#GregoryPeck100

Gregory peckTamarafiglaidellasteppa

Eldred Gregory Peck nasceva il 5 aprile 1016 a LaJolla, in California. E’ scomparso il 12 giugno 2003 lasciando una carriera cinematografica di grande spessore di cui ricordiamo le tappe fondamentali.

Tamara figlia della steppa 1944
Il film d’esordio per la regia di Jacques Tourneur è un mediocre film di propaganda bellica, uno dei pochissimi filosovietici.



Io ti salverò 1945
Spellbound
Al quarto film Peck è protagonista di uno dei capolavori di Alfred Hitchcock, celebre, tra l’altro, per le scenografie oniriche realizzate da Salvador Dalì.



Duello al sole 1946
Duelloalsole
Quattro registi per un film voluto da Selznick per lanciare la moglie Jennifer Jones, resta un capolavoro di amour fou per la scena finale della morte dei due protagonisti.



Il caso Paradine1948
Ilcasoparadine
Seconda e ultima collaborazione con Hitchcok in un film giudiziario dove l’integerrimo avvocato Keane s’innamora della sua cliente interpretata da una glaciale Alida Valli.



Cielo di fuoco1949
Cielodifuoco
Film di guerra e nello specifico di battaglie aeree, quasi dimenticato ma secondo il Mereghetti forse una delle migliori interpretazioni di Gregory Peck che gli vale la quarta nomination della carriera agli Oscar.



Vacanze Romane 1953
Vacanzeromane
Il film forse più celebre dell’attore che valse l’Oscar alla debuttante coprotagonista Audrey Hepburn.



Moby Dick 1956
Mobydick
Peck è il capitano Achab nella seconda versione filmica del romanzo di Melville diretta da John Huston.
L’ultimo ruolo interpretato dall’attore è ancora in Moby Dick , nella miniserie tv del 1998 dove intereta Padre Mapple.



I cannoni di Navarone 1961
Icannonidinavarone
Celeberrimo e spettacolare kolossal ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.



Il Promontorio della paura 1962
Ilpromontoriodelapaura
Gregory Peck è l’avvocato perseguitato dal galeotto che ha fatto incarcerare. Scorsese ne gira il remake nel 1991 e i protagonisti del primo film tornano in due piccoli ruoli opposti a quelli del film originale. Per Gregory Peck il film del 1991 fu l’ultimo girato per il grande schermo.



Il buio oltre la siepe 1962
Ilbuiooltrelasiepe
Il ruolo di Atticus Finch valse a Peck l’unico Oscar della sua carriera, il secondo Golden Globe e l’identificazione con la dirittura morale del personaggio.



Arabesque 1966

Arabesque
Con Sophia Loren nel giallorosa diretto da Stanley Donen che si diletta con lo stile pop e patinato delle riviste dell’epoca.



Un uomo senza scampo 1970
Unuomosenzascampo
Sceriffo perde la testa per una giovane disinibita, ruolo non nuovo per Peck ma la regia asciutta di Frankenheimer e l’età del divo donano al personaggio dello sceriffo Tawes una connotazione particolarmente triste e malinconica.



I ragazzi venuti dal Brasile 1978
Iragzzivenutidalbrasile
Fantapolitica che spaventa con un cast magnifico: Peck è il sadico Mengele braccato dal cacciatore di nazisti Ezra Lieberman (Laurence Olivier)

22 ore di sogno – il cinema di Luis Buñuel

Omaggiobunuel Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in collaborazione collaborazione con l’Ambasciata del Messico, Istituto Cervantes di Roma e l’Ambasciata di Francia, dedica nel mese di aprile una rassegna al maestro del cinema Luis Bunuel, l’ingresso e’ completamente gratuito.

