Nosferatu, il principe della notte

Nosferatu: Phantom der Nacht
Germania, 1979
con Klaus Kinski, Isabelle Adjani, Bruno Ganz, Roland Topor, Walter Ladengast, Dan Van Husen, Jan Groth, Carsten Bodinus, Martje Grohmann, Rijk de Gooyer, Clemens Scheitz, Lo van Hensbergen, John Leddy, Margiet van Hartingsveld, Jacques Dufilho
regia di Werner Herzog


Nosferatuilprincipedellanotte


L’agente immobiliare Jonathan Harker viene inviato in Transilvania per vedere un’immobile al conte Dracula, uno strano individuo che vive in un castello solitario che suscita il timore del popolino. Harker si ritrova quasi prigioniero del conte che lascia improvvisamente il castello quando vede una miniatura di Lucy, la moglie di Harker. L’uomo fugge dal castello ma riesce a raggiungere Wismar solo dopo che la nave di Dracula è già giunta in porto con il suo carico pestilenziale. Mentre la città sprofonda nella follia del contagio della peste nera, Lucy è l’unica a capire la vera natura di Dracula leggendo il testo sui vampiri che gli zingari hanno dato ad Harker come protezione. Lucy arriva a sacrificare la sua vita per fare in modo che la luce dell’alba distrugga il vampiro ma il suo sacrifico sarà inutile perché Jonathan è stato infettato durante il soggiorno nei Carpazi…



Nosferatu ilprincpie dellanotte


Il remake, o meglio l’omaggio, come preferisce definirlo l’autore, al capolavoro di Murnau riavvicina anche la versione cinematografica tedesca del 1921 al romanzo di Bram Stoker, riutilizzando i nomi originali del romanzo che Murnau non poteva usare non avendo pagato i diritti d’autore alla vedova dello scrittore, resta solo lo scambio tra i nomi di Mina e Lucy ma probabilmente era troppo forte il richiamo alla luce insito nel nome della donna che riesce a sedurre Dracula fino a fargli dimenticare la luce del sole.
Il personaggio interpretato da Isabelle Adjani è quello più fedele alla versione cinematografica del 1921: la recitazione stessa dell’attrice è esasperata come quella del cinema muto, un elemento che può risultare un po’ ostico per chi non ama il cinema degli esordi.
Il tributo al film di Murnau continua anche nella desaturazione della fotografia, a volte arrivando quasi al bianco e nero con una sovrapposizione quasi perfetta tra le inquadrature originali e il remake.
L’illustratore francese Roland Topor, che interpreta Renfield ripropone molto bene lo spirito allucinato di Knock, il capo di Harker nel Nosferatu del 1921.



Nosteratoil principedelletenebre


La fedeltà al romanzo e al film viene meno nella seconda parte della pellicola di Herzog: la minuzia con cui il regista espone i drammi della peste non sono presenti nelle opere originali: la follia di chi vuole vivere gli ultimi giorni nel piacere, dimentico dei guai del mondo, rimanda più all’immaginario medievale. Nosferatu, il principe della notte svela tutto il pessimismo dell’autore che utilizza i “fantasmi” (come dice il titolo originale) di mondi passati per una profonda critica alla società borghese disposta ad accettare anche un mostro come Dracula in nome del guadagno, non a caso la fotografia e i costumi, quando non citano Nosfeatu fanno riferimento alla pittura romantica tedesca e in particolare alla sua coda Biedermeier, stile che segna proprio il trionfo della vita borghese.
Se Dracula è un mostro laido e decadente che non suscita nessuna pietà, a parte la figura di Lucy, non si salva nessuno degli altri protagonisti, a poco serve il rigore scientifico di Van Helsing, impotente davanti all’epidemia che aggredisce la città e lo stesso Harker accetta la missione nei Carpazi “per poter comprare una casa più grande”: il germe malefico di Dracula ha trovato un buon terreno dove attecchire e il film si chiude con Harker trasformato nell’erede di Dracula al galoppo sulla spiaggia deserta come un cavaliere dell’Apocalisse.

