CineMexico – L’epoca d’oro del cinema messicano

Mexico

Dopo il grande successo della retrospettiva dedicata a Luis Buñuel, che realizzò in Messico, esule dalla Spagna, molti dei suoi capolavori, il Palazzo delle Esposizioni volge nuovamente l’attenzione all’época dorada del cinema messicano, uno dei capitoli più interessanti del cinema mondiale, quasi sconosciuto al pubblico europeo, ma che rappresenta un episodio sorprendente nella storia del cinema di tutti i tempi, per la portata produttiva e l’intensità della sua forza espressiva.
Il cinema messicano raggiunse la maturità negli anni della seconda guerra mondiale, che si rivelarono un periodo estremamente proficuo per il suo sviluppo culturale: durante il conflitto, la posizione politica del Messico, unico paese in America Latina a schierarsi decisamente con gli Alleati, incoraggiò grandi investimenti statunitensi in ambito cinematografico, che sostennero nel paese lo sviluppo di un’intensa attività produttiva e la diffusione delle sue pellicole a livello internazionale, nell’area di lingua spagnola. In questo terreno favorevole poterono crescere le potenzialità artistiche di autori di grande genio, quali Emilio Fernández, a cui si dedica un vero e proprio omaggio in apertura delle rassegna. Nei suoi capolavori come in quelli degli altri grandi registi presentati, l’impianto melodrammatico tradizionale, in un eccesso di passioni e crudeltà tirate sino allo spasimo, raggiunge una complessità psicologica e una ricchezza estetica di grande modernità per sperimentazione e audacia.
Questi grandi registi si impossessarono dei principali generi hollywoodiani, dal melodramma alla commedia musicale, dal dramma politico a quello urbano, stravolgendone e saturandone gli elementi attraverso un immaginario originale e uno sguardo corrosivo. Furono così capaci di dare sfogo alle inquietudini della modernità assillante e di tradurne i conflitti in personaggi antitetici dalla forte carica simbolica, come la prostituta o la santa, o in situazioni estreme, come l’esplosione di una vitalità sensuale o l’accanirsi del destino che la frustra, aprendo inediti scenari analitici ben oltre la matrice folkloristica di superficie.

20/21 Gennaio 2011 21:00
Flor Silvestre
di Emilio Fernández. Con Dolores del Río, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (91′)
Il Messico insanguinato dalle lotte rivoluzionarie fa da sfondo al leggendario film rivelazione del grande maestro Emilio El Indio Fernández, che con questa opera, considerata una delle più belle del cinema messicano, getta le fondamenta di un nuovo linguaggio cinematografico.

22/23 Gennaio 2011 21:00
María Candelaria
di Emilio Fernández. Con Dolores del Río, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (110′)
Capolavoro che ha fatto conoscere a livello internazionale il fenomeno del cinema messicano e il talento del grande regista, che scolpisce con vigore istintivo e appassionato la tragedia degli indios sul volto splendente di Dolores del Río, già stella di Hollywood. Palma d’oro a Cannes.

25/26 Gennaio 2011 21:00
La perla
di Emilio Fernández. Con Pedro Armendáriz, María Elena Marqués. 1945
v. o. con sottotitoli in italiano (85′)
La visionarietà accesa e melodrammatica di Fernández raggiunge un esito straordinario con un altro dramma di passioni primitive e arcaiche: il tragico apologo di un povero pescatore che crede di sfuggire alla miseria quando trova la più bella perla mai vista.

27/28 Gennaio 2011 21:00
Enamorada
di Emilio Fernández. Con Pedro Armendáriz, María Félix. 1946
v. o. con sottotitoli in italiano (92′)
Melodramma di passioni forti alleggerito dai toni della commedia, rappresenta una punta del cinema di Fernández, che ha modellato un personaggio indimenticabile – una “bisbetica domata” shakespeariana alle prese con la rivoluzione – per la grande stella del cinema latino, la meravigliosa María Félix.

29/30 Gennaio 2011 21:00
Nosotros los pobres
di Ismael Rodríguez. Con Pedro Infante, Evita Muñoz. 1947
v. o. con sottotitoli in italiano (125′)
Dramma a tinte fosche ambientato nei sobborghi di Città del Messico, tra prostitute tisiche e uomini senza scrupoli, è il più grande successo di pubblico del cinema messicano di tutti i tempi, il monumento della cultura popolare nazionale, dallo stile pieno di eccessi, barocco e meravigliosamente mostruoso.

