Plan 9 from Outer Space

USA, 1959
con Gregory Walcott, Mona McKinnon, Duke Moore, Tom Keene, Carl Anthony, Paul Marco, Tor Johnson, Dudley Manlove, Joanna Lee, Lyle Talbot, Conrad Brooks,
Bela Lugosi, Vampira, Criswell
regia di Ed Wood


Plan 9 from outer space


Un aereo in fase di atterraggio vede un UFO ma l’ordine è quello di tacere sull’incontro con il disco volante, intanto in un cimitero vicino alla casa del pilota Jeff Trent, protagonista dell’incontro alieno, due becchini vengono uccisi mentre seppelliscono una donna. Il marito della defunta muore poco dopo e nuovi fatti misteriosi accadono al cimitero che portano alla morte dell’ispettore Clay, anche la moglie di Trent viene aggredita in casa dal vecchio revenant: è l’attuazione del Piano 9 di una civiltà extraterrestre, resuscitare i morti per convincere i terrestri ad accettare la loro presenza e a recedere dalle ricerche di armi sempre più potenti che finiranno per distruggere l’Universo. Il colonnello Edwards, Jeff Trent e il tenente Harper salgono sull’astronave e discutono con gli alieni, l’arrivo di altri poliziotti fa scatenare una rissa che porta all’incendio dell’astronave mentre i terrestri si mettono in salvo.



Plan9 fromouterspace


Incoronato il film peggiore di tutti i tempi, Plan 9 from Outer Space deve la sua fama (anche) al film di Tim Burton, Ed Wood che ne racconta la genesi.
Il film è veramente bizzarro, un incrocio tra horror e sci-fi, con vampiri-zombie riportati in vita dalla solita invasione aliena tipica dei B movie anni ’50, una di quelle realizzazioni talmente fuori dagli schemi a cui non si può non voler bene, nonostante gli evidenti difetti tecnici e di scrittura.
Il valore aggiunto è ovviamente quello di essere il film postumo di Bela Lugosi: il regista riciclò alcune riprese dell’attore girate poco prima della sua morte e integrate con una controfigura (lontanissima da Lugosi per altezza e fisionomia) che gira con il mantello da vampiro sul volto per non farsi riconoscere.
Gli effetti speciali dei dischi volanti sono risibili però la partenza dell’UFO incendiato mi ha divertito.
Bizzarri anche gli alieni: civiltà evoluta che vuole mettere in guardia l’umanità dalle follie atomiche ha un governo monarchico e le donne non hanno diritto di parola ma soli scopi riproduttivi (!), vabbè diamo la colpa al perbenismo anni ’50 e ai fondi ottenuti da gruppi religiosi…

I Vampiri di Praga

Mark of the Vampire
USA 1935 MGM
con Lionel Barrymore, Elizabeth Allan, Bela Lugosi, Lionel Atwill, Jean Hersholt, Henry Wadsworth, Donald Meek, Jessie Ralph, Ivan F. Simpson, Franklyn Ardell, Leila Bennett, June Gittelson, Carroll Borland, Holmes Herbert, Michael Visaroff
regia di Tod Browning



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Nonostante lo scetticismo della polizia, la morte improvvisa di Sir Karell Borotyn sembra proprio causata dai vampiri. Quando le malefiche creature iniziano ad accanirsi anche su Irena, la figlia di Borotyn, viene chiamato il professor Zelen, esperto in arti magiche che utilizza tutti i metodi per sconfiggere i vampiri ma scopre anche il vero assassino…



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E’ difficile dare un parere su I Vampiri di Praga, il film è il remake sonoro di London After Midnight del 1927 con Lon Chaney, film considerato irrimediabilmente perduto. Come non bastasse la versione sonora del film è stata censurata e sforbiciata di circa una ventina di minuti quindi è veramente difficile comprendere gli intenti del regista.
La questione ovviamente gira tutta attorno al colpo di scena finale dove si annulla totalmente l’elemento sovrannaturale in favore di una spiegazione razionale annullando il coté horror della pellicola per trasformarla in un giallo: la mistery comedy era un genere molto in voga alla fine degli anni ’20 ma come interpretare questo film diretto dal regista che ha firmato Dracula, dando vita alla grande stagione dei mostri horror? E’ un ritorno al passato o un superamento definitivo del genere? Difficilmente si potrà avere una risposta.



