capolavoro si riuniscono continuamente a pranzo, ma non riescono mai a mangiare. Fedele al surrealismo delle origini, un Buñuel in stato di grazia smaschera una società viziata, corrotta e ipocrita. Premio Oscar come miglior film straniero.

14 maggio, ore 21
Il fantasma della libertà (Le fantôme de la liberté)
Con Adriana Asti, Julien Bertheau, Adolfo Celi. Francia 1974 – v. italiana (104’)

In questo divertente film a episodi Buñuel scardina il concetto di libertà rovesciandone il senso e distruggendo le istituzioni, le credenze e i vuoti rituali della società occidentale. Sarcastico, tragicomico, impietoso, è il trionfo dell’assurdo e del surreale.

15 e 16 maggio, ore 21
Quell’oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir)
Con Fernando Rey, Carole Bouquet, Angela Molina. Francia 1977 – v. o. con sottotitoli in italiano (100’)

Una delle opere più importanti della sua intera produzione chiude la carriera del grande maestro. Originale e spiazzante, anche grazie all’espediente di un personaggio femminile interpretato da due attrici, che si alternano senza una logica evidente. Premio Oscar come miglior film straniero

Si ringrazia: Filmoteca de la UNAM, Televisa, Filmoteca del MAE, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Good Morning Aman

Aman e’ un ragazzo somalo, trasferitosi a Roma nella prima infanzia; soffre di insonnia e trascorre le notti sui tetti dei palazzi. Una notte incontra Teodoro, ex pugile quarantenne in profonda crisi depressiva, tra i due nasce un’amicizia..


Gooodmorningaman

Non e’ un paese per neri, titolava un servizio di una testata sportiva de La 7 andato in onda questa settimana e la parafrasi del titolo del romanzo di McCarthy si adatta bene anche la vicenda di Aman. Lui in realta’ italiano ci si sente, ha i modi indolenti dei poveri ma belli del neorealismo rosa o de I Vitelloni: tampina ragazze rigorosamente bianche e lavora come lavamacchine in un autosalone di lusso con la certezza di poter essere un grande venditore, ma il suo capo lo mette regolarmente al suo posto e anche Teodoro gli fa presente che non si e’ mai visto un negro vendere macchine.
Il rapporto con Teodoro e’ strano e misterioso, il ragazzo teme anche delle avances sessuali da questo strambo quarantenne che non esce di casa da tre anni, ma non e’ un rapporto di sesso quello che interessa a Teodoro, che continua a riempire di soldi le tasche di Aman, le motivazioni sono meno banali e per certi versi piu’ egoistiche e daranno uno scossone al ragazzo che ne trae uno spunto per maturare e seguire l’esempio dell’amico Said.
Good Morning Aman e’ un film complesso, probabilmente riuscito solo in parte anche a causa di un certo compiacimento dell’autore di insistere su stilemi registici come l’estrema sfocatura: la macchina da presa e’ sempre addosso a personaggi, anche se l’estrema apertura dell’obbiettivo non riesce/vuole penetrare la loro interiorita’.
Sicuramente di estremo interesse la prova attoriale di Valerio Mastandrea: Teodoro entra nella sua lunga galleria di personaggi disadattati, incapaci di gestire la loro vita, ma l’ex pugile si distingue dagli altri “sfigati” di Mastandrea per il mistero ambiguo e cattivo che nasconde soprattutto nello sguardo creando una caratterizzazione inattesa e inquietante.

Spaziale!

Astrieparticelle

Tornano le rassegne cinematografiche al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il tema questa volta e’ legato alla alla grande mostra dedicata all’Universo,
Astri e particelle. Le parole dell’Universo sempre al Palazzo delle Esposizioni.
Una rassegna cinematografica che partendo dagli esordi del cinema arriva ad un’anteprima estremamente appetibile che troverete scorrendo il programma

A chi resta ipnotizzato a guardare le stelle e sogna di raggiungere la Luna, il Palazzo delle Esposizioni offre un viaggio entusiasmante verso l’ignoto, attraverso una serie di eventi eccezionali. Il cinema riveste un ruolo importantissimo nell’immaginario contemporanea sull’Universo, perché ha interpretato sin dalle sue origini il nostro desiderio di evasione nello Spazio, traducendolo in mirabolanti scenografie e avventurosi viaggi. In occasione della mostra “Astri e particelle. Le parole dell’Universo” il Palazzo delle Esposizioni presenta la rassegna spaziale!, dedicata ai grandi film di fantascienza. Si parte con tre capolavori del cinema muto, arricchiti da live spaziale!, la sonorizzazione musicale composta appositamente ed eseguita dal vivo dai migliori esponenti del panorama della musica elettronica italiana. Dalle origini si passa ai film di culto della sci-fi degli anni ’50, sino alle opere più mature che, dagli anni ’60 ad oggi, hanno trasformato il viaggio nell’ignoto in una ricerca nel profondo dell’anima umana. Un percorso emozionante, con un evento imperdibile ed esclusivo: l’anteprima nazionale dell’attesissimo Moon, diretto da Duncan Jones, figlio di David Bowie. 

24 e 25 novembre, ore 21 

Metropolis

di Fritz Lang. Con Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel. Germania 1927 – v.o. con sottotitoli in italiano (117’)  live spaziale! musicato dal vivo da I.H.C.

Uno dei più importanti film di ogni epoca, universalmente riconosciuto come modello del cinema moderno: il conflitto tra magia e tecnologia sconvolge i ritmi alienanti di una megalopoli del XXI secolo, portando alla ribellione degli operai-schiavi. Messinscena di un delirio, opera d’arte totale, vera e propria sinfonia visiva, in cui la fantasia architettonica e pittorica di Lang si esprime ai massimi livelli.

I.H.C.: attivo dal ’98, il gruppo è formato da alcuni dei più interessanti musicisti degli ultimi anni, provenienti da progetti quali l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ardecore, Etruria Criminale Banda, Roberto Gatto Quintet, una fusione di jazz, funk, rock, noise ed avanguardia e un suono che unisce Miles Davis, gli Stooges e i Funkedelic. 