01/02 Febbraio 2011 21:00
Aventurera
di Alberto Gout. Con Ninón Sevilla, Tito Junco. 1949
v. o. con sottotitoli in italiano (101′)
Un filone cinematografico tipicamente messicano, fiorito nel periodo d’oro, è il melodramma da cabaret, che unisce il noir al musical: giovani donne innocenti finiscono in sordidi night-club e devono difendere la loro innocenza da ogni genere di depravazione. Aventurera rappresenta il capolavoro cult del genere, grazie alla sublime ed esplosiva Ninón Sevilla.

03/04 Febbraio 2011 21:00
La mujer del puerto
di Arcady Boytler. Con Andrea Palma, Domingo Soler. 1933
v. o. con sottotitoli in italiano (76′)
Film d’atmosfera e pieno di fascino, che negli anni ’30 anticipa molte tematiche del decennio successivo: è la storia di una prostituta, archetipo di un filone cinematografico senza equivalenti negli altri paesi, che non risparmia alcun eccesso del melodramma, dall’omicidio all’incesto.

05/06 Febbraio 2011 21:00
Doña Bárbara
di Fernando de Fuentes. Con María Félix, Julián Soler. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (138′)
Protagonista di questo capolavoro melodrammatico è la femme fatale del Messico, María Félix, considerata la Marilyn Monroe latina per la sua bellezza inebriante e la prorompente sensualità. Conquistò la fama proprio con la straordinaria interpretazione di Doña Bárbara, la crudele divoratrice di uomini che ha turbato generazioni di messicani con la magia del suo sguardo.

08/09 Febbraio 2011 21:00
Ay Jalisco no te rajes
di José Rodríguez. Con Jorge Negrete, Gloria Marín. 1941
v. o. con sottotitoli in italiano (120′)
Capolavoro di grande successo del genere popolare nazionale per eccellenza, la commedia ranchera, una sorta di western avventuroso, trapiantato nel clima e nell’identità culturale del paese, tra sparatorie e inserti canori.

10/11 Febbraio 2011 21:00
Distinto amanecer
di Julio Bracho. Con Andrea Palma, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (108′)
Il ritmo e la tensione del noir al servizio di tematiche di attualità, come la corruzione politica e le lotte sindacali, fanno di questa pellicola una delle migliori del periodo, lontana dall’innocente folklore delle ambientazioni rurali, svela l’altra faccia del paese: la mostruosa evoluzione della metropoli con i suoi ambienti sordidi.

12/13 Febbraio 2011 21:00
Campeón sin corona
di Alejandro Galindo. Con David Silva, Amanda del Llano. 1945
v. o. con sottotitoli in italiano (100′)
Punto di riferimento obbligato per conoscere il cinema classico messicano, di cui rappresenta uno dei momenti più alti, costruisce il migliore ritratto della realtà messicana del ventesimo secolo, attraverso la storia di un boxer e del suo tentativo di riscatto sociale nei bassifondi della metropoli.

info
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 A, Roma
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

22 ore di sogno – il cinema di Luis Buñuel

Omaggiobunuel Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in collaborazione collaborazione con l’Ambasciata del Messico, Istituto Cervantes di Roma e l’Ambasciata di Francia, dedica nel mese di aprile una rassegna al maestro del cinema Luis Bunuel, l’ingresso e’ completamente gratuito.

“Datemi due ore di vita attiva e ventidue di sogno, a patto di potermene ricordare”. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi è il protagonista di un’ampia retrospettiva a 110 anni dalla nascita. Il suo cinema resta ancora oggi un’arma affilata nella definizione della libertà individuale, sfogo delle emozioni più forti e nascoste, che il mondo razionale non riesce a gestire e che trovano espressione incondizionata nella dimensione onirica. Ed è quello del sogno il terreno da cui parte o su cui si agita tutta la sua produzione, dagli strepitosi inizi in ambito surrealista alle grandi opere messicane, sino ai capolavori degli ultimi anni. Spirito contro per eccellenza, Buñuel ha combattuto ogni forma di condizionamento, mettendo alla berlina i fondamenti difettosi della convivenza umana, dall’educazione alla religione, dal potere ai rituali sociali. Supremazia degli istinti e sguardo lucido sulla condizione di miseria materiale e morale dell’uomo sono le costanti del suo percorso narrativo, che si traduce in uno stile libero e innovativo, in cui l’azione si svolge fluttuando in uno spazio mentale molto ampio, a seguire le pieghe deliranti della nevrosi umana. Come un’eco alle atmosfere sospese della mostra di de Chirico, questa rassegna offre uno sguardo parallelo sulla realtà, mosso dallo stesso stupore di fronte al suo irresolubile enigma.

