Scrivimi una canzone

Scrivimi1canzone Music and Lyrics
USA 2006
con Hugh Grant, Drew Barrymore, Brad Garrett, Kristen Johnston,
regia di Marc Lawrence

Alex Fletcher faceva parte di una band di successo degli anni ’80 , i PoP! e ora vivacchia riproponendo i suoi vecchi successi a fiere e sagre. L’occasone di tornare in auge gli e’ offerta da una famosissima e giovanissima lolita del pop con cui potrebbe duettare, se Alex riuscisse a scrivere la canzone adatta, inaspettatamente l’aiuto gli arriva da Sophie, la ragazza che si occupa di bagnare le piante del suo appartamento.

Deliziosa commedia romantica che dimostra una certa abilita’ creativa, i punti salienti della trama sono quelli caratteristici del genere: incontro, innamoramento , crisi e trionfo del sentimento e fortunatamente vengono risolti in maniera poco banale o prevedibile. Anche la scenografia offerta dallo skyline newyorkese e’ decisamente diversa da quello proposta di solito.
Il titolo originale, Music and lyrics trova una sua spiegazione in un dialogo tra i due protagonisti dove Sophie, aspirante scrittrice che esce da una grossa delusione, definisce il testo come quella fase dell’innamoramento in cui si approfondisce la conoscenza dell’altro mentre la melodia rappresenta l’attrazione fisica. Ma il rapporto tra musica e parole rispecchia anche la comicita’ della commedia: a battute argute e divertenti corrisponde un buon lavoro di satira sul mondo della canzone: il video anni’ 80 dei PoP! e’ spassosissimo e nel finale viene riproposto nella sua interezza con il classico stile MTV: le bolle che contengono curiosita’ e biografie del gruppo.
Mi ha molto divertito vedere che anche le meteore del piu’ rutilante showbiz americano sopravvivono suonando alle fiere paesane come i cantanti italiani in declino che puoi trovare alle feste patronali nei nostri paesini.
Ben delineato il personaggio di Cora, la pop star “piu’ famosa di Britney e Christina messe assieme” : una bellissima adolescente che propone ritmi pop mixati con musiche indiane; idolo di ragazzini ed adolescenti, scandalizza o seduce, a seconda del sesso, i genitori che accompagnano i figli minorenni con le sue mise succinte e le movenze ultrasexy.
Il pezzo piu’ geniale e’ pero’ l’allusione al reality a cui Alex era stato invitato a partecipare nel quale le meteore degli anni ’80 dovevano fare a botte e il vincitore avrebbe potuto cantare un suo successo: allo scontro finale Debbie Gibson si batte con Tiffany ma il piu’ epico e’ lo scontro per i secondo classificati: Adam Ant contro Billy Idol!
Ottima la recitazione degli attori: Hugh Grant fornisce forse una delle sue prove piu’ esilaranti cavandosale molto bene come cantante; tenera e svampita Drew Barrymoore e all’altezza anche il cast dei comprimari.
Non siamo certo dalle parti del capolavoro, ma di un buon lavoro di intrattenimento intelligente, si’.

recensione pubblicata a suo tempo su ImpattoSonoro

Carnivale, la prima serie

Carnivale

Non poteva che terminare a ridosso de “el dia de los muertos”, questa prima serie che lascia tanti interrogativi in sospeso: si chiarisce solamente chi, tra Padre Justin e Ben Hawkins e’ il prescelto dalle forze del bene e chi da quelle del male, schieramento gia’ prevedibile (o auspicabile?) dall’inizio del serial ma nuove forse entrano in gioco: chi e’ l’enigmatica Direzione? E Sophie? sara’ veramente quello che lascia intendere la confessione di sua madre Apollonia a Lodz?
Carnivale si e’ rivelato un serial molto interessante, poco affine a Twin Peaks: credo che il paragone fosse stato tirato in ballo soprattutto per il fatto che tra i protagonisti c’e’ Michael J. Anderson, il nano di Twin Peaks che qui offre una bella interpretazione nel ruolo di Samson.

Piu’ che sugli aspetti fantastici della vicenda, si punta sulla suspence e sull’ampio respiro descrittivo della desolazione della Depressione, dei dodici episodi trasmessi quello che mi e’ piaciuto di piu’ e’ Babylon, con la terribile fine che aspetta Dora Mae nell’angosciante citta’ fantasma.
BabilonNon vedo l’ ora che arrivi in Italia la seconda serie e gia’ vengo delusa dalla notizia che la HBO ha recentemente deciso di non produrre la terza stagione, chiusura pare, non motivata solamente dai bassi ritorni economici, e a ben pensarci le immagini di nudi integrali e comportamenti non proprio moralistici descritti dal telefilm hanno ben poco a che fare con l’austera (integralista?) immagine neocon che ultimamente ci arriva dall’altra sponda dell’Atlantico.