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Personalmente ho trovato molto divertente il plot twist finale e mi ha permesso di apprezzare a posteriori alcune caratteristiche del film che avevo trovato un po’ pesanti: il conte Mora (Bela Lugosi) e la figlia Luna appaiono sullo stesso scalone del set originale di Dracula che scendono tra un eccessiva attenzione registica per tutti gli animali simbolici legati ai vampiri: blatte, ragni, ratti e pipistrelli. Un profluvio davvero esagerato che però trova un senso se si pensa che è una mistificazione teatrale come poi ci rivelerà la sceneggiatura; anche dal punto di vista autoriale è come se Browning ci volesse avvisare, con questa insistenza, che stiamo vedendo qualcosa di diverso da Dracula.
Nonostante lo scetticismo della polizia, la morte improvvisa di Sir Karell Borotyn sembra proprio causata dai vampiri. Quando le malefiche creature iniziano ad accanirsi anche su Irena, la figlia di Borotyn, viene chiamato il professor Zelen, esperto in arti magiche che utilizza tutti i metodi per sconfiggere i vampiri ma scopre anche il vero assassino…



Markofthevampire


Bela Lugosi non parla mai durante il film, ha solo la battuta finale ironica e profetica al tempo stesso in cui il teatrante che interpreta decide che d’ora innanzi interpreterà solo vampiri. A mordere le vittime è più Luna, l’iconica figlia vampiro, va detto che gli attacchi vampireschi sono molto pochi e poco mostrati nel film, altro elemento che dovrebbe far capire allo spettatore che quello a cui sta assistendo è qualcosa di diverso dall’horror. Il legame tra i vampiri e le loro vittime è affidato più a un potere ipnotico sottolineato da una notevole colonna sonora.
Il legame tra i due vampiri dovrebbe essere la causa della censura del film: Lugosi ostenta una visibilissima chiazza di sangue sulla tempia di cui non è data nessuna spiegazione, pare che la parte censurata alluda proprio alla trasformazione del conte Mora in vampiro, maledetto per essersi suicidato con un colpo di pistola alla tempia dopo aver strangolato la figlia che lo segue nella maledizione a causa del loro legame incestuoso.


I vampiri diPraga


Anche la figura del professor Zelen si discosta da quella classica di Van Helsing, l’esperto in questione interpretato da Lionel Barrymore, parla molto e discetta su leggende e rimedi contro i vampiri ma l’intento è quello di distrarre il vero colpevole per ipnotizzarlo e farlo confessare.
Penso che Tod Browning avesse ben compreso l’impatto mediatico di Dracula e quattro anni dopo fosse già in grado di giocare con gli stereotipi del personaggio e del genere horror allora in auge, non dimentichiamo la scena iniziale della zingara nel cimitero: le lunghe vesti della donna restano impigliate nella mano scheletrica fuoriuscita da una bara sfondata. Molto probabilmente il pubblico non era ancora pronto, di certo la meno accorta, come sempre, resta la casa di produzione con la sua censura.

Dracula *versione spagnola*

USA 1931 Universal
con Carlos Villarías, Lupita Tobar, Pablo Álvarez Rubio, Eduardo Arozamena, Barry Norton
regia di George Melford



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L’agente immobiliare Renfield si reca in Transilvania per formalizzare l’acquisto del conte Dracula dell’abbazia di Carfax. Il giorno dopo I due partono per l’Inghilterra via nave, Renfield è l’unico sopravvissuto dell’equipaggio ma è irrimediabilmente pazzo e viene rinchiuso nella casa di cura del dottor Seward. Dracula si presenta come nuovo vicino ai Seward e seduce Lucia, l’amica della figlia del dr. Seward, Eva. La ragazza muore e il dottor Van Helsing ipotizza sia stata vampirizzata e comprendendo che la stessa sorte toccherà anche a Eva fa di tutto per salvare la ragazza con l’aiuto del suo fidanzato, Juan Harker.