15 aprile, ore 20.30
incontro Buñuel tra realtà e surrealtà

Incontro con GOFFREDO FOFI saggista e critico cinematografico.
A seguire proiezione di Un chien andalou e L’âge d’or

15 e 16 aprile, ore 21
Un chien andalou
Con Simone Mareuil, Pierre Batcheff. Francia 1929 – v. tedesca con sottotitoli in italiano (17’)

Il capolavoro del Surrealismo, nato dai sogni di Buñuel e dell’amico Salvador Dalí, non ha una trama, ma soltanto associazioni mentali, allusioni che danno libero sfogo all’inconscio. L’occhio tagliato dell’inizio, una delle più celebri immagini-choc del cinema, costringe brutalmente il pubblico a volgere lo sguardo oltre ogni conformismo.

a seguire L’âge d’or
Con Gaston Modot, Lya Lys. Francia 1930 – v. o. con sottotitoli in italiano (62’)

Buñuel e Dalì realizzano un altro capolavoro del Surrealismo che, attraverso uno stile visionario totalmente innovativo, fa a pezzi la morale borghese con la forza sovversiva del desiderio. Alla sua uscita a Parigi suscitò le reazioni violente degli squadristi di destra e fu subito vietato.

17 aprile, ore 21
Il grande teschio (El gran Calavera)
Con Fernando Soler, Rosario Granados, Andrés Soler. Messico 1949 – v. o. con sottotitoli in italiano (92’)

Buñuel filma, agli inizi della sua attività cinematografica in Messico, questa commedia di graffiante satira contro l’avidità che guida i rapporti di una famiglia borghese.

18 aprile, ore 21
I figli della violenza (Los olvidados)
Con Alfonso Mejia, Roberto Cobo, Estela Inda. Messico 1950 – v. italiana (80’)

La vita tragica e delittuosa di adolescenti abbandonati nei desolati sobborghi di Città di Messico, narrata in uno stile nuovo, teso, al di fuori di ogni sentimentalismo, ancora oggi sconvolgente. Primo premio per la regia al Festival di Cannes, rilanciò la fama di Buñuel in Europa.

20 aprile, ore 21
La figlia dell’inganno (La hija del engano)
Con Fernando Soler, Alicia Caro. Messico 1951 – v. o. con sottotitoli in italiano (80’)

Uno dei film meno conosciuti del regista, presenta i tratti migliori della sua poetica, come la continua commistione fra melodramma e commedia e la descrizione della famiglia come microcosmo infernale.

21 aprile, ore 21
Salita al cielo (Subida al cielo)
Con Esteban Márquez, Lilia Prado. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (74’)

Uno dei capolavori del periodo messicano e tra i film più affascinanti dell’intera produzione di Buñuel: sullo sfondo di una meschina lotta familiare per l’eredità materna, il racconto di un viaggio in cui tutto può accadere, narrato con ironia e gusto surrealista del paradosso.

22 e 23 aprile, ore 21
Lui (Él)
Con Arturo de Córdova, Delia Garces. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Attraverso il sorprendente ritratto di un geloso paranoico, Buñuel realizza uno dei suoi capolavori, punto nodale del suo sguardo critico verso la borghesia e le alterazioni del desiderio, vissuto come esasperazione del possesso.

24 aprile, ore 21
L’illusione viaggia in tranvai (La Ilusión viaja en tranvía)
Con Lilia Prado, Carlos Navarro, Fernando Soto. Messico 1954 – v. o. con sottotitoli in italiano (82’)

Uno dei film messicani di Buñuel più liberi e anarchici, segue due tranvieri attraverso le vie di Città del Messico a bordo di un tram rubato, tra situazioni insolite o grottesche.

27 aprile, ore 21
Estasi di un delitto (Ensayo de un crimen)
Con Ernesto Alonso, Rita Macedo, Miroslava Stern. Messico 1955 – v. o. con sottotitoli in italiano (89.’)

Capolavoro dell’humour nero e del surrealismo, drammatico e irriverente racconto di un uomo represso, prigioniero di ossessioni e feticismi, assassino di donne mancato.