26 e 27 novembre, ore 21 

Una donna nella Luna

di Fritz Lang. Con Klaus Pohl, Willy Fritsch, Gerda Maurus. Germania 1929 – v.o. con sottotitoli in italiano (169’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gianni Music Quartet

Un’astronave porta sulla Luna quattro uomini e una donna spinti dal miraggio di presunte miniere d’oro. Straordinario capolavoro e pietra miliare del cinema di fantascienza raramente proiettato in Italia, è il primo tentativo di rappresentare il viaggio spaziale in termini realistici e il risultato fu talmente convincente da indurre i nazisti a ritirare ogni copia dalla circolazione e distruggere il modellino originale del razzo, preoccupati di mantenere il segreto sui propri studi missilistici.

Gianni Music Quartet: torna la geniale miscela di sonorità elettroniche e acustiche di Gianni Rosace (dj e producer, fondatore dell’Half Die Festival), con Pino Pecorelli al contrabbasso, Mike Cooper (John Lee Hooker, Howlin’ Wolf) alla chitarra slide e Pietro Pompei (Ars Ludi e Ensemble di Musica Contemporanea dell’Auditorium di Roma), al vibrafono e percussioni. 

29 novembre, doppio spettacolo: ore 17 e 21 

Aelita

di Yakov Protazanov. Con Yuliya Solntseva, Igor Ilyinsky, Nikolai Tsereteli. URSS 1924 – v.o. con sottotitoli in italiano (120’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gamers in Exile

La rivoluzione socialista nello spazio: un astronauta sbarca su Marte dove regna la bellissima regina Aelita e prende parte alla rivoluzione dei proletari marziani, soggetti a un sistema di bestiale sfruttamento. Primo leggendario capolavoro della fantascienza sovietica, un film straordinario anche dal punto di vista estetico, grazie all’estrosità della messa in scena, che vanta l’impiego di scenografie costruttiviste contrapposte a scorci realistici di Mosca.

Gamers in Exile: Due incredibili costruttori di paesaggi sonori elettronici, che hanno raccolto grandi consensi all’estero. Valerio Lupo Faggioni, artist in residency all’Istituto di Musica Elettronica di Arhus in Danimarca, ricercatore per i laboratori Dolby di San Francisco e Guido Zen, attivo dal ‘95 a Londra dove ha collaborato con Leftfield, John Lydon, Shola Ama. Insieme hanno suonato a Londra, New York, Copenaghen, Parigi, Tokyo e all’Art Basel in Svizzera. Autori della colonna sonora di Biutiful Cauntri, il film documentario rivelazione del 2008. 

1 dicembre, ore 21 

La ‘cosa’ da un altro mondo

di Christian Nyby, Howard Hawks. Con Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite. USA 1951 – v. italiana (87’)

Un disco volante sepolto dai ghiacci del Polo Nord nasconde un mostro sanguinario arrivato dallo spazio. Vero e proprio capolavoro della science fiction e capostipite del filone “alieno”, questo leggendario fanta-horror sorprende ancora oggi per la suspense e il senso di attesa, che cancella le certezze e la razionalità della società contemporanea.

2 e 15 dicembre, ore 21

L’invasione degli ultracorpi

di Don Siegel. Con Kevin McCarthy, Dana Winters, King Donovan. USA 1956 – v. italiana (80’)

Strani invasori dallo spazio atterrano sotto forma di baccelli in una tranquilla cittadina e occupano i corpi dei suoi abitanti. Un grande film di fantascienza degli anni ’50, che la scrittura asciutta e concreta di Don Siegel trasforma in una parabola dell’orrore quotidiano di inquietante suggestione. 

3 dicembre, ore 21 

Moon

di Duncan Jones. Con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Matt Berry, Kaya Scodelario. Gran Bretagna 2009 – v. italiana (97’) ANTEPRIMA NAZIONALE

Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima nazionale uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno: il primo film di Duncan Jones, figlio del mitico David Bowie. Un omaggio alla sci-fi anni ‘70 e ‘80 reinterpretata in chiave creativa, per una lettura profonda e provocatoria della condizione umana. Un astronauta solitario, interpretato dal fantastico Sam Rockwell, accompagnato da un robot calmo e rassicurante – che ricorda HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio – alla fine della sua missione triennale sulla Luna fa una scoperta orribile… Presentato al Sundance Film Festival, premiato ai Festival di Seattle ed Edimburgo. 

4 e 19 dicembre, ore 21 

2001: Odissea nello spazio

di Stanley Kubrik. Con Keir Dullea, Gary Lockwod. Gran Bretagna 1968 – v. italiana (141’)

Capolavoro assoluto della storia del cinema, rappresenta una delle riflessioni più articolate sul rapporto civiltà – tecnologia e sul destino dell’umanità, in un percorso temporale dagli uomini scimmia alla conquista dello spazio.

5 e 18 dicembre, ore 21

Solaris

di Andrei Tarkovskij. Con Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet. URSS 1972 – v.o. con sottotitoli in italiano (165’)

Tarkovskij trasforma il cosmo nel subconscio umano: su Solaris, un pianeta con un oceano che pensa, gli astronauti sono alle prese con le proiezioni della loro memoria. Angoscioso, ossessivo, enigmatico, il film ha un potere ipnotico che inchioda lo spettatore con immagini che non si erano mai viste al cinema. 

6 dicembre, ore 21 

Il pianeta selvaggio

di René Laloux. Disegni originali di Roland Topor. Francia, Cecoslovacchia 1973 – v. italiana (70’)

Gli umani sono diventati i servi di enormi alieni, in questo film d’animazione di straordinaria suggestione. Capolavoro di fantasia figurativa, grazie agli allucinati disegni di Roland Topor, grande pittore e scrittore surrealista, fondatore del celebre gruppo Panique con Arrabal e Jodorowski. Premiato al Festival di Cannes.

