Midsommar – Il villaggio dei dannati

Midsommar, USA Svezia, 2019
con Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Vilhelm Blomgren, Will Poulter,Ellora Torchia, Archie Madekwe, Julia Ragnarsson, Björn Andrésen
regia di Ari Aster

Christopher trascina stancamente una relazione con la problematica Dani e quando la sorella bipolare di lei si suicida uccidendo anche i genitori, Christopher rimane l’unico punto di riferimento della ragazza che viene invitata al viaggio estivo in Svezia nel villaggio natale di Pelle, uno degli amici di Christopher per vedere i riti di mezz’estate. La vacanza andrà in maniera ben diverse dalle aspettative dei ragazzi…

Il film di Ari Aster non è solo un folk horror dove i protagonisti si ritrovano in realtà rurali chiuse, governate da strani riti cruenti, tema non certo nuovo al cinema horror.

L’apporto più interessante è sicuramente lo studio della relazione di coppia profondamente sbilanciata: Dani rimasta sola al mondo dopo la tragedia che l’ha colpita si aggrappa al fidanzato, immaturo e superficiale che sogna solo una vacanza con i compagni di università.

Ampliando il concetto, Midsommar diventa una  riflessione sul mondo delle sette e la loro facilità di far presa su chi è in difficoltà: la condivisione del dolore del tradimento con le altre ragazze ha un significato catartico per Dani sempre sola e incompresa nel suo dolore per le perdite familiari.

La trama non riserva molti colpi di scena, lo sviluppo è piuttosto prevedibile ma lo stile rarefatto e dilatato (forse troppo) ha il suo fascino. Notevole la fotografia: se è inusuale un horror ambientato in situazioni diurne, Midsommar spinge ulteriormente la situazione con una fotografia leggermente sovraesposta che rappresenta un mondo falsamente idilliaco fatto di abiti bianchi e corone di fiori tra i capelli ispirato alle illustrazioni d’inizio secolo di Carl Larsson.

Il film è anche l’ultima apparizione sullo schermo di Bjorn Andrésen, il Tadzio di Morte a Venezia scomparso in questi giorni. Ha il significativo cameo del vecchio della coppia con la cui morte iniziano i nove giorni di riti solari.

The bridge

Thebridge Ricomincia stasera, dopo un’inopinata pausa ferragostana, la serie più interessante dell’estate 2013, stagione asfittica come ogni tradizionale palinsesto estivo che si rispetti. Per questo motivo ho apprezzato la decisione di fermare la programmazione da parte di Sky: per non bruciare un prodotto che si sta rivelando molto interessante. Il contrario di quanto sta facendo Raidue con Vegas, altra serie degna di nota buttata allo sbaraglio questa primavera e ritirata dopo il flop del pilot e trasformata ora in riempitivo dei vuoti della programmazione estiva con orari molto ballerini (poi chiedetevi perché la gente scarica..)
Tornando a The Bridge va ricordato che la serie è la trasposizione americana di un prodotto scandinavo Bron: mentre il ponte nord europeo divide la Danimarca dalla Svezia quello americano è sul confine ben più scottante tra Stati Uniti e Messico scenario del giornaliero passaggio di clandestini e droga a cui si aggiunge l’opera di un serial killer dagli intenti moralistici: con i suoi delitti vuol dimostrare l’indifferenza verso la sorte dei messicani, soprattutto le ragazze vittime di abusi che finiscono molto spesso con l’omicidio.
Il killer debutta con un clamoroso duplice assassinio sul ponte unendo il tronco di una donna giudice texana alle gambe di una giovane prostituta messicana; il caso viene affidato a una “strana coppia” la detective americana, affetta da Sindrome di Asperger, Sonya Cross e il pacioso poliziotto messicano Marco Ruiz.
Il complesso carattere della detective sembra dovuto o accentuato da qualche trauma infantile o adolescenziale che spero emerga nel corso dei prossimi episodi dato che incuriosisce quanto la soluzione del caso.
A interpretare il personaggio di Sonya c’è Diane Kruger al suo debutto nel seriale televisivo, più che esaltarne l’innegabile bravura una domanda: a quando un biopic su Carole Lombard? La Kruger è praticamente identica!

