Le ore sono contate

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Count the Hours!
USa 1953, RKO
con Teresa Wright, Macdonald Carey, Dolores Moran, Adele Mara,Edgar Barrier, John Craven, Jack Elam, Ralph Sanford, Dolores Fuller, Roy Engel, Robert Carson, I. Stanford Jolley
regia di Don Siegel

Il tuttofare George Braden è accusato del duplice omicidio del suo datore di lavoro, Fred Morgan e della sua governante. Mancando un avvocato d’ufficio, il procuratore chiede all’avvocato in ascesa Doug Madison di occuparsi del caso, Madison inizialmente rifiuta ma presto si convince dell’innocenza di Braden e mette anche a rischio carriera e vita sentimentale per salvare Braden dalla sedia elettrica…

B movie girato in pochi giorni per la regia di Don Siegel che riesce a lasciare tracce del suo stile anche in quest’opera decisamente minore che però è in grado di mantenere la tensione.

L’autore non risparmia critiche alla mentalità chiusa della cittadina di provincia che subito si schiera contro il presunto colpevole e chi lo difende.

L’avvocato Madison, grazie anche al physique du rôle di Macdonald Carey, è il classico personaggio tutto d’un pezzo che si dedica totalmente al caso quando si convince dell’innocenza del protagonista, colpito soprattutto dalla determinazione della moglie di Braden. Ellen ha causato l’arresto del marito gettando nel lago la sua pistola senza accorgersi che era seguita dalla polizia. Madison la conosce mentre cerca disperatamente di recuperare la pistola dal fondo del lago per dimostrare che  non è quella che ha sparato a Morgan. La scena si conclude con un un’altra barca che solca il lago: è l’assassino che manomette le prove o solo una scena simbolica? 

Anche le tre figure femminili del film sono interessanti: Ellen Braden è la moglie dell’indiziato, incinta e nevrotica, vittima di malelingue che inventano una sua relazione con Madison. L’avvocato ha una fidanzata, più ricca, molto sicura di sé che però nel sotto finale si stanca di essere messa in secondo piano rispetto a un caso che sta rovinando la carriera del fidanzato.

Poi c’è Gracie, moglie del vero colpevole, bionda cinica e disposta a tutto per togliersi di dosso la miseria da cui è uscita, un personaggio un po’ sopra le righe ma che si fa ricordare certamente più della devota mogliettina.

La notte brava del soldato Jonathan

The Beguiled
Universal – Malpaso 1971
con Clint Eastwood, Geraldine Page, Elizabeth Hartman, Jo Ann Harris, Mae Mercer, Pamelyn Ferdin, Darleen Carr
regia di Don Siegel


TheBeguiled


Amy, ragazzina tredicenne di un collegio femminile, trova nel bosco un soldato nordista gravemente ferito e lo porta al convitto. Inizialmente la direttrice, Miss  Farnsworth vorrebbe consegnarlo immediatamente alle pattuglie sudiste ma decide di curarlo prima di lasciarlo all’esercito confederato. In brevissimo tempo il fascinoso caporale nordista riesce a instaurare legami molto stretti con gran parte delle donne ma la situazione gli sfuggirà di mano e la vendetta delle donne sarà terribile…



Lanotte brava del soldato jonathan


Un capolavoro dimenticato di Don Siegel riportato in auge dal remake (a quanto dicono dimenticabile) di Sofia Coppola. Il regista sa costruire un film gotico, un horror d’atmosfera dove la tensione sessuale è sempre latente per sfociare in gesti di violenza inaudita sul soldato oggetto delle attenzioni femminili, l’ingannato del titolo che si crede in grado di gestire le complicate dinamiche di un collegio femminile e che pagherà molto caro il suo errore di valutazione.



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La sessualità è declinata in diversi aspetti, dall’incesto a sfiorare la pedofilia, passando per le fantasie morbose con venature blasfeme: un rapporto a tre che si conclude come la Pietà a cui è devota Miss Farnsworth, sequenza che probabilmente è lo spunto per il titolo italiano dagli intenti pruriginosi.