8 dicembre, ore 21

The Dish

di Rob Sitch. Con Sam Neill, Kevin Harrington, Patrick Warburton. Australia 2000 – v. italiana (101’)

Tratto da una storia vera, è una commedia brillante, coinvolgente e molto divertente. Racconta le emozioni, il dramma e l’umorismo che hanno caratterizzato i quattro giorni dell’Apollo 11 nel 1969 e lo straordinario ruolo di un paesino dell’Australia, dove la NASA decise di installare un enorme radiotelescopio per permettere la visione in tutto il mondo dello sbarco dell’uomo sulla Luna. 

9 dicembre, ore 21 

Uomini veri

di Philip Kaufman. Con Dennis Quaid, Sam Shepard, Barbara Hershey. USA 1983 – v. italiana (193’)

La storia avventurosa dei piloti che presero parte alle prime missioni aereospaziali della Nasa, e in particolare di Chuck Yeager che per primo superò nel 1947 la barriera del suono. Il film unisce bene la componente documentaristica a quella spettacolare grazie all’avvincente ricostruzione degli avvenimenti e a un ottimo cast. 

10 dicembre, ore 21 

Lo strano caso dei raggi cosmici

di Frank Capra, William T. Hurtz. USA 1957 – v.o. con sottotitoli in italiano (Documentario, 55’)

Un rarissimo e sorprendente esperimento del grande Frank Capra che si cimenta in un documentario sullo spazio, che ha per protagonisti tre insigni scrittori – Poe, Dickens, Dostoevskij, rappresentati da buffe marionette. Un intelligente mix di cinema dal vivo e di animazione, cui hanno dato un notevole contributo animatori della Disney e noti scienziati, che cercano di spiegare la complessa storia delle ricerche sui raggi cosmici dalla fine dell’Ottocento in poi. 

11 e 16 dicembre, ore 21

Il pianeta proibito

di Fred McLeod Wilcox. Con Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen. USA 1956 – v.o. con sottotitoli in italiano (98’)

Classico della fantascienza cinematografica, è una fantasiosa rielaborazione della “Tempesta” di Shakespeare, in chiave psicoanalitica. Uno dei primi esempi maturi del genere, con uno dei primi personaggi-robot dello schermo. Un piccolo capolavoro brillante e intelligente che fissa i parametri dell’immaginario del cinema di fantascienza. 

12 e 20 dicembre, ore 21 

Blade Runner

di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young. USA 1982 – v. italiana (117’)

Uno dei film di fantascienza più celebri di tutti i tempi, cult-movie dalle atmosfere magiche che ha cambiato per sempre il nostro immaginario del futuro. Immagini cariche di emozioni travolgenti e oppressive costruiscono la metropoli del futuro, modernissima e decadente scenografia dove si inseguono un cacciatore di taglie e “replicanti” ribelli, uniti dalla paura della morte. 

13 e 17 dicembre, ore 21 

L’ignoto spazio profondo

di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Donald Williams. Francia, Germania, Gran Bretagna 2005 – v. italiana (81’)

Un’avventura cinematografica monumentale, geniale, strabiliante e poetica. L’autore contemporaneo più visionario racconta, tra documentario e fantascienza, il viaggio allucinante e filosofico di un’astronave alla ricerca di altri pianeti su cui vivere, dopo che un’apocalisse ecologica ha reso vana la vita sulla terra.

Il progetto di sonorizzazione musicale live spaziale! è a cura di Giovanni Guardi.

Si ringraziano per la collaborazione alla rassegna cinematografica il Festival dell’Immaginario e Zero in condotta di Perugia

Si ringrazia Sony Pictures Entertainement, Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Cinecittà Luce, Fandango, Warner Bros. Italia, International Entertainment Enterprises, Collettivo dell’Immagine, Boschetto, Lab 80 Film, Emme Cinematografica 

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00
abbonamento alla rassegna € 25,00
www.palazzoesposizioni.it

Angeli e demoni

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Mentre a Ginevra si lavora sull’antimateria, la Chiesa Cattolica e’ sconvolta dalla morte improvvisa del Pontefice. Si apre il conclave ma quattro tra i vescovi piu’ vicini al Soglio, i Preferiti, vengono rapiti dall’antica setta degli Illuminati che vuole distruggere l’intera Citta’ del Vaticano; per risolvere l’enigma torna in campo il simbolista Robert Langdon..
La premiata ditta Howard-Hanks torna a cimentarsi con le opere di Dan Brown, stravolgendone pero’ l’assetto: se il volume Angeli e demoni precede il celeberrimo Codice da Vinci e apre le ostilita’ tra il Vaticano e lo scrittore, il film diventa il sequel delle avventure del famoso accademico, chiamato in causa proprio dalla Chiesa che nella precedente indagine era stata da lui svergognata dando luogo a un’inimicizia che si sanera’ alla fine di questa nuova avventura. 
Nonostante i toni concilianti il Vaticano non ha permesso le riprese, cosi’ tutte le scene ambientate nel piccolo stato pontificio sono girate alla Reggia di Caserta o realizzate al computer, in maniera molto credibile anche se l’azzurro della Cappella Sistina non e’ mai vivido come nelle riprese dell’originale. 
Oltre che un blockbuster (perfino dgnitoso!) dai toni millenaristici con i cieli che si aprono su San Pietro, il film e’ un meraviglioso spot per Roma (alzi la mano chi non subisce il fascino dell’Urbe!) vera protagonista del solito gioco di indovinelli alla base del plot.
Anche il product placement della nuova Lancia Delta e’ molto azzeccato, peccato che sia proprio l’autovettura a non esser piu’ bella come una volta. 
Quasi irriconoscibile Ewan McGregor nei panni del camerlengo con quella nuova fronte liscia senza la ciste che lo caratterizzava.

Strappami le lacrime

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Se c'e' un film che mi fa piangere come una fontana e' Il Cucciolo terribile apologo sulla crescita e il compromesso che ho scelto da anni di non vedere mai piu', avendo segnato troppo la mia infanzia, che tanto tra l'orto e il cervo io scelgo il cerbiatto e la fame ancora adesso!
Ovviamente la pellicola in questione non poteva mancare nella lacrimosa rassegna del Palazzo delle Esposizioni di Roma. 
Vabbe', confesso: caragno anche davanti ad Incompreso..