28 e 29 aprile, ore 21
Nazarín
Con Francisco Rabal, Ignacio Lopez Tarso, Rita Macedo. Messico 1958 – v. o. con sottotitoli in italiano (96’)

Tra i capolavori del regista e prova esemplare del suo pessimismo radicale, narra le disavventure di un prete donchisciottesco destinato al fallimento nella ricerca della santità. Opera capitale nel percorso di Buñuel, si aggiudicò il premio speciale della giuria a Cannes.

29 aprile, ore 20.30
incontro Cinema e pittura nei film di Luis Buñuel

Incontro con RAUL GRISOLIA docente di cinema all’Università di Roma “La Sapienza”.
A seguire proiezione di Nazarín.

30 aprile, ore 21
Violenza per una giovane (La joven)
Con Zachary Scott, Bernie Hamilton, Kay Meersman. Messico 1960 – v. italiana (96’)

Una vicenda intessuta di violenze e razzismo filtrata dallo sguardo geniale di Buñuel, che spiazza lo spettatore per la sua assenza di manicheismo e il superamento di pregiudizi e tabù. Premio speciale della giuria a Cannes.

2 e 4 maggio, ore 21
Viridiana
Con Silvia Pinal, Fernando Rey, Francisco Rabal. Spagna 1961 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Tagliente ritratto di una società statica e limpida parabola della Spagna del tempo, attraverso il naufragio di ogni spirito di carità in una giovane orfana. Primo film girato in Spagna da Buñuel dopo 30 anni d’esilio, ebbe la Palma d’oro a Cannes ma fu proibito in Spagna per la sua forza eversiva e attaccato dal Vaticano.

5 e 6 maggio, ore 21
L’angelo sterminatore (El angel exterminador)
Con Silvia Pinal, Enrique Rambal, Jacqueline Andere. Messico 1962 – v. o. con sottotitoli in italiano (95’)

Capolavoro assoluto del cinema di tutti i tempi, film appassionante per la straordinaria fantasia e l’atmosfera di suspense tragicomica che grava sull’impotenza della borghesia, rappresentata da un gruppo dell’alta società bloccato in un salone da una forza misteriosa.

6 maggio, ore 20.30
incontro Buñuel in Messico

Incontro con IGNACIO DURAN critico e produttore cinematografico messicano, ha diretto il Mexican Film Institute.
A seguire proiezione de L’angelo sterminatore.

7 e 8 maggio, ore 21
Il diario di una cameriera (Le journal d’une femme de chambre)
Con Jeanne Moreau, Georges Géret, Michel Piccoli. Francia, Italia 1964 – v. italiana (97’)

In questo capolavoro livido e cupo, Buñuel sfoga tutto il suo disprezzo antiborghese e antifascista, attraverso lo sguardo caustico e raggelato di una giovane cameriera – la straordinaria Jeanne Moreau – assunta da una famiglia piena di “mostri”.

9 e 11 maggio, ore 21
Bella di giorno (Belle de jour)
Con Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli. Francia 1967 – v. italiana (105’)

Buñuel corrode dall’interno il perbenismo borghese, trasformando una moglie bella e insoddisfatta, che ha il fascino di Catherine Deneuve, in una prostituta. La doppia personalità della protagonista si riflette nella continua oscillazione tra realtà e sogno. Leone d’oro a Venezia.

12 e 13 maggio, ore 21
Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie)
Con Fernando Rey, Delphine Seyrig, Michel Piccoli. Francia 1972 – v. o. con sottotitoli in italiano (105’)

I grotteschi personaggi di questo capolavoro si riuniscono continuamente a pranzo, ma non riescono mai a mangiare. Fedele al surrealismo delle origini, un Buñuel in stato di grazia smaschera una società viziata, corrotta e ipocrita. Premio Oscar come miglior film straniero.

14 maggio, ore 21
Il fantasma della libertà (Le fantôme de la liberté)
Con Adriana Asti, Julien Bertheau, Adolfo Celi. Francia 1974 – v. italiana (104’)

In questo divertente film a episodi Buñuel scardina il concetto di libertà rovesciandone il senso e distruggendo le istituzioni, le credenze e i vuoti rituali della società occidentale. Sarcastico, tragicomico, impietoso, è il trionfo dell’assurdo e del surreale.

