Letterina a Bersusconi

Egregio, premesso che trovo di pessimo gusto fare la classifica dei peggio dittatori, e non mi consola minimamente che la nostra vergogna nazionale stia nella top ten dei dittatori piu’ simpatici, saro’ lietissima di aiutare la sua digestione, sicuramente appesantita da queste interminalibi cene di rappresentanza con quantita’ di bottiglioni di olio di ricino, ingollate alla cara vecchia maniera.

IL SECONDO SECONDO ME

Il secondo album è sempre il + difficile nella carriera d un artista
il secondo album è sempre il + difficile

Italiani brava gente, italiani dal cuore d’oro
l’italia è una repubblica fondata sul lavoro
d santi d poeti d mafiosi navigatori
ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori

Inglesi professori ke nn imparano un’altra lingua
inglesi nn dovranno mai cambiare moneta
inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato
x qesto ki va a Londra so ke ritorna un po’ cambiato

I neri giocano bene a pallacanestro
hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande,
i bianchi sui tavoli li trovi ridotti in mutande
ogni bianco invidia il pisello grande

Dicono ke gli arabi scrivono al contrario
Mohammed ha detto ke io scrivo al contrario
dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario
e se nn 6 daccordo mi dispiace x te

Il secondo album è sempre il + difficile nella carriera d un artista
il secondo album è sempre il + difficile

Le camicie rosse ricucirono il paese
le camicie nere lo portarono alla guerra
le camicie verdi vi si sn pulite il culo
gli stilisti dello stivale sono qelli + apprezzati

Quando c’era lui i treni partivano in orario
quando c’era lui c deportavano in orario
quando c’era lui nn c’eravamo noi
ke se c’eravamo noi saremmo stati impallinati

Allora votami e vedrai t trovo un posto d lavoro
votami e vedrai ke nn t farai male
votami e vedrai da domani t vorrò bene
figliolo una volta qui era tutta campagna elettorale

Vuoi fare il cantante, t servirà una spinta
vuoi fare l’assessore, t servirà una spinta
vuoi fare carriera, t servirà una spinta
Sull’orlo d un burrone avrò bisogno d una spinta

Il secondo album è sempre il + difficile nella carriera d un artista
il secondo album è sempre il + difficile

Calciatori miliardari ke rincorrono un pallone
musicisti miliardari ke rincorrono il successo
industriali miliardari ke rincorrono la gnocca
col superenalotto faccio il botto, mi tocca

Nn sono sposato, diciamo ke convivo
nn sono disoccupato, diciamo ke sto studiando
nn sono un delinquente, diciamo ke mi arrangio
diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco d cazzate

Nn guardare Devilman, diventi violento
nn leggere Spiderman, diventi violento
nn ascoltare Methodman, diventi violento
figurati cos’è restare un giorno in parlamento

I politici no no, nn sono + qelli d una volta
le donne no no no, nn sono qelle d una volta
io no no no, nn sono + qello d una volta
solo la retorica è rimasta la stessa

Il secondo album è sempre il + difficile nella carriera d un artista
il secondo album è sempre il + difficile

Caparezza

i giorni della memoria

Non sto pensando molto agli avvenimenti di due anni fa: la retorica delle immagini e delle parole lo svuotano di significati. Il peso di quanto e’ succeso lo colsi in tutta la sua portata esattamente un anno fa: c’era un messaggio in segreteria e mentre la voce elettronica annunciava la data un brivido mi corse lungo la schiena: il peso della storia lo senti dentro di te, non nelle vuote parole di un telegiornale. L’altro ieri provocatoriamente sottolineai il fatto che nessuno si fosse ricordato di un giorno cosi’ fondamentale per la nostra storia quale l’armistizio.Nello stesso giorno moriva Leni Riefenstahl, una regista collusa con il partito nazista ed e’ vergognoso che il tg2 della notte l’abbia liquidata con un servizio di sole immagini dei suoi film, che solo il televideo di mediaset abbia riportato una scheda di questo personaggio, dimostrando ancora una volta come la cultura(?) italiana si spartisca i morti secondo l’appartenenza politica. Oggi il ricordo di tutti va giustamente alla tragedia delle Torri Gemelle, qualcuno ricorda anche il golpe di Pinochet. Ma la memoria fa scarsa presa: un altr’anno avemo altro da fare e anche l’11 settembre verra’ ricordato ogni lustro, e presto scorderemo la linea di sangue che dalla seconda guerra mondiale (ma e’ solo per mettere un punto che non si perda nei meandri del tempo) arrossa il mondo: da li’ prende origine lo scontro in medioriente, lo strapotere Usa, l’impunita’ della mafia e il malgoverno italiano.

