A Oriente! – Al cinema lungo la Via della Seta

Banner A Oriente Partiamo alla scoperta della Via della Seta attraverso il cinema! Un viaggio a tappe tra grandi metropoli, pericolosi deserti e montagne invalicabili, negli stessi luoghi che mercanti, pellegrini e soldati affrontarono in un passato lontano (come ancora oggi) per trasportare merci preziose, scambiare scoperte e credi religiosi tra il lontano Oriente e l’Europa. Faremo inoltre una sosta al cinema in tutti i Paesi del nostro viaggio, per vedere i film più rappresentativi della loro migliore produzione contemporanea, e conoscere, attraverso lo sguardo critico di grandi autori, le storie private e le tensioni sociali di un’area geografica al centro di molti conflitti dell’epoca contemporanea. Un viaggio emozionante dall’Italia al Medio Oriente, dall’Asia Centrale alla Cina, ma anche un percorso nel tempo, dal passato al presente: dalle esperienze di antichi mercanti e guerrieri – le origini culturali e religiose delle grandi civiltà orientali – alle storie di oggi, che riflettono il peso e la violenza della Storia sulla quotidianità delle persone comuni, spesso costrette a scontrarsi con le contraddizioni dei loro Paesi o in fuga verso un altrove sempre più inospitale.

sabato 27 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
1 – Venezia e Turchia
2 – Turchia e Teheran
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Un viaggiatore di oggi, Bradley Mayhew, ripercorre le orme del più grande viaggiatore di tutti i tempi in una straordinaria serie di documentari. 8000 km lungo la Via della Seta con Il Milione nello zaino, da Venezia alla Turchia, alla ricerca di una leggendaria pietra nera, fino al deserto iraniano, dimora degli antichi adoratori del fuoco.

sabato 27 ottobre, ore 21.00 (replica 31 ottobre)
STORIE
Seta
di François Girard. Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

domenica 28 ottobre, ore 18.00
STORIE
Marco Polo Reloaded
3 – Iran e Afghanistan
4 – Tagikistan e Cina
una produzione Along Mekong Productions. Germania, 2010/2011, 100’ – v. it.
Prosegue la meravigliosa avventura attraverso la Via della Seta sulle tracce di Marco Polo, tra Afghanistan e Tagikistan a bordo di una vecchia jeep russa, in cima a montagne gelate o al riparo nella yurta di nomadi kirghisi, fino in Cina, che ci incanta, come accadde al grande veneziano, con i misteri della città proibita.

domenica 28 ottobre, ore 21.00 (replica 1 novembre)
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore: un incontro tra culture diverse capaci di profonde affinità.

mercoledì 31 ottobre, ore 21
STORIE
Seta
di François Girard . Canada, Francia, Italia, UK, Giappone, 2007, 107’ – v. ingl. sott. it.
Dal best seller di Alessandro Baricco, una ricostruzione storica straordinaria e sontuosa di immagini, esaltate dalla musica strepitosa di Sakamoto, che scandisce i viaggi verso Oriente alla ricerca di bachi da seta di un allevatore francese dell’Ottocento, che si spinge fino al Giappone, paese dai mille segreti.

giovedì 1 novembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
Io sono Li
di Andrea Segre. Italia, Francia, 2011, 100’
Questo piccolo gioiello cinematografico racconta con struggente delicatezza e sensibilità poetica una vicenda di immigrazione nella nostra provincia. Sullo sfondo della laguna veneta, l’amore impossibile fra una giovane immigrata cinese e un vecchio pescatore, un incontro tra culture diverse capaci di profonde di affinità.

venerdì 2 e sabato 3 novembre, ore 21.00
TURCHIA
C’era una volta in Anatolia
di Nuri Bilge Ceylan. Turchia, Bosnia Erzegovina, 2011, 150’ – v. it.
Il pluripremiato genio del cinema turco gira con stile formidabile un anti-poliziesco anomalo e dilatato, mettendo a nudo il nostro lato oscuro, attraverso le peregrinazioni di un gruppo di poliziotti alla ricerca di un cadavere, che un assassino smemorato ha sepolto nella steppa dell’Anatolia. Scenario buio e inospitale per un viaggio ai bordi dell’abisso umano.

domenica 4 e martedì 6 novembre, ore 21.00
PAESI ARABI
Viaggio alla Mecca
di Ismaël Ferroukhi. Francia, Marocco, 2004, 108’ – v. it.
Per la prima volta un regista e degli attori riescono a girare tra le moltitudini di pellegrini alla Mecca, che offrono uno scenario impressionante alla meta finale di questo emozionante road movie tra Occidente e Medio Oriente: viaggio di conoscenza interiore e confronto tra generazioni arabe.

mercoledì 7 e giovedì 8 novembre, ore 21.00
IRAN
Una separazione
di Asghar Farhadi. Iran, 2011, 123’ – v. it.
Orso d’oro a Berlino e Oscar come miglior film straniero, questo film tra i più originali degli ultimi anni riesce a mostrare, sotto la facciata di un conflitto familiare, la condizione di un intero Paese spezzato a metà, aggirandone la censura con un racconto privato che rivela un dramma di portata universale.

venerdì 9 e sabato 10 novembre, ore 21.00
IRAN
Il cerchio
di Jafar Panahi. Iran, Italia, 2000, 90’ – v. it.
Il capolavoro del grande regista iraniano, condannato due anni fa al carcere e al divieto di realizzare film, conquistò il Leone d’oro a Venezia per l’intensità dello sguardo sull’universo femminile in una società rigida e codificata. Otto incredibili ritratti di donne, storie di quotidiana sopravvivenza e solitudine.

domenica 11 e mercoledì 14 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Viaggio a Kandahar
di Mohsen Makhmalbaf. Iran, Francia 2001, 85’ – v. it.
Girato molto prima dell’11 settembre, resta ancora oggi un’opera fondamentale per comprendere le sofferenze e le contraddizioni di un Paese martoriato dal regime talebano. Film di straordinaria potenza visiva e rigore nella denuncia di un’odissea moderna.

giovedì 15 e venerdì 16 novembre, ore 21.00
AFGHANISTAN
Cose di questo mondo
di Michael Winterbottom. UK, 2002, 88’ – v. it.
Sconvolgente on the road di due giovanissimi profughi afghani in fuga verso un Occidente ‘dorato’. Nascosti in camion e container, attraversano l’antica Via della Seta, oggi itinerario del contrabbando d’oppio e via crucis per milioni di profughi, a cui è dedicato questo film indispensabile, meritato Orso d’oro a Berlino.

sabato 17 e domenica 18 novembre, ore 21.00
KAZAKISTAN
Tulpan – La ragazza che non c’era
di Sergey Dvortsevoy. Germania, Kazakistan, 2008, 100’ – v. it.
Rivelazione del nuovo cinema kazaco, ha trionfato a Cannes nella sezione Un Certain Regard per la visione poetica e sospesa di due mondi in contrasto: quello dei pastori nomadi, dominati dalla violenza della natura nella steppa desertica, e quello cittadino, sogno di rivalsa contro gli ostacoli della tradizione.

martedì 20 e mercoledì 21 novembre, ore 21.00
TAJIKISTAN
L’angelo della spalla destra
di Jamshed Usmonov, Tajikistan, 2002, 90′ – v. it.
Ispirato alla leggenda islamica che pone due angeli sulle nostre spalle a registrare le azioni buone e cattive, questo film sorprendente per il tono ironico e surreale, è una parabola violenta e nera che restituisce perfettamente la condizione di incertezza sociale delle ex repubbliche sovietiche.

giovedì 22 e venerdì 23 novembre, ore 21.00
INDIA
Raavanan
di Mani Ratnam. India, 2010, 137′ – v.o. sott. it. e ingl.
Capolavoro del nuovo cinema indiano che piega lo stile Bollywood più sgargiante (spettacolarità sfrenata, tripudio di balletti, suspense) alle esigente del grande cinema d’autore, trasformando l’antico poema epico Ramayana in un sulfureo melodramma contemporaneo, carico di erotismo e di evidenti sottotesti politici.

sabato 24 e domenica 25 novembre, ore 21.00
INDIA
Kalachakra – La ruota del tempo
di Werner Herzog. Germania, 2003, 81’ – v.o. sott. it.
Il talento visionario di un maestro del cinema contemporaneo ci offre l’esperienza affascinante della ritualità buddista, spingendosi tra migliaia di pellegrini che girano in ginocchio attorno a una montagna in Tibet o realizzano in India un mandala gigantesco, il dipinto di sabbia colorata al centro dell’iniziazione spirituale.

mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, ore 21.00
STORIE
Mongol
di Sergei Bodrov. Russia, Germania, Kazakistan, Mongolia, 2007, 120’ – v. it.
Affresco di straordinario impatto visivo sull’epopea di Gengis Khan, il temutissimo condottiero mongolo che conquistò metà del pianeta, raccontata da uno dei più apprezzati registi russi contemporanei, che mescola magistralmente sentimenti e azione, storia e leggenda, sullo sfondo di ambientazioni selvagge.

venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre, ore 21.00
ITALIA – CINA
La stella che non c’è
di Gianni Amelio. Italia, 2006, 103’
Amelio presta il suo sguardo straordinariamente intenso, serio e profondo a un operaio italiano in viaggio attraverso la Cina di oggi, per mostrarci, tra cantieri a cielo aperto e architetture monumentali, una realtà che ha sacrificato affetti e diritti umani al fuoco della modernità a tutti i costi e del capitalismo selvaggio.

domenica 2 e martedì 4 dicembre, ore 21.00
CINA
Under the Hawthorn Tree
di Zhang Yimou. Cina, 2010, 114’ – v.o. sott. it.
Il campione del cinema cinese rivela il contrasto fra individuo e potere repressivo in una tenera storia d’amore ai tempi della Rivoluzione Culturale. Dopo i successi d’azione (Hero, La foresta dei pugnali volanti), tornano le atmosfere intimistiche e poetiche che lo imposero al mondo, sin dal capolavoro Lanterne rosse.

mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, ore 21.00
CINA
24 City
di Jia Zhang-ke. Cina, 2008, 107’– v.o. sott. it.
Uno degli autori cinesi contemporanei più interessanti e coraggiosi analizza, tra documentario e finzione, i devastanti mutamenti della Cina odierna attraverso otto racconti, sullo sfondo di una vecchia fabbrica in demolizione: la sconvolgente istantanea di una società che ha cancellato memoria e tradizione.

