Io e la vacca

Prendo a prestito il titolo italiano di Go west del grande Buster Keaton per parlare un po’ della mia vista bislacca.

La scorsa settimana in un campo di grano appena mietuto ho visto una mucca, nulla di strano se non fosse che il bovino in questione era in realta’ un pozzo per l’irrigazione ricoperto da alcuni stracci.
Tranquilli, gli occhiali o comunque le lenti, dipende dall’occasione, li porto; in ogni caso la mia miopia mi porta a queste visioni, o forse e’ qualche punto del mio cervello che mi fa sfuggire a una realta’ visivamente squallida (volete mettere una bella mucca pezzata accovacciata in un campo contro un orrido marchingegno?) creando immagini piu’ allettanti, sara’ un forte senso estetico: strano, non sono neppure della bilancia..
In ogni caso ogni tanto salta fuori questo deisderio di fantastico: c’e’ una strada di campagna dove ho imparto a guidare praticamente tutti i mezzi di locomozione: dalla bici alla moto all’auto, a un certo punto di questa via c’e’ un albero ormai morto, una figura scura e contorta che da piu’ di vent’anni io scambio per un dinosauro (ok : l’infantilismo mi domina).
Ma l’ episodio piu’ bizzarro mi e’ accaduto mentre ero in macchina con un’amica davanti alla casa dove abitavo alcuni anni or sono: mentre lei mi racconta non ricordo piu’ cosa, io mi sono distratta e poco dopo le ho chiesto se anche lei vedeva su un terrazzo del condominio di fronte un grosso uccello impagliato, al che la santa fanciulla (che mi parla e frequenta ancora oggi) mi ha fatto notare il palo che si congiungeva alla figura che non riuscivo ad identificare: il grosso uccello esotico (esotico.. era di un grigio sconfortante) era in realta’ un lampione!