Il fuoco della vendetta

Russel Baze fa l’operaio a Braddock, cittadina della Pennsylvania che ruota attorno all’industria siderurgica, è fidanzato con la bella maestra elementare, si occupa del padre malato terminale e dell’inquieto fratello minore Rodney, soldato in Iraq. Un giorno, guidando ubriaco, Russel causa un incidente mortale e finisce in galera,da quel momento la sua vita va a rotoli: la fidanzata lo lascia e Rodney, terminato il servizio in Iraq si da ai combattimenti clandestini scomparendo dopo la resa dei conti tra due malavitosi..


Ilfuocodellavendetta

Storia piuttosto convenzionale sul rapporto tra due fratelli (Christian Bale e Casey Affleck) sorretto da un cast notevole anche nei ruoli secondari: Woody Harrelson, fresco di candidatura agli Emmy per True Detective, è il cattivissimo allibratore/spacciatore dei monti Appalachi, mentre Willem Dafoe interpeta il malavitoso di Braddock e Forrest Whitacker è il poliziotto della città, nuovo compagno della ex di Russel che si deve occupare delle ricerche di Rodney, ciliegina sulla torta Sam Shepard nel ruolo dello zio Red.
Un dramma sulla disgregazione dell’America: la crisi e la conseguente perdita di posti di lavoro (il film inizia nel 2008 durante la prima campagna presidenziale di Obama) che toglie ogni residuo di dignità a quello che comunemente viene definito white trash, il proletariato bianco, costretto a ricorrere alla malavita per sopravvivere.
Russel Blaze accetta con dignità il suo risicato destino da operaio ben sapendo che la fabbrica è costata la salute del padre, paga il suo debito con la società scontando la galera per un incidente in cui la casualità ci ha messo molto del suo. Quello che non accetta è l’immobilità delle forze dell’ordine di fronte alla scomparsa del fratello: all’Uomo che si è giocato tutto per un bicchiere di birra di troppo non resta che agire in prima persona conscio delle conseguenze a cui andrà incontro. Russel agisce più per senso di colpa (molti i riferimenti religiosi e le scene in chiesa) che per spirito di vendetta.
Un film solido che si distingue anche per la notevole fotografia e l’ottimo montaggio.

Safe House – Nessuno è al sicuro

Safehouse Matt Weston, un giovane agente della CIA, gestisce la safe house di Citta’ del Capo, in Sud Africa: un posto tranquillo dove non succede praticamente nulla e infatti il giovane scalpita per un ruolo di maggior azione. Un giorno però, arriva la telefonata tanto attesa: dei clienti chiedono di usare la safe house per un interrogatorio e il prigioniero e’ nientemeno che Tobin Frost, leggendario agente della CIA che si è messo a vendere segreti di stato. Mentre si procede all’interrogatorio la safe house viene assaltata; Matt e Tobin sono gli unici a sopravvivere: riuscirà l’inesperto agente a tenere a bada l’astuta spia?

Non lasciatevi incantare dalla fotografia sgranata e dal grande uso della macchina a mano del regista Daniel Espinosa, nonostante il taglio contemporaneo Safe House procede sui binari più classici del film di spionaggio con il confronto tra il cinico deluso e il giovane di buoni propositi i cui scontri potrebbero anche portare a un’amicizia. E in un film di genere questo è ancora accettabile anche quando è costruito su misura della star che pure produce: Denzel Washington (che si circonda di comprimari del calibro di Brendan Gleeson e Sam Shepard) sfodera tutto il suo repertorio di ammiccamenti simpatici per poi trasformarsi nella seconda metà della pellicola in un gelido assassino e (scusate lo spoiler) sa morire da par suo.
Il film, che pure aveva mantenuto una buona tensione e anche ammaliato con l’ambientazione insolita del Sud Africa, deraglia completamente nella parte finale dove si accumula tutta una serie di sottofinali uno piu’ inutile dell’altro che sfiniscono lo spettatore, riservando però un inatteso colpo di scena: il finale è praticamente identico a quello di Mission Impossible Protocollo Fantasma: lui che da lontano osserva l’amore perduto accontentandosi di un languido sguardo.

Spaziale!