Si ringraziano per le copie dei film:
BIM Distribuzione, Fandango, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Istituto Luce Cinecittà srl, Jolefilm, Lucky Red, Parthénos, Sacher Film.
Per Marco Polo Reloaded, si ringraziano il distributore italiano GA&A Productions, Rai 5 e Albatross World Sales GmbH

Informazioni
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Internazionale a Roma – I migliori documentari su attualità e diritti umani

Immagine Torna anche quest’anno al Palazzo delle Esposizioni il programma di documentari che Internazionale ha selezionato per il festival di giornalismo che organizza ogni anno a Ferrara.
La rassegna, che dopo Roma toccherà molte altre città italiane, presenta una nuova selezione di otto recentissimi documentari da tutto il mondo, scelti nei migliori festival, su attualità, diritti umani, informazione e libertà di espressione.
Il tema dominante della rassegna è quello del rischio, quello che si corre continuando a prendere posizione, informare e sfidare norme e sistemi, anche in situazioni in cui dominano violenza e censura. Rischiano la vita i redattori del settimanale Zeta che in Messico si ostinano a sbattere in prima pagina narcotrafficanti e politici corrotti, come l’ha rischiata il regista danese Mads Brügger nella sua nuova controversa inchiesta-performance, questa volta sulla diplomazia in Africa centrale.
Rischiano la repressione i membri di Voina Art Group, creativi e impavidi oppositori del regime russo; rischiano il carcere gli attivisti di Anonymous che si sono schierati contro le corporation e Scientology in nome della libertà in rete; rischiano la censura i blogger cinesi che grazie alle nuove tecnologie sfidano i mass media ufficiali e il controllo poliziesco. Rischiano gli immigrati clandestini in Svizzera di essere messi su un “volo speciale” e allontanati per sempre dalla loro nuova vita. Rischia l’Unione Europea di fallire finanziariamente e culturalmente, complici le lobby che pilotano la politica comunitaria. E rischiamo tutti noi di non sapere mai abbastanza, ad esempio di come si instaura e sviluppa un sistema legale come quello grazie al quale lo stato di Israele ha giustificato e mantiene l’occupazione dei territori palestinesi.
Questi otto film tornano ad aiutarci a scongiurare proprio questo rischio: quello di essere poco o male informati, di rinunciare all’approfondimento e al dissenso, in tempi di ossessivi e più che mai sospetti appelli all’unità e alla coesione ad ogni costo. L’intero programma di documentari vedrà la presenza di redattori di Internazionale, che presenteranno al pubblico le proiezioni e i temi dei film.

martedì 9 ottobre, ore 21.00
EUROPA
The Brussels business
di Friedrich Moser e Matthieu Lietaert. Belgio, Austria, 2012 (85′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presentano Gabriele Crescente (Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia)
Nei primi anni novanta due giovani ambiziosi scoprono che anche a Bruxelles, sede delle istituzioni europee, l’influenza delle lobby è molto forte. Questa scoperta cambia la loro vita. Uno dei due comincia a indagare sulla faccenda e diventa uno dei più esperti conoscitori dei lobbisti europei e un attivista impegnato a contrastare il loro strapotere. L’altro, affascinato da questo mondo, lascia un lavoro sicuro alla Commissione europea per intraprendere la carriera del lobbista. Che ruolo hanno i 15mila lobbisti che lavorano a Bruxelles tra think tank e intrighi di potere? Un viaggio nelle zone d’ombra delle politiche dell’Unione europea, una storia non ufficiale dell’integrazione e della ristrutturazione neoliberista delle istituzioni comunitarie avviata negli anni ottanta.

mercoledì 10 ottobre, ore 21.00
CINA
High tech, low life
di Stephen Maing. Stati Uniti, Cina, 2012 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Junko Terao (Internazionale)
Due blogger attraversano la Cina, nel pieno della crescita economica, a caccia di notizie trascurate dai mezzi d’informazione ufficiali. Armati di portatili, cellulari e telecamere, devono aggirare la censura senza superare il confine tra libertà d’espressione e dissidenza. “Tiger Temple”, 57 anni, racconta il mondo che lo circonda senza dimenticare la storia cinese recente. “Zola”, 27 anni, con il suo stile provocatorio, vuole diventare una celebrità sul web. I loro percorsi offrono un ritratto originale della società e del sistema dell’informazione cinese contemporaneo e invitano a una riflessione sul ruolo del giornalismo nell’era dei social network.

giovedì 11 ottobre, ore 21.00
ISRAELE
The law in these parts
di Ra’anan Alexandrovicz. Israele, 2011 (101′) – v.o. con sottotitoli in italiano
presenta Jacopo Zanchini (Internazionale)
Una moderna democrazia può convivere con un’occupazione militare prolungata senza contraddire i suoi principi fondamentali? Con la guerra del 1967 che ha portato all’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha imposto leggi, istituito tribunali, condannato e incarcerato centinaia di migliaia di palestinesi, autorizzato mezzo milione di coloni a stabilirsi nei territori occupati. Inoltre ha imposto una giurisdizione militare a lungo termine senza precedenti nel mondo. Gli uomini incaricati di creare questo sistema normativo e di amministrarlo sono magistrati militari che hanno operato come architetti sotto la supervisione della Corte Suprema israeliana. Questi giudici continuano a dover gestire un sistema giudiziario molto complesso, che serve ad amministrare una realtà in continuo cambiamento, tra dilemmi morali e l’esigenza di rispettare il diritto internazionale.

venerdì 12 ottobre, ore 21.00
WEB
We are legion: the story of the hacktivists
di Brian Knappenberger. Stati Uniti, 2012 (91′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Giulia Zoli (Internazionale)
Anonymous è un collettivo di hacker e attivisti, famoso per gli attacchi ai siti web di grandi gruppi come Scientology, PayPal, Sony. Gli hacktivist che fanno parte del gruppo rifiutano le gerarchie, si battono per la libertà d’espressione e contro il potere economico delle multinazionali, e le loro azioni hanno ridefinito il concetto di disobbedienza civile su internet. Grazie alle testimonianze di attivisti ed esperti, il documentario ricostruisce la storia del gruppo dalle origini, gli hacker di Cult of the dead cow e i siti di riferimento come 4chan, fino alla maturazione politica e al ruolo assunto nella primavera araba e nel movimento Occupy. Nato come forum sul web, Anonymous è diventato un movimento globale capace di sfuggire a ogni strumentalizzazione.

sabato 13 ottobre, ore 18.30
MESSICO
Reportero
di Bernardo Ruiz. Stati Uniti, Messico, 2012 (72′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima europea
presenta Camilla Desideri (Internazionale)
A Tijuana, una città messicana al confine con gli Stati Uniti, fare il giornalista può costare la vita. Ma i reporter Sergio Haro, Adela Navarro Bello e i loro colleghi della rivista Zeta hanno scelto di correre il rischio. Tra mille difficoltà ogni settimana pubblicano una rivista indipendente che da trentadue anni diffonde inchieste sul narcotraffico e sulla corruzione, sfidando i boss e i vertici corrotti delle istituzioni, in uno dei luoghi più pericolosi del mondo. Dal dicembre del 2006, quando l’ex presidente Felipe Calderón ha lanciato una campagna di repressione contro i cartelli della droga, in Messico più di quaranta reporter sono scomparsi o sono stati assassinati. L’operazione non ha ridotto il traffico di droga e le violenze tra i cartelli per il controllo del territorio, mentre i rischi per i giornalisti sono sempre più alti e anche l’ultima voce libera di Tijuana rischia di rimanere in silenzio.

sabato 13 ottobre, ore 21.00
REPUBBLICA CENTRAFRICANA
The ambassador
di Mads Brügger. Danimarca, 2011 (97′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Francesca Sibani (Internazionale)
Cosa succede quando un europeo (molto) bianco acquista illegalmente le credenziali per diventare un diplomatico liberiano e sbarcare in uno dei paesi più corrotti e pericolosi del continente africano? Dopo l’avventura in Corea del Nord di The Red Chapel, Mads Brügger torna alla rassegna Internazionale a Roma con una nuova “performance giornalistica”, un’inchiesta condotta in prima persona sul mondo segreto e corrotto della diplomazia in Africa. Il regista danese indossa i panni di un ambasciatore liberiano in Repubblica Centrafricana e si accredita presso le élite locali. Con il pretesto di avviare una fabbrica di fiammiferi, in realtà cerca di accaparrarsi una partita di diamanti, provenienti da miniere illegali.