A Oriente! – Al cinema lungo la Via della Seta

Banner A Oriente Partiamo alla scoperta della Via della Seta attraverso il cinema! Un viaggio a tappe tra grandi metropoli, pericolosi deserti e montagne invalicabili, negli stessi luoghi che mercanti, pellegrini e soldati affrontarono in un passato lontano (come ancora oggi) per trasportare merci preziose, scambiare scoperte e credi religiosi tra il lontano Oriente e l’Europa. Faremo inoltre una sosta al cinema in tutti i Paesi del nostro viaggio, per vedere i film più rappresentativi della loro migliore produzione contemporanea, e conoscere, attraverso lo sguardo critico di grandi autori, le storie private e le tensioni sociali di un’area geografica al centro di molti conflitti dell’epoca contemporanea. Un viaggio emozionante dall’Italia al Medio Oriente, dall’Asia Centrale alla Cina, ma anche un percorso nel tempo, dal passato al presente: dalle esperienze di antichi mercanti e guerrieri – le origini culturali e religiose delle grandi civiltà orientali – alle storie di oggi, che riflettono il peso e la violenza della Storia sulla quotidianità delle persone comuni, spesso costrette a scontrarsi con le contraddizioni dei loro Paesi o in fuga verso un altrove sempre più inospitale.

sabato 27 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
1 – Venezia e Turchia
2 – Turchia e Teheran
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Un viaggiatore di oggi, Bradley Mayhew, ripercorre le orme del più grande viaggiatore di tutti i tempi in una straordinaria serie di documentari. 8000 km lungo la Via della Seta con Il Milione nello zaino, da Venezia alla Turchia, alla ricerca di una leggendaria pietra nera, fino al deserto iraniano, dimora degli antichi adoratori del fuoco.

sabato 27 ottobre, ore 21.00 (replica 31 ottobre)
STORIE
Seta
di François Girard. Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

domenica 28 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
3 – Iran e Afghanistan
4 – Tagikistan e Cina
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Prosegue la meravigliosa avventura attraverso la Via della Seta sulle tracce di Marco Polo, tra Afghanistan e Tagikistan a bordo di una vecchia jeep russa, in cima a montagne gelate o al riparo nella yurta di nomadi kirghisi, fino in Cina, che ci incanta, come accadde al grande veneziano, con i misteri della città proibita.

domenica 28 ottobre, ore 21.00 (replica 1 novembre)
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore: un incontro tra culture diverse capaci di profonde affinità.

mercoledì 31 ottobre, ore 21
STORIE
Seta
di François Girard . Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it.
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

giovedì 1 novembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore, un incontro tra culture diverse capaci di profonde di affinità.

venerdì 2 e sabato 3 novembre, ore 21.00
TURCHIA
C’era una volta in Anatolia
di Nuri Bilge Ceylan. Turchia, Bosnia Erzegovina, 2011, 150’ – v. it.
Il pluripremiato genio del cinema turco gira con stile formidabile un anti-poliziesco anomalo e dilatato, mettendo a nudo il nostro lato oscuro, attraverso le peregrinazioni di un gruppo di poliziotti alla ricerca di un cadavere, che un assassino smemorato ha sepolto nella steppa dell’Anatolia. Scenario buio e inospitale per un viaggio ai bordi dell’abisso umano.

domenica 4 e martedì 6 novembre, ore 21.00
PAESI ARABI
Viaggio alla Mecca
di Ismaël Ferroukhi. Francia, Marocco, 2004, 108’ – v. it.
Per la prima volta un regista e degli attori riescono a girare tra le moltitudini di pellegrini alla Mecca, che offrono uno scenario impressionante alla meta finale di questo emozionante road movie tra Occidente e Medio Oriente: viaggio di conoscenza interiore e confronto tra generazioni arabe.

mercoledì 7 e giovedì 8 novembre, ore 21.00
IRAN
Una separazione
di Asghar Farhadi. Iran, 2011, 123’ – v. it.
Orso d’oro a Berlino e Oscar come miglior film straniero, questo film tra i più originali degli ultimi anni riesce a mostrare, sotto la facciata di un conflitto familiare, la condizione di un intero Paese spezzato a metà, aggirandone la censura con un racconto privato che rivela un dramma di portata universale.

venerdì 9 e sabato 10 novembre, ore 21.00
IRAN
Il cerchio
di Jafar Panahi. Iran, Italia, 2000, 90’ – v. it.
Il capolavoro del grande regista iraniano, condannato due anni fa al carcere e al divieto di realizzare film, conquistò il Leone d’oro a Venezia per l’intensità dello sguardo sull’universo femminile in una società rigida e codificata. Otto incredibili ritratti di donne, storie di quotidiana sopravvivenza e solitudine.