Dracula


All’avvento del sonoro il doppiaggio non era una pratica utilizzata, si preferiva girare più versioni dello stesso film con attori madrelingua. Il caso di Dracula è particolare perché la versione in lingua spagnola vanta non solo un cast diverso ma è stata realizzata da un’altra troupe guidata da un diverso regista, solo le scenografie sono le stesse utilizzate di giorno per la versione americana e di notte per la versione spagnola. Venivano visionati i giornalieri dal regista per essere fedele al progetto originale e del cast solo Villarías aveva accesso alla visione perché il suo Dracula doveva essere il più fedele possibile a quello di Bela Lugosi.
Per lungo tempo la versione spagnola è stata considerata perduta ed è riemersa solo negli anni’70 svelando un film con alcune differenze sostanziali che lo fanno ritenere anche superiore alla versione di Tod Browning.



Loc Dracula


È assodato dagli storici del cinema che la lavorazione della produzione originale fosse piuttosto caotica, David Manners che interpreta John Harker si disse così disgustato da non voler mai vedere il film finito. Di certo la produzione spagnola che visionava i giornalieri già girati aveva modo di migliorare alcune scena anche spinti da una rivalità tra i produttori Carl Laemmle Jr. per la versione americana e Paul Kohner (poi marito della protagonista femminile Lupita Tovar) per quella spagnola.
Resta inarrivabile la presenza scenica di Lugosi, già protagonista dello spettacolo teatrale da cui è tratto il film e la fotografia di Karl Freund che illumina gli occhi del Conte rendendoli magnetici ma effettivamente la produzione spagnola vanta una maggiore cura nelle scene, maggiori movimenti di macchina e anche i costumi sono differenti come fa notare la stessa Lupita Tobar nell’introduzione al film, i suoi costumi sono molto più scollati di quelli di Helen Chandler: la produzione per l’estero fu più libera perché, per quanto fossimo negli anni del Pre-Code, la censura era molto puntigliosa con questa produzione in quanto era la prima volta che le tematiche soprannaturali venivano portate sul grande schermo: fu cancellata la chiusa dello spettacolo teatrale in cui Van Helsing avvertiva il pubblico che per quanto quella fosse solo una rappresentazione, nel mondo esistevano fatti simili.



Dracularenfield


La versione spagnola è più lunga anche se manca la scena in cui Dracula vampirizza la fioraia prima di recarsi a teatro per conoscere i Seward; in compenso alcuni passaggi sono spiegati meglio rispetto alle sforbiciate americane: quando Renfield si avvicina alla cameriera svenuta la versione spagnola continua mostrando come il pazzo, più che alla donna inerme, fosse ancora ossessionato dalle mosche e abbandoni la facile preda umana perché distratto da un insetto.
Lupita Tobar si segnala per una recitazione più spontanea ed effervescente rispetto alla protagonista americana: il morso ad Harker è mostrato e non avviene fuori scena come nella versione originale.



GIUDIZIO SUL DVD


Dracula


La versione spagnola di Dracula fa parte del cofanetto Dracula: Legacy Collection che include anche i sequel La figlia di Dracula, Il figlio di Dracula e La casa di Dracula oltre a un interessante versione commentata del film americano e il documentario molto interessante Road To Dracula che spiega la genesi del Dracula cinematografico a partire dal romanzo di Bram Stoker, il Nosferatu di Murnau, le piéces teatrali che trasformano il Conte nell’azzimato nobile dall’aspetto di un prestigiatore (gli spettacoli erano pieni di colpi di scena come le sparizioni) e la sensualizzazione del personaggio passa anche attraverso la figura femminile di Theda Bara, vamp per eccellenza del primo cinema muto.