domenica 14 ottobre, ore 18.30
IMMIGRAZIONE
Vol spécial
di Fernand Melgar. Svizzera, 2011 (100′) – v.o. con sottotitoli in italiano
presenta Annalisa Camilli (Internazionale)
Ogni anno in Svizzera migliaia di uomini e donne sono incarcerati senza processo, per la sola ragione di essere irregolari, cioè di non avere un permesso di soggiorno. In attesa dell’espulsione rimangono in carcere per mesi. Alcuni di loro vivono in Svizzera da molto tempo, hanno una famiglia, un lavoro, pagano le tasse e mandano i figli a scuola. Ma le loro vite vengono stravolte dal giorno in cui la polizia decide di chiuderli in centri di detenzione come quello di Frambois, vicino a Ginevra. Da quel momento comincia un lungo percorso amministrativo per costringerli ad accettare il rimpatrio. Vittime di un implacabile sistema legale, umiliati e disperati, quelli che si rifiutano di partire volontariamente sono costretti alla soluzione estrema: imbarcarsi su un “volo speciale”, e tornare in un paese che da anni non è più il loro.

domenica 14 ottobre, ore 21.00
RUSSIA
Tomorrow
di Andrej Grjazev. Russia, 2012 (100′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Anteprima italiana
presenta Andrea Pipino (Internazionale)
Il collettivo di artisti russi Voina (guerra) è il fenomeno più interessante e provocatorio dell’arte contemporanea russa. I fondatori Vor e Koza vivono in clandestinità, insieme al loro bambino di un anno e mezzo. Le loro performance artistiche denunciano lo stato di polizia in Russia e provocano il Cremlino in modo irriverente, intelligente ed efficace. All’estero il gruppo ha conquistato critici e galleristi, ma in Russia gli artisti sono vittime di una dura repressione e rischiano il carcere, per questo sono diventati il simbolo della resistenza al governo di Vladimir Putin. Difficile restare indifferenti alle loro trovate, al coraggio con cui vivono alla giornata, sperando di cambiare la situazione nel loro paese.

Informazioni
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
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Un fuorilegge a Hollywood. Il mondo di Roger Corman

Image003 rassegna cinematografica promossa da
Palazzo delle Esposizioni, Cineteca di Bologna, Museo del Cinema di Torino

Il genio del cinema indipendente americano, premio Oscar alla carriera nel 2010, arriva al Palazzo delle Esposizioni per inaugurare la sua retrospettiva. Re del B-movie, celebre per le trasposizioni cinematografiche dei racconti di Edgar Allan Poe, ha diretto e prodotto centinaia di film “senza perdere un dollaro” (come ha detto egli stesso). È l’uomo che non conosce lo spreco: avanzano uno scampolo di pellicola, due pezzi d’attrezzeria, tre battute di sceneggiatura o quattro ore di contratto? Diventano un film. Il talento registico e produttivo di Roger Corman è diventato leggenda e ancora oggi nulla è cambiato della sua vulcanica creatività, che ha sperimentato l’intero ventaglio dei generi, dal western alla fantascienza, dalla commedia nera all’horror, come testimonia questa panoramica appassionante della sua immensa produzione, dagli esordi meno noti ai colori tenebrosi dei suoi celebri horror, passando attraverso le produzioni con cui tenne a battesimo tre allievi d’eccezione: Coppola, Scorsese e Demme. Una lunga avventura ben ripercorsa dal documentario, sinora mai visto in Italia, che conclude la rassegna.

18/04/2012 21:00
INCONTRO CON ROGER CORMAN – condotto da Mario Sesti
a seguire Il pozzo e il pendolo di Roger Corman
(The Pit and the Pendulum, USA 1961, 80′ – v. it.)
Capolavoro della celebre serie tratta da Edgar Allan Poe, è un gioiello del cinema gotico dal fascino ancora oggi inquietante, un viaggio allucinante verso la follia tra spazi vertiginosi e luoghi decadenti, che unisce suspense e ironia grazie all’istrionismo del grande mattatore Vincent Price.

19/04/2012 21:00
La piccola bottega degli orrori di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Little Shop of Horrors, USA 1960, 70′ – v.o. sott. it.)
Eccentrico cult movie su una pianta carnivora assetata di sangue umano, è l’emblema del modello produttivo ‘alla Corman’: budget ridottissimo, due giorni di riprese, set riciclato dal film precedente. Alla povertà dei mezzi sopperisce l’abilità del regista nel mescolare humour e horror, ordinario e bizzarro. Il paziente del dentista masochista è un giovanissimo Jack Nicholson.

20/04/2012 21:00
I vivi e i morti di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(House of Usher, USA 1960, 80′ – v. it.)
Poe incontra Freud nel capolavoro horror che avvia il ciclo tratto dallo scrittore americano e la collaborazione con l’attore-feticcio Vincent Price. La cupa vicenda dei fratelli Usher, vittime designate del destino di follia e morte che affligge la casata, è letta da Corman come delirio di una mente allucinata.

21/04/2012 21:00
Terrore alla tredicesima ora di Francis Ford Coppola – cinema
ingresso libero
(Dementia 13, USA 1963, 75′ – v.o. sott. it.)
L’esordio del grande Francis Ford Coppola avviene all’insegna dell’eccesso gotico: il fantasma di una bimba annegata, un castello irlandese, bambole, omicidi a colpi d’ascia… Un thriller psicologico a bassissimo costo che Corman decide di far dirigere al suo giovane assistente, che rivela già il suo potente talento visionario.

22/04/2012 21:00
America 1929 – Sterminateli senza pietà di Martin Scorsese – cinema
ingresso libero
(Boxcar Bertha, USA 1972, 88′ – v.o. sott. it.)
Corman pensa a un film d’azione, sexy e violento, adatto alla programmazione estiva e lo affida a Martin Scorsese che invece si concentra, fortunatamente, sullo stato d’animo dei protagonisti – un gruppo di rinnegati che vive per strada – e realizza così il suo primo film importante, un ritratto crudo e impietoso dell’animo umano.

23/04/2012 21:00
L’odio esplode a Dallas di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Intruder, USA 1962, 84′ – v.o. sott. it.)
Negli anni della presidenza Kennedy e del movimento per i diritti civili, Corman dirige il suo primo film “dettato da profonde convinzioni sociali e politiche” e con la storia di un fanatico razzista, che trascina nell’odio un’intera città, sconvolge lo spettatore con una durezza e un’intensità ininterrotte.

24/04/2012 21:00
I maghi del terrore di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Raven, USA 1963, 86′ – v. it.)
Il riso sfida l’orrore e la vena comica prende il sopravvento nel quinto capitolo del ciclo Poe. Nel ruolo dei tre maghi protagonisti Corman può contare sui talenti prodigiosi di Vincent Price, Peter Lorre e Boris Karloff, “tre volti della paura”, ciascuno capace di conferire un proprio stile alla recitazione.

25/04/2012 21:00
La maschera della morte rossa di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Masque of the Red Death, GB 1964, 85′ – v.o. sott. it.)
In un’Italia meridionale di pura fantasia, le gesta sataniche del tiranno Prospero meritano la severa punizione della Morte Rossa. Peste, riti demoniaci, cospiratori incappucciati, l’uso sanguigno del colore e un Price sempre più barocco ne fanno il capitolo surrealista della serie ispirata a Poe.

26/04/2012 21:00
I selvaggi di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Wild Angels, USA 1966, 93′ – v.o. sott. it.)
Sostenuto da un team di futuri maestri (Hellman al montaggio, Peter Fonda protagonista, Bogdanovich supervisore), I selvaggi testimonia l’eclettismo di Corman, che filma la rude legge della strada di una banda di motociclisti, in una California pre-Easy Rider in cui s’intuisce una controcultura montante.

27/04/2012 21:00
Il clan dei Barker di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(Bloody Mama, USA 1970, 90′ – v. it.)
Gangster movie crudo e realistico, dal ritmo visivo irrequieto come i suoi protagonisti, una famiglia ribelle che negli anni della Grande Depressione sceglie una vita di crimine e violenza. Un urlo selvaggio all’America ricca e borghese. La ‘madre sanguinaria’ del titolo originale è dominatrice spietata, che lega i figli in un abbraccio letale e incestuoso.

28/04/2012 21:00
Femmine in gabbia di Jonathan Demme – cinema
ingresso libero
(Caged heat, USA 1974, ’90 – v. it.)
Primo film di Demme, prodotto da Corman, con l’icona Barbara Steele nei panni della direttrice sadica di un carcere femminile, che sottopone le detenute a sevizie e torture di tipo nazista, fino alla ribellione finale al ritmo della musica di John Cale (Velvet Underground). Un tipico film d’exploitation tra violenze e nudità, che il regista maneggia con maestria e rigoroso distacco.

29/04/2012 21:00
Corman’s World: Exploits of a Hollywood Rebel di Alex Stapleton – cinema
ingresso libero
(USA 2011, 90′ – v.o. sott. it.)
La vita e le avventure dell’uomo che ha inventato un mondo e uno stile, nel documentario applaudito a Cannes 2011. A raccontarlo voci e volti oggi saldamente installati nella Hollywood mainstream, ma tutti cresciuti o passati alla sua scuola indipendente: da Scorsese a Bogdanovich, da Tarantino a Ron Howard, da Nicholson a De Niro.

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Ciao America!