domenica 11 e mercoledì 14 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Viaggio a Kandahar
di Mohsen Makhmalbaf. Iran, Francia 2001, 85’ – v. it.
Girato molto prima dell’11 settembre, resta ancora oggi un’opera fondamentale per comprendere le sofferenze e le contraddizioni di un Paese martoriato dal regime talebano. Film di straordinaria potenza visiva e rigore nella denuncia di un’odissea moderna.

giovedì 15 e venerdì 16 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Cose di questo mondo
di Michael Winterbottom. UK, 2002, 88’ – v. it.
Sconvolgente on the road di due giovanissimi profughi afghani in fuga verso un Occidente ‘dorato’. Nascosti in camion e container, attraversano l’antica Via della Seta, oggi itinerario del contrabbando d’oppio e via crucis per milioni di profughi, a cui è dedicato questo film indispensabile, meritato Orso d’oro a Berlino.

sabato 17 e domenica 18 novembre, ore 21.00
KAZAKISTAN
Tulpan – La ragazza che non c’era
di Sergey Dvortsevoy. Germania, Kazakistan, 2008, 100’ – v. it.
Rivelazione del nuovo cinema kazaco, ha trionfato a Cannes nella sezione Un Certain Regard per la visione poetica e sospesa di due mondi in contrasto: quello dei pastori nomadi, dominati dalla violenza della natura nella steppa desertica, e quello cittadino, sogno di rivalsa contro gli ostacoli della tradizione.

martedì 20 e mercoledì 21 novembre, ore 21.00
TAJIKISTAN
L’angelo della spalla destra
di Jamshed Usmonov, Tajikistan, 2002, 90′ – v. it.
Ispirato alla leggenda islamica che pone due angeli sulle nostre spalle a registrare le azioni buone e cattive, questo film sorprendente per il tono ironico e surreale, è una parabola violenta e nera che restituisce perfettamente la condizione di incertezza sociale delle ex repubbliche sovietiche.

giovedì 22 e venerdì 23 novembre, ore 21.00
INDIA
Raavanan
di Mani Ratnam. India, 2010, 137′ – v.o. sott. it. e ingl.
Capolavoro del nuovo cinema indiano che piega lo stile Bollywood più sgargiante (spettacolarità sfrenata, tripudio di balletti, suspense) alle esigente del grande cinema d’autore, trasformando l’antico poema epico Ramayana in un sulfureo melodramma contemporaneo, carico di erotismo e di evidenti sottotesti politici.

sabato 24 e domenica 25 novembre, ore 21.00
INDIA
Kalachakra – La ruota del tempo
di Werner Herzog. Germania, 2003, 81’ – v.o. sott. it.
Il talento visionario di un maestro del cinema contemporaneo ci offre l’esperienza affascinante della ritualità buddista, spingendosi tra migliaia di pellegrini che girano in ginocchio attorno a una montagna in Tibet o realizzano in India un mandala gigantesco, il dipinto di sabbia colorata al centro dell’iniziazione spirituale.

mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, ore 21.00
STORIE
Mongol
di Sergei Bodrov. Russia, Germania, Kazakistan, Mongolia, 2007, 120’ – v. it.
Affresco di straordinario impatto visivo sull’epopea di Gengis Khan, il temutissimo condottiero mongolo che conquistò metà del pianeta, raccontata da uno dei più apprezzati registi russi contemporanei, che mescola magistralmente sentimenti e azione, storia e leggenda, sullo sfondo di ambientazioni selvagge.

venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
La stella che non c’è
di Gianni Amelio. Italia, 2006, 103’
Amelio presta il suo sguardo straordinariamente intenso, serio e profondo a un operaio italiano in viaggio attraverso la Cina di oggi, per mostrarci, tra cantieri a cielo aperto e architetture monumentali, una realtà che ha sacrificato affetti e diritti umani al fuoco della modernità a tutti i costi e del capitalismo selvaggio.