The beguiled


Quello che il caporale McBee considera un rifugio dalla furia della guerra è in realtà un covo di vipere o meglio di mantidi che non esitano a sacrificare il maschio a maggior ragione se non si piega ai loro scopi: la direttrice Martha Farnsworth vive ancora nel ricordo dell’incestuoso amore per il fratello scomparso, forse ucciso dalla schiava Hallie, come lascia intuire un veloce flashback; la lolita Carol fa di tutto per sedurre l’aitante soldato, riuscendoci e scatenando l’ira della virginale insegnante Edwina che gettando McBee giù dalle scale lo consegna alla vendetta ancor più crudele della direttrice che si era a sua volta offerta al soldato.



La notte brava delsoldato jonathan


L’atmosfera di calma apparente è resa con perizia tecnica dal regista con l’uso di immagini simboliche e anticipatrici (il corvo legato) e soprattutto nell’uso della macchina da presa a partire dal vorticoso movimento di macchina della soggettiva di McBee davanti al cancello del convitto, all’uso di dissolvenze; i flash back e la voce off rivelano le bugie, l’odio e il rancore covati dai diversi personaggi e quando il soldato per vendicarsi dell’amputazione svela i segreti delle donne con cui si è relazionato, la direttrice ne decreta la morte manipolando la piccola Amy, anche lei sedotta da un bacio che il soldato le aveva dato nel bosco per zittirla al passaggio della pattuglia sudista.

Auguri a Clint Eastwood

Nato il 31 maggio 1930 a San Francisco, Clint Eastwood esordisce nei b-movie horror degli anni ‘50, ma e’ in Italia che trova il successo, alla corte di Sergio Leone che fa di questo attore con due sole espressioni, col sigaro e senza, il feticcio dei suoi film che inventarono un nuovo genere, lo spaghetti western.


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Eastwood incontra poi Don Siegel che lo trasforma in Dirty Harry, uno dei poliziotti piu’ cattivi della storia del cinema che da vita alla fortunata serie de L’ispettore Callaghan, cinque film in 17 anni e il penultimo, Coraggio… fatti ammazzare (Sudden Impact) del 1983 è diretto dallo stesso Eastwood.


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Nel 1971 Clint Eastwood fonda la sua casa di produzione, la Malapaso e si cimenta con la macchina da presa girando Brivido nella notte, e’ l’inizio di una nuova carriera mantenutasi sempre su buoni livelli, che e’ arrivata anche a vette altissime.
Eastwood diventa il cantore dell’America suburbana e provinciale, narrando storie marginali che sanno pero’ ben rappresentare i malesseri piu’ profondi della nostra societa’ come dimostrano gli ultimi grandi lavori MYstic River e Million Dollar Baby definitive conferme dell’immensa statura morale del regista.
Personalmente della filmografia eastmaniana porto nel cuore tre titoli tra tutti: Un Mondo Perfetto, I Ponti di Madison County e Million Dollar Baby, certa che il grande Clint sapra’ darci ancora grandissime emozioni e spunti di riflessione.


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31.05.2015

Grantorino

Al giro di boa degli 85 anni di Clint Eastwood dopo posso confermare la facile intuizione che il regista sia stato un pilastro della cinematografia dell’ultimo decennio tanto che spesso si è parlato di lui come moral guidance e il capolavoro Gran Torino del 2008 ne è il più fulgido esempio (va arricchire l’elenco dei miei film eastwoodiani preferiti) ma il grande Clint ha saputo anche far discutere affrontando la battaglia di Iwo Jima da due punti di vista diversi, quello americano in Flags of Our Fathers e quello giapponese in Letters from Iwo Jima, entrambi del 2006.
Si è dedicato ai biopic con intenzioni ed esiti molto differenti, dall’omaggio a Mandela d’Invictus – L’invincibile, all’analisi del controverso capo dell’FBI in J. Edgar, fino a Jersey Boy, ispirato ad un musical.
Ha affrontato un tema delicato come quello della morte in Hereafter (2010) e la sua ultima fatica (che non ho ancora visto) American Sniper ha acceso notevolmente gli animi.
Il vecchio pistolero sa sempre lasciare il segno.

