Addio ad Elia Kazan

Elia-Kazan
E’ morto uno dei piu’ grandi registi della Hollywood del
dopoguerra: che abbia fondato l’Actors Studio, scoprendo talenti come Marlon Brando o James Dean, l’ha riportato ogni necrologio. Anche che sia stato un delatore durante il maccartismo, forse per rivalsa contro il partito comunista americano che l’aveva allontanato o forse perchè, essendo nato in Turchia, passibile di espulsione in quanto era di cittadinanza acquisita.
Per me era un Regista e per
onorarlo non servono parole ma questi titoli:

Barriera invisibile
1947

Mare d’erba 1947

Un tram che si chiama desiderio
1951

Viva Zapata 1952

Fronte del Porto 1954

La valle
dell’Eden 1955

Baby Doll 1956

Splendore nell’erba
1960

Fango sulle stelle 1960

Il ribelle d’Anatolia 1963

Gli
ultimi Fuochi 1976

POSSESSION

mi sento male, mi cambia la voce, parlo come Cristina d’Avena,
sento un irrefrenabile bisogno di cantare:
ava ava ava,
che nick fa un po’
ridere
ma voi riderete per quello che faro’
tutto il giorno sto con un
ragno e un capitano
e una vampira che
i miei cosciotti si vuol
mangiarare….
AIUTO

spesuccia

Accidenti quanto costano i libri, signora Pina! Sono rincarati
come le verdure! Pensi che ieri sono andata alla rassegna dei piccoli editori al
castello di Belgioioso e non le dico cosa ho speso per 4 libri! Come dice?
cos’ho comprato? Tina Modotti di Piero Cossi, la vita della grande
rivolozionaria a fumetti, bello vero? Case Arcane, segreti e magie delle dimore
lo sa no che il gotico e’ la mia passione? infatti ho comprato anche Lilith di
George MacDonald.. Certo certo.. anche un libro di cinema, l’ autobiografia di
Louise Brooks, Lulu’ a Hollywood. E lei? ah c’era l’iper aperto.. chissa’ che
bel pomeriggio..

Radio Desordre: dediche in diretta

Questa canzone e’ dedicata a Bibi che almeno si ingrifi per un
motivo serio, a Spider che non e’ mai diventato punk perche’ se pogava lo
spiaccicavano, al Capitano che deve uscire dal tunnel di Cristina D’avena, a
Carmilla che mi sembra un po’ triste e alla mia insonnia che
ritorna.

I Wanna Be Your
Dog
————————————————–

So
messed up I want you here
In my room I want you here
Now we’re gonna be
Face-to-face
And I’ll lay right down In my favorite place
And now I wanna
be your dog
Now I wanna be your dog
Now I wanna be your dog
Well
c’mon
Now I’m ready to close my eyes
And now I’m ready to close my
mind
And now I’m ready to feel your hand
And lose my heart on the burning
sands
And now I wanna be your dog
And now I wanna be your dog
Now I
wanna be your dog
Well c’mon

Iggy Pop, The Stooges
1969

un nuovo King Kong?

Siamo gia’ alla scelta degli attori per il secondo remake
del celeberrimo film del ’33, prossimo progetto di Peter Jackson (Il signore
degli anelli). La candidata piu’ propbabile al ruolo che fu di Fay Waray prima e
di Jessica Lange poi, e’ Naomi Watts, protagonista di The Ring.
Il mio
scetticismo e’ alle stelle, pensare di riversare degnamente su dvd il film
originale non viene mai in mente a nessuno?

e’ morto Gordon Mitchell

Los Angeles, 26 settembre 2003 – Il cinema piange il suo
Maciste. Gordon Mitchell, ottant’anni, è morto ieri in California. Una delle più
popolari tra le star del peplum, Mitchell nacque a Denver nel 1923. Prigioniero
dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, al ritorno in patria si laureò
e iniziò a insegnare al liceo, dove si dedicò in particolare ai ragazzi disabili
e a quelli con un passato di delinquenza. Dopo aver debuttato grazie al suo
fisico a dir poco prestante ne L’uomo dal braccio d’oro di Otto Preminger (1955)
e I dieci comandamenti di Cecil B. DeMille (1956), nel 1960 si trasferì in
Italia e a Cinecittà girò decine di film mitologici di serie b, molto spesso nel
ruolo di Maciste. Quando questo genere entrò in crisi seppe rimettersi in gioco
lavorando in film diversissimi tra loro, da Fellini Satyricon ai western, alle
commedie.

Liberi

Liberi

Di Tavarelli avevo visto Un amore, il film diventato un
piccolo cult per esser stato girato in 14 piani sequenza. Al di là del virtuosismo tecnico, in quel fim c’era uno scavo dei personaggi quasi bergmaniano, forse il fatto che in scena c’erano quasi sempre solo loro due, chissa’…
Forse è sbagliato farsi l’idea del lavoro di un regista attraverso un solo film, in ogni caso la sua nuova opera, Liberi, e’ alquanto deludente.
Forse un film e’ come una maionese e impazzisce nonostante gli elementi ci siano tutti, ma resta il fatto che usciti dal cinema l’unico commento che riece a strapparti e’ un “caruccio”, perché è difficile capire cosa ci sia che non funziona, forse una certa previdibilità.
LiberiRacconta la classica estate di formazione di un ragazzo che vuole scappare di un paesino alle pendici del Gran Sasso, dove il padre ha perso il lavoro ed è caduto in depressione, in seguito anche all’abbandono della madre. In attesa di sapere se accettato all’università, Vince va a lavorar come aiuto cuoco in un ristorante di Pescara dove conosce la cameriera che soffre di crisi di panico, l’aiuta a guarire, aiuta i genitori se non a riconciliarsi, almeno a capirsi e ovviamente vincera’ anche l’ingresso all’universita’.
Troppo buonismo forse?