Festival internazionale del cinema d’animazione

Logochiavari Si inaugura oggi a  Chiavari un nuovo festival dedicato al cinema d’animazione.

Oltre al consueto concorso di opere nuove, segnalo tra gli eventi speciali:

l’omaggio ad Emanuele Luzzati.

La retrospettiva di tutti i lungometraggi di Isao Takahata, autore di serial come Heidi e Anna dai capelli rossi.

La presentazione dei prossimi lavori di Michel Ocelot, l’autore di Kiriku e la strega Karaba’ e Principi e Principesse.

L’anteprima di Giorni d’inverno opera in cui 35 maestri d’animazione sotto la direzione di Kihachiro Kawamoto, animano un  poema classico giapponese.

I racconti dell’orologio magico tre corti restaurati (1924/28) opera del pionere dell’animazione Ladislas Starewitch.

Per ulteriori informazioni andare al sito del festival.

Auguri a Sophia Loren

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Che oggi sia il genetliaco di Sophia Scicolone, Lazzaro, Loren.. in
Ponti credo lo sappiano tutti, da quanto l’evento e’
stato strombazzato su ogni tipo di media. Rai3 questa settimana le
dedica addirittura un piccolo ciclo di film al mattino iniziato ieri
con La domenica della buona gente e Miseria e nobilta’,
un onore mai concesso ad artisti ben piu’ illustri della sanguigna
Sophia, ed in genere il ciclo ad honorem era una prerogativa di Rete4.

Devo ammettere che non sono mai stata una grande fan della Loren,
ma indipendentemente da questo trovo eccessiva questa esaltazione del
personaggio come inarrivabile gloria nazionale: bella donna e buona
attrice, il merito indiscusso di donna Sofia e’ stato quello di saper
sempre scegliere uno staff che la sapesse valorizzare: dal marito
produttore al folle press agent Lucherini, percio’ forse oggi gli
auguri andrebbero fatti a chi ha lavorato per costruire la star piu’
che alla persona fisica.

The terminal

The Termina

Viktor Navorski e’ in volo verso gli Stati Uniti, quando il suo paese, Crachosia, e’ oggetto di un colpo di stato. Sbarcato al JFK di New York l’uomo si trova a non avere piu’ un documento valido ne’ per entrare ne’ per uscire dagli USA e rimane confinato all’interno dell’aeroporto in attesa che la situazione politica della repubblica di Crachosia si chiarisca. Ci vorranno nove mesi e nel frattempo Viktor riuscira’ a costruirsi un’esitenza fatta di umanita’ e amicizia anche in un non-luogo come un aeroporto.

Se nella sua opera precedente, Prova a prendermi, Spielberg analizzava in maniera sottile ma feroce il mito americano degli anni ‘60, in questo film rivolge lo stesso sguardo apparentemente leggero, ma disincantato sulle paure dell’America contemporanea, strangolata dalla burocrazia e timorosa di chi arriva da “fuori”, dimenticando che la sua forza poggia proprio su quegli emigrati che ha sempre accolto.
Ci sarebbe molto da dire sulla scelta di ambientare un film in un non-luogo e sul tema dell’attesa. Per non-luogo si intende, secondo la definizione dell’antropologo Marc Augè, uno spazio dove i flussi di passaggio umano non lasciano tracce o memorie di se’, come gli aeroporti o i centri commerciali. La societa’ post moderna trascorre sempre piu’ tempo in questi spazi spersonalizzati, in attesa di recarsi verso i luoghi dove si svolge la “vera” vita: casa , lavoro. Siamo sempre in attesa di qualcosa: che sia un visto, o un amore. Resi ciechi dalle aspettative e dai desideri non vediamo la realta’ (la vita?) che ci circonda.
Viktor Navorski si trova incastrato in un non luogo a causa di una falla del sistema, dapprima invisibile e insignificante come il posto in cui si trova, riesce ad entrare in contatto con quella realta’ invisibile (a chi lo agisce) che sta dietro al funzionamento di un aeroporto: si puo’ definire un film corale (con un cast in stato di grazia) dove tante storie si intrecciano come effettivamente avviene in un aeroporto ed e’ proprio attraverso gli occhi di questo novello Candide, interpretato da un grandissimo Tom Hanks, che (ri)scopriamo valori come l’amicizia,la fiducia e la capacita’ d’ingeniarsi: valori che hanno fatto grande l’America, ma Spielberg non vuole esaltare il mito americano, infatti Viktor non e’ per nulla intenzionato a restare negli States: vuole solo adempiere a una promessa e poi tornare a casa sua.
Spielberg si ispira chiaramente ai capolavori di Frank Capra, maestro del New Deal roosweltiano, ma l’ottimismo degli anni trenta e’ stemperato nella malinconica visione della vita moderna dove ci si incontra solo per un attimo per poi tornare ad inseguire i proprio sogni.