Spaziale!

Astrieparticelle

Tornano le rassegne cinematografiche al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il tema questa volta e’ legato alla alla grande mostra dedicata all’Universo,
Astri e particelle. Le parole dell’Universo sempre al Palazzo delle Esposizioni.
Una rassegna cinematografica che partendo dagli esordi del cinema arriva ad un’anteprima estremamente appetibile che troverete scorrendo il programma

A chi resta ipnotizzato a guardare le stelle e sogna di raggiungere la Luna, il Palazzo delle Esposizioni offre un viaggio entusiasmante verso l’ignoto, attraverso una serie di eventi eccezionali. Il cinema riveste un ruolo importantissimo nell’immaginario contemporanea sull’Universo, perché ha interpretato sin dalle sue origini il nostro desiderio di evasione nello Spazio, traducendolo in mirabolanti scenografie e avventurosi viaggi. In occasione della mostra “Astri e particelle. Le parole dell’Universo” il Palazzo delle Esposizioni presenta la rassegna spaziale!, dedicata ai grandi film di fantascienza. Si parte con tre capolavori del cinema muto, arricchiti da live spaziale!, la sonorizzazione musicale composta appositamente ed eseguita dal vivo dai migliori esponenti del panorama della musica elettronica italiana. Dalle origini si passa ai film di culto della sci-fi degli anni ’50, sino alle opere più mature che, dagli anni ’60 ad oggi, hanno trasformato il viaggio nell’ignoto in una ricerca nel profondo dell’anima umana. Un percorso emozionante, con un evento imperdibile ed esclusivo: l’anteprima nazionale dell’attesissimo Moon, diretto da Duncan Jones, figlio di David Bowie. 

24 e 25 novembre, ore 21 

Metropolis

di Fritz Lang. Con Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel. Germania 1927 – v.o. con sottotitoli in italiano (117’)  live spaziale! musicato dal vivo da I.H.C.

Uno dei più importanti film di ogni epoca, universalmente riconosciuto come modello del cinema moderno: il conflitto tra magia e tecnologia sconvolge i ritmi alienanti di una megalopoli del XXI secolo, portando alla ribellione degli operai-schiavi. Messinscena di un delirio, opera d’arte totale, vera e propria sinfonia visiva, in cui la fantasia architettonica e pittorica di Lang si esprime ai massimi livelli.

I.H.C.: attivo dal ’98, il gruppo è formato da alcuni dei più interessanti musicisti degli ultimi anni, provenienti da progetti quali l’Orchestra di Piazza Vittorio, Ardecore, Etruria Criminale Banda, Roberto Gatto Quintet, una fusione di jazz, funk, rock, noise ed avanguardia e un suono che unisce Miles Davis, gli Stooges e i Funkedelic. 

26 e 27 novembre, ore 21 

Una donna nella Luna

di Fritz Lang. Con Klaus Pohl, Willy Fritsch, Gerda Maurus. Germania 1929 – v.o. con sottotitoli in italiano (169’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gianni Music Quartet

Un’astronave porta sulla Luna quattro uomini e una donna spinti dal miraggio di presunte miniere d’oro. Straordinario capolavoro e pietra miliare del cinema di fantascienza raramente proiettato in Italia, è il primo tentativo di rappresentare il viaggio spaziale in termini realistici e il risultato fu talmente convincente da indurre i nazisti a ritirare ogni copia dalla circolazione e distruggere il modellino originale del razzo, preoccupati di mantenere il segreto sui propri studi missilistici.

Gianni Music Quartet: torna la geniale miscela di sonorità elettroniche e acustiche di Gianni Rosace (dj e producer, fondatore dell’Half Die Festival), con Pino Pecorelli al contrabbasso, Mike Cooper (John Lee Hooker, Howlin’ Wolf) alla chitarra slide e Pietro Pompei (Ars Ludi e Ensemble di Musica Contemporanea dell’Auditorium di Roma), al vibrafono e percussioni. 

