Omaggio al regista di anime giapponesi con le sigle italiane dei tre suoi lavori piu’ celebri in Italia. La sua opera si caratterizzo’ per l’accuratezza del disegno, i tagli obliqui dell’inquadratura e l’introduzione nel cartone animato dello split screen e del fermo immagine a suggellare i momenti piu’ drammatici.
Celebrato soprattutto come il papa’ di Lady Oscar subentro’ in realta’ a meta’ produzione chiamato a rilanciare il prodotto in declino che riusci’ a trasformare in un successo planetario caratterizzandolo con il suo stile.
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Marie Antoinette
Credo che con questa pellicola chiudero’ per lungo tempo il mio rapporto con la Sofia Coppola perche’, come sospettavo, anche questa volta il suo film mi ha profondamente annoiato, non sono riuscita in nessun modo a partecipare della sorte della regina teen ager tediata in quel di Versailles, un misto di Sissi (la principessa che arriva da una corte piu’ informale e che esprime la sua grande umanita con grandi abbracci e sorrisi ingenui mi ha ricordato il primo film della trilogia polpettone con la Schneider) e Lady Oscar, sara’ che da annoiata adolescente ingannavo il mio tempo con le avventure dell’eroina in divisa ma gli scontri con la Du Barry riproducevano fedelmente le scene del cartoon, solo quel conte Fersen moraccione e lascivo ha disturbato i miei ricordi (ma se non era una fedele ricostruzione storica Lady Oscar ce la potevano anche piazzare, no?)
Scherzi a parte, ma mi riesce molto difficile fare una disamina seria di questo film, la regista sembra fossilizzata in uno stile fatto di campi lunghi e insistenti inseguimenti dei personaggi che andava bene per il suo esordio, dato che raccontava una storia malinconica e sospesa, in questa rivisitazione del settecento francese non basta qualche arpeggio di chitarra anni ‘80 per dare una sferzata di energia al tutto, manca lo stile scattante della commedia che avrebbe reso gustosi i siparietti dei due reali a letto in quei lunghi sette anni di castita’: l’alternanza di stili cinematografici adeguati ai vari momenti dell’esistenza di Maria Antonietta avrebbe dato molto piu’ spessore alla psicologia del personaggio che invece resta schiacciato dalle lunghe, monotone inquadrature che sono ormai il marchio di fabbrica di Sofia Coppola.
La nuova stagione televisiva
Eccoci all’inizio di una nuova stagione televisiva all’insegna dei seriali americani: ieri sono partite le nuove puntate di E.R. e la seconda ed ultima serie di Carnivale su CanalJimmy, stasera e domani arriva l’attesissimo Desperate Housewives su Rai2, mercoledi’ e giovedi’ appuntamento doppio anche per la ripresa de La squadra e a breve arriveranno anche i nuovi episodi de Il commissario Montalbano, mentre ad ottobre Italia1 proporrà’ OZ carcere di massima sicurezza e La7 The L world.
Sono lontani i tempi in cui le ammiraglie Rai e Mediaset pubblicizzavano i “filmissimi” del lunedi’, ora piu’ che mai il cinema e’ solo un riempitivo, frequentemente interrotto dalla pubblicita’.
Questa non vuole essere una lamentela, ma la constatazione di un’evoluzione: del resto gli episodi dei telefilm americani spesso portano la firma di grandi autori, come Tarantino in C.S.I. e lo stesso Spike Lee, a Venezia ha sostenuto che il prezzo contenuto del seriale permette una sperimentazione e una liberta’ d’espressione che viene a mancare nelle grandi produzioni cinematografiche dove non si osa rischiare gli ingenti capitali messi a disposizione.
Ancora Venezia ci ha dimostrato che dal vivaio televisivo possono nascere grossi talenti e grandi star, come dimostra l’esempio di George Clooney.
Disastroso il confronto con la situazione televisiva italiana, se possibile ancor piu’ patetica di quella cinematografica, basta ricordare che, come da oltre vent’anni a questa parte, Italia1 ha ricominciato a trasmettere Lady Oscar il cui valore e’ indiscutibile, ma la cui continua reiterazione dimostra la scasita’ di idee e progetti . Fortunatamente anche questo classico quest’anno vanta una novita’: e’ tornata la sigla originale! per cui tutti in coro
c’è nel regno una bimba in più
biondi i capelli e rose di guancia
Oscar ti chiamerai tu.
Il buon padre voleva un maschietto
ma ahimè sei nata tu
nella culla ti ha messo il fioretto
Lady dal fiocco blu.
O Lady, Lady, Lady Oscar
tutti fanno festa quando passi tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
come un moschettiere batterti sai tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
Notte buia alla corte di Francia
a palazzo si dorme già
tre briganti con spada e con lancia
agguato a sua maestà.
Lady Oscar si è proprio nascosta
nella grande stanza del re
con scatto felino ed abile mossa
colpirà tutti e tre.
O Lady, Lady, Lady Oscar
la tua spada fischia non delude mai
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nella mischia vincere tu sai.
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
O Lady, Lady, Lady Oscar
tutti fanno festa quando passi tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
come un moschettiere batterti sai tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La