La nuova squadra – seconda stagione

Lanuovasquadra2

Alla fine di questa seconda stagione bisogna riconoscere che La nuova squadra si e’ rivelata un ottimo prodotto televisivo che ha saputo degnamente sostituire il vecchio format e correggere gli errori della prima stagione.
Il passaggio tra La squadra e La nuova squadra e’ stato piuttosto brusco e decisamente spiazzante; come suggeriva il titolo stesso della serie, tutto il format precedente girava attorno all’unita’ del commissariato Sant’Andrea, al fatto di essere appunto una squadra, mentre la prima stagione della serie rinnovata era tutta incentrata sulla frattura tra il gruppo dei falchi guidati da Vitale e la nuova commissaria Ricci, con Battiston, colonna della vecchia serie, in un ruolo decisamente antipatico. La fine forzata de La squadra di cui non sono mai stati ben chiari i motivi e l’utilizzo dello stesso titolo per un nuovo serial e’ stato sicuramente infelice, diciamo che non e’ stato ben utilizzato il concetto di spin off seriale, quando una nuova serie televisiva nasce dalla costola di un telefilm precedente acquisendone alcuni personaggi.
Se la prima stagione de la nuova squadra e’ stata di assestamento, questa seconda stagione ha aggiustato il tiro: l’arrivo del nuovo commissario Lopez (Marco Giallini, il Teribbile de Romanzo criminale, la serie) lo scontro familiare dei due fratelli Coppola hanno dato spessore alla trama che ha vantato un inizio di quello che non si dimenticano, la morte di Lenzi: quel gancio arrossato di sangue mi mette i brividi ancora oggi!

La doppia ora

Ladoppiaora

Ad uno speed date, Sonia, cameriera in un albergo torinese conosce Guido, ex poliziotto che ora fa il custode di una grande villa alle porte della citta’. Tra i due nasce una storia. Un giorno l’uomo porta la ragazza a visitare il parco della villa ma vengono sorpresi da una banda di ladri che sta svaligiando la tenuta; per difendere Sonia dai malviventi, Guido viene ucciso. Ripresa la vita normale, Sonia continua ad avvertire accanto a se’ la presenza di Guido..

Un bel thriller d’atmosfera che gioca con una delle paure piu’ attuali degli italiani, quella della ragazza straniera che, forse suo malgrado, ha connivenze con la malavita. Tema scottante risolto in maniera mai banale e con sfumature diciamo cosi’, sovrannaturali. Peccato solo che proprio questa estate sia andato sulla Rai la serie inglese di Life on Mars con cui la pellicola condivide la soluzione della prima parte del film. Il film risolve bene anche gli equilibri amorosi della vicenda con un finale amaramente ovvio ma non scontato, banale e televisivo sarebbe stato il lieto fine.
Un film ricco di colpi di scena all’interno di un’atmosfera ovattata e sospesa ben supportata da una Torino livida e grigia. Capotondi riesce ad utilizzare la poca profondita’ di campo cosi’ di moda non solo come soluzione estetica, ma come mezzo per sottolineare la situazione straniante che domina gran parte del film.
Bravissimi gli attori e piu’ che sui due protagonisti, vorrei spendere qualche parola su Antonia Truppo, che nel film ricopre un ruolo leggero. La si riscopre volentieri in questi panni dopo che gli aficionados de La squadra l’avevano conosciuta nelle vesti dell’agente Criscuolo, introversa ed intensa come una diva del cinema muto.
La doppia ora conferma che il cinema italiano ha trovato o una sua via personale al giallo/noir, dopo il successo dello scorso anno de La ragazza del lago, peccato solo che, per ora, esca una pellicola l’anno di questo genere.

La nuova squadra

Lanuovasquadra Molto rimpianto per la vecchia, vedendo questa Nuova squadra!
Avevo affrontato la visione con la migliore predisposizione d’animo, ma ben presto si sono presentate le prime avvisaglie di dubbio. Il nome del commissariato, Spaccanapoli, ’a tazzurella ‘e cafe’ nella sigla, la musica tarantellosa della stessa, tutto riporta alla piu’ deleteria retorica della napoletanita’, esplosa nella scena dei parenti che portano via a braccia il cadavere dall’ospedale: sicuramente Napoli sara’ anche questo, ma preferivo di gran lunga l’immagine di metropoli difficile della serie precedente.
I personaggi poi mi sembrano tagliati con l’accetta e alquanto stereotipati, insopportabile la commissaria che risponde al piu’ classico modello di donna in carriera, un po’ sventata ma cazzuta, e ovviamente una donna dev’essere sempre un’abile attrice e farsi scendere la lacrimuccia quando si inventa l’inesistente fratello drogato e tirar fuori ogni due per tre il figliolo, che si sa e’ piezz’e core!
I poveri Battiston e Sciacca ritornano ripuliti, vestiti di palandrane nere come i piu’ cattivi giustizieri della notte e mi sembra abbian perso molto delle loro peculiarita’, ma come detto prima in questa prima puntata prevale la bidimensionalita’ del personaggio: ad esempio Sergio Vitale (il bravo Rolando Ravello che pero’ qui mi pare troppo isterico) gioca a fare il poliziotto cattivo perche’ e’ incazzato per la morte del collega pero’ poi mette i fiori sul luogo dove e’ morta la bimba e a casa e’ un padre affettuoso: queste si’ che son sfaccettature!
Per quanto riguarda la riduzione degli episodi si tratta di un semplice proforma: la vicenda e’ la stessa solo che dopo cinquanta minuti c’e’ il jingle e cambia il titolo, ma lo stile di ripresa resta sempre lo stesso, campi e controcampi, scene di raccordo, flashback che iniziano dieci minuti prima dell’elemento da ricordare, insomma niente inseguimenti adrenalinici importati papale papale dai serial ammericani, tutto e’ rimasto uguale, con molto cuore e cura in meno.