29 novembre, doppio spettacolo: ore 17 e 21 

Aelita

di Yakov Protazanov. Con Yuliya Solntseva, Igor Ilyinsky, Nikolai Tsereteli. URSS 1924 – v.o. con sottotitoli in italiano (120’)

live spaziale! musicato dal vivo da Gamers in Exile

La rivoluzione socialista nello spazio: un astronauta sbarca su Marte dove regna la bellissima regina Aelita e prende parte alla rivoluzione dei proletari marziani, soggetti a un sistema di bestiale sfruttamento. Primo leggendario capolavoro della fantascienza sovietica, un film straordinario anche dal punto di vista estetico, grazie all’estrosità della messa in scena, che vanta l’impiego di scenografie costruttiviste contrapposte a scorci realistici di Mosca.

Gamers in Exile: Due incredibili costruttori di paesaggi sonori elettronici, che hanno raccolto grandi consensi all’estero. Valerio Lupo Faggioni, artist in residency all’Istituto di Musica Elettronica di Arhus in Danimarca, ricercatore per i laboratori Dolby di San Francisco e Guido Zen, attivo dal ‘95 a Londra dove ha collaborato con Leftfield, John Lydon, Shola Ama. Insieme hanno suonato a Londra, New York, Copenaghen, Parigi, Tokyo e all’Art Basel in Svizzera. Autori della colonna sonora di Biutiful Cauntri, il film documentario rivelazione del 2008. 

1 dicembre, ore 21 

La ‘cosa’ da un altro mondo

di Christian Nyby, Howard Hawks. Con Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite. USA 1951 – v. italiana (87’)

Un disco volante sepolto dai ghiacci del Polo Nord nasconde un mostro sanguinario arrivato dallo spazio. Vero e proprio capolavoro della science fiction e capostipite del filone “alieno”, questo leggendario fanta-horror sorprende ancora oggi per la suspense e il senso di attesa, che cancella le certezze e la razionalità della società contemporanea.

2 e 15 dicembre, ore 21

L’invasione degli ultracorpi

di Don Siegel. Con Kevin McCarthy, Dana Winters, King Donovan. USA 1956 – v. italiana (80’)

Strani invasori dallo spazio atterrano sotto forma di baccelli in una tranquilla cittadina e occupano i corpi dei suoi abitanti. Un grande film di fantascienza degli anni ’50, che la scrittura asciutta e concreta di Don Siegel trasforma in una parabola dell’orrore quotidiano di inquietante suggestione. 

3 dicembre, ore 21 

Moon

di Duncan Jones. Con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Matt Berry, Kaya Scodelario. Gran Bretagna 2009 – v. italiana (97’) ANTEPRIMA NAZIONALE

Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima nazionale uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno: il primo film di Duncan Jones, figlio del mitico David Bowie. Un omaggio alla sci-fi anni ‘70 e ‘80 reinterpretata in chiave creativa, per una lettura profonda e provocatoria della condizione umana. Un astronauta solitario, interpretato dal fantastico Sam Rockwell, accompagnato da un robot calmo e rassicurante – che ricorda HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio – alla fine della sua missione triennale sulla Luna fa una scoperta orribile… Presentato al Sundance Film Festival, premiato ai Festival di Seattle ed Edimburgo. 

4 e 19 dicembre, ore 21 

2001: Odissea nello spazio

di Stanley Kubrik. Con Keir Dullea, Gary Lockwod. Gran Bretagna 1968 – v. italiana (141’)

Capolavoro assoluto della storia del cinema, rappresenta una delle riflessioni più articolate sul rapporto civiltà – tecnologia e sul destino dell’umanità, in un percorso temporale dagli uomini scimmia alla conquista dello spazio.

5 e 18 dicembre, ore 21

Solaris

di Andrei Tarkovskij. Con Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet. URSS 1972 – v.o. con sottotitoli in italiano (165’)

Tarkovskij trasforma il cosmo nel subconscio umano: su Solaris, un pianeta con un oceano che pensa, gli astronauti sono alle prese con le proiezioni della loro memoria. Angoscioso, ossessivo, enigmatico, il film ha un potere ipnotico che inchioda lo spettatore con immagini che non si erano mai viste al cinema. 

