Io e la vacca

Prendo a prestito il titolo italiano di Go west del grande Buster Keaton per parlare un po’ della mia vista bislacca.

La scorsa settimana in un campo di grano appena mietuto ho visto una mucca, nulla di strano se non fosse che il bovino in questione era in realta’ un pozzo per l’irrigazione ricoperto da alcuni stracci.
Tranquilli, gli occhiali o comunque le lenti, dipende dall’occasione, li porto; in ogni caso la mia miopia mi porta a queste visioni, o forse e’ qualche punto del mio cervello che mi fa sfuggire a una realta’ visivamente squallida (volete mettere una bella mucca pezzata accovacciata in un campo contro un orrido marchingegno?) creando immagini piu’ allettanti, sara’ un forte senso estetico: strano, non sono neppure della bilancia..
In ogni caso ogni tanto salta fuori questo deisderio di fantastico: c’e’ una strada di campagna dove ho imparto a guidare praticamente tutti i mezzi di locomozione: dalla bici alla moto all’auto, a un certo punto di questa via c’e’ un albero ormai morto, una figura scura e contorta che da piu’ di vent’anni io scambio per un dinosauro (ok : l’infantilismo mi domina).
Ma l’ episodio piu’ bizzarro mi e’ accaduto mentre ero in macchina con un’amica davanti alla casa dove abitavo alcuni anni or sono: mentre lei mi racconta non ricordo piu’ cosa, io mi sono distratta e poco dopo le ho chiesto se anche lei vedeva su un terrazzo del condominio di fronte un grosso uccello impagliato, al che la santa fanciulla (che mi parla e frequenta ancora oggi) mi ha fatto notare il palo che si congiungeva alla figura che non riuscivo ad identificare: il grosso uccello esotico (esotico.. era di un grigio sconfortante) era in realta’ un lampione!

Daphne du Maurier

Daphne du Maurier

Ho appena terminato di leggere Gli uccelli, la novella da cui e’ stato tratto il famoso film di Hitchcock.
Gia’ all’acquisto mi aveva stupito scoprire che fosse della stessa autrice da cui Hitch aveva tratto Rebecca la prima moglie, il suo primo film americano.
Dalla quarta di copertina vengo a conoscenza che sempre da un racconto della Du Maurier il grande registra inglese ha tratto anche La taverna della Giamaica.
Prima di leggere questo libro, pensavo che D.D.M. fosse un autrice vittoriana, data l’ambientazione di Rebecca e Mia cugina Rachele film che sapevo per certo essere tratti da sue opere, invece mi ha colpito molto a lettura della novella che precede Gli uccelli, Le lenti azzurre che narra la vicenda di Marda West, costretta a un lungo periodo di cecita’ temporanea per un intervento agli occhi, arriva l’attesissimo giorno in cui potra’ riniziare a vedere, seppure con delle lenti azzurre che falseranno la sua vista: ma non sara’ un mondo dai colori alterati quello che apparira’ alla donna: le persone avranno la testa di un animale, consentendole di vedere chi la circonda per quello che veramente e’.
Gotico, fantascientifico? non saprei come definire questa breve novella del 1959, ma mi ha fatto innamorare di questa autrice dai toni popolari che narra storie oscure e dai netti risvolti psicologici, cosi’ ho fatto una breve ricerca per saperne qualcosa di piu’ .
Ho scoperto una donna bellissima appartenente ad una ricca famiglia, con illustri precedenti artistici, che a vent’anni veniva gia’ pubblicata.
Un grande amore con un bell’ufficiale dell’esercito di Sua Maesta’ e residenze fastose che ispirano il maniero di Rebecca, il suo romanzo piu’ famoso.

