La Marsigliese

Essere definita blogereuse proprio il 14 luglio esalta il mio amore per i cugini d’ oltralte, ragion per cui celebro con il loro inno nazionale

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé.
Contre nous, de la tyrannie,
L’étandard sanglant est levé,
l’étandard sanglant est levé,
Entendez-vous, dans la compagnes.
Mugir ces farouches soldats
Ils viennent jusque dans nos bras
Egorger vos fils,
vos compagnes.

Aux armes citoyens!
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons!
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons.

Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs,
Liberté, liberté cherie,
Combats avec tes defénseurs;
Combats avec tes défenseurs.
Sous drapeaux, que la victoire
Acoure à tes mâles accents;
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre gloire!

Aux armes citoyens!
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons!
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons

Io trovo che questa sia una canzone bellissima, e, non esito a confessarlo, per me commovente: prendiamo Casablanca, per esempio: credete che il mio cuore di ghiaccio abbia un fremito per la sorte dei tue tapini che vedete qui illustrati?

Casablanca

Che mi rallegri della nuova amicizia tra Rick e il capitano di polizia?
Illusi!
Il mio spirito battagliero si scioglie letterlmente in lacrime nella scena (insensatamente ritenuta minore) al Rick’s Bar dove i tedeschi spadroneggiano con il loro inno e i francesi dopo aver rifiutato di unirsi al coro iniziano dapprima sommessamente poi sempre con maggior veemenza il canto simbolo di mille rivolte: La Marsigliese, fino al punto di costringere i tedeschi al silenzio.
Ma il fascino di questa canzone non ammalia solo me se registi del calibro di Renoir le dedicano un intero film..

il mio privato senso del pudore

Ci sono cose che non scriverei MAI in un blog, tipo la giornata di ieri: troppo personale, nel senso che la portata dell’evento sarebbe considerata troppo lieve rapportata all’angoscia provocata, in ogni caso..
GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE.

Angelina vs Gwyneth

Los Angeles, 10 luglio 2003 – Angelina Jolie vestirà i panni di Caterina di Russia in un dramma storico diretto da Randall Wallace, il regista di We Were Soldiers e La maschera di ferro. Abituata a personaggi dai caratteri forti, la Jolie non avrà sicuramente difficoltà a prestare il proprio volto alla celebre sovrana di origine tedesca che non esitò a far eliminare il consorte per guidare indisturbata l’Impero russo per trentaquattro anni. L’attrice tornerà tra breve sugli schermi con numerose pellicole, tra le quali il seguito di Tomb Raider, il thriller Taking Lives, il fantascientifico The World of Tomorrow, interpretato accanto a Jude Law e Gwyneth Paltrow, e il nuovo film di Martin Campbell, Beyond Borders.

Prendo spunto da questo trafiletto per testimoniare la mia ammirazione incondizionata verso questa attrice, bella e al di fuori degli schemi.
Il mio e altrui disgusto verso la Paltrow era gia’ serpeggiato su questo blog.

Al dila’ delle qualita’ attoriali, potrei dire che ammiro la Jolie per alcune scelte "etiche":l’adozione di un bimbo dell’Est asiatico l’ha portata alla tutela di una foresta della terra di suo figlio, mentre quella merdina slavata di Gwineth ostenta il suo amore per le pellicce, fregandosene altamente non solo delle povere bestiole che vengono sacrificate per rivestire le sue preziose membra, ma soprattutto del fatto che essere VIP ha anche un risvolto morale, dato che migliaia di fan seguono il suo esempio.

Io e la vacca

Prendo a prestito il titolo italiano di Go west del grande Buster Keaton per parlare un po’ della mia vista bislacca.