domenica 2 e martedì 4 dicembre, ore 21.00
CINA
Under the Hawthorn Tree
di Zhang Yimou. Cina, 2010, 114’ – v.o. sott. it.
Il campione del cinema cinese rivela il contrasto fra individuo e potere repressivo in una tenera storia d’amore ai tempi della Rivoluzione Culturale. Dopo i successi d’azione (Hero, La foresta dei pugnali volanti), tornano le atmosfere intimistiche e poetiche che lo imposero al mondo, sin dal capolavoro Lanterne rosse.

mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, ore 21.00
CINA
24 City
di Jia Zhang-ke. Cina, 2008, 107’– v.o. sott. it.
Uno degli autori cinesi contemporanei più interessanti e coraggiosi analizza, tra documentario e finzione, i devastanti mutamenti della Cina odierna attraverso otto racconti, sullo sfondo di una vecchia fabbrica in demolizione: la sconvolgente istantanea di una società che ha cancellato memoria e tradizione.

Si ringraziano per le copie dei film:
BIM Distribuzione, Fandango, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Istituto Luce Cinecittà srl, Jolefilm, Lucky Red, Parthénos, Sacher Film.
Per Marco Polo Reloaded, si ringraziano il distributore italiano GA&A Productions, Rai 5 e Albatross World Sales GmbH

Informazioni
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Spaziale!

Astrieparticelle

Tornano le rassegne cinematografiche al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il tema questa volta e’ legato alla alla grande mostra dedicata all’Universo,
Astri e particelle. Le parole dell’Universo sempre al Palazzo delle Esposizioni.
Una rassegna cinematografica che partendo dagli esordi del cinema arriva ad un’anteprima estremamente appetibile che troverete scorrendo il programma

A chi resta ipnotizzato a guardare le stelle e sogna di raggiungere la Luna, il Palazzo delle Esposizioni offre un viaggio entusiasmante verso l’ignoto, attraverso una serie di eventi eccezionali. Il cinema riveste un ruolo importantissimo nell’immaginario contemporanea sull’Universo, perché ha interpretato sin dalle sue origini il nostro desiderio di evasione nello Spazio, traducendolo in mirabolanti scenografie e avventurosi viaggi. In occasione della mostra “Astri e particelle. Le parole dell’Universo” il Palazzo delle Esposizioni presenta la rassegna spaziale!, dedicata ai grandi film di fantascienza. Si parte con tre capolavori del cinema muto, arricchiti da live spaziale!, la sonorizzazione musicale composta appositamente ed eseguita dal vivo dai migliori esponenti del panorama della musica elettronica italiana. Dalle origini si passa ai film di culto della sci-fi degli anni ’50, sino alle opere più mature che, dagli anni ’60 ad oggi, hanno trasformato il viaggio nell’ignoto in una ricerca nel profondo dell’anima umana. Un percorso emozionante, con un evento imperdibile ed esclusivo: l’anteprima nazionale dell’attesissimo Moon, diretto da Duncan Jones, figlio di David Bowie. 

24 e 25 novembre, ore 21 

Metropolis

di Fritz Lang. Con Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel. Germania 1927 – v.o. con sottotitoli in italiano (117’)  live spaziale! musicato dal vivo da I.H.C.

Uno dei più importanti film di ogni epoca, universalmente riconosciuto come modello del cinema moderno: il conflitto tra magia e tecnologia sconvolge i ritmi alienanti di una megalopoli del XXI secolo, portando alla ribellione degli operai-schiavi. Messinscena di un delirio, opera d’arte totale, vera e propria sinfonia visiva, in cui la fantasia architettonica e pittorica di Lang si esprime ai massimi livelli.

I.H.C.: attivo dal ’98, il gruppo è formato da alcuni dei più interessanti musicisti degli ultimi anni, provenienti da progetti quali l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ardecore, Etruria Criminale Banda, Roberto Gatto Quintet, una fusione di jazz, funk, rock, noise ed avanguardia e un suono che unisce Miles Davis, gli Stooges e i Funkedelic. 

26 e 27 novembre, ore 21 

Una donna nella Luna

di Fritz Lang. Con Klaus Pohl, Willy Fritsch, Gerda Maurus. Germania 1929 – v.o. con sottotitoli in italiano (169’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gianni Music Quartet

Un’astronave porta sulla Luna quattro uomini e una donna spinti dal miraggio di presunte miniere d’oro. Straordinario capolavoro e pietra miliare del cinema di fantascienza raramente proiettato in Italia, è il primo tentativo di rappresentare il viaggio spaziale in termini realistici e il risultato fu talmente convincente da indurre i nazisti a ritirare ogni copia dalla circolazione e distruggere il modellino originale del razzo, preoccupati di mantenere il segreto sui propri studi missilistici.