La Squadra – l’ultima puntata

Pietroguerra01 E cosi’, alla fine, il momento tanto temuto e’ arrivato, all’ultima puntata il buon Pietro Guerra ci ha lasciato le penne: fine di un‘epoca e di un’estetica condita nel momento clou da molto rallenti, montaggio alternato e volo di piccioni, vago richiamo alle colombe portate in auge da John Woo; insomma una morte un po’ forzata come la chiusura di questo serial, ma per il resto la puntata e’ stata intrigante e mi e’ piaciuta molto l’idea di una puntata avulsa dalla sequenzialita’, ambientata circa otto mesi dopo l’ultima puntata che mostra il Sant’Andrea in una situazione idilliaca, come da tutti agognato: Ramaglia perfettamente ripreso dal coma, Guerra che aspetta un figlio da Elena Baroni, Battiston ormai a Trento con la sorella di Sciacca, addirittura il ritorno della Spano’ e soprattutto Pettenella che sta insieme alla Veneziani!
Mi sono piaciuti anche i discorsi sottotraccia tra Pettenella e Cafasso che parevano alludere alla situazione ancora poco chiara sul futuro della serie, per ora, a quanto dice Film TV, si sa per certo solo il cambio del formato con puntate da 50 minuti, ci dovrebbe essere piu’ azione spostando l’attenzione sulle volanti e mostrando meno vita di commissariato, pochissimi gli attori della serie originale che passeranno al nuovo format, tra questi Sperandeo mentre tra i nuovi ingressi si vocifera su Taricone; ma soprattutto dovrebbe cambiare il nome del prodotto: passando da La squadra a SpaccaNapoli, titolo che sottende un risvolto folcloristico che non promette nulla di buono, ma vedremo a marzo..

La squadra 8

Lasquadra8 Mi spiace rovinare l’attesa degli aficionados del migliore seriale italiano che ripartira’ stasera su Rai3 alle 21,05 con l’ottava serie , ma devo riportare un rumors piuttosto tristanzuolo: stamattina a Playwatch Fabio Canino e Francesca Zanni hanno intervistato telefonicamente Donatella Diamanti, capo sceneggiatura del poliziesco ambientato a Napoli, chiedendo conferma della probabile chiusura del telefilm dopo questa La Squadra 8; la Diamanti ha smentito la notizia ma ha parlato di modifiche del prodotto in particolare verra’ abbandonato il formato da 100 minuti per passare ad episodi da 50 minuti per conformare il serial ai modelli attuali di fiction televisiva: effettivamente gia’ nelle ultime puntate della passata stagione si poteva notare la presenza di due episodi di contorno all’indagine principale, speriamo quindi che il passaggio sia indolore e il cambio alla supervisione delle sceneggiature, Donatella Diamanti se ne andra’ a giorni, non faccia abbassare troppo la media del prodotto.

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La nuova stagione televisiva

Desperatehousewife.pgEccoci all’inizio di una nuova stagione televisiva all’insegna dei seriali americani: ieri sono partite le nuove puntate di E.R. e la seconda ed ultima serie di Carnivale su CanalJimmy, stasera e domani arriva l’attesissimo Desperate Housewives su Rai2, mercoledi’ e giovedi’ appuntamento doppio anche per la ripresa de La squadra e a breve arriveranno anche i nuovi episodi de Il commissario Montalbano, mentre ad ottobre Italia1 proporrà’ OZ carcere di massima sicurezza  e La7 The L world.
Sono lontani i tempi in cui le ammiraglie Rai e Mediaset pubblicizzavano i “filmissimi” del lunedi’, ora piu’ che mai il cinema e’ solo un riempitivo, frequentemente  interrotto dalla pubblicita’.
Questa non vuole essere una lamentela, ma la constatazione di un’evoluzione: del resto gli episodi dei telefilm americani spesso portano la firma di grandi autori, come Tarantino in C.S.I. e lo stesso Spike Lee, a Venezia ha sostenuto  che il prezzo contenuto del seriale permette una sperimentazione e una liberta’ d’espressione che viene a mancare nelle grandi produzioni cinematografiche dove non si osa  rischiare  gli ingenti  capitali  messi a disposizione.
Ancora Venezia ci ha dimostrato che dal vivaio televisivo possono nascere grossi talenti e grandi star, come dimostra l’esempio di George Clooney.
Disastroso il confronto con la situazione televisiva italiana, se possibile ancor piu’ patetica di quella cinematografica, basta ricordare che, come da oltre vent’anni a questa parte, Italia1 ha ricominciato a  trasmettere Lady Oscar il cui valore e’ indiscutibile, ma la cui continua reiterazione dimostra la scasita’ di idee e progetti . Fortunatamente  anche questo classico quest’anno vanta una novita’: e’ tornata la sigla originale! per cui  tutti in coro