L’uomo che prende gli schiaffi

He Who Gets Slapped
USA 1924 MGM
con Lon Chaney, Norma Shearer, John Gilbert, Tully Marshall, Marc McDermott, Ruth King
regia di Victor Sjöström

L'uomo che prende gli schiaffi

Lo scienziato Paul Beaumont si vede rubare i risultati della ricerca a cui ha dedicato la vita dall’amico e mecenate, il Barone Regnard che dopo essersi preso i meriti del lavoro di Beaumont davanti all’Accademia delle Scienze, gli ruba anche l’adorata moglie, Marie.
In entrambe le occasioni Beaumont viene schiaffeggiato e deriso quindi per sopravvivere alla follia l’uomo si ricicla come clown in un circo dove diventa un celebre clown in un numero in cui prende gli schiaffi.
Quando nel circo arriva la bella cavallerizza Consuelo, figlia di un nobile decaduto, non è solo l’aitante Bezano ad innamorarsi di lei ma anche il He, il clown che prende gli schiaffi, che scoperto lo squallido matrimonio d’interesse per la figlia organizzato dal conte Mancini proprio con il Barone Regnard, si prende una mortale vendetta.


L'uomocheprendeglischiaffi

Uno dei capolavori del cinema muto e del cineasta danese Victor Sjöström: la settima arte non ha nemmeno trent’anni e fa riferimento al mondo circense, dello spettacolo ambulante in cui è nata e al melodramma: il tema di Ridi pagliaccio sottolinea i momenti più critici della vita di Beaumont. Un’opera in grado di commuovere ancora oggi che riflette sulla futilità e sul dramma grottesco dell’esistenza, sottolineato dal clown che fa girare la palla che per sovrimpressione diventa il globo terrestre.


He Who Gets Slapped

Stanco e stremato dagli studi, Beaumont non è in grado di accettare che il giorno del suo trionfo accademico si trasformi in quello più brutto della sua vita: deriso dai colleghi, abbandonato dalla moglie il tutto per opera dell’uomo che credeva suo amico e protettore il Barone Regnard. Beaumont per una grottesca legge di contrappasso trasforma quegli schiaffi che ancora gli bruciano sul volto nella costante della sua vita e diventa un clown che prende gli schiaffi per far ridere la gente.


HeWhoGetsSlapped

L’equilibrio precario del clown si spezza con il nuovo amore nato per Consuelo, colpito dalla dolcezza della ragazza che si offre di rammendargli il cuore di pezza, He si dichiara alla fanciulla nel tentativo di salvarla dallla corte del Barone, viene deriso e schiaffeggiato ancora una volta ma Consuelo, pensando a uno scherzo, lo fa con tale grazia che il clown accetta definitivamente il suo destino e organizza una vendetta mortale (che torna piuttosto simile in Vendetta d’Oriente) contro Regnard e Mancini per poi morire, come nella migliore tradizione, davanti al pubblico stringendo tra le mani il cuore di pezza reso rosso (vivo pulsante) dal suo sacrificio che regala la felicità ai due innamorati.


He Who Gets Slapped

I dettagli degli oggetti nelle mani sono il mezzo con cui il regista caratterizza i personaggi: i soldi e l’arma nascosta nel bastone da passeggio per i due vilain, fiori per gli innamorati e il cuore di pezza per il povero clown perennemente incompreso.


L'uomo che prende gli schiaffi

L’uomo che prende gli schiaffi è la prima produzione della MGM, Consuelo è interpretata dall’attrice canadese Norma Shearer che divenne una delle prime dive simbolo della celebre major sposando anche il tycoon Irving Thalberg, produttore non accreditato di questa prima realizzazione.

