Cartoline dall’inferno veneziano

C’est Venice pour l’eternite’
Venice qu’il meurt jamais

Toto Cotugno

Mi ero ripromessa di non scrivere nulla della sessantesima mostra del cinema, ma subbissata dalle varie cartoline da Venezia che ogni rete televisiva, con notevole sfoggio di fantasia, ci ha propinato, non posso esimermi dal dire la mia.
Iniziamo da giovedi’ scorso quando nei palinsensti notturni di rai3 mi sono imbattuta in Pascal Vicedomini (pessimo pseudonimo, ma se e’ un nome vero.. pessimi genitori) che commentava la giornata di apertura informandoci dell’arrivo di Johnny Depp, attor giovane che (a suo parere) ha finalmente raggiunto la fama internazionale con La maledizione della prima luna (lo avevate notato in Edward mani di forbice? siete dei veggenti! Vi eravate innamorate di lui in Chocolat o La vera storia di Jack lo squartatore? vi attende senza ombra di dubbio una proficua carriera di talent scout!).
Il nostro solerte cronista ha voluto dirci la sua sulla bagarre riguardante le migliorie strutturali da apportare al palazzo della mostra riuscendo a intervistare al volo il ministro Lunardi la scenetta a cui hanno dato vita mi e’ rimasta impressa quasi alla lettera: -Ministro, che ne pensa del palazzo costruito durante il trentennio.. QUEL trentennio, dovrebbe essere ristrutturato?
Sguardo basito di Lunardi che come ministro di un governo di destra ha ripassato e sa che Mussolini e’ stato al potere solo 20 anni, ma si riprende con scatto felino e abile mossa ribattendo: – Ma no.. basta una rinfrescata! E’ bello quel sapore di VECCHIO!
Lunardi batte Vicedomini 1 a 0: una ripassata al linguaggio tecnico (oltre alle pareti di casa a cui stava evidentemente pensando) farebbe di lui un governante quasi credibile e meno nostalgico.

Venezia2003

Terzo ed ultimo (deo gratia) servizio: uno stralcio di intervista a Woody Allen in cui gli chiede se conosceva Alberto Sordi, una domanda al volo a Rutelli per chiedergli se Sordi e’ stato degnamente ricordato alla mostra.. Ora con tutto l’affetto e la stima per l’Albertone nazionale, oltre a Raf Vallone di cui miracolosamente si sono ricordati, personalmente avrei di molto gradito che qualcuno spendesse una parola di commemorazione per il grandissimo Massimo Girotti!
Gli altri spazi televisivi dedicati alla mostra sono stati condotti da giornalisti impacciati (qui si’ che ci voleva il Sordi dentone!) Rai2 costume e societa’ e’ arrivata a dedicare una puntata ai prezzi esorbitanti di Venezia, notizia talmente ovvia da far rigirare nella tomba anche il povero Lapalisse, per finire con un mini spot su una trattoria dove niente popo di meno che Paolo Villaggio e’ solito bere ombre e pasteggiare a sarde in saor (servizio vincitore del e chissenefrega lagunare).
Ho visto anche Marzullo che vedo con orrore tentare di specializzarsi in conduzioni di eventi cinematografici (vedi lo speciale sulla morte di Gregory Peck), oltre alla sua reiterata ossessione per vento e zanzare posso solo segnalare che da lui ho appreso la ferale notizia che Alberoni e’ il direttore del Centro di Cinematografia.
Salvo solo le cartoline di Barlozzetti che con leggerezza commentavano gli eventi; peccato che il piu’ delle volte i suoi quiz della memoria cinematografica si stemperavano su un primo piano di Sonia Grey!
Fortunatamente c’era Blob ed Enrico Ghezzi, ultimo eroico baluardo della critica cinematografica televisiva, che ieri da dato mostra di tutto il suo genio terminando il suo intervento precisando che lui non andra’ da Marzullo perche’ teme, come in un contatto tra materia e antimateria di essere inghiottito dal nulla: allora Dio c’e’!

