BUON NATALE!

Un felice Natale a tutti, agli avventori piu’ affezionati e
a chi passa di qui per caso.
Un meraviglioso Natale a Bibi, carico di
promesse per il piccolo che verra’, colori e fantasia a Pikolo, delicati
colli da mordere a Carmilla, un’Inter vittoriosa a Cicciput e
tutto cio’ che desiderano a tutti gli altri.
Invece a Spider che e’
stato cattivo, non carbone ma un compitino: stanotte verso l’una c’e’ Play
Time
di Tati: le disavventure di M. Hulot davanti all’archittetura moderna:
a lui il compito di sviscerarci questo tema.. eheheh..
BUON NATALE!!!

Canzone per Natale

Canzone per Natale
Canzone per Natale
Le finestre accese
e le ombre
tutte quante
insieme a conversare
Nelle strade tetre del quartiere
un
nuovo centro commerciale
Alberi che puntualmente,
giorno dopo
giorno,
vengono a mancare
Canzone per Natale
Soltanto per
Natale
Tornò dalle battaglie perse
e si dimenticò la strada
Poi
errando si svagò
vagando un po’ al museo
di scienza naturale
Faceva
proprio finta
di sapere dove andare
Sognò di festeggiare
Le nozze di
Natale
C’è il temporale
E nelle case
la luce si fa artificiale
s’è
fatto buio
E si racconta
la vera storia di Napoleone
C’è il
temporale
E anche se non fosse stato Natale
T’avrei amata
uguale



Morgan

Credo che questa sia una delle piu’ belle canzoni dell’album
(si dice ancora album? mah!) Canzoni dall’appartemento esordio solista di
Morgan dei Bluvertigo, che tra l’altro oggi compie 31 anni.
E’ una ballata
surreale, che bene rende lo smarrimento intimo proprio di questo farneticante
periodo dell’anno e che non avrebbe sfigurato nella colonna sonora di
Nightmare before Christmas di Tim Burton.
Terzo singolo tratto da questo
lavoro, e’ uscito anche il videoclip che non posso altro che definire
alimentare: Morgan suona un pianoforte a coda bianco su cui e’ disegnato un tema
natilizio, Morgan con il cappello da Napoleone, vabbe’ che ora ha una famiglia
da mantenere, pero’ che tristezza..

Sono piu’ integralista io!

Via rudybelcastro scopro questo decalogo
del Cinefilo integralista che riporto.

1. Al Cinema si arriva almeno
mezz’ora prima, anche con il posto
garantito. Non per fanatismo, ma per
godersi religiosamente l’aspettativa, passeggiare sulla morbida moquette rossa
dell’atrio, ascoltare di nascosto quello che si dicono le coppie mentre
arrivano.E soprattutto scegliersi con cura i posti (vedi punto 3).
Anche se
sono decisi dal computer, se si è in più di due è bene essere quello che assegna
i posti. Comunque sconsigliato andare al cinema in più di quattro.

2.
Niente Popcorn, coche cole, merendine, cazzi e mazzi: al cinema si va per
guardare un film, non per mangiare.
Se hai fame vai in pizzeria, ma non
venire a rompere i coglioni a me col crik crok mentre guardo un film

3. I Posti: Avanti e Centrali, e su questo non si discute. Nessun
possibile negoziato: rigorosamente i posti centrali tra la quarta e la settima /
ottava fila, a seconda delle dimensioni dello schermo e della distanza tra prima
fila e schermo.

4. Lo Squillare in Sala (anche a film non iniziato)
di un cellulare lasciato (anche inavvertitamente) acceso implica l’immediata
punizione con taglio della mano rituale sul ceppo in cui il bigliettaio infila
le matrici dei biglietti. La cerimonia sarà pubblica, per educare le
masse.

5. Durante la Pubblicità si sta zitti e si guarda lo schermo:
anche quella è stata girata da un regista (cioè qualcuno molto più bravo a
girare dello spettatore, quindi è il caso di mostrare rispetto).
Parlare
durante i trailer è quasi altrettanto grave che parlare durante il film (vedi
punto 6).

6. Durante il Film *Non si Parla*, mai, MAI, per *nessuna
ragione*.
Inoltre si evita di tossire e si respira piano.

Al di fuori
del principio d’incendio e altri rischi di morte immediata, non ci sono
possibili deroghe a questa regola, il mancato rispetto della quale può scatenare
rappresaglie di entità sharoniane.