OMAGGIO A BIBI

Correte, o popolo bloggante sul roboante blog di Bibi bella gnocca romana (ho visto le foto) simpatica e che sa pure di informatica: infatti per la prima volta potreste pure passare da un mio post! 🙂
Eterna lode alla gloria dell’urbe!

Hulk: verdi di noia

Premesso che non ho mai letto un fumetto della Marvel, ne’ tantomeno visto il telefilm interpretato da Lou Ferrigno, ieri sera al cinema sono stata colta piu’ volte da calamenti di palpebra, il che e’ tutto dire, dato che soffro regolarmente di insonnia.
Il film era lento, cosa che non ti aspetti in un blockbuster d’azione e effetti speciali, i personaggi neppure abbozati, era come essere coricati in un prato e guardare le nuvole: puoi vederci quello che vuoi.
La casa di produzione e’ la Universal, madre di tutto l’immaginario di mostri filmici che da questo Hulk sono tutti richiamati: guarda con tenerezza la sua amata come King Kong e viene attaccato dagli aerei quando si trova su una guglia del Golden Gate a San Francisco, ha un padre naturale e genetico che prima lo rinnega e con cui si dovra’ scontrare in un implosione di energia che causera’ un immenso ghiacciaio come Frankestein. La sua mutazione corre nel sangue, con gran profusione di immagini di globuli e piastrine che non puo’ richamare alla mente Dracula, sicuramente ci sara’ qualche rimando anche all’Uomo Lupo ma con mio grande rammarico non ho visto nulla di questa saga; ma quel che e’ peggio questo mostro non suscita ne’ odio ne’ tantomeno simpatia: ti auguri solo che quei 137 minuti passino in fretta.
Vivamente sconsigliato.

Leni Reifenstahl

Di nuovo la storia ci mette di fronte a sentimenti profondi: Riefenstahl nazista o regista nonostante tutto? Non e’ la Dietrich che ebbe la dignita’ di lasciare il suo paese, ma i processi la ritennero poco coinvolta nelle imprese nazista: non e’ mai risultata iscritta al partito., ma forse ebbe una liason con Hitler: spesso la Storia ci propone enigmi simili, io mi limitero’ a giudicarla per i suoi film: sono quello che le sopravvivera’.


LeniRiefenstahl

Buongiorno, notte

PROVOCAZIONE

Ho notato che ieri nella blogosfera l’anniversario dell’armistizio e’ passato praticamante sotto silenzio: nessuno si e’ chiesto dove fosse il capo del governo e soprattutto il suo vice in un giorno estremamente adatto a quella pacificazione da tutti auspicata.
Io sono andata di proposito a vedere Buongiorno, notte di Bellocchio :giusto per commemorare in una volta sola due esempi di latitanza da parte del potere e al suo interno ho trovato rimandi, neppure tanto latenti all’ 8 settembre 1943: se la storia di quei giorni non fosse cosi’ misconosciuta la figlia di un partigiano avrebbe potuto far parte delle BR.