La scorsa settimana in un campo di grano appena mietuto ho visto una mucca, nulla di strano se non fosse che il bovino in questione era in realta’ un pozzo per l’irrigazione ricoperto da alcuni stracci.
Tranquilli, gli occhiali o comunque le lenti, dipende dall’occasione, li porto; in ogni caso la mia miopia mi porta a queste visioni, o forse e’ qualche punto del mio cervello che mi fa sfuggire a una realta’ visivamente squallida (volete mettere una bella mucca pezzata accovacciata in un campo contro un orrido marchingegno?) creando immagini piu’ allettanti, sara’ un forte senso estetico: strano, non sono neppure della bilancia..
In ogni caso ogni tanto salta fuori questo deisderio di fantastico: c’e’ una strada di campagna dove ho imparto a guidare praticamente tutti i mezzi di locomozione: dalla bici alla moto all’auto, a un certo punto di questa via c’e’ un albero ormai morto, una figura scura e contorta che da piu’ di vent’anni io scambio per un dinosauro (ok : l’infantilismo mi domina).
Ma l’ episodio piu’ bizzarro mi e’ accaduto mentre ero in macchina con un’amica davanti alla casa dove abitavo alcuni anni or sono: mentre lei mi racconta non ricordo piu’ cosa, io mi sono distratta e poco dopo le ho chiesto se anche lei vedeva su un terrazzo del condominio di fronte un grosso uccello impagliato, al che la santa fanciulla (che mi parla e frequenta ancora oggi) mi ha fatto notare il palo che si congiungeva alla figura che non riuscivo ad identificare: il grosso uccello esotico (esotico.. era di un grigio sconfortante) era in realta’ un lampione!

Daphne du Maurier

Daphne du Maurier

Ho appena terminato di leggere Gli uccelli, la novella da cui e’ stato tratto il famoso film di Hitchcock.
Gia’ all’acquisto mi aveva stupito scoprire che fosse della stessa autrice da cui Hitch aveva tratto Rebecca la prima moglie, il suo primo film americano.
Dalla quarta di copertina vengo a conoscenza che sempre da un racconto della Du Maurier il grande registra inglese ha tratto anche La taverna della Giamaica.
Prima di leggere questo libro, pensavo che D.D.M. fosse un autrice vittoriana, data l’ambientazione di Rebecca e Mia cugina Rachele film che sapevo per certo essere tratti da sue opere, invece mi ha colpito molto a lettura della novella che precede Gli uccelli, Le lenti azzurre che narra la vicenda di Marda West, costretta a un lungo periodo di cecita’ temporanea per un intervento agli occhi, arriva l’attesissimo giorno in cui potra’ riniziare a vedere, seppure con delle lenti azzurre che falseranno la sua vista: ma non sara’ un mondo dai colori alterati quello che apparira’ alla donna: le persone avranno la testa di un animale, consentendole di vedere chi la circonda per quello che veramente e’.
Gotico, fantascientifico? non saprei come definire questa breve novella del 1959, ma mi ha fatto innamorare di questa autrice dai toni popolari che narra storie oscure e dai netti risvolti psicologici, cosi’ ho fatto una breve ricerca per saperne qualcosa di piu’ .
Ho scoperto una donna bellissima appartenente ad una ricca famiglia, con illustri precedenti artistici, che a vent’anni veniva gia’ pubblicata.
Un grande amore con un bell’ufficiale dell’esercito di Sua Maesta’ e residenze fastose che ispirano il maniero di Rebecca, il suo romanzo piu’ famoso.

Lulu di Pabst

Il vaso di Pandora
Die Büchse der Pandora
Germania, 1928
con Louise Brooks, Fritz Kortner, Franz Lederer, Carl Goetz, Alice Roberts
regia di Georg Wilhelm Pabst



Loulou


A chiusura del GenovaFilmFestival e a commento della presentazione del libro Il vampiro nascosto, e’ stata proiettato Lulu (Die Buchse der Pandora) di G.W. Pabst, capolavoro del 1928, di scarsissima visibilita’.
Una sala certo non gremita, ma un pubblico attento che per due ore ha seguito le (dis)avventure della bella Lulù in un film completamente privo di sonoro, ma comunque coinvolgente.