Lulu di Pabst

Il vaso di Pandora
Die Büchse der Pandora
Germania, 1928
con Louise Brooks, Fritz Kortner, Franz Lederer, Carl Goetz, Alice Roberts
regia di Georg Wilhelm Pabst



Loulou


A chiusura del GenovaFilmFestival e a commento della presentazione del libro Il vampiro nascosto, e’ stata proiettato Lulu (Die Buchse der Pandora) di G.W. Pabst, capolavoro del 1928, di scarsissima visibilita’.
Una sala certo non gremita, ma un pubblico attento che per due ore ha seguito le (dis)avventure della bella Lulù in un film completamente privo di sonoro, ma comunque coinvolgente.

Lulu'

Impressionante la moderna bellezza di Louise Brooks, attrice americana che interpreto’ pochissimi fim ma che e’ diventata l’icona della forza gioiosa e al contempo devastatrice della sensualita’ femminile con questo personaggio, premiando il coraggio di Pabst che preferi’ la sconosciuta attrice a una giovanissima Marlene Dietrich.

incontri

Ieri si e’ svolta la giornata conclusiva della sesta edizione del GenovaFilmFestival, che mi ha riservato una piacevolissima sorpresa: la rassegna includeva un doveroso omaggio a Claudio G.Fava, uno dei piu’ noti critici televisivi, che ha sulla coscienza, oltre la scelta di importare Beautiful in Italia, schiere di piu’ o meno giovani amanti del cinema, conquistati alla settima arte grazie alla verve, mai scevra di ironia con cui a tarda notte presentava i film su Rai2, e la sottoscritta e’ una dei tanti caduti vittima del fascino filmico, svelato dalle sue parole.

 

Con immenso piacere ho partecipato all’ultimo incontro del festival in cui ho conosciuto altri lati della poliedrica personalita’ di quest’uomo che considero un po’ il mio mentore: l’unico per il quale avrei voluto scrivere una lettera accorata quando e’ andato in pensione, lasciando FuoriOrario come unico baluardo della programmazione cinefila.

Dopo aver assistito alla proiezione di un documentario da lui realizzato nel 1982 sulla vita di un critico durante il festival di Cannes, e’ iniziato l’ancor piu’ divertente commento di quest’uomo che ci ha raccontato le sue disavventure con la troupe Rai durante la realizzazione del documentario, dimostrando doti da showman, per la sua capacita’ di imitare voci dialetti, pose.<br>Alla fine dell’incontro, letteralmente spinta dal mio fidanzato (avendo cosi’ l’ennesima riprova di non aver per nulla la stoffa da cacciatrice di autografi) ho osato l’inosabile (per me ovviamente) e gli ho chiesto il tanto sospirato autografo sul suo libro “Clandestino in galleria” e cosi, oltre ritrovarmi la prima edizione di un libro firmato dall’autore da lasciare in eredita’ alla progenie futura, mi sono ritrovata a parlare con una persona gentilissima che ha continuato a elargire episodi di vita Rai a un piccolissimo pubblico che usava come parafulmine per evitare una specie di giornalista rampante che ronzava li’ intorno, strabuzzando gli occhi per chiederci chi era appena la virago voltava le spalle e creando cosi’ dei siparietti degni della miglior tradizione del varieta’.

E’ stato ancora piu’ piacevole ritrovarlo alla sera come presentatore del libro di Sergio Arecco “Il Vampiro Nascosto”, libro interessantissimo che ha lui ha finto di non esser in grado di capire giungendo quasi a mettere in difficolta’ lo scrittore.