Gianni Music Quartet: torna la geniale miscela di sonorità elettroniche e acustiche di Gianni Rosace (dj e producer, fondatore dell’Half Die Festival), con Pino Pecorelli al contrabbasso, Mike Cooper (John Lee Hooker, Howlin’ Wolf) alla chitarra slide e Pietro Pompei (Ars Ludi e Ensemble di Musica Contemporanea dell’Auditorium di Roma), al vibrafono e percussioni. 

29 novembre, doppio spettacolo: ore 17 e 21 

Aelita

di Yakov Protazanov. Con Yuliya Solntseva, Igor Ilyinsky, Nikolai Tsereteli. URSS 1924 – v.o. con sottotitoli in italiano (120’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gamers in Exile

La rivoluzione socialista nello spazio: un astronauta sbarca su Marte dove regna la bellissima regina Aelita e prende parte alla rivoluzione dei proletari marziani, soggetti a un sistema di bestiale sfruttamento. Primo leggendario capolavoro della fantascienza sovietica, un film straordinario anche dal punto di vista estetico, grazie all’estrosità della messa in scena, che vanta l’impiego di scenografie costruttiviste contrapposte a scorci realistici di Mosca.

Gamers in Exile: Due incredibili costruttori di paesaggi sonori elettronici, che hanno raccolto grandi consensi all’estero. Valerio Lupo Faggioni, artist in residency all’Istituto di Musica Elettronica di Arhus in Danimarca, ricercatore per i laboratori Dolby di San Francisco e Guido Zen, attivo dal ‘95 a Londra dove ha collaborato con Leftfield, John Lydon, Shola Ama. Insieme hanno suonato a Londra, New York, Copenaghen, Parigi, Tokyo e all’Art Basel in Svizzera. Autori della colonna sonora di Biutiful Cauntri, il film documentario rivelazione del 2008. 

1 dicembre, ore 21 

La ‘cosa’ da un altro mondo

di Christian Nyby, Howard Hawks. Con Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite. USA 1951 – v. italiana (87’)

Un disco volante sepolto dai ghiacci del Polo Nord nasconde un mostro sanguinario arrivato dallo spazio. Vero e proprio capolavoro della science fiction e capostipite del filone “alieno”, questo leggendario fanta-horror sorprende ancora oggi per la suspense e il senso di attesa, che cancella le certezze e la razionalità della società contemporanea.

2 e 15 dicembre, ore 21

L’invasione degli ultracorpi

di Don Siegel. Con Kevin McCarthy, Dana Winters, King Donovan. USA 1956 – v. italiana (80’)

Strani invasori dallo spazio atterrano sotto forma di baccelli in una tranquilla cittadina e occupano i corpi dei suoi abitanti. Un grande film di fantascienza degli anni ’50, che la scrittura asciutta e concreta di Don Siegel trasforma in una parabola dell’orrore quotidiano di inquietante suggestione. 

3 dicembre, ore 21 

Moon

di Duncan Jones. Con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Matt Berry, Kaya Scodelario. Gran Bretagna 2009 – v. italiana (97’) ANTEPRIMA NAZIONALE

Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima nazionale uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno: il primo film di Duncan Jones, figlio del mitico David Bowie. Un omaggio alla sci-fi anni ‘70 e ‘80 reinterpretata in chiave creativa, per una lettura profonda e provocatoria della condizione umana. Un astronauta solitario, interpretato dal fantastico Sam Rockwell, accompagnato da un robot calmo e rassicurante – che ricorda HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio – alla fine della sua missione triennale sulla Luna fa una scoperta orribile… Presentato al Sundance Film Festival, premiato ai Festival di Seattle ed Edimburgo. 

4 e 19 dicembre, ore 21 

2001: Odissea nello spazio

di Stanley Kubrik. Con Keir Dullea, Gary Lockwod. Gran Bretagna 1968 – v. italiana (141’)

Capolavoro assoluto della storia del cinema, rappresenta una delle riflessioni più articolate sul rapporto civiltà – tecnologia e sul destino dell’umanità, in un percorso temporale dagli uomini scimmia alla conquista dello spazio.