“Datemi due ore di vita attiva e ventidue di sogno, a patto di potermene ricordare”. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi è il protagonista di un’ampia retrospettiva a 110 anni dalla nascita. Il suo cinema resta ancora oggi un’arma affilata nella definizione della libertà individuale, sfogo delle emozioni più forti e nascoste, che il mondo razionale non riesce a gestire e che trovano espressione incondizionata nella dimensione onirica. Ed è quello del sogno il terreno da cui parte o su cui si agita tutta la sua produzione, dagli strepitosi inizi in ambito surrealista alle grandi opere messicane, sino ai capolavori degli ultimi anni. Spirito contro per eccellenza, Buñuel ha combattuto ogni forma di condizionamento, mettendo alla berlina i fondamenti difettosi della convivenza umana, dall’educazione alla religione, dal potere ai rituali sociali. Supremazia degli istinti e sguardo lucido sulla condizione di miseria materiale e morale dell’uomo sono le costanti del suo percorso narrativo, che si traduce in uno stile libero e innovativo, in cui l’azione si svolge fluttuando in uno spazio mentale molto ampio, a seguire le pieghe deliranti della nevrosi umana. Come un’eco alle atmosfere sospese della mostra di de Chirico, questa rassegna offre uno sguardo parallelo sulla realtà, mosso dallo stesso stupore di fronte al suo irresolubile enigma.

15 aprile, ore 20.30
incontro Buñuel tra realtà e surrealtà

Incontro con GOFFREDO FOFI saggista e critico cinematografico.
A seguire proiezione di Un chien andalou e L’âge d’or

15 e 16 aprile, ore 21
Un chien andalou
Con Simone Mareuil, Pierre Batcheff. Francia 1929 – v. tedesca con sottotitoli in italiano (17’)

Il capolavoro del Surrealismo, nato dai sogni di Buñuel e dell’amico Salvador Dalí, non ha una trama, ma soltanto associazioni mentali, allusioni che danno libero sfogo all’inconscio. L’occhio tagliato dell’inizio, una delle più celebri immagini-choc del cinema, costringe brutalmente il pubblico a volgere lo sguardo oltre ogni conformismo.

a seguire L’âge d’or
Con Gaston Modot, Lya Lys. Francia 1930 – v. o. con sottotitoli in italiano (62’)

Buñuel e Dalì realizzano un altro capolavoro del Surrealismo che, attraverso uno stile visionario totalmente innovativo, fa a pezzi la morale borghese con la forza sovversiva del desiderio. Alla sua uscita a Parigi suscitò le reazioni violente degli squadristi di destra e fu subito vietato.

17 aprile, ore 21
Il grande teschio (El gran Calavera)
Con Fernando Soler, Rosario Granados, Andrés Soler. Messico 1949 – v. o. con sottotitoli in italiano (92’)

Buñuel filma, agli inizi della sua attività cinematografica in Messico, questa commedia di graffiante satira contro l’avidità che guida i rapporti di una famiglia borghese.

18 aprile, ore 21
I figli della violenza (Los olvidados)
Con Alfonso Mejia, Roberto Cobo, Estela Inda. Messico 1950 – v. italiana (80’)

La vita tragica e delittuosa di adolescenti abbandonati nei desolati sobborghi di Città di Messico, narrata in uno stile nuovo, teso, al di fuori di ogni sentimentalismo, ancora oggi sconvolgente. Primo premio per la regia al Festival di Cannes, rilanciò la fama di Buñuel in Europa.

20 aprile, ore 21
La figlia dell’inganno (La hija del engano)
Con Fernando Soler, Alicia Caro. Messico 1951 – v. o. con sottotitoli in italiano (80’)

Uno dei film meno conosciuti del regista, presenta i tratti migliori della sua poetica, come la continua commistione fra melodramma e commedia e la descrizione della famiglia come microcosmo infernale.

21 aprile, ore 21
Salita al cielo (Subida al cielo)
Con Esteban Márquez, Lilia Prado. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (74’)

Uno dei capolavori del periodo messicano e tra i film più affascinanti dell’intera produzione di Buñuel: sullo sfondo di una meschina lotta familiare per l’eredità materna, il racconto di un viaggio in cui tutto può accadere, narrato con ironia e gusto surrealista del paradosso.

22 e 23 aprile, ore 21
Lui (Él)
Con Arturo de Córdova, Delia Garces. Messico 1952 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Attraverso il sorprendente ritratto di un geloso paranoico, Buñuel realizza uno dei suoi capolavori, punto nodale del suo sguardo critico verso la borghesia e le alterazioni del desiderio, vissuto come esasperazione del possesso.

24 aprile, ore 21
L’illusione viaggia in tranvai (La Ilusión viaja en tranvía)
Con Lilia Prado, Carlos Navarro, Fernando Soto. Messico 1954 – v. o. con sottotitoli in italiano (82’)

Uno dei film messicani di Buñuel più liberi e anarchici, segue due tranvieri attraverso le vie di Città del Messico a bordo di un tram rubato, tra situazioni insolite o grottesche.

