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Via rudybelcastro scopro questo decalogo 1. Al Cinema si arriva almeno 2. 3. I Posti: Avanti e Centrali, e su questo non si discute. Nessun 4. Lo Squillare in Sala (anche a film non iniziato) 5. Durante la Pubblicità si sta zitti e si guarda lo schermo: 6. Durante il Film *Non si Parla*, mai, MAI, per *nessuna Al di fuori Se si ha il raffreddore o la tosse non 7. Durante 8. Durante i Titoli di Coda si sta seduti e li si Durante i titoli di coda è consentito parlare solo per 9. All’Uscita dalla Sala la domanda da NON fare mai a 10. All’Uscita dal Cinema lo Spettatore ATTENZIONE! |
spamming benefico
Interessante puntata quella di Internet cafe’ sul tema della
guerra, andata in onda ieri notte. Si e’ preso in esame il modo in cui e’
cambiato il modo di fare la guerra in questo scorcio di nuovo millennio:
inquietante la riflessione che il fatto di non dichiarare piu’guerra
desponsabilizza politicamente gli stati. Altra forma di negazione della
democrazia il fatto che la Nato si sia trasformata in un asse europeo-americano
che senza essere mai stata legalizzata da nessuno prendera’ il posto delle forze
combattenti in Iraq, a questo proposito, nulla si sa di eventuali campi di
concentramento per i prigionieri di guerra sul territorio iracheno e tantomeno
su quello americano, solo Amnesty International cerca di conoscere le condizioni
di queste persone, allora ricordatevi che oggi e domani gli attivisti
raccoglieranno fondi per continuare la loro opera di tutela dei diritti
dell’uomo, per maggiori informazioni clikkate qui
Un videogioco da Law and Order

Leggo che: Apsyr Media ha rilasciato Law & Order: Dead
on the Money, un gioco 3D ispirato al seriale televisivo di successo Law &
Order. Saremo chiamati sulla scena del delitto, al Central Park di Manhattan.
Insieme al nostro partner, Detective Lennie Briscoe, dovremo quindi scoprire
l’identità della vittima e smascherare l’assassino. Il gioco richiede MacOSX
10.2.6 o successivo e costa circa 40 euro.
Io non ho mai visto una puntata
di questo telefilm e tantomeno sapevo che fosse un cult: mi sono persa qualche
cosa?
Un principe chiamato Toto’
La mostra che si e’ chiusa domenica scorsa a Genova era veramente interessante,per la grande quantita’ di materiale che illustrava la vita artistica e privata del principe della risata: dall’atto di nascita a quello di riconoscimento dei titoli per cui il suo nome diventa Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro,conte e duca di Drivasto eDurazzo.
Dagli strumenti di toeletta agli abiti di scena: tra questi faceva bella mostra di se la famosa cappelliera dell sketch del treno, immortalato da Toto’ e Franco Castellani in Toto’ a colori del 1952, che ricordiamo, e’ stato il primo film a colori italiano.
Vi erano anche gli atti con cui il capitano delle SS in forza Roma chiedeva nel 1944 di indagare su Toto’ per i toni della rivista che portava in scena in quel periodo e l’attore fu costretto a nascondersi in casa di un amico per sfuggire a queste
spiacevoli attenzioni.
Moltissime le foto, degli spettacoli, delle compagnie, dei set, delle compagne tra cui svetta la bellissima Liliana Castognola, la chanteuse che si suicido’ per amore suo e che Toto’ fece seppellire nella tomba di famiglia: questo amour fou era raccontato tra stralci delle lettere dei due amanti.
Commovente l’ultima sala che conteneva un ricordo e alcuni disegni di Federico Fellini e soprattutto le foto di Toto’ con Pasolini durante la loro collaborazione, e non si poteva non pensare che Italia avrebbe potuto essere se non se ne fossero andati cosi’ presto.
I dieci migliori film dell’anno
Secondo l’American Film Institute questi sono i dieci migliori
film usciti in America nell’anno che va a chiudersi.
Alcuni non sono ancora
usciti nelle nostre sale,ma di certo e’ una lista un po’ bislacca.
Ecco in
ordine alfabetico, i magnifici dieci
American Splendor di Shari Springer
Berman e Robert Pulcini
Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton e Lee
Unkrich
La macchia umana di Robert Benton
In America di Jim
Sheridan
The Last Samurai di Edward Zwick
Il Signore degli
Anelli – Il ritorno del re di Peter Jackson
Lost in Translation di Sofia
Coppola
Master and Commander di Peter Weir
Monster di Patty
Jenkins
Mystic River di Clint Eastwood
Finding Nemo – Alla ricerca di Nemo
Sono rimasta abbastanza delusa dal succeso del momento, le
avventure del pesciolino Nemo.
Se la Pixar continua il suo lavoro di
perfezionamento degli scenari dei cartoon che sempre piu’ spesso paiono reali,
la storia, in puro stile Disney e’, a mio avviso, sdolcinatamente
melensa.
Marlin e Coral attendono la schiusa delle loro quattrocento uova
nella nuova casa: un anemome vista oceano, quando un barracuda divora le uova e
la coraggiosa madre spinta dall’istinto materno. Si salva solo un piccolo, per
giunta con pinna atrofica e il padre ansiogeno, nel tentativo di proteggerlo dai
pericoli del mare portera’ Nemo a sfidare l’oceano finendo cosi’ nella retina di
un sub. Questo e’ il melodrammatico antefatto che sta alla base delle avventure
del pesciolino nell’acquario e del padre alla sua ricerca per il vasto
oceano.