Sei un tipo dalla lacrima facile? Le lacrime curano lo stress: ogni goccia produce infatti il cortisolo, una sostanza che allevia la tensione, e una serie di antidolorifici naturali. Piangere fa bene, è una valvola di sfogo delle emozioni e dei sentimenti che, se repressi, possono dar luogo ad ansie e depressioni.
Ecco allora una serie straordinaria di classici melò ad altissimo tasso emotivo, “filmoni” strappalacrime che si rivedono sempre volentieri, alla ricerca di un modo di esprimere l’emozione più pacato e pudico, rispetto all’assordante sguaiataggine televisiva. Una selezione delle pellicole più rappresentative delle esperienze commoventi nella vita, come l’amore infelice, l’infanzia difficile, l’accanirsi della sorte. Un esperimento che muove dal desiderio di sondare i sentimenti reali del pubblico, per vedere se nell’età dell’indifferenza, dell’aggressività spavalda, i grandi sentimenti, i grandi affetti, il gusto delle lacrime hanno ancora il loro incontrastato potere.
Vecchie atmosfere ma in linea con l’ultima moda: in Europa si stanno diffondendo i crying clubs, locali nati per superare lo stress da superlavoro, in cui è possibile piangere in libertà, magari guardando un film strappalacrime. Un’idea che arriva dal Giappone, dove spopolano i tears parties, feste nelle quali non si fa altro che piangere, da soli oppure in compagnia. Sembra uno scherzo, ma è proprio vero. Se l’uomo del terzo millennio è ancora così bloccato nell’espressione delle emozioni, da dover meccanizzare un atto così puro e privato come il pianto, espressione incontrollata dell’anima, il Palazzo delle Esposizioni offre una spalla a chi ama sciogliersi davanti ai film, con gusto e ostinazione, proponendo una serie incredibile di capolavori del melodramma.
Allora buona visione e pianto libero, i fazzoletti li offriamo noi.

26 febbraio, ore 21

Splendore nell'erba

di Elia Kazan. Con Natalie Wood, Warren Beatty. USA 1961 – v. italiana (124’)

L'amore tra due liceali, contrastato dai genitori e dalla loro repressione sessuale, porta la protagonista, una splendida Natalie Wood, alla follia. Forse il melodramma più intenso sul primo amore che sia mai stato fatto, rappresenta il capolavoro creativo di Kazan, uno degli studi psicologici più riusciti del suo cinema, un atto d'accusa contro la morale conformista e uno straziante inno alla giovinezza perduta. 

27 febbraio, ore 21

Lettera da una sconosciuta

di Max Ophüls. Con Joan Fontaine, Louis Jourdan. USA 1948 – v. o. con sottotitoli in italiano (90’)

La più bella storia d'amore impossibile mai raccontata da Hollywood, una passione mai ricambiata che consuma fino alla morte. Ophüls realizza il suo capolavoro romantico, uno dei più squisiti “film di donna” della storia del cinema, immerso in un clima magico e ossessivo. 

28 febbraio, ore 21

Le onde del destino

di Lars von Trier. Con Emily Watson, Stellan Skarsgård. Danimarca 1996 – v. italiana (158’)

Film dell’amore totale, dell’abnegazione, della fiducia nei miracoli che talvolta si fanno carne e sangue in cambio di una vita nuova. Capolavoro di Lars Von Trier, Gran Premio a Cannes nel 1996 e vincitore di numerosi altri riconoscimenti, è una storia indimenticabile in cui la fragile Bess – una strepitosa Emily Watson – si erge a figura di grande, stupefacente bellezza. 

1 marzo, ore 21

Anonimo veneziano

di Enrico Maria Salerno. Con Florinda Bolkan, Tony Musante. Italia 1970 – (94’)

Il lacerante addio di un musicista malato a sua moglie, ambientato in una Venezia indimenticabile e sognante, che fa da sfondo livido e decadente a questo incontro tra anime nude, dilaniate dalla paura e dal dolore. 

5 marzo, ore 21

Il cucciolo 

di Clarence Brown. Con Gregory Peck, Jane Wyman, Claude Jarman jr. USA 1946 – v. italiana (128’)

L’affetto di un bambino per un cerbiatto e il dolore del distacco fanno di questo classico hollywoodiano degli anni '40 un capolavoro perfetto, pieno di sentimentalismo, pur nella dura e faticosa realtà, che descrive una sorta di ritorno alle origini.  

6 marzo, ore 21

Incompreso – Vita col figlio

di Luigi Comencini. Con Anthony Quayle, Stefano Colagrande. Italia 1966 (105’)

Uno dei film più emozionanti del nostro cinema descrive con immensa delicatezza l’infanzia, vittima dell’indifferenza o dell’egoismo degli adulti, nel rapporto difficile tra un padre chiuso e il figlio tutto slanci e intime, segrete sofferenze. Un grave affresco dei sentimenti, delicato e coinvolgente.  
 
 
7 marzo, ore21

Volver – Tornare

di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Carmen Maura. Spagna 2006 – v. italiana (120’)

Capolavoro tutto al femminile, magnifico e toccante, che esplora i temi dell'infanzia offesa, del desiderio crudele e delle pulsioni d'amore e di morte. Una storia magica di vivi e morti che convivono nella dimensione della memoria e degli affetti – tra Spagna arcana e melò classico – interpretata da attrici strepitose che ricordano Bette Davis, Anna Magnani, Sofia Loren anni Quaranta e Cinquanta. 

8 marzo, ore 21

Marcellino pane e vino

di Ladislao Vajda. Con Pablito Calvo, Rafael Rivelles. Spagna, Italia 1955 – v. italiana (90’)

Ancor oggi rimane il film spagnolo di maggior successo nel mondo, solo in Italia commosse undici milioni di spettatori con la storia dell’orfanello di cinque anni che parlava con il crocifisso e gli dava da mangiare un po’ del suo pane e del vino dei frati presso cui viveva. Un classico del genere edificante commovente e coinvolgente. 