27 aprile, ore 21
Estasi di un delitto (Ensayo de un crimen)
Con Ernesto Alonso, Rita Macedo, Miroslava Stern. Messico 1955 – v. o. con sottotitoli in italiano (89.’)

Capolavoro dell’humour nero e del surrealismo, drammatico e irriverente racconto di un uomo represso, prigioniero di ossessioni e feticismi, assassino di donne mancato.

28 e 29 aprile, ore 21
Nazarín
Con Francisco Rabal, Ignacio Lopez Tarso, Rita Macedo. Messico 1958 – v. o. con sottotitoli in italiano (96’)

Tra i capolavori del regista e prova esemplare del suo pessimismo radicale, narra le disavventure di un prete donchisciottesco destinato al fallimento nella ricerca della santità. Opera capitale nel percorso di Buñuel, si aggiudicò il premio speciale della giuria a Cannes.

29 aprile, ore 20.30
incontro Cinema e pittura nei film di Luis Buñuel

Incontro con RAUL GRISOLIA docente di cinema all’Università di Roma “La Sapienza”.
A seguire proiezione di Nazarín.

30 aprile, ore 21
Violenza per una giovane (La joven)
Con Zachary Scott, Bernie Hamilton, Kay Meersman. Messico 1960 – v. italiana (96’)

Una vicenda intessuta di violenze e razzismo filtrata dallo sguardo geniale di Buñuel, che spiazza lo spettatore per la sua assenza di manicheismo e il superamento di pregiudizi e tabù. Premio speciale della giuria a Cannes.

2 e 4 maggio, ore 21
Viridiana
Con Silvia Pinal, Fernando Rey, Francisco Rabal. Spagna 1961 – v. o. con sottotitoli in italiano (91’)

Tagliente ritratto di una società statica e limpida parabola della Spagna del tempo, attraverso il naufragio di ogni spirito di carità in una giovane orfana. Primo film girato in Spagna da Buñuel dopo 30 anni d’esilio, ebbe la Palma d’oro a Cannes ma fu proibito in Spagna per la sua forza eversiva e attaccato dal Vaticano.

5 e 6 maggio, ore 21
L’angelo sterminatore (El angel exterminador)
Con Silvia Pinal, Enrique Rambal, Jacqueline Andere. Messico 1962 – v. o. con sottotitoli in italiano (95’)

Capolavoro assoluto del cinema di tutti i tempi, film appassionante per la straordinaria fantasia e l’atmosfera di suspense tragicomica che grava sull’impotenza della borghesia, rappresentata da un gruppo dell’alta società bloccato in un salone da una forza misteriosa.

6 maggio, ore 20.30
incontro Buñuel in Messico

Incontro con IGNACIO DURAN critico e produttore cinematografico messicano, ha diretto il Mexican Film Institute.
A seguire proiezione de L’angelo sterminatore.

7 e 8 maggio, ore 21
Il diario di una cameriera (Le journal d’une femme de chambre)
Con Jeanne Moreau, Georges Géret, Michel Piccoli. Francia, Italia 1964 – v. italiana (97’)

In questo capolavoro livido e cupo, Buñuel sfoga tutto il suo disprezzo antiborghese e antifascista, attraverso lo sguardo caustico e raggelato di una giovane cameriera – la straordinaria Jeanne Moreau – assunta da una famiglia piena di “mostri”.

9 e 11 maggio, ore 21
Bella di giorno (Belle de jour)
Con Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli. Francia 1967 – v. italiana (105’)

Buñuel corrode dall’interno il perbenismo borghese, trasformando una moglie bella e insoddisfatta, che ha il fascino di Catherine Deneuve, in una prostituta. La doppia personalità della protagonista si riflette nella continua oscillazione tra realtà e sogno. Leone d’oro a Venezia.

12 e 13 maggio, ore 21
Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie)
Con Fernando Rey, Delphine Seyrig, Michel Piccoli. Francia 1972 – v. o. con sottotitoli in italiano (105’)

I grotteschi personaggi di questo capolavoro si riuniscono continuamente a pranzo, ma non riescono mai a mangiare. Fedele al surrealismo delle origini, un Buñuel in stato di grazia smaschera una società viziata, corrotta e ipocrita. Premio Oscar come miglior film straniero.