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Il leone a cui He affida la propria vendetta è Slats, il primo leone che compare nel logo della major all’epoca del cinema muto mentre tra i sessanta clown che fanno da contorno ai numeri del clown che prende gli schiaffi figura anche Bela Lugosi.

L’isola delle anime perdute

Island of Lost Souls
USA 1932 Paramount
con Charles Laughton, Richard Arlen, Leila Hyams, Béla Lugosi, Kathleen Burke, Arthur Hohl, Stanley Fields, Paul Hurst, Tetsu Komai, Hans Steinke
regia di Erle C. Kenton



Island of Lost Souls


Edward Parker viene salvato da un naufragio dal cargo del capitano Davies ma un alterco con il burbero capitano fa sì che questi lo lasci sulla chiatta del Dr.Moreau a cui doveva consegnare delle merci invece di portarlo ad Apia. Piuttosto infastidito dalla presenza dell’ospite, Moreau promette di farlo condurre a destinazione il giorno seguente ma quando si accorge che Lota, una strana ragazza che vive sull’isola è attratta da Parker decide di trattenere l’uomo che in breve scoprirà di essere finito nelle mani di uno scienziato pazzo che cerca di trasformare gli animali in esseri umani. Intanto Ruth Thomas, la fidanzata di Parker che aveva ricevuto un telegramma dalla nave che la informava che si era salvato, si fa accompagnare sull’isola per recuperare l’amato..




Islandofthelostsouls


Altro classico della cinemografia horror pre-code che non ha mai avuto una distribuzione italiana.
Si tratta della prima versione sonora delle diverse (anche un corto amatoriale di Tim Burton tredicenne) tratte dal romanzo di H. G. Wells che disconobbe questa versione per l’accento sugli aspetti orrorifici e effettivamente i volti deformati degli esseri a metà tra animali ed umani mantengono ancora la loro forza perturbante.




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Ad interpretare il Dr.Moreau c’è Charles Laughton che disegna uno scienzato pazzo decisamente diverso dagli altri: nessun trauma all’origine della sua follia, una freddezza verso il dolore ritenuto necessario per il progresso della scienza, un tocco di ironia inglese quando si allunga su un tavolo vantandosi dei suoi successi per esser subito avvolto dal nero delle ombre mentre chiede all’ospite se immagini cosa si provi ad essere Dio.




Islandofthelostsouls


Nonostante la presenza dell’attore inglese il film fu vietato in Inghilterra -e in molte altre nazioni- per circa trent’anni perché le scene di vivisezione erano ritenute eccessive ma essendo un film pre-code vengono accentuati gli aspetti violenti e sensuali della storia: al solito la bella ha una scena in sottoveste mentre si toglie le calze, cosa che eccita il mostruoso Ouran che tenta di rapirla, mentre l’esotica“donna pantera” indossa un succinto pareo e si scioglie in un abbraccio sensuale tra le braccia di Parker.




L'isoladelleanimeperdute


Estremamente crudele anche il destino di Moreau sezionato dalle stesse creature che ha torturato quando per primo infrange la legge che impediva agli esseri di uccidere gli umani: comprendere che chi li aveva fatti era mortale come loro e che per primo non rispettava la Legge scatena la rabbia delle povere creature sempre vissute nella paura e nel dolore.




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Giudizio del DVD

Ho visto Island of Lost Souls della celebrata Criterion Collection: ineccepibile il riversamento per quanto possibile da un film del 1932, ottimi gli extra, compreso l’esauriente libretto che accompagna il DVD, l’appunto riguarda ovviamente i sottotitoli che sono presenti solo in inglese per gli audiolesi indicando quindi anche tutti i rumori presenti nella colonna sonora, tutte le altre lingue sono escluse, pare per un problema di diritti.