A.A.A. cacciatore di dote cercasi per Nicole Kidman



Visto
che la tapina non riesce a trovare un fidanzato perche’ madre di due
figli, speriamo che l’estratto conto della bella attrice invogli
qualcuno ad ambire alla sua mano: secondo la rivista australiana BRW,
la bella Nicole e’ la quarta persona piu’ ricca del continente agli
antipodi nella classifica dei giovani miliardari al di sotto dei
quarant’anni, con un patrimonio stimato sui 108 milioni di dollari, che
la rende la donna piu’ ricca d’ Australia.

Lauren Bacall

New York, 16 settembre 1924 – New York, 12 agosto 2014

Oggi compie 80 anni una delle ultime esponenti dello star-system hollywoodiano, quella Betty Jean Perske, modella newyorkese divenuta famosa con il nome di Lauren Bacall.
Uno dei più bei volti della storia del cinema di tutti i tempi, che faceva morire d’invidia un mostro sacro come Katharine Hepburn quando nel cuore dell’Africa Nera per girare La regina d’africa, la Bacall che era lì per accompagnare il marito Humphrey Bogart, riusciva ad uscire sempre perfetta dalla lotta contro il caldo e gli insetti equatoriali.
L’attrice divenne una star a soli vent’anni, con il suo film d’esordio, quell’Acque del Sud (titolo originale To Have and Have Not) tratto da un racconto di Hemingway, che doveva essere una sorta di remake di Casablanca, con un Bogart apparentemente cinico che alla fine si schiera dalla parte della resistenza francese, ma in mano ad Howard Hawks divenne tutta un altra cosa.
Il film è passato alla storia per aver fatto nascere una delle più belle coppie di Hollywood formata dalla giovanissima Bacall e da Bogey che con lei giunse al suo quarto ed ultimo matrimonio e per la celebre battuta del fischio (se mi vuoi fischia.. sai fischiare no? unisci le labbra e soffia)

Leggenda vuole che la bella esordiente fosse talmente emozionata durante le riprese che il suo tremore risultava evidente anche sulla pellicola e fu lo stesso Bogart a suggerirle di recitare con la testa bassa, scelta che fece nascere “the look” il suo famoso sguardo da sotto in su.
La Bacall e Bogart restarono sposati fino alla prematura morte del divo nel 1957, insieme recitarono in altri tre pellicole: Il grande sonno del 1946 sempre diretti da Howard Hawks, La fuga (1947) di Delmer Daves e L’isola di corallo nel 1949 per la regia di John Huston.
Nel film del debutto, Hawks le cucì addosso il personaggio della bellezza prorompente e cinica, prototipo delle dark lady, un ruolo che restò quasi sempre appiccicato all’attrice, anche se con diverse sfumature, basti pensare al personaggio che interpreta in Come sposare un milionario, accanto alla Monroe e Betty Grable.

Senza traccia

Senza traccia


Forse il programma piu’ significativo sulla situazione americana post
undici settembre che sia stato trasmesso in questo fine settimana
commemorativo, e’ stato il nuovo serial del sabato sera di Rai2 Senza Traccia, creato nel 2002.

Un telefilm mediocre, senza colpi di scena, ma che genera un senso
di sfiducia opprimente, che potrebbe essere il tipico esempio di quella
politica della diffidenza che, secondo il documentario di Michael
Moore, i media americani avrebbero intrapreso dopo la tragedia per
destabilizzare l’opinione pubblica nel paese.

Senza traccia racconta di un particolare settore dell’ FBI,
che si occupa del ritrovamento delle persone scomparse; le statistiche
vogliono che se il ritrovamento di una persona non avviene entro le 48
ore difficilmente ci sara’ modo di recuperarla, in quei due giorni gli
agenti devono setacciare tutta la vita e gli ultimi spostamenti dello
scomparso.

Nei due episodi trasmessi ieri viene raccontata la scomparsa di una
ragazza trentenne, bella e in carriera e quello di un ragazzino
undicenne, smarritosi nella metropolitana newyorkese: in tutte e due i
casi gli agenti si trovano a dover riprendere i familiari per aver
nascosto dei particolari, a comunicare alle famiglie un quadro a loro
del tutto sconosciuto del proprio congiunto e dopo il felice
ritrovamento in entrambe le situazioni la persona che si e’ trovata in
pericolo chiede che ne sarebbe stato di lei se non fosse stata salvata
e regolarmente scopre che era destinata ad una fine orribile.

Il plot su cui vengono costruite le varie storie, un po’ troppo
arzigogolate e poco credibili, e’ sempre lo stesso: un valido membro
della societa’ che in un momento di crisi anziche’ rivolgersi alle
organizzazioni preposte dalla comunita’ per risolvere i problemi,
preferisce far da solo e accetta l’aiuto di uno sconosciuto che si
rivela essere in realta’ il peggiore dei nemici.