Astrieparticelle

Tornano le rassegne cinematografiche al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il tema questa volta e’ legato alla alla grande mostra dedicata all’Universo,
Astri e particelle. Le parole dell’Universo sempre al Palazzo delle Esposizioni.
Una rassegna cinematografica che partendo dagli esordi del cinema arriva ad un’anteprima estremamente appetibile che troverete scorrendo il programma

A chi resta ipnotizzato a guardare le stelle e sogna di raggiungere la Luna, il Palazzo delle Esposizioni offre un viaggio entusiasmante verso l’ignoto, attraverso una serie di eventi eccezionali. Il cinema riveste un ruolo importantissimo nell’immaginario contemporanea sull’Universo, perché ha interpretato sin dalle sue origini il nostro desiderio di evasione nello Spazio, traducendolo in mirabolanti scenografie e avventurosi viaggi. In occasione della mostra “Astri e particelle. Le parole dell’Universo” il Palazzo delle Esposizioni presenta la rassegna spaziale!, dedicata ai grandi film di fantascienza. Si parte con tre capolavori del cinema muto, arricchiti da live spaziale!, la sonorizzazione musicale composta appositamente ed eseguita dal vivo dai migliori esponenti del panorama della musica elettronica italiana. Dalle origini si passa ai film di culto della sci-fi degli anni ’50, sino alle opere più mature che, dagli anni ’60 ad oggi, hanno trasformato il viaggio nell’ignoto in una ricerca nel profondo dell’anima umana. Un percorso emozionante, con un evento imperdibile ed esclusivo: l’anteprima nazionale dell’attesissimo Moon, diretto da Duncan Jones, figlio di David Bowie. 

24 e 25 novembre, ore 21 

Metropolis

di Fritz Lang. Con Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel. Germania 1927 – v.o. con sottotitoli in italiano (117’)  live spaziale! musicato dal vivo da I.H.C.

Uno dei più importanti film di ogni epoca, universalmente riconosciuto come modello del cinema moderno: il conflitto tra magia e tecnologia sconvolge i ritmi alienanti di una megalopoli del XXI secolo, portando alla ribellione degli operai-schiavi. Messinscena di un delirio, opera d’arte totale, vera e propria sinfonia visiva, in cui la fantasia architettonica e pittorica di Lang si esprime ai massimi livelli.

I.H.C.: attivo dal ’98, il gruppo è formato da alcuni dei più interessanti musicisti degli ultimi anni, provenienti da progetti quali l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ardecore, Etruria Criminale Banda, Roberto Gatto Quintet, una fusione di jazz, funk, rock, noise ed avanguardia e un suono che unisce Miles Davis, gli Stooges e i Funkedelic. 

26 e 27 novembre, ore 21 

Una donna nella Luna

di Fritz Lang. Con Klaus Pohl, Willy Fritsch, Gerda Maurus. Germania 1929 – v.o. con sottotitoli in italiano (169’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gianni Music Quartet

Un’astronave porta sulla Luna quattro uomini e una donna spinti dal miraggio di presunte miniere d’oro. Straordinario capolavoro e pietra miliare del cinema di fantascienza raramente proiettato in Italia, è il primo tentativo di rappresentare il viaggio spaziale in termini realistici e il risultato fu talmente convincente da indurre i nazisti a ritirare ogni copia dalla circolazione e distruggere il modellino originale del razzo, preoccupati di mantenere il segreto sui propri studi missilistici.

Gianni Music Quartet: torna la geniale miscela di sonorità elettroniche e acustiche di Gianni Rosace (dj e producer, fondatore dell’Half Die Festival), con Pino Pecorelli al contrabbasso, Mike Cooper (John Lee Hooker, Howlin’ Wolf) alla chitarra slide e Pietro Pompei (Ars Ludi e Ensemble di Musica Contemporanea dell’Auditorium di Roma), al vibrafono e percussioni. 

29 novembre, doppio spettacolo: ore 17 e 21 

Aelita

di Yakov Protazanov. Con Yuliya Solntseva, Igor Ilyinsky, Nikolai Tsereteli. URSS 1924 – v.o. con sottotitoli in italiano (120’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gamers in Exile

La rivoluzione socialista nello spazio: un astronauta sbarca su Marte dove regna la bellissima regina Aelita e prende parte alla rivoluzione dei proletari marziani, soggetti a un sistema di bestiale sfruttamento. Primo leggendario capolavoro della fantascienza sovietica, un film straordinario anche dal punto di vista estetico, grazie all’estrosità della messa in scena, che vanta l’impiego di scenografie costruttiviste contrapposte a scorci realistici di Mosca.

Gamers in Exile: Due incredibili costruttori di paesaggi sonori elettronici, che hanno raccolto grandi consensi all’estero. Valerio Lupo Faggioni, artist in residency all’Istituto di Musica Elettronica di Arhus in Danimarca, ricercatore per i laboratori Dolby di San Francisco e Guido Zen, attivo dal ‘95 a Londra dove ha collaborato con Leftfield, John Lydon, Shola Ama. Insieme hanno suonato a Londra, New York, Copenaghen, Parigi, Tokyo e all’Art Basel in Svizzera. Autori della colonna sonora di Biutiful Cauntri, il film documentario rivelazione del 2008. 