Il tesoro del castello senza nome

Presa dall’ondata di infantilismo che ci ha travolti, come non ricordare il tesoro del castello senza nome? Le avventure di Jean Loup e gli altri sono un ricordo indelebile nella mente di tutti noi, benche’ questo sceneggiato per ragazzi non sia mai piu’ passato in tv (quasi quasi scrivo a canaljimmy.. ); nessuna immagine a suffragare la memoria degli occhioni di Jean Loup, nessun dato tecnico o critico sui siti web, solo un ricordo che aleggia su tutti noi, infanti degli anni anni 70: e’ cosi’ che nascono i miti?

UPDATE: qui la recensione del dvd

E’ scomparso Rand Brooks

Il nome non vi dira’ nulla, infatti fu piu’ che altro un’attore televisivo, ma passa alla storia del cinema come l’uomo che per primo bacio’ Marylin nel film del ’49 Orchidea bionda, (non l’ho visto neppure io!) ma il suo viso e’ noto a tutti per aver interpretato il povero Carlo Hamilton, fratello di Melania,sposato da Rossella per ripicca all’incombere della guerra civile e morto di rosolia senza neppure vedere il campo di battaglia.
La carriera cinematografica, se non di successo, gli fu dolce, che gli sia lieve la terra.


Randbrooks

incredibile!

Se per gli altri blog basta un immagine o un riferimento al sesso per avere un’impennata, da queste parti piu’ del (finto) scandalo saffico del VMA possono gli eroi dei cartoon!
Omaggio dunque a Lady Oscar (la mia preferita)

e alla dolce Licia

solo brutte notizie oggi!


Culkin, il giovane Hannibal
Los Angeles, 29 agosto 2003 – Arriva il prequel de Il silenzio degli innocenti e a interpretare il giovane Hannibal Lecter sarà Macaulay Culkin, l’ex bambino prodigio di Mamma ho perso l’aereo. Intitolato The Lecter Variation, il film sarà prodotto da Dino De Laurentis, che ha scelto Culkin dopo averlo visto recitare nel recente Party Monster. The Lecter Variation racconta gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza del più famoso cannibale della storia del cinema e sara’ interpretato da vari protagonisti che vestiranno i panni di Hannibal alle eta’ di 12, 15, 20 e 25 anni.
Di Lecter non se ne puo’ piu’, Culkin farebbe meglio a cercare qualche sistema magari ispirato al famoso dottore, per farla pagare ai genitori che gli hanno mangiato il patrimonio e meno male che De Laurentis in questi giorni e’ osannato a Venezia come glorioso produttore.

Ho visto cose che noi umani non dovremmo mai vedere

Ho visto i Gazosa (e gia’ questo e’ uno spettacolo ai limiti della decenza umana) in quello che presumo sia il loro ultimo video: featuring il cantante dei Sottotono, Tormento (mai pseudonimo fu piu’ azzeccato) si cimentano una cover versione punk rap (avete letto bene!) di Nessuno mi puo’ giudicare.
Le ingenue ragazzine si sono trasformate in inquietanti esseri ossigenati che vorrebbero essere trasgressivi.

Ora: Britney per sconfiggere la concorrenza deve pomiciare con una over 40, questi devono fingersi i cugini di ottavo grado di Sid Viciuos.. ragazzi per guadagnarsi onestamente il pane c’e’ sempre la miniera, la musica non ne risentira’, tranquilli.