13 marzo, ore 21

E le stelle stanno a guardare

di Carol Reed. Con Michael Redgrave, Margaret Lockwood. Gran Bretagna 1939 – v. italiana (110’)

La fame, la sofferenza, il diritto alla vita spingono un gruppo di minatori alla ribellione, alla violenza. Un capolavoro drammatico, aspro, robustamente delineato nelle psicologie dei personaggi, impregnato di succhi passionali che trascinano lo spettatore nel fondo di una miniera, tra l’ansia e la disperazione dell’attesa per la propria sorte. 

14 marzo, ore 21

Da qui al
l'eternità

di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster. USA 1953 – v. italiana (118’)

Capolavoro intenso e coinvolgente, ambientato in un accampamento militare poco prima dell'attacco di Pearl Harbor, racconta gli amori, le umiliazioni, le rivincite e i tradimenti di cinque personaggi, interpretati magistralmente da alcune delle star più famose di Hollywood dell’epoca. Premiato con otto premi Oscar, è senza dubbio il migliore melodramma di guerra.  

15 marzo, ore 21

Uomini – Il mio corpo ti appartiene

di Fred Zinnemann. Con Marlon Brando, Everett Sloane, Teresa Wright. USA 1950 – v. italiana (85’)

Al suo primo film, Marlon Brando, si rivela già un attore straordinario, capace di trasmettere verità emotiva e autenticità al dramma di un soldato ferito in guerra, che attraversa le tappe della riabilitazione e del reinserimento nella vita civile. Fece sensazione all’epoca per la rappresentazione senza ipocrisie del problema sessuale. 

Si ringraziano per la collaborazione: Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Fondazione Cineteca Italiana – Milano, Cineteca D. W. Griffith, Warner Bros. Entertainment Italia, Emme Cinematografica 
 
 

INFORMAZIONI

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

ingresso scalinata di via Milano 9 A, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00 – abbonamento alla rassegna € 20,00

www.palazzoesposizioni.it

Incubi

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Nuova imperdibile inziativa al Palazzo delle esposizioni di Roma che indaga sui piu’ cupi incubi espressi dal cinema muto fino agli horror anni ‘60; personalmente dovrei indagare sul mio autolesionismo nel pubblicizzare perle solitamente invisibili del genere horror che mi perdero’ anche questa volta data la distanza, date una scorsa al calendario per trovarle.


Incubi è un viaggio nella paura al cinema e un’occasione unica per riscoprire i classici horror proiettati in pellicola, quei capolavori del genere gotico che sono alla base dell’immaginario del pubblico contemporaneo. 

Si parte con Incubi live, un progetto di sonorizzazione musicale dal vivo dedicato a tre capolavori del cinema muto espressionista, che saranno presentati con l’accompagnamento sonoro di musicisti e dj d’eccezione. Un’occasione inedita per far dialogare le immagini che hanno ispirato il cinema di tutti tempi con i nuovi linguaggi artistici e la sensibilità contemporanea. 

Il Palazzo delle Esposizioni ha invitato i migliori esponenti della scena musicale romana, tra ricerca e contaminazioni, a ripensare musicalmente le atmosfere allucinate di questi capolavori visionari, che saranno accompagnati dal vivo dalle sperimentazioni di Gianni Music con Pino Pecorelli dell’Orchestra di Piazza Vittorio e il chitarrista inglese Mike Cooper; dal rock noir dei Belladonna, la band rivelazione candidata ai Grammy Awards 2008, che attinge la sua carica emotiva dai racconti di Edgar Allan Poe; infine dalle contaminazioni musicali intense e raffinate di Andrea Pesce, musicista e produttore dei Tiromancino, con alcuni musicisti del Colletivo Angelo Mai. 

La rassegna prosegue come un viaggio notturno attraverso la storia del cinema sino a Roger Corman e Mario Bava, tra allucinazioni e mostri da incubo, alla scoperta delle origini del fantastico, inteso come ciò che impaurisce e attrae al tempo stesso, come rappresentazione dello spazio tra l’esperienza reale e il mistero, discesa in quella parte di noi che non riconosciamo, il doppio e l'oscuro dell’essere umano. 

Sono gli incubi notturni a raccontarci la strana storia che abbiamo dentro noi, a liberare la nostra realtà profonda e a tradurre in immagini insopportabili la frattura di un mondo diurno che vorremmo stabile. Come sapeva Freud il regno del perturbante nasce dall’attraversamento di linee d’ombra che disturbano la nostra sicurezza, dal mostro che fuoriesce improvvisamente dal quotidiano, come in questi film dove reale e fantastico spesso si fondono, per un viaggio al buio ma guidati dal talento visionario di grandi maestri del cinema. 

Il progetto di sonorizzazione musicale Incubi live è in collaborazione con Giovanni Guardi 


Programma

18 e 19 novembre, ore 21.00 

Il gabinetto del dottor Caligari
di Robert Wiene. Con Werner Krauss, Conrad Veidt. Germania 1920 – v.o. con sottotitoli in italiano (78’)
Incubi live – musicato dal vivo da Gianni Music Trio 

Opera espressionistica per eccellenza, capolavoro del muto di straordinaria influenza sul cinema successivo, è il primo film di culto della storia del cinema. Oltre a una forza figurativa claustrofobica, grazie alle scenografie realizzate dagli espressionisti del gruppo "Der Sturm" – con strade a zigzag e prospettive deformate – il film è incredibilmente moderno per l'intersecazione dei suoi livelli di realtà.
Gianni Music Trio, miscela di suoni digitali con strumenti tradizionali, è il progetto sperimentale di Gianni Rosace (dj e producer, fondatore di Half Die Festival e Slow Motion), affiancato per questa creazione musicale originale dal contrabbassista Pino Pecorelli (Orchestra di Piazza Vittorio) e alla chitarra slide da Mike Cooper, figura storica della musica internazionale dagli anni 70 (ha suonato con John Lee Hooker e Howlin’ Wolf). 