6 dicembre, ore 21 

Il pianeta selvaggio

di René Laloux. Disegni originali di Roland Topor. Francia, Cecoslovacchia 1973 – v. italiana (70’)

Gli umani sono diventati i servi di enormi alieni, in questo film d’animazione di straordinaria suggestione. Capolavoro di fantasia figurativa, grazie agli allucinati disegni di Roland Topor, grande pittore e scrittore surrealista, fondatore del celebre gruppo Panique con Arrabal e Jodorowski. Premiato al Festival di Cannes.

8 dicembre, ore 21

The Dish

di Rob Sitch. Con Sam Neill, Kevin Harrington, Patrick Warburton. Australia 2000 – v. italiana (101’)

Tratto da una storia vera, è una commedia brillante, coinvolgente e molto divertente. Racconta le emozioni, il dramma e l’umorismo che hanno caratterizzato i quattro giorni dell’Apollo 11 nel 1969 e lo straordinario ruolo di un paesino dell’Australia, dove la NASA decise di installare un enorme radiotelescopio per permettere la visione in tutto il mondo dello sbarco dell’uomo sulla Luna. 

9 dicembre, ore 21 

Uomini veri

di Philip Kaufman. Con Dennis Quaid, Sam Shepard, Barbara Hershey. USA 1983 – v. italiana (193’)

La storia avventurosa dei piloti che presero parte alle prime missioni aereospaziali della Nasa, e in particolare di Chuck Yeager che per primo superò nel 1947 la barriera del suono. Il film unisce bene la componente documentaristica a quella spettacolare grazie all’avvincente ricostruzione degli avvenimenti e a un ottimo cast. 

10 dicembre, ore 21 

Lo strano caso dei raggi cosmici

di Frank Capra, William T. Hurtz. USA 1957 – v.o. con sottotitoli in italiano (Documentario, 55’)

Un rarissimo e sorprendente esperimento del grande Frank Capra che si cimenta in un documentario sullo spazio, che ha per protagonisti tre insigni scrittori – Poe, Dickens, Dostoevskij, rappresentati da buffe marionette. Un intelligente mix di cinema dal vivo e di animazione, cui hanno dato un notevole contributo animatori della Disney e noti scienziati, che cercano di spiegare la complessa storia delle ricerche sui raggi cosmici dalla fine dell’Ottocento in poi. 

11 e 16 dicembre, ore 21

Il pianeta proibito

di Fred McLeod Wilcox. Con Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen. USA 1956 – v.o. con sottotitoli in italiano (98’)

Classico della fantascienza cinematografica, è una fantasiosa rielaborazione della “Tempesta” di Shakespeare, in chiave psicoanalitica. Uno dei primi esempi maturi del genere, con uno dei primi personaggi-robot dello schermo. Un piccolo capolavoro brillante e intelligente che fissa i parametri dell’immaginario del cinema di fantascienza. 

12 e 20 dicembre, ore 21 

Blade Runner

di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young. USA 1982 – v. italiana (117’)

Uno dei film di fantascienza più celebri di tutti i tempi, cult-movie dalle atmosfere magiche che ha cambiato per sempre il nostro immaginario del futuro. Immagini cariche di emozioni travolgenti e oppressive costruiscono la metropoli del futuro, modernissima e decadente scenografia dove si inseguono un cacciatore di taglie e “replicanti” ribelli, uniti dalla paura della morte. 

13 e 17 dicembre, ore 21 

L’ignoto spazio profondo

di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Donald Williams. Francia, Germania, Gran Bretagna 2005 – v. italiana (81’)

Un’avventura cinematografica monumentale, geniale, strabiliante e poetica. L’autore contemporaneo più visionario racconta, tra documentario e fantascienza, il viaggio allucinante e filosofico di un’astronave alla ricerca di altri pianeti su cui vivere, dopo che un’apocalisse ecologica ha reso vana la vita sulla terra.

