GenovaFilmFestival

Genovafilmfestival

Ieri serata d’apertura dell’ottava edizione del GenovaFilmFestival che ha riunito il celebre terzetto Claudio G.Fava, Oreste De Fornari e Gloria De Antoni con i loro gustosi siparietti per la presentazione del documentario I sentieri della gloria girato della De Antoni in Friuli, sui luoghi che fecero da sfondo a La grande guerra di Monicelli: lavoro interessante piu’ che per l’approfondimento di archeologia cinematografica, per il ritratto che offre di Mario Monicelli, di cui spicca l’acre ironia e il vezzo di chiedere a tutti l’eta’ vantandosi (giustamente!) di essere arrivato ai 90 anni.
Presenti in sala anche Paola Gassman e Ugo Pagliai per introdurre l’omaggio a Vittorio Gassman di cui veniva proiettato il primo film da lui diretto nel 1956, Kean genio e sregolatezza.


Kean genio e sregolatezza

Purtroppo per il protrarsi dell’evento il film e’ stato tagliato in qualche punto, resta comunque una testimonianza fondamentale delle capacita’ di “mattatore” del grande attore genovese. Sicuramente un po’ prolissa e antiquata nella messa in scena, la pellicola rivela una discreta abilita’ di Gassman come regista (anche se va segnalata la presenza di Francesco Rosi per la ”direzione tecnica”) con la macchina da presa sempre puntata sul vanitoso protagonista od impegnata in rapidi movimenti che ben sottolineano il carattere istrionico e nevrotico del genio inglese in cui Gassman si identificava totalmente.
Tra le annotazioni di colore va segnalato che Paola Gassman e’ una bellissima donna a cui il mezzo televisvo non rende giustizia: avra’ ereditato anche solo un decimo del fascino paterno, ma dal vivo e’ molto piu’ magnetica del sempreverde Pagliai.
Curiosamente, nonostante la fama di tirchieria che caratterizza i genovesi, il festival cinematografico cittadino e’ uno dei pochi completamente gratuito: se non avessero spento l’aria condizionata a meta’ spettacolo sarebbe stata una serata perfetta!

Le mura di Malapaga

Tra gli eventi piu’ significativi del
GenovaFilmFestival, appena concluso, che ha festeggiato il decennale
della fine dell’ apartheid dedicando un ampia sezione al cinema sudafricano,
ricordato Vittorio Mezzogiorno a 10 anni anni dalla morte e analizzato l’opera
di Peter Brook, e’ stata la proiezione di questo film, raramente
fruibile.
Au delà des grilles
1949 Francia/Italia
con Jean Gabin, Isa Miranda
regia di René Clément

Pierre, un francese fuggiasco
per aver ucciso la giovane amante, sbarca clandestinamente a Genova dove
incontra una donna con cui si illude di poter ricostruire una vita, ma la
cattura da parte della polizia mettera’ fine alla sua speranza.

Il film
doveva risollevare le sorti di Jean Gabin e Isa Miranda, diva italiana ormai al
tramonto, che con questa interpretazione vinse a Cannes come migliore attrice.
Girato con mano esperta da Rene’ Clement, (bella la scena dell’estrazione del
dente senza anestesia ripresa dal punto di vista della bambina e quella del
marito che inseguendo la coppia ne vede le ombre riflesse sui muri dai fari
delle auto) la pellicola si rivela un particolare connubio tra il realismo dei
film francesi d’anteguerra, ispirati dal Fronte Popolare di cui Jean Gabin era
stato il massimo rappresentante e il neorealismo italiano (la sceneggiatura e’
firmata da Zavattini e Suso Cecco d’Amico) che sta gia’ virando verso il
neorealismo rosa, forse oggi piu’ interessante come testimonianza della tragica
realta’ della Genova di allora, ancora devastata dalle macerie della
guerra.

Il film e’ stato presentato dal sempre geniale Claudio G. Fava,
che tra una battuta e l’altra ha raccontato un succulento aneddoto sull’attore
francese: Roberto Chiti, che era sul set per intervistarlo, in un momento in cui
Gabin si allontano’ riusci’ ad impossessarsi della sua giacca e vide che i
documenti portavano come data di nascita il 1894, anziche’ il 1904 come e’
scritto in tutte le biografie, questo spiegherebbe il repentino invecchiamento
dell’attore dopo i (presunti?) 40 anni

Lulu di Pabst

Il vaso di Pandora
Die Büchse der Pandora
Germania, 1928
con Louise Brooks, Fritz Kortner, Franz Lederer, Carl Goetz, Alice Roberts
regia di Georg Wilhelm Pabst



Loulou


A chiusura del GenovaFilmFestival e a commento della presentazione del libro Il vampiro nascosto, e’ stata proiettato Lulu (Die Buchse der Pandora) di G.W. Pabst, capolavoro del 1928, di scarsissima visibilita’.
Una sala certo non gremita, ma un pubblico attento che per due ore ha seguito le (dis)avventure della bella Lulù in un film completamente privo di sonoro, ma comunque coinvolgente.

Lulu'

Impressionante la moderna bellezza di Louise Brooks, attrice americana che interpreto’ pochissimi fim ma che e’ diventata l’icona della forza gioiosa e al contempo devastatrice della sensualita’ femminile con questo personaggio, premiando il coraggio di Pabst che preferi’ la sconosciuta attrice a una giovanissima Marlene Dietrich.