15 e 16 maggio, ore 21
Quell’oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir)
Con Fernando Rey, Carole Bouquet, Angela Molina. Francia 1977 – v. o. con sottotitoli in italiano (100’)

Una delle opere più importanti della sua intera produzione chiude la carriera del grande maestro. Originale e spiazzante, anche grazie all’espediente di un personaggio femminile interpretato da due attrici, che si alternano senza una logica evidente. Premio Oscar come miglior film straniero

Si ringrazia: Filmoteca de la UNAM, Televisa, Filmoteca del MAE, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Strappami le lacrime

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Se c'e' un film che mi fa piangere come una fontana e' Il Cucciolo terribile apologo sulla crescita e il compromesso che ho scelto da anni di non vedere mai piu', avendo segnato troppo la mia infanzia, che tanto tra l'orto e il cervo io scelgo il cerbiatto e la fame ancora adesso!
Ovviamente la pellicola in questione non poteva mancare nella lacrimosa rassegna del Palazzo delle Esposizioni di Roma. 
Vabbe', confesso: caragno anche davanti ad Incompreso..

Sei un tipo dalla lacrima facile? Le lacrime curano lo stress: ogni goccia produce infatti il cortisolo, una sostanza che allevia la tensione, e una serie di antidolorifici naturali. Piangere fa bene, è una valvola di sfogo delle emozioni e dei sentimenti che, se repressi, possono dar luogo ad ansie e depressioni.
Ecco allora una serie straordinaria di classici melò ad altissimo tasso emotivo, “filmoni” strappalacrime che si rivedono sempre volentieri, alla ricerca di un modo di esprimere l’emozione più pacato e pudico, rispetto all’assordante sguaiataggine televisiva. Una selezione delle pellicole più rappresentative delle esperienze commoventi nella vita, come l’amore infelice, l’infanzia difficile, l’accanirsi della sorte. Un esperimento che muove dal desiderio di sondare i sentimenti reali del pubblico, per vedere se nell’età dell’indifferenza, dell’aggressività spavalda, i grandi sentimenti, i grandi affetti, il gusto delle lacrime hanno ancora il loro incontrastato potere.
Vecchie atmosfere ma in linea con l’ultima moda: in Europa si stanno diffondendo i crying clubs, locali nati per superare lo stress da superlavoro, in cui è possibile piangere in libertà, magari guardando un film strappalacrime. Un’idea che arriva dal Giappone, dove spopolano i tears parties, feste nelle quali non si fa altro che piangere, da soli oppure in compagnia. Sembra uno scherzo, ma è proprio vero. Se l’uomo del terzo millennio è ancora così bloccato nell’espressione delle emozioni, da dover meccanizzare un atto così puro e privato come il pianto, espressione incontrollata dell’anima, il Palazzo delle Esposizioni offre una spalla a chi ama sciogliersi davanti ai film, con gusto e ostinazione, proponendo una serie incredibile di capolavori del melodramma.
Allora buona visione e pianto libero, i fazzoletti li offriamo noi.

26 febbraio, ore 21

Splendore nell'erba

di Elia Kazan. Con Natalie Wood, Warren Beatty. USA 1961 – v. italiana (124’)

L'amore tra due liceali, contrastato dai genitori e dalla loro repressione sessuale, porta la protagonista, una splendida Natalie Wood, alla follia. Forse il melodramma più intenso sul primo amore che sia mai stato fatto, rappresenta il capolavoro creativo di Kazan, uno degli studi psicologici più riusciti del suo cinema, un atto d'accusa contro la morale conformista e uno straziante inno alla giovinezza perduta. 

27 febbraio, ore 21

Lettera da una sconosciuta

di Max Ophüls. Con Joan Fontaine, Louis Jourdan. USA 1948 – v. o. con sottotitoli in italiano (90’)

La più bella storia d'amore impossibile mai raccontata da Hollywood, una passione mai ricambiata che consuma fino alla morte. Ophüls realizza il suo capolavoro romantico, uno dei più squisiti “film di donna” della storia del cinema, immerso in un clima magico e ossessivo. 

28 febbraio, ore 21

Le onde del destino

di Lars von Trier. Con Emily Watson, Stellan Skarsgård. Danimarca 1996 – v. italiana (158’)

Film dell’amore totale, dell’abnegazione, della fiducia nei miracoli che talvolta si fanno carne e sangue in cambio di una vita nuova. Capolavoro di Lars Von Trier, Gran Premio a Cannes nel 1996 e vincitore di numerosi altri riconoscimenti, è una storia indimenticabile in cui la fragile Bess – una strepitosa Emily Watson – si erge a figura di grande, stupefacente bellezza. 