L’isola degli zombies

White Zombie
USA 1932
con Bela Lugosi, Madge Bellamy, Joseph Cawthorn, Robert Frazer, John Harron, Brandon Hurst, Frederick Peters
regia di Victor Halperin



Whitezombie

Il ricco possidente Beaumont invita Neil e Madeleine, una coppia di fidanzatini appena arrivati ad Haiti, a celebrare le nozze nella sua proprietà. In realtà l’uomo è innamorato della ragazza e fino all’ultimo cerca di convincerla a fuggire con lui. Vista l’irremovibilità di Madeleine, Beaumont arriva a chiedere l’aiuto di Legendre, uno stregone che ha appreso i segreti per trasformare le persone in zombie: la sposina viene avvelenata poi Beaumont e Legendre trafugano il suo cadavere..

White zombieAnche se White Zombie è considerato il primo film di zombie della storia del cinema, la pellicola è arrivata in Italia molto tardi ed è poco conosciuta.
Ispirandosi a un testo di antropologia sul woodoo haitiano, gli zombie di Halperin sono in realtà viventi indotti a un sonno simile alla morte, trafugati subito dopo l’inumazione e tenuti in uno stato di incoscienza per esser manovrati dal negromante: Legendre sfrutta gli zombie per avere manodopera gratis per il suo mulino; i canti ossessivi, il rumore sgradevole del mulino, le strida degli avvoltoi rendono ancora bene l’atmosfera horror.
Madeleine diventa un’automa compiacente ma Beaumont non sopporta di vedere la donna che ama ridotta così e chiede a Legendre di riportarla alla coscienza ma per tutta risposta Legendre cerca di ridurre in schiavitù anche Beaumont. Intanto Neil, vista profanata la tomba della moglie, si lascia andare all’alcol e con il Dr. Bruner cerca di ritrovare l’amata ma finisce nelle mani di Legendre che vorrebbe farlo uccidere proprio da Madeleine ma la donna non riesce a compiere il delitto iniziando così a risvegliarsi dall’ipnosi mentre Beaumont muore uccidendo Legendre.




White zombie

Come gli altri classici horror dell’epoca, La mummia e Dracula stesso, anche L’isola degli zombies è intriso di un profondo romanticismo, un amore che non supera il tempo ma si ribella a una volontà imposta e il magnetico sguardo di Murder Legendre alias Bela Lugosi, è molto più inquietante del sorriso mellifuo di Dracula.




L'isoladeglizombies

Anche la regia è molto curata e sullo stile degli altri classici horror dei primi anni trenta, con giochi d’ombre di derivazione espressionista, Halperin si diletta nella costruzione delle riprese: interessante la ripresa dell’attore che scende lo scalone ripreso attraverso la losanga della balaustra: l’inquadratura torna due volte, una per Legendre e poi per Madeleine ma quando la ragazza torna a ridiscendere lo scalone dopo essersi ribellata alla volontà del negromante il regista non la inserisce più nella figura geometrica che quindi non ha solo valenza decorativa ma rappresenta anche la costrizione subita.

L’uomo lupo

The Wolf Man

USA 1941, Universal
con Lon Chaney Jr, Claude Rains, Ralph Bellamy
regia di George Waggner



Luomolupo


Larry Talbot, secondogenito di una nobile famiglia torna nel villaggio natio dopo lungo tempo, in seguito alla morte del fratello maggiore, conosce la bella figlia dell’antiquario e per corteggiarla compra un bastone il cui pomo rappresenta una testa di lupo in argento. Una sera, dopo l’arrivo degli zingari in citta’, va con Gwen e un’ altra ragazza a farsi leggere le carte, ma quest’ultima viene aggredita e sbranata da un lupo feroce, Talbot interviene e lo uccide con il bastone, ma il lupo riesce comunque a morderlo. Chiamati rinforzi e tornati sul luogo dell’aggressione accanto alla ragazza si trovera’
il cadavere non di un lupo, ma dello zingaro Bela (interpretato da Bela Lugosi). Incredulo di aver potuto scambiare un lupo per un essere umano, Larry interviene al funerale di Bela e la madre dello zingaro gli svelera’ il mistero della licantropia: chi viene morso da un lupo mannaro senza restare ucciso verra’ colpito dalla stessa maledizione!
Ben presto nuovi omicidi sconvolgono il paese, e Talbot chiede aiuto al padre che lo convince che la sua sia solo suggestione, ma quando il licantropo sta per sbranare Gwen, e’ proprio il padre a doverlo uccidere con il medesimo bastone dal pomo d’argento.