CinemaAmericano

Gli anni ’60 e i primi ‘70 in America rappresentano una stagione straordinaria e dirompente per il rinnovamento del linguaggio cinematografico, grazie al coraggio di autori geniali – indipendenti, underground e ribelli “maledetti” – che realizzarono i loro capolavori in opposizione alla cultura ufficiale e allo strapotere delle grandi produzioni hollywoodiane, affermando una visione aspra e brutale della complessità contemporanea. Figli di un’epoca di grandi fermenti e contestazioni, questi registi straordinari si mossero in sintonia con i più importanti fenomeni dell’arte americana, alla ricerca di uno stile personale, libero da schemi narrativi invecchiati, privilegiando spesso la sceneggiatura in costruzione durante le riprese, per catturare la verità unica e irripetibile dell’emozione imprevista. Un cinema che affondava nel “sottosuolo” urbano, dando libero asilo alla fuga autodistruttiva dalla società civile, attraverso il sesso, la droga e la violenza. Questo percorso nell’America cinematografica di allora ci restituisce un ritratto sconvolgente dell’uomo moderno che, disorientato, indifferente e privo di certezze, sceglie la fuga senza meta per perdersi definitivamente.

23 e 24 febbraio, ore 21.00

Shadows di John Cassavetes
(Ombre, 1959, 81’ – v.o. sott. it.)
L’esordio strepitoso del genio del cinema indipendente americano ci trascina in una New York fumosa, tra un’umanità bloccata e impotente, con un linguaggio assolutamente rivoluzionario che sostituisce l’improvvisazione degli attori alla classica sceneggiatura, per far esplodere la verità delle emozioni umane oltre le convenzioni sociali o narrative; in sottofondo il jazz del grande Mingus.

25 e 26 febbraio, ore 21.00

Guns of the Trees di Jonas Mekas
(I fucili degli alberi, 1961, 85’ – v.o. sott. it.)
Il guru del New American Cinema, realizza le stesse energie creative con cui animò la New York indipendente dei primi anni ’60 in quest’opera di culto, aspra rappresentazione di una generazione inquieta attraverso un montaggio di scene libero da schemi e fluido come i colori di un quadro di Pollock.

28 e 29 febbraio, ore 21.00

The Connection di Shirley Clarke
(Il contatto, 1962, 110’ – v.o. sott. it.)
Lo sguardo affonda nell’inferno contemporaneo in questo primo lungometraggio di una delle figure fondamentali del New American Cinema: tratto da una messa in scena del Living Theatre, è una pietra miliare del cinema moderno per l’ambientazione claustrofobica – l’attesa del pusher di un gruppo di tossici – e la capacità di adesione diretta all’esperienza umana.

1 e 2 marzo, ore 21.00

Flaming Creatures di Jack Smith
(1963, 45’)
Vero e proprio cult dell’avanguardia underground anni ’60, fece scandalo per la sua provocazione radicale, tra trasgressione sessuale e libertà anarchica della visione. Un’allucinazione lisergica di corpi fluttuanti, impregnata di energia vitale, ambigua e disturbante.

Scorpio Rising di Kenneth Anger
(1964, 28’)
Viaggio nelle ossessioni del genio iconoclasta della sperimentazione underground, che ha influenzato intere generazioni di artisti, da Mick Jagger a David Lynch, e creato il modello di tanto cinema queer a seguire, tra trasgressioni sessuali, occultismo, violenza ed estetica biker.

3 e 4 marzo, ore 21.00

Greetings di Brian De Palma
(Ciao America!, 1968, 88’ – v. it.)
Il grande De Palma agli esordi guarda all’America del ’68 con occhio satirico e dissacrante verso le istituzioni, sperimentando uno stile libero e caotico, che aderisce perfettamente alle inquietudini di giovani allo sbando – con un De Niro già incredibile – ossessionati dal Vietnam, dalla politica, dal sesso e dal voyerismo.

7 e 8 marzo, ore 21.00

Medium Cool di Haskell Wexler
(America, America, dove vai?, 1969, 111’ – v.o. sott. it.)
Sullo sfondo dei violenti disordini scoppiati tra i pacifisti che protestavano contro la guerra del Vietnam e la polizia nella Chicago del ’68, questo film sconvolse l’America per l’impatto delle sue immagini – con riprese delle barricate e degli scontri reali inserite nella fiction – e la dura critica al cinismo dell’informazione televisiva.

9 e 10 marzo, ore 21.00

Easy Rider di Dennis Hopper
(1969, 95’ – v.o. sott. it.)
Capolavoro leggendario ed emozionante, esperienza on the road per eccellenza che intere generazioni hanno ripercorso per le strade del mondo in fuga dal conformismo; in realtà un’opera intrisa di pessimismo, viaggio di autodistruzione nel lato oscuro dell’America verso il tramonto del sogno di libertà.

11 e 13 marzo, ore 21.00

Five Easy Pieces di Bob Rafelson
(Cinque pezzi facili, 1970, 98’ – v.o. sott. it.)
Tra le opere migliori dei primi anni ’70, divenne il punto di riferimento di una gioventù insofferente al modello di vita borghese, che si rispecchiò nelle inquietudini di Jack Nicholson, strepitoso nel ruolo del ribelle sradicato, in fuga da tutto e da tutti, inadatto ad ogni forma di esistenza adulta.

14 e 15 marzo, ore 21.00

Trash di Paul Morrissey
(Trash – I rifiuti di New York, 1970, 110’ – v.o. sott. it.)
Figura centrale della Factory di Andy Warhol, si spinse dove il cinema non aveva mai osato prima, descrivendo con stile sporco e diretto lo squallore della marginalità metropolitana: un universo grottesco di tossicomani, travestiti, marchettari su cui brilla la bellezza statuaria e apatica di Joe Dallesandro.

16 e 17 marzo, ore 21.00

Two-Lane Blacktop di Monte Hellman
(Strada a doppia corsia, 1971, 102’ – v.o. sott. it.)
Capolavoro che segna la fine di un’epoca, spingendo il mito on the road alle sue conseguenze definitive: corridori automobilistici senza identità non cercano più la libertà nella fuga, ma vagano senza una meta nel vuoto dell’esistenza, perché la strada americana non porta più da nessuna parte.

18 e 21 marzo, ore 21.00

The Last Picture Show di Peter Bogdanovich
(L’ultimo spettacolo, 1971, 118’ – v.o. sott. it.)
Bogdanovich crea il suo capolavoro lirico con la storia di alcuni ragazzi che esorcizzano la monotonia e l’ipocrisia della vita di provincia in un piccolo cinema che sta per chiudere, prima dello scoppio della guerra di Corea: metafora malinconica di un’ingenuità ormai perduta e del crollo delle illusioni di una generazione.

22 e 23 marzo, ore 21.00

Images di Robert Altman
(1972, 101’ – v.o. sott. it.)
Un Altman insolitamente cupo e disturbante, ma sempre grandissimo, alle prese con i labirinti oscuri della psiche umana, in questo studio sconvolgente della follia che, attraverso notevoli sperimentazioni formali, ci trascina in un universo distorto, dove sogno e realtà si confondono.

24 e 25 marzo, ore 21.00

Pat Garrett and Billy the Kid di Sam Peckinpah
(Pat Garrett e Billy the Kid, 1973, 122’ – v.o. sott. it.)
Questo straordinario western punta uno sguardo struggente e spietato sul tramonto della frontiera, scrivendo il testamento di un genere e dei suoi valori ormai inattuabili. Una ballata del disfacimento di un mondo, melanconica e splendida come la colonna sonora di Bob Dylan.

27 e 28 marzo, ore 21.00

Badlands di Terrence Malick
(La rabbia giovane, 1973, 94’ – v.o. sott. it.)
Il primo film di uno dei più importanti registi contemporanei si ispira alla vicenda reale di due brutali assassini e costruisce un affresco straordinario e spietato della crisi contemporanea, dove il sangue si scolora nell’indifferenza e la fuga senza meta diventa l’unica forma di esistenza possibile.

Informazioni
scalinata di via Milano 9 A, Roma
tel. 06 39967500
palazzoesposizioni
biglietto: intero € 4,00 – ridotto possessori della membership card PdE € 3,00
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

KINO LIVE!

Kinolive!logo Dal 15 novembre al 3 dicembre 2011

I capolavori del cinema russo musicati live da
YO YO MUNDI – GIANNI MUSIC QUARTET – TÊTES DE BOIS – VALERIO VIGLIAR – MOKADELIC – SIKITIKIS

collaborazione al progetto di Giovanni Guardi

La Russia degli anni ’20 ci ha regalato una delle più grandi stagioni della storia del cinema mondiale, con una concentrazione irripetibile di capolavori, frutto del genio di registi straordinari che si impegnarono nella creazione di un linguaggio cinematografico totalmente inedito, nel fermento della creatività rivoluzionaria non ancora irrigidita dall’ideologia di Stato. Il desiderio di rinnovare la società attraverso il cinema li portò a capovolgere il ruolo passivo dello spettatore, stimolandolo con immagini potentissime, capaci di agire nel profondo e risvegliare una percezione critica della realtà finalmente liberata da condizionamenti. È l’epoca del “montaggio sovrano”, con accostamenti violenti e inaspettati di scene, veicolo di grandi emozioni.
La dimensione narrativa veniva sconvolta da un montaggio ritmico e così anche la musica di accompagnamento alle proiezioni acquistava un ruolo essenziale nella capacità di interagire con il pubblico. Il Palazzo delle Esposizioni accoglie ora la sfida del grande Ejzenštejn – che avrebbe voluto che la musica per i suoi film fosse rinnovata ogni dieci anni per stare al passo con le nuove generazioni – affidando ai migliori rappresentanti della nuova scena musicale la sonorizzazione live dei grandi capolavori del muto. Dal felice ritorno di Sciopero degli Yo Yo Mundi, che dopo il debutto proprio al Palazzo delle Esposizioni nel 1994, è stato proposto con successo in tutto il mondo; alle contaminazioni elettroniche del sorprendente Gianni Music Quartet, affiancato da musicisti di grande talento; agli straordinari Têtes de Bois, una delle band più innovative degli ultimi anni coinvolta sempre in progetti di grande inventiva poetica e attenzione sociale. Di grandissima efficacia e novità le proposte di Valerio Vigliar, il sound avvolgente dei Mokadelic, entrambi geniali autori di colonne sonore cinematografiche, e i ritmi trascinanti degli irresistibili Sikitikis.
La rassegna si conclude con due film sonori, che testimoniano ancora il genio di Ejzenštejn pur nei profondi cambiamenti dell’epoca.