1 marzo, ore 21

Anonimo veneziano

di Enrico Maria Salerno. Con Florinda Bolkan, Tony Musante. Italia 1970 – (94’)

Il lacerante addio di un musicista malato a sua moglie, ambientato in una Venezia indimenticabile e sognante, che fa da sfondo livido e decadente a questo incontro tra anime nude, dilaniate dalla paura e dal dolore. 

5 marzo, ore 21

Il cucciolo 

di Clarence Brown. Con Gregory Peck, Jane Wyman, Claude Jarman jr. USA 1946 – v. italiana (128’)

L’affetto di un bambino per un cerbiatto e il dolore del distacco fanno di questo classico hollywoodiano degli anni '40 un capolavoro perfetto, pieno di sentimentalismo, pur nella dura e faticosa realtà, che descrive una sorta di ritorno alle origini.  

6 marzo, ore 21

Incompreso – Vita col figlio

di Luigi Comencini. Con Anthony Quayle, Stefano Colagrande. Italia 1966 (105’)

Uno dei film più emozionanti del nostro cinema descrive con immensa delicatezza l’infanzia, vittima dell’indifferenza o dell’egoismo degli adulti, nel rapporto difficile tra un padre chiuso e il figlio tutto slanci e intime, segrete sofferenze. Un grave affresco dei sentimenti, delicato e coinvolgente.  
 
 
7 marzo, ore21

Volver – Tornare

di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Carmen Maura. Spagna 2006 – v. italiana (120’)

Capolavoro tutto al femminile, magnifico e toccante, che esplora i temi dell'infanzia offesa, del desiderio crudele e delle pulsioni d'amore e di morte. Una storia magica di vivi e morti che convivono nella dimensione della memoria e degli affetti – tra Spagna arcana e melò classico – interpretata da attrici strepitose che ricordano Bette Davis, Anna Magnani, Sofia Loren anni Quaranta e Cinquanta. 

8 marzo, ore 21

Marcellino pane e vino

di Ladislao Vajda. Con Pablito Calvo, Rafael Rivelles. Spagna, Italia 1955 – v. italiana (90’)

Ancor oggi rimane il film spagnolo di maggior successo nel mondo, solo in Italia commosse undici milioni di spettatori con la storia dell’orfanello di cinque anni che parlava con il crocifisso e gli dava da mangiare un po’ del suo pane e del vino dei frati presso cui viveva. Un classico del genere edificante commovente e coinvolgente. 

13 marzo, ore 21

E le stelle stanno a guardare

di Carol Reed. Con Michael Redgrave, Margaret Lockwood. Gran Bretagna 1939 – v. italiana (110’)

La fame, la sofferenza, il diritto alla vita spingono un gruppo di minatori alla ribellione, alla violenza. Un capolavoro drammatico, aspro, robustamente delineato nelle psicologie dei personaggi, impregnato di succhi passionali che trascinano lo spettatore nel fondo di una miniera, tra l’ansia e la disperazione dell’attesa per la propria sorte. 

14 marzo, ore 21

Da qui al
l'eternità

di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster. USA 1953 – v. italiana (118’)

Capolavoro intenso e coinvolgente, ambientato in un accampamento militare poco prima dell'attacco di Pearl Harbor, racconta gli amori, le umiliazioni, le rivincite e i tradimenti di cinque personaggi, interpretati magistralmente da alcune delle star più famose di Hollywood dell’epoca. Premiato con otto premi Oscar, è senza dubbio il migliore melodramma di guerra.  

15 marzo, ore 21

Uomini – Il mio corpo ti appartiene

di Fred Zinnemann. Con Marlon Brando, Everett Sloane, Teresa Wright. USA 1950 – v. italiana (85’)

Al suo primo film, Marlon Brando, si rivela già un attore straordinario, capace di trasmettere verità emotiva e autenticità al dramma di un soldato ferito in guerra, che attraversa le tappe della riabilitazione e del reinserimento nella vita civile. Fece sensazione all’epoca per la rappresentazione senza ipocrisie del problema sessuale. 

Si ringraziano per la collaborazione: Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Fondazione Cineteca Italiana – Milano, Cineteca D. W. Griffith, Warner Bros. Entertainment Italia, Emme Cinematografica 
 
 

INFORMAZIONI

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

ingresso scalinata di via Milano 9 A, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00 – abbonamento alla rassegna € 20,00

www.palazzoesposizioni.it