Chi, come la sottoscritta, ha amato molto Kiriku’ e la strega Karaba’, corre il rischio di restare deluso dalle nuove avventure del piccolissimo bambino che con il suo acume riesce sempre a mettere nel sacco la strega: se il primo film era permeato da un’aura sacrale tipica delle fiabe, con la nascita decisa dal piccolo che viene al mondo gia’ parlante e pensante, elemento che ricollega la cultura africana al mito greco di Atena (o viceversa?), questa seconda pellicola, che vorrebbe esserne il prequel, e’ penalizzata dalla struttura ad episodi che spezza troppo il ritmo; personalmente non ho amato molto l’episodio dei vasi di terracotta che dipinge un Kiriku’ troppo perfetto e quindi a rischio di antipatia.
Fortunatamente la seconda parte del film ritrova tutta la magia della precedente pellicola: l’episodio della giraffa e’ un’affascinante fantasmagoria di colori che omaggia i meravigliosi scenari africani ed il tratto elegante del disegno ispirato all’arte africana degli anni ’20-’30, che trova la sua esaltazione nella raffinatissima giraffa, si mescola perfettamente con gli sfondi ispirati ai quadri del Henri Rousseau il Doganiere, il tutto supportato dall’ottima colonna sonora dai ritmi africani (consiglio di leggere tutti i titoli di coda per aver modo di ascoltare le due belle canzoni finali).
Nell’ultima avventura tornano tutte le caratteristiche che hanno reso celebre il piccolo Kiriku’: il suo ingegno e il suo coraggio uniti alla forte compassione per gli altri che gli consentono di ammirare la bellezza di Karaba’ nonostante la sua cattiveria.
Da vedere per entrare in contatto con culture lontane, disintossicandosi dall’omologazione del cartoon imposto dalla tecnica digitale e poi c’e’ sempre lo scandalo del nudo, come racconta l’intervista a Michel Ocelot fatta da FilmUp.
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Festival internazionale del cinema d’animazione
Si inaugura oggi a Chiavari un nuovo festival dedicato al cinema d’animazione.
Oltre al consueto concorso di opere nuove, segnalo tra gli eventi speciali:
l’omaggio ad Emanuele Luzzati.
La retrospettiva di tutti i lungometraggi di Isao Takahata, autore di serial come Heidi e Anna dai capelli rossi.
La presentazione dei prossimi lavori di Michel Ocelot, l’autore di Kiriku e la strega Karaba’ e Principi e Principesse.
L’anteprima di Giorni d’inverno opera in cui 35 maestri d’animazione sotto la direzione di Kihachiro Kawamoto, animano un poema classico giapponese.
I racconti dell’orologio magico tre corti restaurati (1924/28) opera del pionere dell’animazione Ladislas Starewitch.
Per ulteriori informazioni andare al sito del festival.