Kinolive!1 15 e 16/11/2011 21:00
Sciopero
musicato live da Yo Yo Mundi
di Sergej M. Ejzenštejn. URSS 1925 (v.o. con didascalie in italiano, 83′)
Il primo film di Ejzenštejn è già un capolavoro sperimentale di grande potenza visiva con invenzioni e trovate geniali che hanno cambiato il corso della storia del cinema, un’opera rivoluzionaria anche da un punto di vista formale per la rottura decisa della narrazione attraverso un montaggio folgorante, che punta diretto alle reazioni emotive del pubblico.

17 e 18/11/2011 21:00
La terra
musicato live da Gianni Music Quartet
di Aleksandr P. Dovženko. URSS 1930 (v.o. con didascalie in italiano, 73′)
Il più lirico tra i maestri dell’Avanguardia sovietica realizza il suo capolavoro poetico, più volte classificato tra i dieci film più belli della storia del cinema, collocando le lotte contadine nell’eterna storia della vita e della morte, in un grande affresco umano e naturale, emozionante e commovente

19 e 20/11/2011 21:00
La corazzata Potëmkin
musicato live da Têtes de Bois
di Sergej M. Ejzenštejn. URSS 1925 (v.o. con didascalie in italiano, 68′)
Il film più famoso della storia del cinema e tra i più influenti per i suoi valori tecnici ed estetici, è un’opera d’arte magistrale che sconvolge ancora oggi per le sue immagini trascinanti, come la celebre sequenza della scalinata che avvolge lo spettatore in un vortice di violenza e pietà, realizzato grazie a straordinarie tecniche di ripresa e montaggio.

22 e 23/11/2011 21:00
La nuova Babilonia
musicato live da Valerio Vigliar
di Grigorij Kozincev, Leonid Trauberg. URSS 1929 (versione con didascalie in italiano, 76′)
Questa perla rara del cinema sovietico proietta l’entusiasmo rivoluzionario sulla Comune di Parigi, in una ricostruzione storica grandiosa, ispirata a Zolà e alla pittura impressionista, secondo lo stile della Fabbrica dell’Attore Eccentrico, il movimento d’avanguardia che giocava con le qualità pittoriche e l’artificiosità espressiva dell’immagine cinematografica.




Kinolive!224 e 25/11/2011 21:00
La fine di San Pietroburgo
musicato live da Mokadelic
di Vsevolod I. Pudovkin. URSS 1927 (v.o. con didascalie in italiano, 95′)
Opera fondamentale del cinema muto sovietico, girata in occasione del decimo anniversario della Rivoluzione da Pudovkin – con Ejzenštejn l’altro grande maestro e teorico del periodo – che fa convivere l’intreccio e lo sviluppo psicologico dei personaggi con la straordinaria libertà del montaggio, conferendo potenza epica alla presa di coscienza rivoluzionaria.

26 e 27/11/2011 21:00
L’uomo con la macchina da presa
musicato live da Sikitikis
di Dziga Vertov. URSS 1929 (v.o. con didascalie in italiano, 80′)
Uno dei film più innovativi del muto, anticipa tutta la sperimentazione del cinema a venire in un vorticoso mosaico di sequenze strepitose che, celebrando la bellezza del caos contemporaneo, combatte l’arte come finzione e il ruolo passivo dello spettatore, per colpirlo nel profondo con espedienti tecnici ed espressivi sorprendenti allora come oggi.

29 e 30/11/2011 21:00
Ivan il Terribile
di Sergej M. Ejzenštejn. URSS 1944 (versione italiana, 99′)
Uno dei più grandi film russi di tutti i tempi: il geniale regista, anche senza le sperimentazioni formali dei primi film che il nuovo clima politico avversa, costruisce un affresco storico potente e cupo, su cui giganteggia la figura carismatica dello zar – intrisa del contemporaneo culto della personalità – e lo strabiliante commento musicale di Sergej Prokof’ev.

01 e 03/12/2011 21:00
Ivan il Terribile II – La congiura dei boiardi
di Sergej M. Ejzenštejn. URSS 1946 (versione italiana, 85′)
L’ultimo grande film di Ejzenštejn è un’opera poderosa e una profonda riflessione storico-politica; terminato nel 1946, fu subito condannato dal Partito che ne proibì la distribuzione fino al 1958, perché lasciava intravedere, dietro alla grandiosa celebrazione del potere assoluto, tutte le sue contraddizioni e la ferocia che lo circondava.





info
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 A, Roma
tel. 06 39967500
biglietto: intero € 4,00 – ridotto possessori della membership card PdE € 3,00

ESPRESSIONISMO LIVE: il cinema muto musicato da scrittori e dj

Espressionismo live selezione musicale a cura di
Niccolò Ammaniti, Igort, Letizia Muratori, Nicola Lagioia, Simone Caltabellota, Tommaso Pincio
dj set di
Roberto Corsi, Gianni Music, DandywOlly, Max Passante, Estasy, Giorgio Gigli
collaborazione al progetto di
Giovanni Guardi

Il Palazzo delle Esposizioni presenta una rassegna di capolavori del cinema muto espressionista sonorizzati live grazie al gusto musicale di alcuni dei nostri maggiori autori contemporanei – cinque scrittori e un disegnatore di fumetti – invitati a scegliere le colonne sonore di accompagnamento ai film. Le loro selezioni musicali, eseguite durante le proiezioni da dj d’eccezione, ci offrono una lettura inedita e personale, restituendo “la parola” ai grandi film del passato attraverso una partitura musicale tutta contemporanea.
Quella espressionista è una stagione straordinaria della storia del cinema di tutti i tempi e a distanza di quasi un secolo i suoi capolavori riescono ancora a incidere profondamente nel nostro immaginario di spettatori. Con sorprendente anticipo, i suoi registi proposero temi sconvolgenti al pubblico delle prime sale cinematografiche e svelarono sullo schermo il lato nascosto dell’essere umano, spogliato brutalmente da ogni certezza e rassicurazione sociale, travolto da contenuti profondi, misteriosi e malati. Per primi, attraverso strategie visive spiazzanti e innovative, portarono al cinema la discesa nel magma dell’esistenza o dell’inconscio dell’uomo contemporaneo, sostituendo alla riproduzione oggettiva della realtà una percezione soggettiva e distorta del mondo e dei suoi accadimenti, creando paesaggi irreali, deformati, opprimenti e allucinatori.
Espressionismo Live restituisce al pubblico di oggi lo stesso senso di stupore dei primi spettatori di fronte all’impatto visivo di queste opere, grazie al sapiente dialogo tra le immagini e la fantasia degli autori coinvolti, che si sono divertiti a saccheggiare la loro playlist musicale ideale per dare nuova voce a questi universi visionari, con la complicità di alcuni dei più interessanti dj della nostra scena musicale.

ESPRESSIONISMO LIVE al Palazzo delle Esposizioni_retro

info
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9A, Roma
tel. 06 39967500
biglietto: intero € 4,00 – ridotto possessori della membership card PdE € 3,00

CineMexico – L’epoca d’oro del cinema messicano

Mexico

Dopo il grande successo della retrospettiva dedicata a Luis Buñuel, che realizzò in Messico, esule dalla Spagna, molti dei suoi capolavori, il Palazzo delle Esposizioni volge nuovamente l’attenzione all’época dorada del cinema messicano, uno dei capitoli più interessanti del cinema mondiale, quasi sconosciuto al pubblico europeo, ma che rappresenta un episodio sorprendente nella storia del cinema di tutti i tempi, per la portata produttiva e l’intensità della sua forza espressiva.
Il cinema messicano raggiunse la maturità negli anni della seconda guerra mondiale, che si rivelarono un periodo estremamente proficuo per il suo sviluppo culturale: durante il conflitto, la posizione politica del Messico, unico paese in America Latina a schierarsi decisamente con gli Alleati, incoraggiò grandi investimenti statunitensi in ambito cinematografico, che sostennero nel paese lo sviluppo di un’intensa attività produttiva e la diffusione delle sue pellicole a livello internazionale, nell’area di lingua spagnola. In questo terreno favorevole poterono crescere le potenzialità artistiche di autori di grande genio, quali Emilio Fernández, a cui si dedica un vero e proprio omaggio in apertura delle rassegna. Nei suoi capolavori come in quelli degli altri grandi registi presentati, l’impianto melodrammatico tradizionale, in un eccesso di passioni e crudeltà tirate sino allo spasimo, raggiunge una complessità psicologica e una ricchezza estetica di grande modernità per sperimentazione e audacia.
Questi grandi registi si impossessarono dei principali generi hollywoodiani, dal melodramma alla commedia musicale, dal dramma politico a quello urbano, stravolgendone e saturandone gli elementi attraverso un immaginario originale e uno sguardo corrosivo. Furono così capaci di dare sfogo alle inquietudini della modernità assillante e di tradurne i conflitti in personaggi antitetici dalla forte carica simbolica, come la prostituta o la santa, o in situazioni estreme, come l’esplosione di una vitalità sensuale o l’accanirsi del destino che la frustra, aprendo inediti scenari analitici ben oltre la matrice folkloristica di superficie.