1 dicembre, ore 21 

La ‘cosa’ da un altro mondo

di Christian Nyby, Howard Hawks. Con Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite. USA 1951 – v. italiana (87’)

Un disco volante sepolto dai ghiacci del Polo Nord nasconde un mostro sanguinario arrivato dallo spazio. Vero e proprio capolavoro della science fiction e capostipite del filone “alieno”, questo leggendario fanta-horror sorprende ancora oggi per la suspense e il senso di attesa, che cancella le certezze e la razionalità della società contemporanea.

2 e 15 dicembre, ore 21

L’invasione degli ultracorpi

di Don Siegel. Con Kevin McCarthy, Dana Winters, King Donovan. USA 1956 – v. italiana (80’)

Strani invasori dallo spazio atterrano sotto forma di baccelli in una tranquilla cittadina e occupano i corpi dei suoi abitanti. Un grande film di fantascienza degli anni ’50, che la scrittura asciutta e concreta di Don Siegel trasforma in una parabola dell’orrore quotidiano di inquietante suggestione. 

3 dicembre, ore 21 

Moon

di Duncan Jones. Con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Matt Berry, Kaya Scodelario. Gran Bretagna 2009 – v. italiana (97’) ANTEPRIMA NAZIONALE

Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima nazionale uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno: il primo film di Duncan Jones, figlio del mitico David Bowie. Un omaggio alla sci-fi anni ‘70 e ‘80 reinterpretata in chiave creativa, per una lettura profonda e provocatoria della condizione umana. Un astronauta solitario, interpretato dal fantastico Sam Rockwell, accompagnato da un robot calmo e rassicurante – che ricorda HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio – alla fine della sua missione triennale sulla Luna fa una scoperta orribile… Presentato al Sundance Film Festival, premiato ai Festival di Seattle ed Edimburgo. 

4 e 19 dicembre, ore 21 

2001: Odissea nello spazio

di Stanley Kubrik. Con Keir Dullea, Gary Lockwod. Gran Bretagna 1968 – v. italiana (141’)

Capolavoro assoluto della storia del cinema, rappresenta una delle riflessioni più articolate sul rapporto civiltà – tecnologia e sul destino dell’umanità, in un percorso temporale dagli uomini scimmia alla conquista dello spazio.

5 e 18 dicembre, ore 21

Solaris

di Andrei Tarkovskij. Con Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet. URSS 1972 – v.o. con sottotitoli in italiano (165’)

Tarkovskij trasforma il cosmo nel subconscio umano: su Solaris, un pianeta con un oceano che pensa, gli astronauti sono alle prese con le proiezioni della loro memoria. Angoscioso, ossessivo, enigmatico, il film ha un potere ipnotico che inchioda lo spettatore con immagini che non si erano mai viste al cinema. 

6 dicembre, ore 21 

Il pianeta selvaggio

di René Laloux. Disegni originali di Roland Topor. Francia, Cecoslovacchia 1973 – v. italiana (70’)

Gli umani sono diventati i servi di enormi alieni, in questo film d’animazione di straordinaria suggestione. Capolavoro di fantasia figurativa, grazie agli allucinati disegni di Roland Topor, grande pittore e scrittore surrealista, fondatore del celebre gruppo Panique con Arrabal e Jodorowski. Premiato al Festival di Cannes.

8 dicembre, ore 21

The Dish

di Rob Sitch. Con Sam Neill, Kevin Harrington, Patrick Warburton. Australia 2000 – v. italiana (101’)

Tratto da una storia vera, è una commedia brillante, coinvolgente e molto divertente. Racconta le emozioni, il dramma e l’umorismo che hanno caratterizzato i quattro giorni dell’Apollo 11 nel 1969 e lo straordinario ruolo di un paesino dell’Australia, dove la NASA decise di installare un enorme radiotelescopio per permettere la visione in tutto il mondo dello sbarco dell’uomo sulla Luna. 

9 dicembre, ore 21 

Uomini veri

di Philip Kaufman. Con Dennis Quaid, Sam Shepard, Barbara Hershey. USA 1983 – v. italiana (193’)

La storia avventurosa dei piloti che presero parte alle prime missioni aereospaziali della Nasa, e in particolare di Chuck Yeager che per primo superò nel 1947 la barriera del suono. Il film unisce bene la componente documentaristica a quella spettacolare grazie all’avvincente ricostruzione degli avvenimenti e a un ottimo cast. 