Internazionale a Roma

Internazionale un progetto a cura di CineAgenzia

Internazionale porta al Palazzo delle Esposizioni i migliori documentari prodotti nell’ultima stagione, selezionati per il festival che la rivista organizza da anni a Ferrara e che si è imposto come uno degli appuntamenti più interessanti e innovativi nel panorama culturale nazionale. Il pubblico della capitale avrà così l’occasione di condividere una delle importanti sezioni che compongono la manifestazione, la rassegna di documentari, pensata come l’indice di un ipotetico numero del settimanale, fatto questa volta non di testi e fotografie ma di immagini in movimento, con la stessa attenzione per la qualità dell’informazione e della “scrittura” e uno sguardo attento sull’attualità internazionale.
Grazie alla collaborazione tra Internazionale e il Palazzo delle Esposizioni l’intero programma di documentari vedrà la presenza di ospiti e di redattori del settimanale, che presenteranno al pubblico le proiezioni e i temi dei film, spesso ignorati dai media dominanti, se non quando si impongono con i toni dell’emergenza.
A legare i film scelti non è la geografia, visto lo sforzo di andare a toccare i paesi più lontani, dal Nicaragua alla Corea del Nord, dall’Islanda alla Sierra Leone, né un tema dominante, poiché i documentari affrontano questioni diverse, per quanto inevitabilmente interdipendenti, come crisi economica, diritti umani, migrazioni e conflitti. A emergere come elemento unificante è piuttosto la necessità di guardare queste immagini, e la realtà che ci circonda, senza fidarci troppo delle apparenze e del nostro stesso punto di vista: è la prima lezione di ogni reporter, è quello che ognuno di noi deve allenarsi a fare per affrontare la complessità del mondo e smontare la banalità dei pregiudizi.

Si ringrazia Ferrara sotto le Stelle

PROGRAMMA

06/10/2010 21:00
The Red Chapel – documentario
Ingresso libero
di Mads Brügger. Danimarca, 2009 (88′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presentano Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia). Alla presenza del regista Mads Brügger
Un giornalista senza scrupoli e una coppia di improbabili comici di origini coreane partono dalla Danimarca per andare in Corea del Nord. Autorizzati a entrare nel paese, metteranno a dura prova il senso dell’umorismo dei nordcoreani e il culto del “Caro Leader”, Kim Jong-il. Una satira spietata che prende di mira il paese più chiuso del mondo.

07/10/2010 21:00
Stolen – documentario
Ingresso libero
di Dan Fallshaw e Violeta Ayala. Australia, 2009 (77′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Sergio Fant (CineAgenzia).
Partiti per documentare la situazione dei sahrawi, il popolo originario del Sahara Occidentale, due registi australiani scoprono una realtà nascosta: l’esistenza della schiavitù nei campi profughi del Fronte Polisario. Tra minacce, pressioni politiche e servizi segreti, Fallshaw e Ayala si trovano coinvolti in un intrigo internazionale e il loro documentario si trasforma in una spy story.

08/10/2010 21:00
Last Train Home – documentario
Ingresso libero
di Lixin Fan. Canada, 2009 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Junko Terao (Internazionale)
Ogni primavera le città cinesi piombano nel caos: milioni di persone si riversano nelle stazioni per andare a festeggiare il capodanno nei loro villaggi di origine. Sono soprattutto operai che lavorano nelle grandi città industriali della costa. Nel suo remiatissimo film d’esordio, il regista Lixin Fan ha seguito i viaggi e le speranze degli Zhang, una delle tante famiglie divise tra città e campagna, tradizione e modernità.