Spazio 1999

13 settembre 1999: la Luna, in seguito ad un’esplosione atomica, viene scagliata fuori dall’orbita terrestre e inizia a vagare nello spazio portando con se gli abitanti della base lunare Alpha.



Spazio1999


E nella notte tra il 13 e 14 settembre FuoriOrario riproponela mitica serie televisiva: chissa’ se il buon Ghezzi avra’ fatto in modo che torni sugli schermi Rai il famigerato undicesimo episodiodella prima serie L’ultimo tramonto, che la Rai perdette dopo la prima proiezione..

Gianni Amelio a Torino


Defruadato o meno di un riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia?

I torinesi potranno scoprirlo martedi’ 14 settembre al Cinema
Massimo (Sala 1) dove il regista presenziera’ alla proiezione del suo
ultimo film Le chiavi di casa e sara’ disponibile ad un confronto con il pubblico.

I consigli di Donna Ava


Ecco svelato come organizzare a casa vostra una visione di Via col Vento che sia memorabile nei decenni.


Viacolvento

Prendete un piccolo gruppo d’amiche (numero variabile da 3 a 5,
direi) organizzate una simpatica cenetta dove il vino scorra abbondante
(per le piu’ giovani, che ancora non apprezzano le gioie del convivio
andra’ benissimo un dopo discoteca).

Ovviamente il discorso cadra’ quasi invariabilmente su quei cosi
curiosi che infestan… EHM! che costellano le nostre esistenze,
comunemente chiamati mariti fidanzati amanti, ma anche amici e insino
virtuali (nevvero, spider e passim?:-p)

Quando si sara’ creata la giusta atmosfera, cioe’ quando avrete
finito di far le pulci a tutti, potrete azionare il vostro VCR o DVD
(il supporto e’ indifferente ai fini della serata)

Non ho premesso che le prescelte all’evento devono trovare Clark
Gable un tipo fisico di loro gusto, ma la cosa mi pareva scontata.

Nel corso della serata voi avrete provveduto ad instillare nelle
vostre ospiti i postulati fondamentali per la riuscita della visione:

A) uomini come Rhett Butler (cioe’ fighi, sicuri di se’ e perdutamente innamorati di voi) non ne esistono piu’

B)Ashley e’ un povero sfigato perennemente indeciso tra l’ansia di
vivere di Rossella e la comunione d’anime con Melania, (see, see.. ci
siamo capite, vero?) come la maggior parte degli str.. EHM! degli
uomini di cui avete parlato durante la serata

C) Rossella e’ una povera deficiente che perde il suo tempo dietro
ad uno sfigato e non si accorge della fortuna che ha tra le mani, per
cui si merita ampiamente di essere abbandonata, quindi la frase finale
del film e’ da intendersi Francamente me ne infischio anche
perche’ se la serata e’ riuscita la scena finale sara’ soverchiata da
urli e fischi ed epiteti che potete facilmente immaginare indirizzati
alla povera Miss O’Hara, cogliona di raro fulgore che li merita
ampiamente, lasciatemelo dire, mie care!

Il film dura quattro ore per cui va messo in conto che qualcuna
cedera’ al richiamo di Morfeo, ma poco male, in ogni caso ricordate che
le prime due ore fungono da prologo per cui il chiacchiericcio puo’
continuare con la semplice accortezza di sottolineare le continue
cazzate che Rossella infila una dietro l’altra (in fatto di uomini c’e’
qualcuna piu’ tonta di voi, coraggio!)

L’atmosfera dovrebbe farsi naturalmente piu’ attenta via via che
il film si avvia alla sua giustissima conclusione, se qualcuna delle
astanti (ma assolutamente non dovete essere voi, la vostra posizione di
anfitrione esige che siate imparziali!) nota lo sguardo lubrico che la
giovanissima attrice che interpreta Diletta Butler lancia a Clark Gable
quando gli e’ seduta sullle ginocchia (con l’evidentissimo scopo di
sedurlo.. la piccola sgualdrina, che ha avuto tutte le fortune dalla
vita! pure di conoscere Clark!) la serata non puo’ che concludersi in
maniera trionfale e sicuramente una decina di anni dopo l’evento
riceverete ancora affettuosi SMS che rammentano quella incomparabile
serata.

Piccole gioie della vita


  Sms ricevuto da una cara amica di vecchia data, appena finito Via col Vento su Rete4:…non
so tu… ma io questa era ho rivisto via col vento per la centesima
volta e ogni volta mi sembra la prima… a parte il piccolo particolare
di conoscere a memoria tutte le battute… e di pensare ogni volta a
te, ciao Ava e buonanotte

             
che bella cosa l’amicizia! ;’-)