Un intellettuale sui generis: mai paludato, una piacevolissima persona che riesce sempre a farsi ricordare con un sorriso.

i prossimi impegni di Jude Law

Los Angeles, 2 luglio 2003 – Jude Law sarà protagonista di un dramma storico intitolato Tulip Fever tratto da un romanzo di Deborah Moggach. Dietro la macchina da presa ci sarà John Madden, il regista di Shakepseare in love e Il mandolino del Capitano Corelli. Scritto da Tom Stoppard (già autore del copione di Shakepseare in love, con il quale ha vinto l’Oscar, ma anche di Brasil e L’impero del sole), il film racconterà la storia d’amore proibita tra un pittore e una ricca dama sposata sullo sfondo dell’Olanda del Diciassettesimo Secolo. Il film verrà coprodotto dalla DreamWorks Pictures e dalla Miramax Films.

non e’ una notizia interessante? per voi forse! io adoro quest’uomo! 🙂

LE FOGLIE MORTE

Mentre Parigi Dorme
Les Portes de la nuit
Francia, !946
con Jean Vilar, Yves Montand, Nathalie Nattier, Pierre Brasseur, Serge Reggiani, Saturnin Fabre, Christian Simon
regia di Marcel Carné




Mentre parigi dorme



Oh! Vorrei tanto che tu ti ricordassi

dei giorni felici in cui siamo stati amici

quando la vita era più bella

ed il sole più ardente di oggi.

Le foglie morte si raccolgono.

Tu vedi che non l’ho dimenticato

le foglie morte raccolgono

anche i ricordi ed i rimpianti

ed il vento del nord li porta via con sé

nella notte fredda dell’oblio.

Vedi che non ho dimenticato

la canzone che tu mi cantavi.

E’ mia canzone che ci somiglia

tu mi amavi

ed io ti amavo

e vivevamo insieme

tu che mi amavi

ed io che ti amavo.

Ma la vita separa coloro che si amano

dolcemente

senza far rumore

ed il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti non più uniti.

Le foglie morte si raccolgono

i ricordi ed i rimpianti anche

ma il mio amore silenzioso e fedele

sorride sempre e ringrazia la vita.

Ti amavo talmente tanto che tu eri cosÏ felice

come vuoi che ti dimentichi

quando la vita era più bella

ed il sole più ardente di oggi.

Tu eri la mia più dolce amica

ma adesso non mi resta che il rimorso

e la canzone che tu cantavi,

sempre, sempre la canterò.

E’ una canzone che ci somiglia

tu mi amavi

ed io ti amavo

e vivevamo insieme

tu che mi amavi

ed io che ti amavo.

Ma la vita separa coloro che si amano

dolcemente

senza far rumore

ed il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti non più uniti.

Jacques Prevert


Portesdelanuit


E’ che ieri sera ho visto Mentre Parigi dorme (1946) di Marcel Carne’, con la sceneggiatura di Prevert, il film che ha lanciato questa canzone: nell’immagine vedete un giovane Yves Montand che balla con la co-protagonista, Nathalie Nattier, su queste note. Benche’ il film sia imperfetto, ha una strana tensione, che prelude la tragedia: certo pensare che Malou (il personaggio femminile) poteva essere interpretato da Marlene Dietrich..

Katharine Hepburn: bibliografia

Tra i testi che la riguardano,spiccano anche due sue autobiografie, l’elenco e’ purtropo in inglese, ma so per certo, avendolo letto che la sua autobiografia e’ pubblicata anche in italiano.

Me, Stories of My Life by Katharine Hepburn, 1991 Alfred A. Knopf, Inc.
* Katharine Hepburn, A Hollywood Yankee by Gary Carey, 1975 Pocket Books
* Kate, The Life of Katharine Hepburn by Charles Higham, 1975 Norton Press
* Katharine Hepburn, The Pictorial Treasury of Film Stars, by Alvin H. Marill, 1973 Gallahad Books
* Tracy and Hepburn – An Intimate Memoir by Garson Kanin, Bantam Books, 1972
* The Making of African Queen or How I went to Africa with Bogart, Bacall and Huston and almost lost my mind, by Katharine Hepburn, 1987 Alfred A. Knopf, Inc.
* Hepburn, Her Life in Pictures, by James Spada, 1984 Doubleday and Company, Inc.
* The Films of Katharine Hepburn by Homer Dickens, 1971 The Citadel Press