Buonongiorno notte

Buongiornonotte

Se dovessi inserire il discusso film di Bellocchio in un genere cinematografico, lo definirei un horror d’introspezione come lo Spider di Cronemberg.
L’incipit e’ gia’ un pugno nello stomaco: l’agente immobiliare mostra ai brigatisti l’appartamento e tu ti chiedi con sgomento come una tragedia simile sia potuta avvenire in una tranquilla palazzina romana di 6 appartamenti, oggi che i terroristi arrivano da lontano. La scena seguente mostra la coppia che attende il capodanno davanti alla televisione e sorridi un po’ sbigottito perche’ mai avresti immaginato che le BR guardassero la tv, soprattutto programmi d’intrattenimento che oggi non guarderesti neppure sotto tortura.Ricordi con fastidio quegli anni bui, cupi dai vestiti con i colori spenti, gli elettrodomestici ingombranti, le pessime scenografie televisive; osservi la rappresentazione della lucida follia di una rivoluzione che aspetta un riconoscimento dalla citazione televisiva, supportandosi con mantra ossessivi come se fosse una setta.
Il finale, pudico nei confronti della sorte dello statista, raggiunge il suo apice d’orrore nelle immagini di repertorio dei funerali di Moro, con la carrellata sui volti dei politici presenti alle esequie: facce impassibili, occhi spenti, vuoti che richiamano quelli dei bambini alieni de Il villaggio dei dannati e ti accorgi come in quella tragedia di venticinque anni fa ci sia gia’ in nuce tutto lo sfacelo della realta’ contemporanea: l’indifferenza, sia essa delle istituzioni che del vicino di casa.
La scelta di incentrare tutto il film sulla ragazza brigatista che inizia a dubitare delle sue scelte, non riuscendo ad accettare la dicotomia della sua duplice esistenza, e’ fondamentale per rendere la spaccatura tra le esigenze della vita e le regole deliranti del potere, istituzionale o rivoluzionario che sia. L’unica scelta registica che ho trovato pesante e’ l’introduzione di elementi simbolici: il gatto nero nella scena della vista all’appartamento, i canarini in gabbia che a un certo punto fuggono: la tragica notorieta’ della storia li rende pleonastici. Nell’insieme un film onesto, ricco di umanita’, meritevole del successo di pubblico che sta avendo.
Chiudo con la segnalazione di un bloopers storico: durante la scena del sogno in cui Aldo Moro se ne va libero viene inquadrata un’ Alfa Romeo 164, che all’epoca non era ancora in produzione.

WOW!

Festeggai a suo tempo il primo commento, (fu quell’anima buona di Ibrab) mi sembra giusto festeggiare anche il primo insulto, collettivo, anche per questo ve lo comunico di un fans dei gazosa.. scendere fino al post ho visto cose che..
poi se qualcuno mi spiega come si fanno i link giuro eterna riconoscenza

PALAST ORCHESTER: la gloria dei radio days

Raabe_3La serata d’apertura della venticinquesima stagione teatrale del Teatro comunale di Alessandria ha offerto agli spettatori arrivati un po’ alla spicciolata uno spettacolo veramente affascinante: si e’ esibita l’orchestra tedesca salita alla ribalta lo scorso anno per la riedizione di SexBomb, colonna sonora dello spot della Y10.
Lo spettacolo che questo gruppo di tredici elementi, caratterizzato dalla voce e dall’ aplomb inconfondibile del cantante Max Raabe, porta in giro per i teatri italiani in questo momento si basa su canzoni degli anni 20/30 negli arrangiamenti originali, rappresentate con garbo ed ironia.
Il fascino delle note di Gershwin, Porter e altri maestri tedeschi o italiani si e’sprigionato dalle note morbide dei fiati, e per una cinefila come la sottoscritta non e’ stato difficile vedere Ginger e Fred volteggiare, Lupe Velez cantare una rumba, la Loren rifare il suo famoso spogliarello sulle note di Abajour e Marlene cantare con la sua voce roca: del resto la presenza di un’orchestra e’ caratteristica di tanti film degli anni trenta: ho rivisto il quinto fratello Marx dirigerla e, lo ammetto, ho scrutato il batterista qualche minuto per vedere se aveva un tic agli occhi come nel film di Hitchcock.

spudorato campanilismo

Premesso che auspicavo anche prima la vittoria di Bellocchio a Venezia, il mio tifo e’ salito quando ho scoperto che il regista e’ nato a Bobbio, alta Val Trebbia, provincia di Piacenza.
Essendo la mia famiglia originaria di 2 vallate piu’ in la’,avendo dei parenti a Bobbio che e’ il luogo dove tradizionalmente trascorro il ferragosto, lasciatemi sfoderare tutto il mio orgoglio campanilistico e consigliarvi questo ameno luogo di villeggiatura dove il nostro tiene anche interessanti sessioni di cinema, sia in inverno che in estate.
Per la mia personale teoria secondo la quale la bellezza del luogo dove si vive influenza la formazione personale,(questione lunga da disquisire) vi propino anche la foto del Ponte gobbo, una delle meraviglie romaniche di Bobbio.