20 e 21 novembre, ore 21.00 

Nosferatu il vampiro
di Friedrich Wilhelm Murnau. Con Max Schreck, Gustav von Wangenheim. Germania 1922 – v.o. con sottotitoli in italiano (84’)
Incubi live – musicato dal vivo da Luana e Dani dei Belladonna con Massimiliano Annibaldi 

Capolavoro assoluto del cinema e il più grande film vampiresco di tutti i tempi, rappresenta il punto di svolta dell’espressionismo tedesco, abbandona le scenografie pittoriche per ambientare la vicenda in esterni ed inserisce degli effetti speciali “impressionanti” per l’epoca. Nella sua complessità si presta a diverse letture in chiave psico-sociologica, metafisico-esistenziale, psicoanalitica.
Le proiezioni saranno accompagnate dall’esibizione live di musiche inedite, composte espressamente per questo evento dalla cantante e dal chitarrista dei Belladonna, la band romana che con il suo rock gotico sta conquistando il pubblico italiano ed internazionale: “The Next Big thing” li definisce New Musical Express, la rivista musicale culto per eccellenza; il loro primo album ha avuto più di un milione di ascolti su MySpace e ha ricevuto due Nomination ai Grammy Awards 2008, un’occasione senza precedenti per una band italiana. Li accompagna per questa occasione Massimiliano Annibaldi, compositore e musicista di viola da gamba e theremin. 


22 e 23 novembre, ore 21.00 

Ombre ammonitrici
di Arthur Robison. Con Alexander Granach, Fritz Kortner, Ruth Weyher. Germania 1923 – v.o. con sottotitoli in italiano (85’)
Incubi live – musicato dal vivo da Andrea Pesce in collaborazione con il Collettivo Angelo Mai 

Un piccolo classico del cinema espressionista di grande eleganza, un capolavoro di onirismo denso di erotismo, sadismo e umorismo nero. Invitato in un palazzo a dare uno spettacolo durante un ricevimento, un artista d'ombre cinesi ipnotizza gli spettatori provocando lo scatenarsi delle loro pulsioni rimosse, delle loro fantasie erotiche e aggressive.
Il clima psicologico sospeso del film ha ispirato il commento sonoro eseguito da Andrea Pesce e da alcuni musicisti del Collettivo Angelo Mai: Renato Ciunfrini, Cristiano De Fabritiis, Gabriele Lazzarotti, Fabio Rondanini. Il gruppo rappresenta una delle esperienze musicali più interessanti nate negli ultimi anni, la ricchezza delle sue diverse identità artistiche si rispecchia nella suggestiva varietà di sonorità acustiche ed elettroniche impiegate anche in questo progetto, dove si incrociano sensibilità ed esperienze in una forma di condivisione musicale che non ha oggi eguali nella scena della nuova musica italiana. 


25 novembre e 9 dicembre, ore 21.00 

Vampyr
di Carl Theodor Dreyer. Con Sybille Schmitz, Julian West. Francia 1932 – v.o. con sottotitoli in italiano (75’) 

Capolavoro del cinema fantastico diretto da un maestro di tutti i tempi, un superbo viaggio fra le ombre di un incubo da riscoprire per farsi trasportare in un’altra dimensione. L’incanto del film deriva dalle molte sperimentazioni rispetto al genere orrorifico, come l’ambientazione in esterni alla luce diurna e il prevalere del bianco sul nero. Le invenzioni visive, come la famosa soggettiva dall’interno della bara, creano un’atmosfera incerta e inquietante, dove l’immagine non testimonia mai un mondo reale. 


26 novembre e 10 dicembre, ore 21.00 

Il bacio della pantera
di Jacques Tourneur. Con Simone Simon, Kent Smith. USA 1943 – v. italiana (73’) 

A causa di un'antica leggenda, la bella protagonista è convinta di essere una donna-belva, cioè capace di rivelare il suo fondo ferino dopo un rapporto sessuale. Fonte di ispirazione per molti registi, giocato sagacemente sull'ambiguità tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è un classico del cinema fantastico più volte imitato. 


27 novembre e 11 dicembre, ore 21.00 

La iena – L'uomo di mezzanotte
di Robert Wise. Con Boris Karloff, Bela Lugosi. USA 1945 – v. italiana (77’) 

Ispirato al caso vero di un medico che per le sue ricerche si procurava cadaveri nei cimiteri o ricorrendo all'omicidio, è considerato un classico dell'horror per la sobrietà con cui suggerisce invece di mostrare, l'atmosfera inquietante, lo scambio ambiguo tra bene e male. 


28 novembre e 12 dicembre, ore 21.00 

La donna e il mostro
di George Sherman. Con Erich von Stroheim, Richard Arlen, Vera Ralston. USA 1944 – v. italiana (86’) 

È un thriller fantachirurgico carico di fascino, grazie anche a un grande e geniale Eric von Stroheim, strepitoso nel ruolo di uno scienziato che sperimenta il modo per tenere in vita il cervello anche dopo la morte. Il film rinnova il mito di Frankenstein e del filone degli scienziati resi folli dal potere di dare l'immortalità, di andare oltre la morte. 


29 novembre e 13 dicembre, ore 21.00 

I tre volti della paura (Black Sabbath)
di Mario Bava. Con Boris Karloff, Michèlle Mercier, Italia 1963 (93’) 

Mario Bava è un maestro ammirato da molti registi contemporanei come Tim Burton e Quentin Tarantino, qui alle prese con tre racconti che ripercorrono tutte le sfumature del genere horror, dalle classiche ambientazioni gotiche con situazioni claustrofobiche, a tematiche più contemporanee, come la relazione morbosa fra le due protagoniste del primo episodio e la dissacrazione ironica del genere horror nell’incredibile epilogo, affidato a un’icona del terrore, Boris Karloff. Il film ebbe un successo travolgente all'estero dove uscì con il titolo Black Sabbath, da cui il gruppo capeggiato da Ozzy Osbourne ha preso il nome. 