5 e 18 dicembre, ore 21

Solaris

di Andrei Tarkovskij. Con Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet. URSS 1972 – v.o. con sottotitoli in italiano (165’)

Tarkovskij trasforma il cosmo nel subconscio umano: su Solaris, un pianeta con un oceano che pensa, gli astronauti sono alle prese con le proiezioni della loro memoria. Angoscioso, ossessivo, enigmatico, il film ha un potere ipnotico che inchioda lo spettatore con immagini che non si erano mai viste al cinema. 

6 dicembre, ore 21 

Il pianeta selvaggio

di René Laloux. Disegni originali di Roland Topor. Francia, Cecoslovacchia 1973 – v. italiana (70’)

Gli umani sono diventati i servi di enormi alieni, in questo film d’animazione di straordinaria suggestione. Capolavoro di fantasia figurativa, grazie agli allucinati disegni di Roland Topor, grande pittore e scrittore surrealista, fondatore del celebre gruppo Panique con Arrabal e Jodorowski. Premiato al Festival di Cannes.

8 dicembre, ore 21

The Dish

di Rob Sitch. Con Sam Neill, Kevin Harrington, Patrick Warburton. Australia 2000 – v. italiana (101’)

Tratto da una storia vera, è una commedia brillante, coinvolgente e molto divertente. Racconta le emozioni, il dramma e l’umorismo che hanno caratterizzato i quattro giorni dell’Apollo 11 nel 1969 e lo straordinario ruolo di un paesino dell’Australia, dove la NASA decise di installare un enorme radiotelescopio per permettere la visione in tutto il mondo dello sbarco dell’uomo sulla Luna. 

9 dicembre, ore 21 

Uomini veri

di Philip Kaufman. Con Dennis Quaid, Sam Shepard, Barbara Hershey. USA 1983 – v. italiana (193’)

La storia avventurosa dei piloti che presero parte alle prime missioni aereospaziali della Nasa, e in particolare di Chuck Yeager che per primo superò nel 1947 la barriera del suono. Il film unisce bene la componente documentaristica a quella spettacolare grazie all’avvincente ricostruzione degli avvenimenti e a un ottimo cast. 

10 dicembre, ore 21 

Lo strano caso dei raggi cosmici

di Frank Capra, William T. Hurtz. USA 1957 – v.o. con sottotitoli in italiano (Documentario, 55’)

Un rarissimo e sorprendente esperimento del grande Frank Capra che si cimenta in un documentario sullo spazio, che ha per protagonisti tre insigni scrittori – Poe, Dickens, Dostoevskij, rappresentati da buffe marionette. Un intelligente mix di cinema dal vivo e di animazione, cui hanno dato un notevole contributo animatori della Disney e noti scienziati, che cercano di spiegare la complessa storia delle ricerche sui raggi cosmici dalla fine dell’Ottocento in poi. 

11 e 16 dicembre, ore 21

Il pianeta proibito

di Fred McLeod Wilcox. Con Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen. USA 1956 – v.o. con sottotitoli in italiano (98’)

Classico della fantascienza cinematografica, è una fantasiosa rielaborazione della “Tempesta” di Shakespeare, in chiave psicoanalitica. Uno dei primi esempi maturi del genere, con uno dei primi personaggi-robot dello schermo. Un piccolo capolavoro brillante e intelligente che fissa i parametri dell’immaginario del cinema di fantascienza. 

12 e 20 dicembre, ore 21 

Blade Runner

di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young. USA 1982 – v. italiana (117’)

Uno dei film di fantascienza più celebri di tutti i tempi, cult-movie dalle atmosfere magiche che ha cambiato per sempre il nostro immaginario del futuro. Immagini cariche di emozioni travolgenti e oppressive costruiscono la metropoli del futuro, modernissima e decadente scenografia dove si inseguono un cacciatore di taglie e “replicanti” ribelli, uniti dalla paura della morte. 

13 e 17 dicembre, ore 21 

L’ignoto spazio profondo

di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Donald Williams. Francia, Germania, Gran Bretagna 2005 – v. italiana (81’)

Un’avventura cinematografica monumentale, geniale, strabiliante e poetica. L’autore contemporaneo più visionario racconta, tra documentario e fantascienza, il viaggio allucinante e filosofico di un’astronave alla ricerca di altri pianeti su cui vivere, dopo che un’apocalisse ecologica ha reso vana la vita sulla terra.