Grande festa alla corte di Francia

c’è nel regno una bimba in più
biondi i capelli e rose di guancia
Oscar ti chiamerai tu.
Il buon padre voleva un maschietto

ma ahimè sei nata tu
nella culla ti ha messo il fioretto

Lady dal fiocco blu.

O Lady, Lady, Lady Oscar

tutti fanno festa quando passi tu

O Lady, Lady, Lady Oscar

come un moschettiere batterti sai tu

O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè

O Lady, Lady, Lady Oscar

anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
Notte buia alla corte di Francia

a palazzo si dorme già
tre briganti con spada e con lancia
agguato a sua maestà.
Lady Oscar si è proprio nascosta
nella grande stanza del re
con scatto felino ed abile mossa
colpirà tutti e tre.

O Lady, Lady, Lady Oscar
la tua spada fischia non delude mai

O Lady, Lady, Lady Oscar

anche nella mischia vincere tu sai.
O Lady, Lady, Lady Oscar

le gran dame a corte ti invidiano perchè

O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.

O Lady, Lady, Lady, Lady

O Lady, Lady, Lady, La
O Lady, Lady, Lady Oscar

tutti fanno festa quando passi tu
O Lady, Lady, Lady Oscar

come un moschettiere batterti sai tu

O Lady, Lady, Lady Oscar

le gran dame a corte ti invidiano perchè

O Lady, Lady, Lady Oscar

anche nel duello che eleganza c’è.

O Lady, Lady, Lady, Lady

O Lady, Lady, Lady, La

La squadra

Lasquadra

Stasera alle 21.00 su Rai3 ricomincia La Squadra.

Per fortuna dico, dopo aver dato un’occhiata alle fiction
poliziesche che hanno tenuto banco dall’inizio dell’anno. Tacendo
dell’amorfo Il capitano che puntava sui continui travestimenti di Alessandro Preziosi che avrebbero dovuto dimostrare le sue qualita’ attoriali, anche R.I.S., delitti imperfetti ha sofferto delle solite limitazioni delle fiction Mediaset: colori saturi di splendide giornate di inizio estate, (in una fiction Mediaset e’ sempre bel tempo e i protagonisti sono sempre bellissimi!) interni palesemente finti, ma il limite peggiore sta nel plot: ogni puntata e’ perennemente divisa in due episodi: storielline brevi appena abbozzate che fanno da sfondo ai sicuri amorazzi tra colleghi, in R.I.S.
hanno tentato di allungare l’episodio trasmettendone uno e mezzo per puntata pero’ incrociando due casi, quindi alla fine la vicenda e’ ancora piu’ stringata.
La Squadra, fiction di lunga serialita’ che dura tra alti e bassi da almeno quattro o cinque anni ha raggiungo un certo livello di qualita’ che la fa distinguere in questo piatto mondo della fiction italiana per lo spessore delle storie, che a volte si sviluppano in diverse puntate e talvolta non si concludono con il lieto fine di prammatica e lasciano l’amaro in bocca. La qualita’ della recitazione e’ di una spanna superiore a qualsiasi prodotto televisivo in circolazione, soprattutto con gli ultimi personaggi entrati, come non citare l’ambizioso commissario Pettenella interpretato da un bravissimo
Massimo Wertmuller, in grado di stemperare l’ambiguita’ del suo personaggio con una forte dose di ironia, poi c’e’ la Veneziani, la dottoressa della scientifica, gattara e rompiscatole (perche’ tutto cio’ mi suona cosi’ famigliare? vabbe’..) e l’ultima entrata e’ quella di uno strepitoso Tony Sperandeo, che il cinema ha sempre relegato alle caratterizzazioni mafiose e che qui interpreta un geniale poliziotto siciliano innamorato della cucina e soprattutto dell’Orlando Furioso che non perde occasione di declamare.
Se dovessi fare un paragone con la grande stagione degli sceneggiati TV, il referente sarebbe sicuramente Qui squadra Mobile, del 1973 con l’indimenticato Luigi Vannucchi per la regia di Anton Giulio Majano.