Il progetto di sonorizzazione musicale live spaziale! è a cura di Giovanni Guardi.

Si ringraziano per la collaborazione alla rassegna cinematografica il Festival dell’Immaginario e Zero in condotta di Perugia

Si ringrazia Sony Pictures Entertainement, Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung, Cineteca di Bologna, Cineteca D. W. Griffith, Cinecittà Luce, Fandango, Warner Bros. Italia, International Entertainment Enterprises, Collettivo dell’Immagine, Boschetto, Lab 80 Film, Emme Cinematografica 

informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

biglietto: intero € 4,00 – ridotto € 3,00
abbonamento alla rassegna € 25,00
www.palazzoesposizioni.it

Il caimano

Ilcaimano Il controverso film di Nanni Moretti suberlusconi in realta’ intreccia con ottimo equilibrio tre argomenti portanti: il cinema , il privato del protagonista e la politica.
Il film si apre sulla retrospettiva dedicata ai film Paolo Bonomo (direi che il nome e’ gia’ tutto un programma per indicare una persona “normale”), ed e’ esilarante vedere Moretti scimmiottare poliziotteschi ed azioni tipicamente tarantiniane (Margherita Buy versione Aidra rammenta un po’ la Sposa di Kill Bill) ricordando che nei suoi film precedenti Nanni si scatenava contro Don Siegel o Henry pioggia di sangue.
Riponendo vecchie ubbie contro certo film di genere, Moretti ci illustra il mondo cinematografico italiano dove e’ sempre piu’ difficile sopravvivere: i piccoli teatri di posa sono riconvertiti in location per le televendite e anche quando un progetto inizia a prendere corpo (non necessariamente dev’essere un film di spinoso argomento politico), basta la chiamata di un colosso come De Laurentis perche’ registi ed attori si defilino.
Alle difficolta’ professionale si sommano i problemi personali di Bonomo che si sta separando dalla moglie, o meglio sta subendo la volonta’ dei lei di separarsi e il dramma di dover comunicare la notizia ai figli senza traumatizzarli troppo. Questa parte sentimentale e’ quella che mi ha intrigato meno, anche se le immagini piu’ coinvolgenti riguardano questo segmento del film, ad esempio la camminata del bambino sui lego che ricoprono il pavimento.
C’e’ poi la parte politica: non e’ una novita che Moretti contestualizzi saldamente le sue storie nei momenti storici ed in questi ultimi anni il Presidente del Consigio ha innegabilmente tenuto la ribalta con i suoi misteri e le sue gaffe. Significativo non e’ tanto il film che la giovane regista vuole girare, in fondo le domande sui soldi di Berlusconi sono in ballo da anni e come dice lo stesso Moretti nella parte dell’attore a cui viene proposto il ruolo del premier, chi voleva capire ha capito e gli altri continueranno a far finta di nulla, molto piu’ significativo e’ il finale del processo con reminiscenze da La Fattoria degli animali (questo cittadino e’ piu’ uguale degli altri!) angosciante per come Moretti abbia il coraggio di dire flaubertianamente che “Berlusconi c’est moi”, infatti tutti noi siamo ormai corrosi dal berlusconismo: basta pensare all’attuale campagna elettorale dove il premier ha trasformato il programma della sinistra di riformare il sistema fiscale in uno spettro che tutti cercano di placare arrivando per assurdo, quasi a giustificare l’evasione.

Gli ultracorpi di Nicole






Pare che Nicole Kidman sara’ la protagonista dell’ennesimo remake (siamo al numero quattro!) del capolavoro sci-fi di Don Siegel L’invasione degli ultracorpi firmato questa volta da Oliver Hirschbiegel (quello de La caduta, piu’ noto per aver diretto la serie televisiva del cane Rex).
Son perplessa perche’ Nicole Kidman ha certamente un grande talento per la commedia e credo che nella versione per il grande schermo del telefilm Vita da strega sara’ grandiosa, (se non altro il nasino e’ adatto all’uopo) pero’ non potrebbe mettersi in mano ad un agente serio e cercare dei copioni un po’ piu’ decenti?