20/21 Gennaio 2011 21:00
Flor Silvestre
di Emilio Fernández. Con Dolores del Río, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (91′)
Il Messico insanguinato dalle lotte rivoluzionarie fa da sfondo al leggendario film rivelazione del grande maestro Emilio El Indio Fernández, che con questa opera, considerata una delle più belle del cinema messicano, getta le fondamenta di un nuovo linguaggio cinematografico.

22/23 Gennaio 2011 21:00
María Candelaria
di Emilio Fernández. Con Dolores del Río, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (110′)
Capolavoro che ha fatto conoscere a livello internazionale il fenomeno del cinema messicano e il talento del grande regista, che scolpisce con vigore istintivo e appassionato la tragedia degli indios sul volto splendente di Dolores del Río, già stella di Hollywood. Palma d’oro a Cannes.

25/26 Gennaio 2011 21:00
La perla
di Emilio Fernández. Con Pedro Armendáriz, María Elena Marqués. 1945
v. o. con sottotitoli in italiano (85′)
La visionarietà accesa e melodrammatica di Fernández raggiunge un esito straordinario con un altro dramma di passioni primitive e arcaiche: il tragico apologo di un povero pescatore che crede di sfuggire alla miseria quando trova la più bella perla mai vista.

27/28 Gennaio 2011 21:00
Enamorada
di Emilio Fernández. Con Pedro Armendáriz, María Félix. 1946
v. o. con sottotitoli in italiano (92′)
Melodramma di passioni forti alleggerito dai toni della commedia, rappresenta una punta del cinema di Fernández, che ha modellato un personaggio indimenticabile – una “bisbetica domata” shakespeariana alle prese con la rivoluzione – per la grande stella del cinema latino, la meravigliosa María Félix.

29/30 Gennaio 2011 21:00
Nosotros los pobres
di Ismael Rodríguez. Con Pedro Infante, Evita Muñoz. 1947
v. o. con sottotitoli in italiano (125′)
Dramma a tinte fosche ambientato nei sobborghi di Città del Messico, tra prostitute tisiche e uomini senza scrupoli, è il più grande successo di pubblico del cinema messicano di tutti i tempi, il monumento della cultura popolare nazionale, dallo stile pieno di eccessi, barocco e meravigliosamente mostruoso.

01/02 Febbraio 2011 21:00
Aventurera
di Alberto Gout. Con Ninón Sevilla, Tito Junco. 1949
v. o. con sottotitoli in italiano (101′)
Un filone cinematografico tipicamente messicano, fiorito nel periodo d’oro, è il melodramma da cabaret, che unisce il noir al musical: giovani donne innocenti finiscono in sordidi night-club e devono difendere la loro innocenza da ogni genere di depravazione. Aventurera rappresenta il capolavoro cult del genere, grazie alla sublime ed esplosiva Ninón Sevilla.

03/04 Febbraio 2011 21:00
La mujer del puerto
di Arcady Boytler. Con Andrea Palma, Domingo Soler. 1933
v. o. con sottotitoli in italiano (76′)
Film d’atmosfera e pieno di fascino, che negli anni ’30 anticipa molte tematiche del decennio successivo: è la storia di una prostituta, archetipo di un filone cinematografico senza equivalenti negli altri paesi, che non risparmia alcun eccesso del melodramma, dall’omicidio all’incesto.

05/06 Febbraio 2011 21:00
Doña Bárbara
di Fernando de Fuentes. Con María Félix, Julián Soler. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (138′)
Protagonista di questo capolavoro melodrammatico è la femme fatale del Messico, María Félix, considerata la Marilyn Monroe latina per la sua bellezza inebriante e la prorompente sensualità. Conquistò la fama proprio con la straordinaria interpretazione di Doña Bárbara, la crudele divoratrice di uomini che ha turbato generazioni di messicani con la magia del suo sguardo.

08/09 Febbraio 2011 21:00
Ay Jalisco no te rajes
di José Rodríguez. Con Jorge Negrete, Gloria Marín. 1941
v. o. con sottotitoli in italiano (120′)
Capolavoro di grande successo del genere popolare nazionale per eccellenza, la commedia ranchera, una sorta di western avventuroso, trapiantato nel clima e nell’identità culturale del paese, tra sparatorie e inserti canori.

10/11 Febbraio 2011 21:00
Distinto amanecer
di Julio Bracho. Con Andrea Palma, Pedro Armendáriz. 1943
v. o. con sottotitoli in italiano (108′)
Il ritmo e la tensione del noir al servizio di tematiche di attualità, come la corruzione politica e le lotte sindacali, fanno di questa pellicola una delle migliori del periodo, lontana dall’innocente folklore delle ambientazioni rurali, svela l’altra faccia del paese: la mostruosa evoluzione della metropoli con i suoi ambienti sordidi.

12/13 Febbraio 2011 21:00
Campeón sin corona
di Alejandro Galindo. Con David Silva, Amanda del Llano. 1945
v. o. con sottotitoli in italiano (100′)
Punto di riferimento obbligato per conoscere il cinema classico messicano, di cui rappresenta uno dei momenti più alti, costruisce il migliore ritratto della realtà messicana del ventesimo secolo, attraverso la storia di un boxer e del suo tentativo di riscatto sociale nei bassifondi della metropoli.

info
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 A, Roma
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

ITALIA ANNO ZERO – Cinema e Risorgimento

Itaanno0 In occasione della mostra 1861. I pittori del Risorgimento

il Palazzo delle Esposizioni presenta

ITALIA ANNO ZERO – Cinema e Risorgimento

In collaborazione con

Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale

La storia dell’Unità d’Italia è stata la dannazione di molti scolari, schiacciati tra date e battaglie, ma se si scorre quella del nostro cinema la sensazione si ribalta: tra i capolavori più appassionanti della nostra cinematografia ci sono i film sul Risorgimento. Inevitabilmente i grandi registi che hanno voluto riflettere sul carattere e l’identità italiani, si sono rivolti ad analizzare questo momento storico, che ha segnato la nascita dell’Italia come nazione moderna.

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della grande mostra 1861. I pittori del Risorgimento delle Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle Esposizioni presenta, in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, le migliori pellicole che hanno ricostruito per lo schermo gli eventi risorgimentali.

Con serietà e forza poetica, grandi registi hanno ripercorso gli episodi e i personaggi che hanno portato il nostro Paese alla conquista dell’indipendenza e dell’unità nazionale, alla ricerca della nostra verità, cercando di raccontare la storia come vita degli uomini, lontani dalla retorica. Questi film sono inoltre il frutto del dibattito politico e culturale degli anni in cui sono stati realizzati, costituiscono pertanto un documento prezioso dell’evoluzione della riflessione politica del nostro paese. Un percorso attraverso pellicole straordinarie, per imparare ad amare la storia attraverso immagini dal fascino irresistibile.

21 e 22 ottobre, ore 21.00

1860. I Mille di Garibaldi

di Alessandro Blasetti. Italia, 1934 (80’). Per gentile concessione di Ripley’s Film

Il primo maestro del cinema italiano racconta l’epopea garibaldina con uno stile totalmente originale, fuori dalla retorica magniloquente del ventennio, scegliendo un punto di vista dal basso, popolare, quello dei picciotti siciliani che combattono insieme ai garibaldini. Un capolavoro della nostra storia cinematografica precursore del Neorealismo, anche per il rigore stilistico, ripreso dal cinema sovietico, lo stile scarno, asciutto ed efficace, l’uso di attori non professionisti e del dialetto, la scoperta straordinaria del paesaggio in immagini lucenti e solari, che rimandano alla pittura di Fattori.

23 e 24 ottobre, ore 21.00

Senso

di Luchino Visconti. Italia 1954 (120’)

Capolavoro assoluto della storia del cinema, di intensità straordinaria e bellezza unica: sullo sfondo della guerra italo-austriaca Visconti ritaglia un melodramma di sensualità esasperata e morte, sfogando la sua visione critica della storia in una rilettura senza ipocrisie del Risorgimento e della tragica decadenza di una società in tempo di rivoluzione.

26 e 27 ottobre, ore 21.00

Piccolo mondo antico

di Mario Soldati. Italia 1941 (107’)

Soldati, straordinaria figura di scrittore-regista, raggiunge la sua maturità con questo capolavoro riconosciuto della cinematografia preneorealista, traducendo i conflitti amorosi ed esistenziali raccontati da Fogazzaro sullo sfondo della lotta antiaustriaca, in un film di alta bellezza formale. L’ambientazione perfetta, dove il paesaggio diventa stato d’animo, carica di chiaroscuri espressivi il dramma dei protagonisti, come la strepitosa Alida Valli nel suo primo ruolo drammatico.

28 e 29 ottobre, ore 21.00

Il brigante di Tacca del Lupo

di Pietro Germi. Italia 1952 (104’)

Lo sguardo cinico e realista del grande Pietro Germi esplora le ambiguità del Risorgimento e della storia in generale, svelando i difficili retroscena dell’Unità d’Italia, tra guerra civile e brigantaggio, e rinnova il linguaggio del dramma storico attraverso il ritmo incalzante del western americano alla John Ford, che si adatta perfettamente agli scenari desertici di un meridione ostile e carico di contrasti dolorosi.

30 e 31 ottobre, ore 21.00

Viva l’Italia!

di Roberto Rossellini. Italia 1961 (106’)

Nell’anno del centenario, Rossellini affronta la spedizione dei Mille con una straordinaria vocazione antiretorica, ricostruendo gli avvenimenti che contribuirono a unificare il nostro paese con rigorosa oggettività e attenzione al lato umano, per liberare l’epopea garibaldina dall’alone del mito e dare alla rievocazione storica la spoglia concretezza di una cronaca realistica, a partire dall’osservazione di particolari minori, quotidiani, persino antieroici.