Il progetto di sonorizzazione musicale live spaziale! è a cura di Giovanni Guardi.

Si ringraziano per la collaborazione alla rassegna cinematografica il Festival dell’Immaginario e Zero in condotta di Perugia

Si ringrazia Sony Pictures Entertainement, Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Cinecittà Luce, Fandango, Warner Bros. Italia, International Entertainment Enterprises, Collettivo dell’Immagine, Boschetto, Lab 80 Film, Emme Cinematografica 

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00
abbonamento alla rassegna € 25,00
www.palazzoesposizioni.it

SEGNI DI VITA WERNER HERZOG E IL CINEMA – La mostra

segni di vita- Werner Herzog e il cinema Ancora pochi giorni per vedere la mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo su Werner Herzog nell’ambito delle celebrazioni torinesi
per i quarantacinque anni di carriera del regista tedesco.

L’evento e’ davvero accurato e approfondito, ad esempio le foto scattate sui set mostrano la fatica fisica che c’e’ dietro il lavoro del Maestro che infatti concepisce il suo cinema come un’attivita’ fisica e non un impegno intellettivo e come nella migliore tradizione atletica, nei film di Herzog prevale un sentimento di grazia e bellezza e si dimentica la fatica che sta dietro alle inquadrature.
Altrettanto interessanti i filmati che estrapolano le sequenze dei vari film che mettono in risalto alcune delle tematiche della teoretica herzoghiana introdotte da una frase del regista, i temi analizzati sono la fantascienza, il paesaggio, gli sguardi in camera che pur essendo considerati errori nella composizione cinematografica sono molto amati da Herzog, la catastrofe, l’estasi e il cammino dove c’e’ la magnifica sequenza di Nosferatu in cui Jonathan Harker cammina verso il castello del conte prima attraverso un sentiero che si snoda lungo un sereno paesaggio collinare, poi il percorso si fa via via piu’ accidentato ed oscuro ad introdurre la materia orrorifica del non morto.
Ci sono anche grandi foto degli allestimenti visionari che Herzog ha fatto per il teatro, quasi tutte opere wagneriane.
Herzog2_3La maggior parte del materiale e’ composta da cortometraggi del regista (il primo western girato a 16 anni) o montaggi di interviste, documentari sulla sua vita (il piu’ visto e’ quello che filma Herzog mentre si mangia una scarpa per onorare una promessa), non possono certo mancare i 20 minuti di girato con Mick Jagger, prima scelta per interpretare Fitzcarraldo, la rockstar abbandono’ il progetto a causa dei numerosi ritardi di lavorazione e con tutta la simphaty for Jagger, meno male che e’ arrivato il pazzo e meraviglioso Kinski, ovviamente protagonista di gran parte dei documenti esposti, visto il suo rapporto privilegiato con il regista.
Segnali di vita e’ un evento da non perdere e non solo per gli appassionati di Herzog o di cinema, solo che bisogna diffidare dalla definizione dei comunicati stampa che spaccia l’evento come una semplice mostra fotografica e di videoistallazioni: io per videoistallazioni intendo il lavoro della giovane artista che ha creato dei bellissimi totem-mosaici con i paesaggi herzoghiani, non certo una dozzina di filmati dalla durata media di venti minuti, per vedere tutto approfonditamente sono da mettere in conto 3 o 4 ore, ma anche una visione piu’ rapida puo’ dare grande soddisfazione.
Mi scuso se non sono molto precisa nelle informazioni, vorrei citare il nome dell’artista ma siccome 7 minuti prima della chiusura della mostra il bookshop era gia’ stato completamente smontato e si era gia’ fatta la chiusura cassa, con mio rammarico non ho potuto comprare il catalogo.

Segni di vita. Werner Herzog e il cinema
Torino – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Dal 16 gennaio al 10 febbraio 2008

L’ignoto spazio profondo

Gli alieni sono perfettamente integrati sulla Terra, uno di loro ci racconta la storia di un lunghissimo viaggio spaziale fatto dagli umani alla ricerca di un nuovo pianeta che potesse ospitarli perche’ in seguito ad un piu’ approfondito esame dell’UFO caduto a Roswell si era liberato un virus extraterrestre che avrebbe potuto distruggere l’umanita’.