14 maggio, ore 21
Il fantasma della libertà (Le fantôme de la liberté)
Con Adriana Asti, Julien Bertheau, Adolfo Celi. Francia 1974 – v. italiana (104’)

In questo divertente film a episodi Buñuel scardina il concetto di libertà rovesciandone il senso e distruggendo le istituzioni, le credenze e i vuoti rituali della società occidentale. Sarcastico, tragicomico, impietoso, è il trionfo dell’assurdo e del surreale.

15 e 16 maggio, ore 21
Quell’oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir)
Con Fernando Rey, Carole Bouquet, Angela Molina. Francia 1977 – v. o. con sottotitoli in italiano (100’)

Una delle opere più importanti della sua intera produzione chiude la carriera del grande maestro. Originale e spiazzante, anche grazie all’espediente di un personaggio femminile interpretato da due attrici, che si alternano senza una logica evidente. Premio Oscar come miglior film straniero

Si ringrazia: Filmoteca de la UNAM, Televisa, Filmoteca del MAE, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
www.palazzoesposizioni.it
INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI
Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Un chien andalou

Francia, 1929
con Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Salvador Dalí
regia di Luis Buñuel


Un-chien-andalou

Primo film di Luis Bunuel, realizzato con i soldi della madre e la collaborazione fondamentale di Salvador Dalì, diventato da subito il manifesto dei surrealisti.
Famosissimo il prologo in cui un uomo (Bunuel stesso) arrota una lama con cui aprira’ l’occhio di una donna mentre una nuvola passa davanti alla luna: dichiarazione di intenti solo per questo film, quello di penetrare oltre l’occhio, o valido per tutta l’opera bunueliana?
Il film racconta una storia d’amore utilizzando il linguaggio e il
ritmo onirico: dimenticata la connessione logica ed il processo
temporale, viene utilizzato esclusivamente il linguaggio simbolico.
Personalmente sono stata molto colpita dalla mano da cui escono le
formiche, dall’uomo che traina i due pianoforti, ma soprattutto
dall’episodio, spiato dai due amanti, della ragazza in mezzo alla
strada che raccoglie la mano mozzata.
L’ultima scena che mostra i due amanti pietrificati sulla spiaggia, di
tipico stampo daliniano e’ stata tagliata in alcune versioni, forse con
l’intento di dare una parvenza di lieto fine.


Unchienandalou

Dopo oltre 75 anni il film mantiene intatto tutto il suo potere
spiazzante, e non c’e’ luogo migliore per rendersene conto che la
mostra Salvador Dali’
a Palazzo Grassi a Venezia, aperta fino al 16 gennaio: l’unico luogo da
dove i colti conoscitori del maestro spagnolo (mai sentito dei
commenti cosi’ saputi ad una mostra!) escono (o fuggono?) piuttosto
sconcertati e’ la saletta in cui il film e’ in rotazione.

Salvador Dali’

Cento anni fa nasceva Salvador Dali’, pittore che non ha
certo bisogno di presentazioni.
Un po’ meno conosciuto e’ forse il suo
rapporto con il cinema: a partire dalla collaborazione con Bunuel nel 1928 da
cui scaturisce Un chien andalou, messa in scena dei loro sogni, che
divenne il manifesto surrealista.
Nel 1945 e’ Hitchcock a volere il pittore
ad Hollywood per dar vita con i suoi quadri alla seguenza onirica del malato
Gregory Peck, protagonista di Io ti salvero’, nel film restano poche
immagini ispirate alla visione di Salvador Dali’.


Iotisalverò

Segue infine la collaborazione nel 1946 con
Walt Disney che desiderava lavorare con lui per realizzare una nuova
fantasmagoria artistica sulla scia del successo di Fantasia. Il progetto
ando’ in fumo ma lo scorso anno la Disney utilizzando il materiale disegnato dal
genio spagnolo, ha realizzato grazie alla computer grafica un cortometraggio di
6 minuti, che era anche in lizza alla scorsa premiazione degli Oscar.

Destino racconta la surreale storia d’amore di un uomo di pietra che
prende vita per conquistare la donna scolpita nel suo cuore.


Destino

Il corto sara’ uno dei pezzi forti della
grande mostra celebrativa che si tiene a Barcelona fino al prossimo 23
maggio.