09/10/2010 18:30
The Town of Badante Women – documentario
Ingresso libero
di Stephan Komandarev. Bulgaria, 2009 (70′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Andrea Pipino (Internazionale)
A Varshets, in Bulgaria, il tasso di disoccupazione è altissimo. Per molte donne la soluzione è andare in Italia a lavorare come badanti. Partono per stare un anno, ma spesso si fermano più a lungo. Intanto a Varshets cambia anche lo stile di vita degli uomini, tra faccende domestiche e strategie di auto-aiuto, aspettando i soldi che una volta al mese arrivano dall’Italia e le visite (sempre più rare) delle mogli.

09/10/2010 21:00
Bananas!* – documentario
Ingresso libero
di Fredrik Gertten. Svezia, Danimarca, 2009 (87′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Il Nemagon, un pesticida vietato negli Stati Uniti dal 1977, è stato usato nelle piantagioni di banane del Nicaragua, dove in alcune zone acqua, terra, cibo e perfino il latte materno sono stati contaminati, danneggiando gravemente la salute dei braccianti. Juan “Accidents” Dominguez, un avvocato di Los Angeles specializzato in rimborsi milionari, fiuta il caso della sua vita e a nome di oltre diecimila nicaraguensi cita in giudizio la multinazionale Dole Food. Una vittoria segnerebbe un precedente storico, rendendo possibili richieste di risarcimento da parte di tutte le vittime dei pesticidi nel mondo.

10/10/2010 18:30
God Bless Iceland – documentario
Ingresso libero
di Helgi Felixson. Islanda, Germania, Svezia, 2009 (90′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Nell’ottobre del 2008 l’Islanda è travolta da un collasso economico senza precedenti. Le tre maggiori banche nazionali falliscono nella stessa settimana e il 22 gennaio 2009 il governo si dimette, dopo settimane di violente proteste. Una delle crisi più clamorose del capitalismo globale raccontata attraverso la vita della gente comune.

10/10/2010 21:00
War Don Don – documentario
Ingresso libero
di Rebecca Richman Cohen. Stati Uniti, 2010 (85′) – v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Jamila Mascat (Internazionale)
Issa Sesay, ex comandante ribelle della Sierra Leone, aspetta il suo processo nella sede del tribunale internazionale creato dalle Nazioni Unite. È accusato di crimini contro l’umanità: arruolamento di bambini, mutilazioni, stupri e genocidio. I suoi difensori, però, sostengono che ha protetto i civili e ha giocato un ruolo decisivo nel processo di pace. Raccogliendo le testimonianze degli avvocati, delle vittime e dello stesso Sesay, il film mette “sotto processo” il sistema della giustizia internazionale: la condanna di un uomo può chiudere i conti con il passato traumatico di un intero paese?

informazioni:

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma

http://www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI

Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card

Lasciami entrare

Lasciamientrare

Svezia, primi anni 0ttanta: Oskar, dodicenne vittima della banda di bulli della sua scuola, trova la forza di ribellarsi ai soprusi grazie all’amicizia con Ely, una strana bambina che va ad abitare nell’appartamento vicino al suo.. 
Nuova declinazione del tema del vampirismo che punta sull’angosciosa scoperta della mancanza di innocenza dei bambini che si affacciano all’adolescenza, sottolineando un tema attuale come quello del bullismo. Infanzie un po’ slabbrate che cercano una strada qualsiasi per sfuggire alla solitudine in cui li getta un mondo fatto di adulti disillusi o compresi nell’inseguimento delle lori illusioni (i genitori di Oskar, i beoni del quartiere).
 Il regista Tomas Alfredson compone immagini bellissime esaltando le fredde geometrie razionaliste dei sobborghi di Stoccolma, avvolte quasi sempre nelle gelide e scure notti svedesi rese irreali dal riverbero della neve a cui si contrappone la luce fintamente calda degli interni. 
C’e’ qualche breve momento di comicita’ involontaria come quella dei gatti che assalgono la neovampira, ma per il resto il film e’ lodevole soprattutto nel condurre la vicenda verso un presunto lieto fine lasciando solo intuire il destino amaro di chi vittima lo e’, forse, per predestinazione.