10 dicembre, ore 21 

Lo strano caso dei raggi cosmici

di Frank Capra, William T. Hurtz. USA 1957 – v.o. con sottotitoli in italiano (Documentario, 55’)

Un rarissimo e sorprendente esperimento del grande Frank Capra che si cimenta in un documentario sullo spazio, che ha per protagonisti tre insigni scrittori – Poe, Dickens, Dostoevskij, rappresentati da buffe marionette. Un intelligente mix di cinema dal vivo e di animazione, cui hanno dato un notevole contributo animatori della Disney e noti scienziati, che cercano di spiegare la complessa storia delle ricerche sui raggi cosmici dalla fine dell’Ottocento in poi. 

11 e 16 dicembre, ore 21

Il pianeta proibito

di Fred McLeod Wilcox. Con Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen. USA 1956 – v.o. con sottotitoli in italiano (98’)

Classico della fantascienza cinematografica, è una fantasiosa rielaborazione della “Tempesta” di Shakespeare, in chiave psicoanalitica. Uno dei primi esempi maturi del genere, con uno dei primi personaggi-robot dello schermo. Un piccolo capolavoro brillante e intelligente che fissa i parametri dell’immaginario del cinema di fantascienza. 

12 e 20 dicembre, ore 21 

Blade Runner

di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young. USA 1982 – v. italiana (117’)

Uno dei film di fantascienza più celebri di tutti i tempi, cult-movie dalle atmosfere magiche che ha cambiato per sempre il nostro immaginario del futuro. Immagini cariche di emozioni travolgenti e oppressive costruiscono la metropoli del futuro, modernissima e decadente scenografia dove si inseguono un cacciatore di taglie e “replicanti” ribelli, uniti dalla paura della morte. 

13 e 17 dicembre, ore 21 

L’ignoto spazio profondo

di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Donald Williams. Francia, Germania, Gran Bretagna 2005 – v. italiana (81’)

Un’avventura cinematografica monumentale, geniale, strabiliante e poetica. L’autore contemporaneo più visionario racconta, tra documentario e fantascienza, il viaggio allucinante e filosofico di un’astronave alla ricerca di altri pianeti su cui vivere, dopo che un’apocalisse ecologica ha reso vana la vita sulla terra.

Il progetto di sonorizzazione musicale live spaziale! è a cura di Giovanni Guardi.

Si ringraziano per la collaborazione alla rassegna cinematografica il Festival dell’Immaginario e Zero in condotta di Perugia

Si ringrazia Sony Pictures Entertainement, Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Cinecittà Luce, Fandango, Warner Bros. Italia, International Entertainment Enterprises, Collettivo dell’Immagine, Boschetto, Lab 80 Film, Emme Cinematografica 

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00
abbonamento alla rassegna € 25,00
www.palazzoesposizioni.it

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

Assasinojjpermadodelcod Il giovane Robert Ford, cresciuto nel mito di Jesse James, entra nella sua banda ma sentitosi rifiutato dal suo idolo lo uccide. Peccato che per maturare l’idea ci metta quasi tre ore.
Benche’ la proiezione fosse partita bene, con la bella sequenza della rapina al treno, nei numerosi momenti di noia avevo pensato di liquidare il film con queste due frasi lapidarie, per spirito di compensazione; ma fortunatamente la pellicola si riprende sul finale e ho letteralmente adorato le scene in cui i due fratelli Ford replicano l’omicidio di Jesse James sui palcoscenici teatrali. La perplessita’ che mi permane su questa pellicola montata innumerevoli volte (e oggettivamente si sente) e’ perche’ il regista non si sia concentrato di piu’ sulla figura e sugli stati d’animo di Robert Ford anche seguenti all’omicidio, in cui capisce che non sara’ mai visto come un’eroe; risolvendosi a mettere in secondo piano la figura di Jesse James, a cui sono gia’ stati dedicati moltissimi film e alcuni di notevole caratura: l’oscillare di questo Jesse James tra la figura messianica che accetta, quasi suggerisce la propria morte e il bandito crudele, un po’ fuori di testa, non aggiunge niente di nuovo alla figura del celebre bandito, elemento fondante del mito americano. Si poteva tranquillamente evitare la disgustosa decapitazione dei serpenti e tante altre scene di gusto bucolico per le quali e’ stato tirato in ballo Malick: io non sono una grandissima fan del maestro ma sicuramente in Malick la natura “parla” mentre i meravigliosi paesaggi di Andrew Dominik hanno solo un’estetica da Flicrk Explore, che al limite meraviglia per la bellezza ma non e’ significativa per l’economia filmica e se nei film degli anni ’70 era accettabile la funzione puramente estetica degli esterni perche’ i film venivano girati totalmente in esterno solo a partire dalla meta’ degli anni’ 50 oggi il mero estetismo bucolico non credo possa avere valore, neppure come citazione.