Ci sono anche momenti esilaranti: come i tre squali che tentano di
diventare vegetariani facendo riunioni sullo stile dell’anonima alcolisti, lo
svagato personaggio di Dory, fedele compagna di Marlin durante la ricerca del
figlio (potevano anche farli fidanzare alla fine!) magistralmente doppiata dalla
svampitissima Carla Signoris, ma nel complesso l’ho trovato un film
sopravvalutato dalla critica e dal favore del pubblico, nonostante le citazioni
hitchcockiane nella musica che accompagna l’arrivo della terribile bambina Darla
e e la scena dei gabbiani che prende spunto da Gli Ucccelli. Di gran
lunga migliore il corto che lo precede: datato 1989,e’ uno dei primi esperimenti
Pixar: narra le avventure di un gruppo di souvenir da viaggio: un pupazzo di
neve tentera’ di evadere dalla sua boccia per raggiungere una bella bambolina in
bikini, ricordo di Miami, con esiti esilaranti ed imprevedibili.
The strange case of Ava’s videorecorder
Quando riesco a recuperare due ore di tempo al pomeriggio in
questo periodo vedo la trilogia giapponese di The ring, preferisco
evitare ogni commento all’opera dato che mi succedono cose strane: durante il
primo capitolo della saga appena finita la scena in cui si mostra il malefico
filmato non mi va a suonare il telefono? Ho lasciato che se la sbrigasse la
segreteria, fortunatamente era il messaggio di una persona conosciuta e non una
voce che mi avvisava che mi rimaneva una settimana di vita, quindi oggi
pomeriggio e’ stata con ingenua serenita’ che mi sono accinta alla visione di
The ring 2 ma e’ accaduto e’ accaduto qualcosa di decisamente
bizzarro..
Il film scorre,in maniera piuttosto anonima direi, fino a quando al bambino
posseduto vengono messi gli elettrodi per far si che l’energia malevola creata
da Sadako defluisse. A quel punto il mio televisore ha trasmesso un fermo
immagine del bambino fino alla fine del film (mancava un quarto d’ora), siccome
l’ audio scorreva e anche il contagiri del videoregistratore non ha manifestato
problemi pensavo fosse una trovata del regista e gia’ ero partita in
elucubrazioni pseudo-critiche quando il mio acuto ingegno ha iniziato a
sospettare che la cosa andava troppo per le lunghe.. dato che il film era stato
registrato in prima visione dal satellite, ho dato la colpa a Sky. Purtroppo
finito il film ho avuto la brillante idea di mandare indietro il video e.. sul
televisore sono comparsi i titoli di coda e le scene che mi ero persa fino a
quel momento!
Ecco.. l’ho premesso che la cosa era strana, ma.. ehm.. insomma
volevo chiedere.. si’, ecco…. ehm.. qualcuno e’ a conoscenza di una casistica
sui videoregistratori posseduti?
Radio desordre: dediche in diretta
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Dedicata al ragno dalla sessualita’ oscura (ecchefara’ mai? L’ADRENALINA forse non è proprio legale sai lasciami leccare l’adrenalina muovo le molecole lasciami leccare Afterhours – Chi ha paura del |
Melissa P. o le nuove sventure della virtu’
Buon’ultima, sono riuscita a vedere anche io la scandalosa
Melissa P., e’ accaduto a Internet Cafe’, il programma di Andrea Pezzi
che precede FuoriOrario il venerdi’ sera, a proposisto: ieri, 12/12/2003
ricorrevano i cento anni esatti dalla nascita del venerabile Ozu.
Avevo notato che sui blog il suo caso e’ stato ambiamente discusso, ma a parte
leggere il post
di Cicciput, dove troverete anche una bella foto della nostra eroina, non mi
sono interessata molto al suo libro, che tanto scalpore ha suscitato, perche’ le
ragazzine precoci sono sempre esistite e immortalate anche in capolavori come
Lolita, la letteratura erotica femminile e’ fortunatamente viva e vegeta
da anni e sinceramente mi deprime questa visione del sesso come ultima thule per
gridare il proprio male di vivere, preferisco i romanzi erotici del settecento o
boccacceschi , dove il sesso e’ visto come forza vitale gioiosa, insomma la mia
concezione del sesso e’ molto simile a quella che esprime Gattalberto.
Comunque
l’impudente fanciulla e’ stata messa in imbarazzo quando Pezzi le ha chiesto
quanto ha guadagnato con la vendita dei diritti del libro (ahime’ diventera’
anche un film!):il vile denaro ha di buono che riesce ancora a creare qualche
tabu’!
In ogn caso visto che tutta la storia si regge sul giochetto: ma ha
fatto veramente TUTTO cio’ che ha scritto? ma il libro lo ha scritto veramente
lei? voglio dire la mia.
Io mi auguro che il romanzo sia opera sua, che se
non ha vissuto le esperienze forti che descrive, siano almeno sue fantasie,
perche’ troverei molto piu’ squallido che una scaltra verginella istruita a
dovere (non sono mancati i consueti strali contro l’ipocrisia sessuale italiana
dovuta alla presenza della Santa Sede sul suolo patrio) con il beneplacito della
famiglia che incassa laute percentuali, porti il suo bel faccino in tutti i talk
show che la tv di pattume propone per un quarto d’ora di celebrita’.
Oscar alla carriera a Blake Edwards
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Quest’ anno l’Oscar alla carriera andra’ a Blake Edwards
FILMOGRAFIA 1955 Quando una ragazza è bella |
