Sia che riteniate l’incombente influenza aviara solo una montatura giornalistica o una pandemia mortale, fate una cosa intelligente: oggi e domani andate a firmare presso i tavoli della LAV contro
l’allevamento intensivo dei polli.
Mese: Ottobre 2005
Carmencita 2005
Lo spot che pubblicizza il ritorno in tv di Carmencita (debutto stasera alle 19,25 su Italia1) ricorda molto le battute di Sex and the city ed infatti uno degli sceneggiatori della famosa serie e’ coinvolto in questo nuovo progetto a meta’ tra una sit-com e lo spot pubblicitario.
Pero’ credo che sara’ difficile per gli antichi estimatori delle atmosfere rarefatte del glorioso spot Lavazza, amare questa nuova Carmencita che dalla pampa sconfinata si e’ trasferita in citta’, dove fa la giornalista e speaker radiofonica, ha un gatto e delle amiche mentre il suo amato Caballero ha per amici un artista gay e un musicista di colore: l’eroina contestatrice si e’ trasformata in una donna dalla vita troppo trendy e politically correct per essere considerata ancora una ribelle; se lo fosse rimasta oggi dovrebbe comprare solo caffe’ equosolidale..
No comment
Secondo la commissione dell’Academy Award, Private il film di Costanzo jr. non puo’ rappresentare l’Italia alla selezione per il miglior film straniero perche’ la pellicola, pur essendo di produzione italiana non e’ parlata, neppure parlazialmente, nella nostra lingua. La lettera che contiene la discutibile motivazione invita il comitato italiano di selezione a scegliere un altro film che risulti conforme alle severe leggi dell’Academy Of Motion Pictures Arts And Sciences di Los Angeles.
Il trailer di Oliver Twist
Finalmente anche Oliver Twist, il film di Roman Polanski in uscita il 21 ottobre, ha un trailer degnamente scritto in lingua italiana!
Il commercial e’ molto tradizionale: immagini della pellicola alternate a didascalie su sfondo nero, nella versione piu’ lunga si dice che il film e’ diretto dal premio oscar Roman Polanski, interpretato dal premio oscar Ben Kingsley e tratto dal *capolavoro classico*di Charles Dickens…
Ora, io ho studiato francese alle medie e al ginnasio quindi non mi intendo molto di letteratura inglese, ma non sospettavo proprio che esistessero capolavori “non classici” di Dickens! Sono arrivata persino a pensare che la frase mal formulata volesse dire che il film e’ tratto dalla versione integrale del romanzo mentre il precedente film di Lean era tratto da una versione apocrifa.
Fortunatamente oggi ho visto una versione piu’ breve del trailer dove si omette di segnalare la presenza di Ben Kingsley e si dice che il film e’ tratto dal capolavoro di Charles Dickens: il mio cervellino balzano puo’ mettersi a riposo!
Viva Zapatero!
La cosa che mi e’ piaciuta meno del film e’ il tono di voce sommesso e a volte incespicante scelto dalla Guzzanti per raccontare la sua (dis)avventura con la censura italiana. Per il resto sono tra quelli che apprezzano l’impegno della pellicola al di la’ delle sue qualita’ artistiche, ma a questo proposito vi rimando alla scheda de Gli spietati che ne analizza in maniera approfondita tutti gli aspetti.
Quello che mi preme segnalare e’ che il film ad Alessandria era stato programmato solo per gli spettacoli serali di sabato e domenica ma il riscontro del pubblico ha fatto si’ che restasse in cartellone tutta la settimana. Io l’ho visto domenica alle 20,15 e sono rimasta stupita di trovar la sala gremita e ancor piu’ stupefatta quando la gente non e’ schizzata in piedi appena iniziati i titoli di coda ma ha continuato ad indugiare in sala anche a schermo vuoto: son dei simpatici segnali che inducono all’ottimismo!
Addio a Sergio Citti
Si è spento stamane Sergio Citti, attore e regista.
Era stato collaboratore di quasi tutti i film di Pasolini a cui era legato da una forte amicizia, tanto da fare indagini personali documentate da un filmato sull’omicidio del poeta. Ora quel filmato e’ agli atti della nuova inchiesta aperta per far luce sul delitto Pasolini.
Al dispiacere per la morte di un artista si aggiunge la tristezza del fatto che Citti non possa veder chiarito il mistero della morte di Pasolini, ma ad esser realisti forse non si arriverà mai ad un reale chiarimento del caso…
Citti ci ha regalato una decina film,tutti ricchi di una dolentee beffarda umanita’, quelli che io amo di piu’ sono Mortacci e I Magi Randagi. Gli altri in realtà sono praticamente invisibili sia in sala, vedi il caso dell’ultimo Fratella e sorello, che in televisione dove passa solo Casotto su Rete4.
Orson&Ed
Il caso e’ bizzarro e a volte lega nel modo piu’ insensato due personaggi agli antipodi come Orson Welles, il piu’ grande regista di tutti i tempi ed Ed Wood, il peggior regista del mondo, che il mito vuole si incontrassero solo una volta in un bar di Los Angeles.
Orson Welles si spegneva il 10 ottobre 1985: chissa’ come Ed Wood avrebbe preso la notizia che il suo idolo era scomparso proprio il giorno del suo compleanno. Non sapremo mai se nel suo folle entusiasmo avrebbe intravisto in questo avvenimento un segno del destino per continuare la sua carriera: la sua parabola si era gia’ tristemente conclusa il 10 dicembre 1978.

“Excuse me,” said Ed, anxiously. “Mr. Welles?”
“Yes?” responded Orson.