30 novembre e 14 dicembre, ore 21.00 

Incubi notturni
di Basil Dearden, Charles Crichton, Alberto Cavalcanti, Robert Hamer. Con Mervyn Johns, Roland Culver, Michael Redgrave. Gran Bretagna 1945 – v.o. con sottotitoli in italiano (102’) 

Uno dei più celebri film del terrore dell'intera storia del cinema, è una delle prime, più famose e più copiate incursioni nel fantastico del cinema britannico. Un film ad episodi con un racconto cornice: un architetto, chiamato per una consulenza in una villa di campagna, incontra diversi signori che stanno discutendo con uno psicologo freudiano le loro esperienze insolite, tra razionalità e paranormale. Il film affascina per la felice miscela di commedia, melodramma, spavento, orrore, surrealismo e riesce a tenerci inchiodati alla poltrona lasciandoci con la sensazione di qualcosa di sospeso. 


2 e 16 dicembre, ore 21.00 

Il mulino delle donne di pietra
di Giorgio Ferroni. Con Scilla Gabel, Pierre Brice. Italia, Francia 1960 (100’) 

Giorgio Ferroni si segnalò come uno dei primi e più competenti registi horror italiani con questa affascinante rappresentazione macabra, dalla straordinaria atmosfera gotica. Un film ipnotico e malsano su un artista folle e la sua ossessione per la figura femminile, che riproduce nelle statue a grandezza naturale in un carillon-mulino. 


3 e 17 dicembre, ore 21.00 

L'orribile segreto del dr. Hichcock
di Riccardo Freda. Con Robert Flemyng, Barbara Steele, Montgomery Glenn. Italia 1962 (88’) 

Uno dei più celebri horror gotici del cinema italiano, inaugurato dallo stesso Riccardo Freda che, con molto talento e senza ricorso al soprannaturale, affronta la necrofilia, tema raramente trattato dal cinema, puntando sulla suggestione dell'atmosfera e l’interpretazione di Barbara Steele, considerata la regina indiscussa del cinema horror. 


4 e 18 dicembre, ore 21.00 

Il figlio di Frankenstein
di Rowland V. Lee. Con Basil Rathbone, Boris Karloff, Bela Lugosi. USA 1939 – v. italiana (99’)

È considerato un vero e proprio classico del genere, il terzo film dedicato al barone Frankenstein, grazie alle ambientazioni fantastiche, che rimandano all’espressionismo di Caligari, e all'ottima prova degli attori, da un mitico Rathbone, eccellente Barone Frankestein a Boris Karloff, per l'ultima volta nei panni del mostro, ad uno strepitoso, indimenticabile Bela Lugosi nei panni del viscido Igor. 


5 e 19 dicembre, ore 21.00 

Frankenstein contro l'uomo lupo
di Roy William Neill. Con Lon Chaney jr, Patric Knowles, Bela Lugosi. USA 1943 – v. italiana (74’) 

Sequel sia di Il terrore di Frankenstein che di L'uomo lupo, inaugura la stagione dei cosiddetti "cross-over", quei film dove appaiono due o più mostri classici. Un cult per gli appassionati del genere ricco di ritmo e suspense. 


6 e 20 dicembre, ore 21.00 

I vivi e i morti
di Roger Corman. Con Vincent Price, Mark Damon, Myrna Fahey. USA 1960 – v. italiana (79’) 

Regista assolutamente innovativo sia nella tecnica che nella scrittura, Corman è uno dei grandi padri del genere gotico, il cui stile ha influenzato tutti i registi horror successivi. Tratto dal racconto The Fall of the House of Usher, questo film inaugura la serie dedicata alle opere di Edgar Allan Poe, le cui atmosfere angoscianti e claustrofobiche sono ricreate con una sapienza figurativa straordinaria e cercando l’orrore nella psicologia dei personaggi, grazie alla superba interpretazione di Price. 


7 e 21 dicembre, ore 21.00 

I maghi del terrore
di Roger Corman. Con Vincent Price, Boris Karloff, Peter Lorre. USA 1963 – v. italiana (86’) 

Classico duello tra maghi ispirato a un racconto di Poe, in cui Corman attenua le atmosfere terrificanti dei film precedenti e realizza un’irresistibile capolavoro di umorismo nero, sostenuto dalle interpretazioni istrioniche di tre mostri sacri del cinema horror. 


INFO sala Cinema
ingresso scalinata di via Milano 9 A 

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00 

abbonamento alla rassegna € 25,00

Roma: Antonello da Messina

Gatto4_1 Sabato scorso era il mio compleanno, ed ho deciso di regalarmi un finesettimana a Roma per vedere la mostra dedicata ad Antonello da Messina .
Effettivamente ero stata nella Citta’ Eterna durante una gita con le suore, di cui ricordo poco o niente. Cosi’ si potrebbe dire che questa e’ stata la mia iniziazione romana e la prima cosa che mi ha colpito e’ la luce meravigliosa che avvolge la citta’ (ovvio che si spostasse l’industria cinematografica da Torino a Roma!) poi i gatti, padroni incostastati delle zone archeologiche o tranquilli inquilini di Trastevere, ma sempre grossi e scazzati.
Anche la cucina romana e’ squisita: io che non ho mai mangiato un carciofo in vita mia mi sarei strafogata di carciofi alla giudia!
Poi ci sono i monumenti: dalle vestigia romane ai ghiribizzi barocchi, dagli scorci pittoreschi che sbucano fuori inapettatamente anche nel piu’ terribile caos cittadino.. devo proprio ammettere che mi sono innamorata di Roma, ma che dire di Antonello?
Era gia’ il mio pittore preferito, pero’ avevo avuto la fortuna di vedere dal vero solo il San Girolamo nello studio; trovarmi faccia a faccia con la sua quasi completa produzione e’ stato piu’ che emozionante, infatti mi e’ scappata pure qualche lacrimuccia di commozione.