Lulu'

Impressionante la moderna bellezza di Louise Brooks, attrice americana che interpreto’ pochissimi fim ma che e’ diventata l’icona della forza gioiosa e al contempo devastatrice della sensualita’ femminile con questo personaggio, premiando il coraggio di Pabst che preferi’ la sconosciuta attrice a una giovanissima Marlene Dietrich.

incontri

Ieri si e’ svolta la giornata conclusiva della sesta edizione del GenovaFilmFestival, che mi ha riservato una piacevolissima sorpresa: la rassegna includeva un doveroso omaggio a Claudio G.Fava, uno dei piu’ noti critici televisivi, che ha sulla coscienza, oltre la scelta di importare Beautiful in Italia, schiere di piu’ o meno giovani amanti del cinema, conquistati alla settima arte grazie alla verve, mai scevra di ironia con cui a tarda notte presentava i film su Rai2, e la sottoscritta e’ una dei tanti caduti vittima del fascino filmico, svelato dalle sue parole.

 

Con immenso piacere ho partecipato all’ultimo incontro del festival in cui ho conosciuto altri lati della poliedrica personalita’ di quest’uomo che considero un po’ il mio mentore: l’unico per il quale avrei voluto scrivere una lettera accorata quando e’ andato in pensione, lasciando FuoriOrario come unico baluardo della programmazione cinefila.

Dopo aver assistito alla proiezione di un documentario da lui realizzato nel 1982 sulla vita di un critico durante il festival di Cannes, e’ iniziato l’ancor piu’ divertente commento di quest’uomo che ci ha raccontato le sue disavventure con la troupe Rai durante la realizzazione del documentario, dimostrando doti da showman, per la sua capacita’ di imitare voci dialetti, pose.<br>Alla fine dell’incontro, letteralmente spinta dal mio fidanzato (avendo cosi’ l’ennesima riprova di non aver per nulla la stoffa da cacciatrice di autografi) ho osato l’inosabile (per me ovviamente) e gli ho chiesto il tanto sospirato autografo sul suo libro “Clandestino in galleria” e cosi, oltre ritrovarmi la prima edizione di un libro firmato dall’autore da lasciare in eredita’ alla progenie futura, mi sono ritrovata a parlare con una persona gentilissima che ha continuato a elargire episodi di vita Rai a un piccolissimo pubblico che usava come parafulmine per evitare una specie di giornalista rampante che ronzava li’ intorno, strabuzzando gli occhi per chiederci chi era appena la virago voltava le spalle e creando cosi’ dei siparietti degni della miglior tradizione del varieta’.

E’ stato ancora piu’ piacevole ritrovarlo alla sera come presentatore del libro di Sergio Arecco “Il Vampiro Nascosto”, libro interessantissimo che ha lui ha finto di non esser in grado di capire giungendo quasi a mettere in difficolta’ lo scrittore.

Un intellettuale sui generis: mai paludato, una piacevolissima persona che riesce sempre a farsi ricordare con un sorriso.

i prossimi impegni di Jude Law

Los Angeles, 2 luglio 2003 – Jude Law sarà protagonista di un dramma storico intitolato Tulip Fever tratto da un romanzo di Deborah Moggach. Dietro la macchina da presa ci sarà John Madden, il regista di Shakepseare in love e Il mandolino del Capitano Corelli. Scritto da Tom Stoppard (già autore del copione di Shakepseare in love, con il quale ha vinto l’Oscar, ma anche di Brasil e L’impero del sole), il film racconterà la storia d’amore proibita tra un pittore e una ricca dama sposata sullo sfondo dell’Olanda del Diciassettesimo Secolo. Il film verrà coprodotto dalla DreamWorks Pictures e dalla Miramax Films.

non e’ una notizia interessante? per voi forse! io adoro quest’uomo! 🙂