Ignotospazioprofondo

Accedendo per la prima volta agli archivi Nasa, Werner Herzog costruisce un docu-fiction pieno di poesia visiva e dal potente messaggio etico-filosofico.
Facendo un paragone scientifico e’ come se il regista fosse riuscito a cogliere in questo film l’esatto punto di intersezione di numerose rette convergenti, tanti sono i piani di lettura del suo lavoro.
C’e’ l’omaggio al progresso aeronautico-spaziale ripercorso da immagini di repertorio che dal primo volo aereo del 1903 arrivano alle piu’ moderne teorie dei tunnel temporali, non scevro di ironia per le espressioni un po’ basite dei matematici e per il futuro che si prospetta a questo prodigioso progresso: si punta a costruire delle colonie spaziali che non siano altro che dei grandi centri commerciali!
Scienza che si interseca con l’esoterismo quando al modello delle orbite dei pianeti intorno al sole si sovrappone perfettamente il labirinto della cattedrale di Chartes e quando le immagini della sonda Galileo trasmesse dai confini dell’Universo conosciuto dimostrano come l’immensamente grande abbia la stessa struttura dell’immensamente piccolo (onore a spider che aveva accennato questa teoria gia’ nei commenti alla mostra milanese su StarWars).
La storia fantascientifica che sta alla base del plot e’ perfettamente credibile con i riferimenti ai fatti di Roswell e risponde ai canoni della sci-fi che fin dagli esordi si pone grandi interrogativi morali sull’uomo che in questa pellicola si fondono perfettamente con l’ossessione dell’analisi della volonta’ umana che caratterizza la teoretica herzoghiana.
Il film offre interessanti spunti di riflessione sul cinema: benche’ nei titoli di coda si ringrazi “la poeticita’ delle immagini Nasa”, personalmente mi sarei annoiata a morte vedendo un documentario sulla missione dello Space Shuttle STS-43, mentre Herzog riesce a renderle davvero interessanti anche grazie all’uso coinvolgente della colonna sonora che spazia dalla musica da camera a quella sacra per finire con una grande componente di musica etnica, in particolare cori dei Tenores di Orosei; allora mi domando se tra le qualita’ di un grande regista non ci sia anche quello di tirar fuori la potenza dell’immagine anche da banali documenti di repertorio.
Vedendo il crudo ritratto della vera vita degli astronauti non si puo’ non pensare all’immaginario filmico fantascientifico, soprattutto degli anni’70: quanto differisce la confusione che regna nelle anguste capsule spaziali dalle spaziose ed ordinatissime astronavi arredate con oggetti di design di 2001 Odissea nello spazio o di Spazio 1999!
Altro elemento fondamentale de film e’ la poesia delle immagini: alla bellezza della natura che possiamo trovare anche in documentari ora di moda a partire da Microcosmos si unisce l’uso filosofico delle stesse: commovente e ammonitrice la scena del sub che strazia la vegetazione marina con un sottofondo di musica dolente, mentre l’uscita dal mondo sommerso attraverso il ghiaccio che vorrebbe simulare un viaggio spazio-temporale ha tutta la forza di una nascita fisica od intellettiva (la maieutica di Socrate).
Si puo’ davvero andare avanti per ore a raccontare quello che e’ in grado di evocare questo capolavoro di Herzog, che ha un’unica pecca ai miei occhi: la scarsissima distribuzione nelle sale a dir poco vergognosa!

Il sito del film

Auguri ad Isabelle Adjani

HistorieAdeleH

Il 27 giugno 1955 nasce l’ultima grande star del cinema francese, Isabelle Yasmine Adjani, la cui fragile e luminosa bellezza e’ stata esaltata da Francois Truffaut in Adele H. Una storia d’amore (1975).

Nel 1978 e’ la donna che si sacrifica per fermare il vampiro, nel gelido remake che  Werner Herzog fa del Nosferatu di Murnau.
Nel 1988 veste ancora i panni di una donna divorata dalla passione amorosa in Camille Claudel
L’unica volta che  l’ho vista sul grande schermo e’ stato nel 1981 in Possession di Zulawski film che testimonia la folle vitalita’ dell’horror dei primi anni ‘80  (notevolissima anche la qualita’ delle locandine!) ed anche i gusti bizzarri di tre quindicenni.

Nosferatupossesion