i vincitori degli VMA 2003

Prima di tutto le foto degli slinguazzamenti "a la francaise" tra Madonna, Britney e la Aguilera, cosi’ risolleviamo le sorti del mio blog

poi due considerazioni sui vincitori della serata: Beyonce’ e Justin Timberlake, dominatori al di la’ dei loro (scarsi) meriti artistici. Bisogna purtoppo ricordare che sono ambedue usciti da rispettivamente da girls e boys-band, notoriamente abili frutti di marketing, lasciando ben poche speranze sul futuro della musica.
Triste bilancio per l’edizione del ventennale dei video music awards: soprattutto per chi come me ha visto gli albori e le potenzialita’ del mondo dei videoclip, e’ un colpo al cuore vedere misconosciuti questi gruppi che hanno vinto in categorie minori:
Best Special Effectsin a video Queens of the Stone Age "Go With The Flow" (ma avevano una nomination anche per "No none knows")
Best Art Direction in a video Radiohead "There There"
Best Editing in a video The White Stripes "Seven Nation Army"

Meno male che il talento di Missy Elliot non e’ potuto rimaner taciuto.

Addio a Charles Bronson

Se ne e’ andata anche la faccia piu’ dura di Hollywood, il giustiziere violento e spietato.
Lo vorrei ricordare con un suo film poco noto Da mezzogiorno alle tre del 1975, interpretato acccanto a quella che fu sua compagna di vita e spesso coprotagonista, Jill Ireland.
E’ un western un po’ bizzarro che racconta la storia di una vedova nella cui casa solitaria si introduce un bandito. Tra i due nasce una violenta passione, ma l’uomo deve andarsene (probabilmente e’ braccato, sto andando a memoria) e lei lo crede morto.
Prigioniera di questa passione ne fara’ una leggenda, raccontandola mille volte. Quando lui tornera’ non verra’ creduto e (se non ricordo male) sara’ proprio lei a sparargli. Mi sono sempre chiesta se veramente non lo aveva riconosciuto o se era piu’ forte l’amore che si era inventata..


Damezzogiornoalletre

Ho fatto morire John Ford un mese prima!

Potrei giustificarmi dicendo che e’ tutta colpa di un refuso di FilmTv, avvallato dal fatto che il 31 luglio sia andato in onda in prima serata su Rai3 un film di Ford, fatto sta che non mi ci sarebbe voluto molto per documentarmi meglio..

Ma credo che il vecchio Jack se la rida nei grandi cieli della Monument Valley: del resto ancora oggi non si sa se il suo vero nome sia Sean Aloysius O’feeney oppure John Martin Feeney e anche sulla data di nascita ci sono discrepanze, ma del resto Omero ha una identita’ precisa? perche’ questo e’ il Guercio che faceva western: il cantore della mitologia moderna e l’epica ha sempre come base lo scontro tra due civilta’: agli Achei e ai Troiani si sostituiscono i pionieri e gli indiani, ma i valori sono sempre quelli: gli archetipi dell’umanita’.

a volte li ritrovi

Non sempre pero’ il telegiornale e’ foriero di cattive notizie: sempre la scorsa settimana in un tg di notte fonda che presenta una rubrica sui libri ho ritrovato un vecchio.. come definirlo? mentore? maestro? amore? Per evitare la suspence vi diro’ che si trattava di Vieri Razzini, le borse (sotto gli occhi) piu’ affascinati della critica cinematografica italiana, di cui purtroppo non sono riuscita a reperire neppure una foto in rete. Stava presentando un suo libro "il dono dell’amante" per i tipi della Baldini&Castoldi, ho scoperto che ha fondato anche una sua casa di produzione cinematografica, la Teodora film che ha importato in Italia pellicole interessanti come Krampak, Lucia y el sexo, Un bicchiere di rabbia, Le biciclette di Pechino. Ma per me resta sempra uno dei piu’ grandi critici televisivi che ha presentato per rai3 , nei primi anni 90 rassegne indimenticabili: dall’opera omnia di MarcoFerreri introdotta da una lunga intervista, al ciclo sul cinema americano con la sigla indimeticabile di Buscaglione "voglio scoprire l’america" . E’ l’uomo che ci ha presentato Gregory La Cava il cui tema dominante nei film e’ il rapporto col il denaro, colui che ci ha spiegato Mitchell Leisen e il suo eterno modulo della notte d’amore negata.. come non rimpiangerlo?