Ce l’ho fatta!

Sono riuscita a finire Q: 700 pagine in poco piu di un mese: un’impresa eroica, considerando che a pagina15 avevo gia’ capito che era una cavolata immane.


Estate tempo di lettura, biniomio imprescindiblie per una popolazione (quella italiana) che con i libri ha litigato da piccola: nessuna manzoniana colpa, credo che la rissa sia avvenuta col sussidario.
In ogni caso, in questa torrida estate non resta che mettersi in panciolle con un libro.
Vorrei sconsigliarvi CALDAMENTE la lettura di Q, caso letterario degli ultimi anni,(piace molto a Lucarelli) di tale Luther Blisset, in realta’ 5 autori che poi hanno continuato la remunerativa attivita’ letteraria sutto lo pseudonimo di Wu Ming (purtroppo il cambio di nome non prelude a un rinnegamento dell’opera precedente).
Potreste essere tentati all’aquisto perche’ il libro si trova gia’ nella collana i miti ad un prezzo modicissimo per le dimensioni: 700 pagine, ma osservate bene il mattone che vi sta davanti difficilmente potra’ tornarvi utile come zeppa per i mobili (a meno che non abbiate invitato a casa il nostro collega samurai che in una dimostrazione pratica delle sue arti non vi ha tranciato di netto una gamba del tavolino buono del soggiorno).
Come meno titolata tra gli studiosi che operano in queste internettiche pagine non voglio entrare nel merito della storia: gli sconvolgimenti degli equilibri sociali e religiosi innescati dalla riforma luterana nella Germania del 500, tema interessantissimo, ma improbabilmente motivato dall’esistenza di una spia che muove abilmente le pedine per conto della rinvigorita Santa Inquisizione, e l’esistenza di un sopravvivvuto a tutte le battaglie che alla resa dei conti riuscira’ a intralciare i piani del perfido Pietro Carafa, il rinnovatore dell’orrorifico apparato giudiziario cattolico.
Analizziamo il sopravvissuto,l’eroe del romanzo, non che deus ex machina di mille situazioni senza speranza: fugge a tutte le piu infelici situazioni: assedi, arresti, agguati non lo scalfiscono mai: egli e’ filiazione diretta di certi eroi cinematografici americani, a meta’ libro ho iniziato ad immaginarlo con la faccia espressiva (?) ma determinata (!) di Bruce Willis in Armageddon.
Ma la cosa che piu’ mi ha annoiato di questo volume e’ il linguaggio: se talvolta vi capita i prendere in mano dei testi “moderni”, avrete notato un appiattimanto dello stille verso il basso (verso i livelli dei libri Harmony): uso del presente, scarne descrizioni dell’azione in stile sceneggiatura cinematografica e soprattutto la prevedibilita’.
Un esempio: a pagina 45 o giu’ di li’ del romanzo in questione, viene nominata, di sfuggita, una povera fanciulina quindicenne, che vive in villaggio vessato da orde lanzichenecche o chi per loro; non bisogna essere un lettore cosi’ sgamato per intuire che questa povera pulzella , girata la pagina offrira’ la sua virtu’ al nostro, per non cadere in mani ben piu’ crudeli.
Insomma, a ridatece Dumas, padre figlio e pure pronipoti se ne esistono, aridatece le avventure mirabilanti del conte di Montecristo, che almeno me lo posso immaginare col il volto affascinate di Andrea Giorndana!

1 commento a “Ce l’ho fatta!

  1. purtroppo non sono in grado di applicare questo sacrosanto diritto, se non in casi gravissimi! 🙁
    scritto da ava alle ore 12:44:36
    quando un libro non mi piace, io ho iniziato ad applicare uno dei diritti del lettore definiti da Pennac: interrompo la lettura. posso garantirti che certe volte è salutare!
    scritto da ibrab alle ore 12:38:43
    assolutamente no! poi e’ talmente spesso che non ti potrebbe servire neppure come zeppa sotto un mobile! :-/
    scritto da ava alle ore 12:29:37
    ogni volta che entro in libreria e guardo il tomo mi viene la tentazione. poi lo ripongo, perchè temo che possa servirmi solo per tenere aperte le porte con la corrente d’aria. Sbaglio?
    scritto da ibrab alle ore 12:27:14

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *