Ragno, non sei piu’solo!

Un topo di Marte? E cosa ci fa sulla Terra? I Mouse on Mars
provengono dalla Germania e sono due stelle della musica elettronica degli anni
’90. Si esibiranno dal vivo a Roma in occasione di Dissonanze. Decibel vi
propone in anteprima una piccola intervista…

il seguito su
exibart..

contento spider di avere dei tuoi compaesani sul nostro
pianeta? 😉

Anna Magnani

La Rai l’ha fatto di nuovo. Questa volta e’ toccato al TG1 edizione serale, dire che ieri era l’anniversario della morte di Anna Magnani, liquidando l’evento con un servizio (molto scadente per altro) di Vincenzo Mollica al figlio della diva .

AnnaMagnani

Ora, dopo la bagarre su John Ford so di non essere molto attendibile, ma Anna Magnani e’ morta il 26 settembre 1973, come testimoniano i palinsensti di Rete4 a lei dedicati praticamente in toto.
L'amoreAnche La7 domani trasmettera’ L’amore (1948), che la vede protagonista di due episodi salienti della sua carriera: La voce umana, tratto dalla piece di Jean Cocteau, dove dà una grande prova attoriale recitando il monologo di una
telefonata amorosa e Il miracolo dove tutto il suo essere popolana viene rappresentato nel personaggio della contadina che nella sua fede ingenua, scambia un vagabondo per San Giuseppe (l’unica prova attoriale di Federico Fellini) e quando questo approfittera’ di lei credera’ di esser incinta di un novello Messia.
Altro film in programmazione domani su Rete4, La Rosa Tatuata (1955) accanto a Burt Lancaster, il film della sua parentesi hollywoodiana che le valse l’Oscar.
MammaRomaAncora su Rete4 Mamma Roma (1962), il capolavoro che interpretò per Pasolini.
Che dire della Magnani se non continuare a guardarsi i suoi film?
Ripetere per l’ennesima volta della scena piu’ bella di Roma citta’aperta, la morte della signora Pina fu dovuto a una caduta accidentale dell’attrice, sapientemente utilizzata da Rossellini che allora era il suo compagno?
Ricordare della zuppiera di pasta rovesciata in testa allo stesso regista quando questi la lasciò per la Bergman?
Parole… Nannarella vive nei suoi film…

Eutanasia di un ragno

Era uno di quei ragni di campagna, neri e pelosi, ma innoqui.
Come fini’ in quell’appartamento di citta’ non e’ dato saperlo. Trascorreva le
sue giornate osservando la ragazza che incosapevolmente abitava con lui: ne
amava i lunghi capelli scuri, la voce melodiosa, i movimenti sinuosi.
Un
giorno la vide poggiare affranta la testa sul tavolino e decise di palesarsi. La
ragazza non ebbe paura, accarezzo’ lievemente il corpo vellutato del ragno, lo
lascio’ cammiinare sulla propria mano, poi, con decisione gli strappo’ una delle
zampe mormorando qualcosa. Stupito dal gesto repentino , il ragno rimase
immobile, maledicendo la sorte di aver riservato la trasmutazione con un bacio
ai soli rospi ed attese fiducioso la sua cruenta trasformazione.
Quando la
sorte beffarda dei numeri attribui’ alla sua ultima zampetta un numero pari da
abbinarsi a un decisivo “non m’ama”, la fanciulla stizzita, con un pugno
spiaccico’ il corpo ormai mutilato della bestia.
Solo allora, nel lento
fluire del liquame visceroso e verdastro del suo corpo che appressava la morte,
il ragno comprese di essere stato lo strumento per attirare un amore che non lo
coinvolgeva.

Da questo racconto l’opera cinematografica che
spostera’ per sempre i confini del film d’autore!
La regista Ava Maria
Salerno infatti collaborera’ per la prima volta con la maga degli effetti reali,
Carmilla Rambaldi.
Il ruolo maschile e’ gia stato assegnato a Yul Brynner per
quella che si anticipa essere la sua interpretazione piu’ sofferta.
Per il
ruolo femminile, sono aperte le trattative con una giovane attrice italiana il
cui nome e’ ancora sconosciuto.

Due Marines e un Generale

Italia 1965, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Buster
Keaton.
Regia di Luigi Scattini


2marinese1generale

Un film tipico della produzione del duo Franco&Ciccio, che si distingue per
la partecipazione di Buster Keaton. E’ la storia di due marines che nella
campagna d’Africa del ‘43 hanno la missione di catturare la volpe delle sabbie,
il temibile generale Von Kassler, lo rincontreranno nel ‘44 nei giorni dello
sbarco di Anzio.
Le gags sono quelle tipiche del duo siculo, Keaton
perennemente muto ritaglia siparietti che ricordano il suo guizzo
geniale.
Commovente il prefinale: per far sfuggire il generale tedesco alla
cattura i due marines oriundi siciliani lo rivestono con i panni trovati su uno
spaventapasseri in modo che possa confondersi tra la folla e fuggire: gli abiti
recuperati sono la paglietta schiacciata, il gilet e la finanziera con la
cravatta a nastrino che furono la divisa del comico dalla faccia imperturbabile,
e quando lo salutano dicendogli che e’ il generale piu’ simpatico che esista ti
ricordi che The General è il titolo di uno dei grandi successi di Buster
Keaton
.

Il film sara’ in onda domattina su Rai3 alle ore 9.05, puntate i
videoregistratori.

La fabbrica dei sogni

Il Top Audio e’ un’esposizione milanese il cui interesse
principale, il mondo dell’alta fedelta’, si sta legando sempre piu’ all’home
theatre. Le nuove tecnologie della riproduzione video, infatti, sono ormai alla
portata dei piu’ e non e’ un sogno cosi’ irrealizzabile pensare di avere un
televisore ultrapiatto formato 16:9; ma come dice il nome stesso della rassegna,
qui e’ esposta la strumentazione “al top” per avere una fedele riproduzione
audio e video.
La scelta del luogo stesso dove avviene la mostra e’
particolare: un hotel praticamente requisito ed in ogni stanza gli espositori
allestiscono i loro impianti, a volte veramante di grandissimo effetto, tanto
che nell’aprire la porta ti pare di entrare in una stanza dove una band stia
realmente suonando musica jazz, invece ti trovi davanti qualche scatolotto
insignificante che pero’ costa qualche decina di milioni di vecchie
lire.
Spesso alla fedelta’ del suono o dell’immagine si associa anche laa
ricerca di design e allora vedi piatti per l’ascolto di vinile che paiono delle
sculture, casse stereofiniche che ricordano le trombe dei vecchi fonografi o di
auto d’epoca, un subwoofer sembrava addirittura un’ enorme stufa
viennese.
Per un perfetto home theatre il massimo sono i proiettori alcuni
con lenti cosi’ grandi da inquietare come bocche da cannone, ma il top della
particolarita’ quest’anno secondo me lo vince questo televisore-monolite, (sara’
alto almeno un metro e mezzo e largo in proporzione) perfetto per un amante di
2001 Odissea nello spazio, con un novemila euro da spendere.

Foto203_1

a propos..

La bionda protagonista de La maledizione della prima luna,
Keira Knightley, e’ attualmente impegnata sul set di King Arthur, "sara’ piu’
Gladiator che Camelot" dice la fanciulla..

La maledizione della prima luna

Il film racconta di un prodigioso tesoro che gli aztechi avevano donato a Cortez nel tentativo di placare la sua furia distruttrice, su di esso grava una tremenda maledizione: chi ne entra in possesso viene trasformato in una sorta di zombi, le cui vere sembianze sono rivelate solo dalla luna piena. La ciurma che lo aveva depredato faticosamente riesce a rimettere insieme il tesoro e a trovare la persona da sacrificare per tornare alla vita. Ma uno scambio di persona manda all’aria i loro piani, mentre un baldo giovane che non conosce le sue vere origini si mette sulle tracce della fanciulla rapita con l’aiuto del pirata Jack Sparrow.



Lamaledizionedellaprimaluna


Film non solo prodotto dalla Disney ma ispirato a un’attrazione di Disneyland, Pirates of the caribbean (che è anche il titolo originale) sarebbe solo un piacevole film per famiglie, in cui le due ore e mezza di durata scorrono senza intoppi verso il lieto fine, se non fosse per la geniale interpretazione di Johnny Depp. L’attore che ha scelto di partecipare a una produzione Disney solo per dar modo ai suoi figli di vederlo finalmente al cinema, costruisce il suo personaggio fanfarone e stralunato sul modello del chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, sostenendo che i bucanieri del XVIII secolo rappresentavano un ideale di libertà e trasgressione che nel nostro secolo è impersonato dalle sregolate star del rock, concetto molto romantico e poco storicizzato ma non del tutto inesatto se si pensa alla mitologia costruita intorno a certi eroi dei sette mari.
In ogni caso il film si rifà alle grandi produzioni di cappa e spada che nell’epoca d’oro di Hollywood ebbero come protagonisti Douglas Fairbanks e soprattutto Errol Flynn, dal cui maestro di spada ormai ottuagenario Depp ha preso lezioni.
La regia di Gore Verbinski, salito alla ribalta la scorsa stagione con l’horror campione di incassi, The ring, riesce ad emozionare soprattutto quando la figlia del governatore si rende conto di essere prigioniera di una nave fantasma e da vita a una scena che sarebbe degna di una danse macabre.
Nel complesso un film di cassetta senza troppe velleità, a differenza di Hulk, che mantiene quel che promette e che, lo ripeto ancora una volta, da modo di assistere ad una grande prova attoriale: non poco di questi tempi.

Jacovitti a Bergamo

300 tavole , tra cui alcune inedite ritrovate dalla figlia
Silvia e realizzate negli anni ’40 per Il Vittorioso, ripercorreranno la carriera
del grande disegnatore.

Dal 21 settembre al 9 novembre 2003
Jacovitti –
antologia 1939 1997
Bergamo
COMPLESSO DI SANT’AGOSTINO
Piazzale della
Fara
orario: mart, merc e giov 10_13: 16_19.30 / ven-dom 10_19.30; lun
chiuso
biglietti: ingresso libero

Cabin Fever

CabinfeverSe il genere horror ha sempre portato sulla scena le paure e psicosi del suo tempo, il nuovo horror americano evidenzia le paure di una super potenza che si sente in ginocchio.
Anche il ritorno a moduli visivi e a stilemi dei tardi anni ‘70, quando la grande epopea gore stava iniziando con le saghe di Venerdì 13 e Nightmare sottolinea un bisogno di tornare al passato, gettando lo sguardo sulla profonda provincia USA, ma se nei film di allora la causa scatenante del “male” si sarebbe trovata in qualche tara o abominio familiare tenuto nascosto, oggi il male si infiltra subdolamente, esplode senza
ragione. Come ne L’acchiappasogni della passata stagione il tema della malattia infettiva e’ rappresentato nella devastazione che questa fa del corpo umano: corpi ricoperti di sangue, che non possono non richiamare alla memoria lo scempio dell’11 settembre. Cabin Fever potrebbe rappresentare la paura di una nazione che si sente lasciata sola, scoperta ad attacchi che non sa da dove possono giungere e e di cui, soprattutto, non si capisce la ragione.
Detto questo, il film resta comunque un brutto film, slegato, che non ti fa mai sobbalzare e soprattutto con dei pessimi
dialoghi.
Era un film con delle potenzialita’: il tema dell’allontanamento dal gruppo di chi e’ infetto avrebbe potuto essere meglio sviluppato e avrebbe avuto maggior effetto se i giovani vacanzieri si fossero trovati in una situazione piu’ claustrofobica, invece di farli vagare per un bosco, non solo denso di insidie, ma pieno di personaggi che paiono usciti, senza ragione, da Twin Peaks (David Linch e’ il produttore).

Un’ occasione sprecata, non fate altrettanto coi vostri soldi.