2 e 3 novembre, ore 21.00

La pattuglia sperduta

di Piero Nelli. Italia 1952 (74′)

Un piccolo gioiello quasi dimenticato del nostro cinema neorealista guarda le vicende della prima guerra d’indipendenza a partire dalla partecipazione popolare, seguendo un gruppo di soldati sbandati, che vagano nella nebbia verso un nemico invisibile. Contro la retorica della storia ufficiale che mitizza i protagonisti, questo curioso film di guerra evidenzia la dimensione psicologica delle persone comuni e diventa l’occasione per riflettere sulle conseguenze di carattere sociale prodotte da ogni conflitto.

4 e 6 novembre, ore 21.00

San Michele aveva un gallo

di Vittorio Taviani, Paolo Taviani. Italia 1973 (87’)

La crisi irreversibile del movimento anarchico nella società italiana di fine secolo incarnata da un anarchico internazionalista che tenta di provocare un’insurrezione. I Taviani realizzano un’opera memorabile e affascinante, tra le punte più alte del cinema italiano degli anni settanta, sul conflitto politico-esistenziale tra due modi di intendere la rivoluzione.

7 e 9 novembre, ore 21.00

Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato

di Florestano Vancini. Italia 1972 (126’)

Una pellicola aspra, tesa e sconvolgente, porta alla luce un episodio poco conosciuto e drammatico dell’impresa dei Mille in Sicilia – l’arresto e la fucilazione di rivoltosi per ordine di Nino Bixio – offrendo una lucida lezione di controinformazione storica, lontanissima dalla mitologia nazionale costruita attorno alla figura di Garibaldi.

10 e 11 novembre, ore 21.00

Nell’anno del Signore

di Luigi Magni. Italia 1969 (105’)

Mosso da una graffiante vocazione anticlericale, Magni dipinge un affresco beffardo della Roma prerisorgimentale, dando voce a Pasquino, autore di satire anonime in cui si riassumeva il malcontento del popolo oppresso. Trittico di mattatori, Manfredi, Sordi, Tognazzi, in stato di grazia.

13 e 14 novembre, ore 21.00

Allónsanfan

di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Italia 1974 (115’)

I Taviani indirizzano la loro acuta riflessione storica sulla Restaurazione e la crisi esistenziale di un nobile lombardo opportunista, che tradisce la lotta rivoluzionaria. La ricostruzione è sostenuta magistralmente da un’atmosfera visionaria di squisito splendore, ispirata alla grande pittura dell’Ottocento.

16 e 17 novembre, ore 21.00

Quanto è bello lu murire acciso

di Ennio Lorenzini. Italia 1975 (85’)

La disastrosa impresa di Carlo Pisacane a Sapri, che la tradizione ha avvolto di un alone romantico, rivisita alla luce della consapevolezza critica contemporanea, in un film fervido e asciutto, che evidenzia gli ideali egualitari e la grande passione rivoluzionaria della vicenda, unitamente alla coscienza dei suoi limiti sociali e storici. Sostenuto dal ritmo incalzante delle bellissime canzoni scritte da Roberto De Simone, che infondono alla storia l’andamento di una ballata popolare.

18 e 21 novembre, ore 21.00

I Viceré

di Roberto Faenza. Italia 2007 (120’)

Ritratto lucidissimo e spietato della nobiltà siciliana nel difficile passaggio all’Italia unita, in un affresco di grande bellezza e suggestione per scene, costumi, musiche e ottime interpretazioni, che ha il merito di far riscoprire il romanzo di Federico De Roberto, uno dei pochi capolavori della narrativa italiana dell’Ottocento.

Informazioni:

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI – SALA CINEMA
scalinata di via Milano 9 A, Roma

www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Internazionale a Roma

Internazionale un progetto a cura di CineAgenzia

Internazionale porta al Palazzo delle Esposizioni i migliori documentari prodotti nell’ultima stagione, selezionati per il festival che la rivista organizza da anni a Ferrara e che si è imposto come uno degli appuntamenti più interessanti e innovativi nel panorama culturale nazionale. Il pubblico della capitale avrà così l’occasione di condividere una delle importanti sezioni che compongono la manifestazione, la rassegna di documentari, pensata come l’indice di un ipotetico numero del settimanale, fatto questa volta non di testi e fotografie ma di immagini in movimento, con la stessa attenzione per la qualità dell’informazione e della “scrittura” e uno sguardo attento sull’attualità internazionale.
Grazie alla collaborazione tra Internazionale e il Palazzo delle Esposizioni l’intero programma di documentari vedrà la presenza di ospiti e di redattori del settimanale, che presenteranno al pubblico le proiezioni e i temi dei film, spesso ignorati dai media dominanti, se non quando si impongono con i toni dell’emergenza.
A legare i film scelti non è la geografia, visto lo sforzo di andare a toccare i paesi più lontani, dal Nicaragua alla Corea del Nord, dall’Islanda alla Sierra Leone, né un tema dominante, poiché i documentari affrontano questioni diverse, per quanto inevitabilmente interdipendenti, come crisi economica, diritti umani, migrazioni e conflitti. A emergere come elemento unificante è piuttosto la necessità di guardare queste immagini, e la realtà che ci circonda, senza fidarci troppo delle apparenze e del nostro stesso punto di vista: è la prima lezione di ogni reporter, è quello che ognuno di noi deve allenarsi a fare per affrontare la complessità del mondo e smontare la banalità dei pregiudizi.

Si ringrazia Ferrara sotto le Stelle

PROGRAMMA

06/10/2010 21:00
The Red Chapel – documentario
Ingresso libero
di Mads Brügger. Danimarca, 2009 (88′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presentano Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia). Alla presenza del regista Mads Brügger
Un giornalista senza scrupoli e una coppia di improbabili comici di origini coreane partono dalla Danimarca per andare in Corea del Nord. Autorizzati a entrare nel paese, metteranno a dura prova il senso dell’umorismo dei nordcoreani e il culto del “Caro Leader”, Kim Jong-il. Una satira spietata che prende di mira il paese più chiuso del mondo.

07/10/2010 21:00
Stolen – documentario
Ingresso libero
di Dan Fallshaw e Violeta Ayala. Australia, 2009 (77′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Sergio Fant (CineAgenzia).
Partiti per documentare la situazione dei sahrawi, il popolo originario del Sahara Occidentale, due registi australiani scoprono una realtà nascosta: l’esistenza della schiavitù nei campi profughi del Fronte Polisario. Tra minacce, pressioni politiche e servizi segreti, Fallshaw e Ayala si trovano coinvolti in un intrigo internazionale e il loro documentario si trasforma in una spy story.

08/10/2010 21:00
Last Train Home – documentario
Ingresso libero
di Lixin Fan. Canada, 2009 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Junko Terao (Internazionale)
Ogni primavera le città cinesi piombano nel caos: milioni di persone si riversano nelle stazioni per andare a festeggiare il capodanno nei loro villaggi di origine. Sono soprattutto operai che lavorano nelle grandi città industriali della costa. Nel suo remiatissimo film d’esordio, il regista Lixin Fan ha seguito i viaggi e le speranze degli Zhang, una delle tante famiglie divise tra città e campagna, tradizione e modernità.

09/10/2010 18:30
The Town of Badante Women – documentario
Ingresso libero
di Stephan Komandarev. Bulgaria, 2009 (70′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Andrea Pipino (Internazionale)
A Varshets, in Bulgaria, il tasso di disoccupazione è altissimo. Per molte donne la soluzione è andare in Italia a lavorare come badanti. Partono per stare un anno, ma spesso si fermano più a lungo. Intanto a Varshets cambia anche lo stile di vita degli uomini, tra faccende domestiche e strategie di auto-aiuto, aspettando i soldi che una volta al mese arrivano dall’Italia e le visite (sempre più rare) delle mogli.

09/10/2010 21:00
Bananas!* – documentario
Ingresso libero
di Fredrik Gertten. Svezia, Danimarca, 2009 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Il Nemagon, un pesticida vietato negli Stati Uniti dal 1977, è stato usato nelle piantagioni di banane del Nicaragua, dove in alcune zone acqua, terra, cibo e perfino il latte materno sono stati contaminati, danneggiando gravemente la salute dei braccianti. Juan “Accidents” Dominguez, un avvocato di Los Angeles specializzato in rimborsi milionari, fiuta il caso della sua vita e a nome di oltre diecimila nicaraguensi cita in giudizio la multinazionale Dole Food. Una vittoria segnerebbe un precedente storico, rendendo possibili richieste di risarcimento da parte di tutte le vittime dei pesticidi nel mondo.

10/10/2010 18:30
God Bless Iceland – documentario
Ingresso libero
di Helgi Felixson. Islanda, Germania, Svezia, 2009 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Nell’ottobre del 2008 l’Islanda è travolta da un collasso economico senza precedenti. Le tre maggiori banche nazionali falliscono nella stessa settimana e il 22 gennaio 2009 il governo si dimette, dopo settimane di violente proteste. Una delle crisi più clamorose del capitalismo globale raccontata attraverso la vita della gente comune.