“Well, I used to be a filmmaker, and I’m a really big fan. I just wanted to shake your hand.”
“Thank you, I’m Orson Welles.”
Clean
Emily Wong, ex vj di successo, e’ la compagna di una rockstar degli anni , ’80, Lee Hauser, ormai considerato finito, anche a causa dell’influenza nefasta di lei.
Nel naufragio delle loro carriere l’unico conforto e’ l’eroina, mentre il figlio della coppia, Jay, viene allevato dai nonni paterni. Un brutto giorno il marito muore per overdose ed Emily si vede costretta a rimettere insieme i pezzi della sua vita: prima sei mesi di prigione poi il tentativo di recuperare la fiducia altrui ed un rapporto col figlio.
Il film ambizioso, girato tra Parigi, il Canada e San Francisco, si rivela un giochino costruito su misura per esaltare le doti di Maggie Cheung (nella versione originale si esprime correntemente in tre idiomi diversi), icona del cinema orientale ed ex moglie del regista. La vicenda rimane piu’ interessante sulla carta che sullo schermo: la macchina da presa incollata ai personaggi, soprattutto quella a mano che testimonia l’esistenza nervosa di Emily ed i suoi sforzi per uscire dalla droga, finisce per annoiare e non riesce mai a far appassionare alle vicende della protagonista, anche perche’ da subito si ha la sensazione che riuscira’ a venire a capo dei suoi problemi.
Irritante l’inquadratura finale con la vista di un alba serena sulla baia di San Francisco che fa da contraltare a quella iniziale che riprende un panorama di squallido degrado urbano in Canada: immagini simboliche del percorso esistenziale di Emily.
Ineccepibile la prova di Maggie Cheung che e’ stata premiata come miglior attrice al Festival di Cannes del 2004
Tirando le somme si tratta di un film discreto, di un compitino ben svolto con un cast di richiamo e una storia molto politically correct dove tutto va a posto con il minimo sforzo: cosa che nella realta’ non succede praticamente mai.
Da salvare le musiche, in gran parte di Brian Eno: le canzoni sono interpretate da Maggie Cheung che dimostra anche buone doti canore.
Sciopero!
E’ stato indetto per venerdi’ 14 ottobre uno sciopero delle associazioni e dei sindacati dello spettacolo per protestare contro i pesanti tagli (almeno il 40%) che la nuova finanziaria operera’ al FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo. Venerdi’ prossimo, dunque, dovrebbero esser chiusi tutti i teatri e le sale cinematografiche nazionali, spostando al giorno seguente l’uscita dell’atteso film di Benigni La tigre e la neve.
Quello che puo’ fare ogni singola persona amante del cinema, del teatro e di ogni altra forma di spettacolo e’ firmare la petizione di protesta contro una situazione ormai insostenibile.
Sotto il sole nero
Sergio si stabilisce abusivamente in un soffitta di San Salvario, ed entra in contatto con la comunita’ multietnica del quartiere, innamorandosi anche di Judy, ex prostituta nigeriana che ora sfrutta la sorella Jennifer. Assieme alla fidanzata e a Badu, un amico musicista, Sergio inventa un canale televisivo fittizio, The Black Soul Channel, allo scopo di realizzare filmati da spedire alle famiglie dagli emigrati per attestare il successo ottenuto in Italia.
Interessante opera prima del documentarista Enrico Verra, da sempre molto attento ai problemi delle periferie torinesi e proprio da un documentario sul difficile quartiere nasce l’idea di questo film che illustra i diversi aspetti della realta’ multietnica di San Salvario, dal controverso legame tra le due sorelle nigeriane che sfocera’ in tragedia, alla distinzione morale che gli arabi fanno con il denaro guadagnato legalmente, quindi degno di essere mandato alla famiglia e quello “sporco”, guadagnato attraverso lo spaccio.
L’astensione di giudizio sul composito mondo di San Salvario si riflette anche sull’uso del media televisivo: da un lato le cassette sono utilizzate per dimostrare la propria riuscita nel mondo occidentale, provocando pero’ un aumento delle richieste economiche di chi e’ rimasto nella terra d’origine, dall’altro viene anche mostrato il potere critico del mezzo per cui se la prima realizzazione di The Black Soul Channel e’ Miss Nigeria in Italia, cioe’ il sogno di una realta’ irraggiungibile, GhettoChic dimostra gia’ una presa di coscienza, anche se giocosa, della propria situazione, l’avventura televisiva finisce con Maroc’n’roll sarcastico festeggiamento del diciottesimo anno d’eta’ che per il giovane immigrato significa la fine dei diritti legati all’infanzia e l’espulsione immediata per qualunque infrazione della legge.
Ho visto il film una settimana fa, nei giorni in cui e’ stata ufficializzata la nomina di Private come rappresentante italiano agli Oscar. Non ho visto il film di Saverio Costanzo, soprattutto per i problemi di cui parlo nel post precedente ma anche per un pizzico di pregiudizio, non lo nego.
Di certo e’ curioso che due opere prime di due documentaristi abbiano un percorso cosi’ diverso:
Sotto il sole nero continuera’ la sua distribuzione nei cineforum senza neppure una locandina a pubblicizzarlo e Private dopo aver vinto a Locarno arrivera’ fino ad Hollywood. Al di la’ delle differenze di qualita’, magari anche notevoli che potrebbero esserci (ma non credo ci siano) tra i due film, mi risulta molto difficile seguire il consiglio della saggia EmanuelaZini e non credere che il fattore ”C” abbia spianato la strada a Private molto piu’ di quel che consente la naturale curiosita’ verso il lavoro di un figlio d’arte.