Thewolfman


Giudizio del
film

L’ultimo grande horror classico della Universal è datato
1941 e sinceramente è di gran lunga minore ai grandi film di mostri degli anni ’30. La storia e’ parecchio confusa, probabilmente per grosse modifiche alla sceneggiatura apportate poche settimane prima dell’inizio delle riprese. Al copione lavorò principalmente Curt Siodmak, che riesce a costruire un impianto degno di una tragedia greca, dove il destino avverso profetizzato non puo’ che compiersi in maniera ineluttabile. Essendo girato nel 1941, e opera di un fuoriuscito ebreo di origine tedesca, nel film non possono mancare riferimenti latenti alla seconda guerra mondiale: il segno che contraddistingue la stirpe
dei licantropi e che appare sulle loro prossime vittime e’ un pentacolo che ricorda la stella di David che i nazisti imponevano sui vestiti degli ebrei.
Il film viene finito nel novembre del ‘41 quando gli Stati Uniti erano ancora neutrali al conflitto, quindi la parte della pellicola che rappresenta l’incredulita’ del padre nei confronti della condizione del figlio, ma che messo di fronte alla sua inumanita’ e’ costretto ad ucciderlo puo’ essere letta come un monito all’America.

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Giudizio sul DVD

Questa edizione, facente parte di una collezione dedicata ai monster classici della Universal, e’ molto interessante.
Oltre ad un buon riversamento della pellicola, troviamo un documentario intitolato Mostri al chiaro di luna, presentato da John Landis che ci racconta l’evoluzione dell’uomo lupo nella filmografia Universal: il licantropo figura gia’ in Dracula, almeno con isuo terribile ululato, dopo il successo di Frankenstein e lo sviluppo di make up sempre piu’ complessi, viene stesa da Robert Florey la sceneggiatura di un film sull’uomo lupo che doveva essere interpretata da Boris Karloff: la vicenda era ambientata nelle alpi bavaresi e raccontava di un ragazzo che si trasforma di un lupo mannaro, dopo esser stato allevato da un branco di lupi che gli avevano sbranato la famiglia. Il progetto viene accantonato per timore della censura.
Ne Il segreto del Tibet del 1935 la storia e’ incentrata sulla licantropia, ma il film non ebbe successo, probabilmente perche’ il trucco del werewolf non era troppo accurato, sempre per timore di non creare qualcosa di troppo spaventoso, solo nel 1941 Lon Chaney Jr. diede finalmente vita all’uomo lupo che e’ entrato nella storia del cinema.
Il commento del film condotto da Tom Weaver, e‘ ricco di informazioni anche sugli attori minori e illustra i pezzi di set che provenivano da altri film dell’Universal o che entreranno poi in altre scenografie.
E’ molto interessante il parallelo con l’horror psicologico che Val Lewton introdusse l’anno seguente alla RKO con Il bacio della Pantera: di certo tra un uomo lupo e una donna pantera qualche attinenza c’e’ gia’ nel tema, ma la cosa piu’ interessante e’ che nella stesura originale e modificata all’ultimo minuto, non ci sarebbe dovuta essere nessuna trasformazione visibile in lupo: veniva lasciata allo spettatore la possibilita’ di decidere se Larry Talbot fosse stato veramente colpito da licantropia o solo da una turba psichica, anticipando in questo modo lo stile l’horror che salvo’ la RKO dal fallimento, ma produttori poco disposti a rischiare preferirono restare legati alla tradizione degli anni ‘30 fatta di
spettacolari make up, segnando cosi’ il declino della grande tradizione horror della Universal.