10/10/2010 21:00
War Don Don – documentario
Ingresso libero
di Rebecca Richman Cohen. Stati Uniti, 2010 (85′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Jamila Mascat (Internazionale)
Issa Sesay, ex comandante ribelle della Sierra Leone, aspetta il suo processo nella sede del tribunale internazionale creato dalle Nazioni Unite. È accusato di crimini contro l’umanità: arruolamento di bambini, mutilazioni, stupri e genocidio. I suoi difensori, però, sostengono che ha protetto i civili e ha giocato un ruolo decisivo nel processo di pace. Raccogliendo le testimonianze degli avvocati, delle vittime e dello stesso Sesay, il film mette “sotto processo” il sistema della giustizia internazionale: la condanna di un uomo può chiudere i conti con il passato traumatico di un intero paese?

informazioni:

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

http://www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI

Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Cose di questo mondo

Image001 Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

5 – 19 giugno 2010

COSE DI QUESTO MONDO
l’attualità raccontata dal cinema documentario

un progetto di CineAgenzia

INGRESSO LIBERO

Le immagini e le vicende proposte dai film documentari si sono imposte negli ultimi anni come lo strumento più sensibile ed efficace per raccontare la complessità della realtà che ci circonda, in una sfida alla pigrizia dei media e ai limiti di visibilità della carta stampata, che spesso trova il suo alleato migliore nel web. Narrando vicende personali sullo sfondo di eventi epocali, o affrontando fenomeni che investono la nostra società nel suo complesso, i migliori autori di documentari diventano i giornalisti, gli analisti e gli storici del nostro tempo, offrendoci l’occasione di condividere testimonianze e sguardi dei quali c’è più che mai bisogno in un contesto informativo bloccato come quello italiano, che al cinema della realtà riserva poche preziose nicchie nei palinsesti e sugli scaffali di librerie, edicole e videoteche. Cose di questo mondo propone una programmazione dall’intensità e dai ritmi diversi da quelli di un festival, che possa essere seguita e restare stimolante nella sua ampiezza e varietà, spaziando tra situazioni (dal Congo all’Iran, dalla Colombia al Giappone, dalla Palestina alla Corea del Nord) e temi tutti urgentemente all’ordine del giorno: diritti umani, conflitti, politica internazionale, ambiente, libertà di espressione, finanza ed economia, senza dimenticare il futuro stesso dell’informazione, rispetto al quale ognuno di questi film rappresenta una ragione per essere ottimisti.

sabato 5 giugno, ore 21.00

Presentano Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia)

Reporter

regia di Eric Daniel Metzgar. USA, 2008(90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Il giornalismo tradizionale è in crisi: nell’era di internet i quotidiani rischiano l’estinzione, mentre sui blog trovano più spazio le opinioni che i fatti. Reporter racconta l’impagabile lavoro di un giornalista vecchia maniera: Nicholas Kristof del New York Times, due volte vincitore del Pulitzer. È stato lui ad attirare l’attenzione del mondo sulla crisi nel Darfur, ora la sua nuova sfida è trovare il modo di raccontare la catastrofica situazione politica e umanitaria della Repubblica Democratica del Congo.

domenica 6 giugno, ore 21.00

Letters to the President

regia di Petr Lom. Canada, Iran, 2009 (74′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Dopo mesi di attesa al regista ceco Petr Lom è stato concesso quello che a decine di altri (tra cui Oliver Stone) era stato negato: documentare l’attività del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Lom lo ha seguito nelle zone rurali del paese, dove Ahmadinejad raccoglie la maggior parte dei consensi e migliaia di persone attendono le sue visite per consegnargli lettere personali di richiesta d’aiuto. Un’immagine inedita dell’Iran, che rivela una complessità sociale, politica e religiosa che sfida la nostra comprensione.

mercoledì 9 giugno, ore 21.00

Unwanted Witness

regia di Juan José Lozano. Svizzera, Francia, 2008 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Hollman Morris è un giornalista colombiano noto per il programma televisivo Contravía, in cui da 15 anni coraggiosamente testimonia in prima persona il conflitto interno e le violenze che sconvolgono il suo paese, con un’attenzione ostinata per le violazioni dei diritti umani. Malgrado abbia ricevuto all’estero numerosi riconoscimenti, in Colombia è sottoposto a intimidazioni che lo costringono, come un Roberto Saviano sudamericano, a vivere con la sua famiglia sotto costante protezione.

giovedì 10 giugno, ore 21.00

The Cove

regia di Louie Psihoyos. USA, 2009 (93′) – v.o. con sottotitoli in italiano

In collaborazione con Feltrinelli – Real Cinema

Ric O’Barry, ideatore della serie televisiva del delfino Flipper, oggi schierato in difesa di questi animali, riunisce un manipolo di attivisti, filmmaker e sub per infiltrarsi nell’impenetrabile baia di Taiji in Giappone e svelare un terribile segreto: l’amena cittadina è il centro di un crimine ecologico su scala mondiale. Questo capolavoro, che unisce giornalismo investigativo e avventura, ha ispirato una mobilitazione internazionale e scatenato conflitti diplomatici, e si è aggiudicato il premio Oscar 2010 per il Miglior Documentario.

venerdì 11 giugno, ore 20.30

Encirclement: Neo-Liberalism Ensnares Democracy

regia di Richard Brouillette. Canada, 2008 (160′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana alla presenza del regista Richard Brouillette

Tessendo le opinioni e le analisi di numerosi intellettuali, tra cui Noam Chomsky, Ignacio Ramonet e Susan George, questo fluviale documentario traccia un ritratto complesso del neo-liberalismo, analizzando nel dettaglio i modi utilizzati per imporlo come ideologia economica dominante. Privatizzazioni, libero mercato, contenimento dell’inflazione: sono le parole d’ordine della propaganda che ha imposto una depoliticizzazione dell’economia, per affidarla nelle mani della classe finanziaria.

sabato 12 giugno, ore 21.00

Rachel

regia di Simone Bitton. Francia, Belgio, 2009 (100′) – v.o. con sottotitoli in italiano

La regista franco-israeliana Simone Bitton torna nei territori occupati per un’inchiesta commovente sulla morte di Rachel Corrie, la giovane pacifista americana uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel 2003, mentre stava tentando di impedire la demolizione di una casa palestinese nella Striscia di Gaza. Il documentario, che per la prima volta mostra le foto scattate quel giorno e i filmati delle telecamere di sorveglianza, è non solo un tentativo di individuare i responsabili, ma anche una riflessione sulla giovinezza e l’idealismo.

domenica 13 giugno, ore 21.00

Enemies of the People

regia di Rob Lemkin e Thet Sambath. Gran Bretagna, Cambogia, 2009 (93′) – v.o. con sottotitoli in italiano

I “campi della morte”, strumento di sterminio del regime dei Khmer Rossi cambogiani, restano un fenomeno pressoché inspiegabile per brutalità. Rompendo un silenzio durato 30 anni, in questo documentario parlano autori e complici dei massacri, dai semplici militanti fino a Nuon Chea, ideologo e numero due di Pol Pot. Il giornalista investigativo Thet Sambath, la cui stessa famiglia è stata sterminata, da un decennio raccoglie instancabilmente le loro testimonianze, per comprendere e raccontare la tragedia del suo paese.

mercoledì 16 giugno, ore 21.00

Shadow of the Holy Book

regia di Arto Halonen. Finlandia, 2007 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Perché alcune delle più potenti multinazionali si danno così da fare per tradurre il Ruhnama, l’assurdo libro propagandistico del presidente-dittatore turkmeno Niyazov? C’entrano forse le pressoché illimitate risorse naturali del paese centro-asiatico e i faraonici progetti del suo leader? A metà tra un’inchiesta alla Michael Moore e un viaggio ai confini del mondo (e dell’economia globalizzata), l’incredibile storia di un libro diventa la denuncia dei crimini di una dittatura e delle responsabilità dei suoi complici.

giovedì 17 giugno, ore 21.00

Apology of an Economic Hit Man

regia di Stelios Kouloglou. Grecia, 2008 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Siamo in un paese latinoamericano, un distinto signore statunitense racconta la sua storia di fronte a un pubblico in cui parola dopo parola salgono la rabbia e la tensione. Malgrado i rischi per sé e la sua famiglia, l’ex-agente CIA John Perkins ha deciso di confessare di essere stato per anni al servizio della rete segreta che ha incessantemente lavorato per mettere l’America del Sud in ginocchio e nelle mani degli USA, attraverso manovre economiche, privatizzazioni, crimini e colpi di stato.

venerdì 18 giugno, ore 21.00

Yodok Stories

regia di Andrzej Fidyk. Norvegia, Polonia, 2008 (75′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Si stima che più di 200.000 persone siano attualmente rinchiuse nei campi di concentramento della Corea del Nord, condannate a subire torture e fame, fino alla morte. Pochi sopravvivono, pochissimi riescono a scappare in Corea del Sud. Alcuni di loro hanno coraggiosamente deciso di unire le loro inimmaginabili esperienze, per raccontare attraverso un controverso musical di denuncia quello che hanno vissuto. Seguendone la produzione, il documentario raccoglie le loro drammatiche testimonianze.

sabato 19 giugno, ore 21.00

The Yes Men Fix the World

regia di Mike Bonanno, Andy Bichlbaum e Kurt Engfehr. USA, 2009 (85′) – v.o. con sottotitoli in italiano

Andy Bichlbaum e Mike Bonanno sono gli impareggiabili leader degli Yes Men, un gruppo di artisti-attivisti che prende di mira il mondo degli affari con scherzi memorabili che mettono a nudo l’avidità del capitalismo sfrenato. La loro strategia si basa su un uso geniale e provocatorio dei mezzi d’informazione: da un annuncio fasullo sulla BBC a un’edizione auto-prodotta del New York Times, ogni espediente è valido per svegliare le coscienze e mostrare come si possa “aggiustare il mondo”, salvandolo dagli eccessi del genere umano.

Si ringrazia Internazionale

informazioni:

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI

Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card