La cosa che mi e’ piaciuta meno del film e’ il tono di voce sommesso e a volte incespicante scelto dalla Guzzanti per raccontare la sua (dis)avventura con la censura italiana. Per il resto sono tra quelli che apprezzano l’impegno della pellicola al di la’ delle sue qualita’ artistiche, ma a questo proposito vi rimando alla scheda de Gli spietati che ne analizza in maniera approfondita tutti gli aspetti.
Quello che mi preme segnalare e’ che il film ad Alessandria era stato programmato solo per gli spettacoli serali di sabato e domenica ma il riscontro del pubblico ha fatto si’ che restasse in cartellone tutta la settimana. Io l’ho visto domenica alle 20,15 e sono rimasta stupita di trovar la sala gremita e ancor piu’ stupefatta quando la gente non e’ schizzata in piedi appena iniziati i titoli di coda ma ha continuato ad indugiare in sala anche a schermo vuoto: son dei simpatici segnali che inducono all’ottimismo!