Ritrattiantonello A colpire piu’ ancora che la perfezione stilistica e anatomica e’ la bellezza dei volti: Madonne non trasfigurate dalla grazia, ma pure leggiadrie virginali dai tratti tipicamente mediterranei; la finezza piscologica dei ritratti maschili che visti da vicino stregano: la leggenda vuole che il sardonico Ritratto di ignoto marinaio abbia fatto per anni da decorazione ad uno sportello di una farmacia siciliana e che la figlia dello speziale un giorno abbia tirato un oggetto contro il quadro, stanca di dover sopportare quello sguardo beffardo: guardando da vicino, in questo ritratto come negli altri, si nota un contrasto tra l’espressione degli occhi e quello della bocca: qui gli occhi sono maligni e il sorriso strafottente, nel Ritratto Trivulzio, il cipiglio e’ sussiegoso ma la piega della bocca molto triste e poi c’e il Ritratto d’uomo della Galleria Borghese, chiaramente un venditore, dall’aria furbastra: non comprerei mai un’auto da quell’individuo!
E infine il capolavoro assoluto de L’Annunziata, perfetto nel rigore geometrico e nell’introspezione psicologica, trovarsi davanti a quella mano che pare respingere le profferte dell’angelo mentre la sinistra si stringe il velo alla gola mi ha fatto pensare che sublime regista sarebbe stato Antonello se fosse vissuto nel nostro tempo!

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Antonello da Messina

Nella prima meta’ degli anni ‘90 frequentavo un corso di antiquariato in quel di Torino ed e’ li’ che mi sono innamorata di Antonello da Messina: il professor Cottino (ora direttore del Museo Accorsi) inseri’ la prima diapositiva e poi si mise a parlare con alcuni studenti.
Restai dieci minuti buoni a fissare quel volto, smarrendomi nella malinconica tristezza di quegli occhi.
Da quel giorno Antonello da Messina divenne il mio pittore preferito: praticamente un colpo di fulmine che mi avrebbe riservato le meravigliose sorprese de L’annunciata ed il Ritratto Trivulzio che e’ praticamente identico a mio zio Giuseppe.



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E’ con una fitta al cuore che ho appreso leggendo la recensione di Exibart sull’importante mostra che Roma dedica ad Antonello che l’appuntamento con il mio primo amore e’ rimandato: il Salvator Mundi e’ tra le pochissime opere non esposte .

Antonello da Messina
Roma – Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16
Dal 18 marzo al 25 giugno 2006

Roma

RomaL’attesissimo colossal non mi entusiasmato piu’ di tanto, almeno per ora.
Colpa anche dello shock iniziale di vedere Roberto Giacobbo introdurre l’opera cercando di giustificare la scelta della Rai di mandare in onda una versione piu’ soft del serial (non si tratta di tagli, ma di scene rigirate appositamente in maniera piu’ edulcorata).
Non apprezzo particolarmente la scelta “estrema” di mostrare esplicitamente la violenza della vita dei romani del I secolo A.C., che mi pare arrivare diritta dritta dal successo di The Passion di Mel Gibson, non certo per pruderie ma perche’ ritengo da sempre l’allusione piu’ efficace dell’immagine mostrata: per esemplificare, nella versione italiana si intravede per un attimo uno schiavo marchiato a fuoco sul volto, presumo che nella versione integrale si sia indugiato molto su questo gesto che pero’ non avra’ mai la portata emotiva dell’evocazione dell’accecamento di Michele Strogoff nell’omonimo sceneggiato Rai della fine degli anni’70, dove ci si fermava su un angosciante primo piano della lama incandescente della spada.
Non posso certo essere d’accordo con la versione censurata della Rai, che oltre alla violenza limita le scene di sesso, (che faranno mai vedere, quei bacchettoni americani, l’hard-core in prima serata?) la motivazione allude alla morale cristiana che non vedo proprio cosa centri dato che l’azione si svolge un secolo primo della nascita di Cristo; credo che il vero motivo per cui in Italia certe cose non possano essere mostrate e’ che ancora vige l’ideale storico fascista (senza nessuna implicazione politica) della grandezza romana.


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Altra delusione e’ stato nel finale dell’episodio: Cesare attraversa il Rubicone senza pronunciare la mitica frase Il dado e’ tratto, non so se sia stata scartata perche’ non suffragata da prove storiche, ma il fanciullo pescatore che guarda attonito il passaggio delle truppe senza spostarsi di un millimetro appartiene a un ideale romantico, ma scarsamente veritiero, per cui c’e’ sempre un ignaro spettatore mentre si fa la Storia.
Non voglio nemmen pensare che nell’ultimo episodio mi pugnalino Cesare sui gradini del Senato senza fargli pronunciare il Tu quoque Brute filii mii!
Altra cosa che mi ha disturbato sono state i volti scelti per impersonare gli antichi romani: Lucio Voreno sembra il sosia di Putin, sua moglie Niobe e’ un’attrice indiana, certamente bellissima, ma che ha poco a che spartire con l’iconografia della donna romana; Marco Antonio, poi, ha la faccia da tontolone, dopo che decenni di cinema ce l’hanno mostrato con il volto altero di Richard Burton o Marlon Brando.
La cosa veramente mirabile di Roma in realta’ sono i titoli di testa: non sono ancora riuscita a scoprire il nome del genio che li ha realizzati, ma mi pare di vedere la stessa mano che ha creato i titoli di Carnivale e Desperate Housewives: il tratto distintivo di questo artista e’ l’animazione di opere d’arte inerenti al tema del telefilm: se in Carnivale tutto partiva da un mazzo di tarocchi, in Desperate Housewives si ironizza con celeberrimi quadri che rappresentano delle coppie, da Adamo ed Eva ai Coniugi Arnolfini, mentre in Roma tutto nasce dai graffiti e dalle pitture parietali di Pompei: stupenda la Medusa a cui i capelli serpentini si staccano dal muro per agitarsi.