Se si ha il raffreddore o la tosse non
si vada a contagiare altre trecento persone, se si hanno bambini irrequieti li
si porti a vedere Monsters Inc. al sabato pomeriggio e non a rompere i coglioni
durante i film veri, se non si governa l’animalesco istinto di commentare come
se si fosse davanti a Domenica In, si stia a casa a guardare Domenica In e a
regredire allo stadio di homo erectus.
Tutti vedono le stesse cose che vedi
tu, perché, *PERCHE’* insisti a
raccontarle al vicino?

7. Durante
l’intervallo (che non dovrebbe nemmeno esistere) è consentito – ma sconsigliato
– fare una rapida incursione in bagno per necessità fisiologiche, sempre in
silenzio.
Il film non è finito: non c’è il tempo né la voglia di uscire dalla
trance per soddisfare i petulanti bisogni di comunicare altrui, che
devono
essere repressi.

8. Durante i Titoli di Coda si sta seduti e li si
legge: si dà il caso che contengano informazioni non secondarie quali i nomi di
tutti gli attori e comparse, del montatore e dell’aiuto regista, titoli e autori
dei brani presenti nella colonna sonora, e spesso anche il nome del regista,
informazione che più di metà degli spettatori di solito

ignora.

Durante i titoli di coda è consentito parlare solo per
commentare il casting e le varie professioni del cinema (era meglio il gaffer o
il best boy grip, ecc). Sulla colonna sonora è d’obbligo il religioso silenzio,
poiché scorre così in fretta da richiedere la massima
concentrazione.

9. All’Uscita dalla Sala la domanda da NON fare mai a
bruciapelo è "ti è piaciuto?" (soprattutto se condita da amenità quali "tu che
ti intendi di cinema").
Importante: *NON si esprimono opinioni* sul film
almeno fino al giorno successivo: qualunque cosa detta prima è inaffidabile e a
serio rischio di stronzata.

10. All’Uscita dal Cinema lo Spettatore
potrebbe essere in stato di trance, e va trattato come un sonnambulo. Non gli si
parli. Se proprio si deve, lo si faccia piano e lentamente, senza concetti
complessi e
comunque sempre senza domande sul film.
Non si chiedano
spiegazioni sulla trama: è il classico argomento da tenere per la cena
successiva, nella quale forse qualche illuminato avrà la pazienza di risolvere
le incomprensioni e arricchire i livelli
di lettura più primitivi.

ATTENZIONE!
Essendo al solito molto estremista in fatto di
religione cinematografica, sto dando vita a uno scisma per cui i posti (punto 3)
sono ancora piu’ avanzati, ma soprattutto propongo esemplari punizioni pubbliche
per chi non aderisce col il dovuto contegno al punto 8, cioe’ l’adorazione dei
titoli di coda. Potrebbe per esempio essere gettato nudo nel piu’ vicino
rigagnolo chi indugia a rivestirsi impallando tutto lo schermo o venir rosolato
sulla macchinetta dei popcorn se decide di sostare qualche minuto in prima fila
mentre sta lasciando la sala per vedere l’effetto che
fa.

spamming benefico

Interessante puntata quella di Internet cafe’ sul tema della
guerra, andata in onda ieri notte. Si e’ preso in esame il modo in cui e’
cambiato il modo di fare la guerra in questo scorcio di nuovo millennio:
inquietante la riflessione che il fatto di non dichiarare piu’guerra
desponsabilizza politicamente gli stati. Altra forma di negazione della
democrazia il fatto che la Nato si sia trasformata in un asse europeo-americano
che senza essere mai stata legalizzata da nessuno prendera’ il posto delle forze
combattenti in Iraq, a questo proposito, nulla si sa di eventuali campi di
concentramento per i prigionieri di guerra sul territorio iracheno e tantomeno
su quello americano, solo Amnesty International cerca di conoscere le condizioni
di queste persone, allora ricordatevi che oggi e domani gli attivisti
raccoglieranno fondi per continuare la loro opera di tutela dei diritti
dell’uomo, per maggiori informazioni clikkate qui

Un videogioco da Law and Order

Leggo che: Apsyr Media ha rilasciato Law & Order: Dead
on the Money, un gioco 3D ispirato al seriale televisivo di successo Law &
Order. Saremo chiamati sulla scena del delitto, al Central Park di Manhattan.
Insieme al nostro partner, Detective Lennie Briscoe, dovremo quindi scoprire
l’identità della vittima e smascherare l’assassino. Il gioco richiede MacOSX
10.2.6 o successivo e costa circa 40 euro.
Io non ho mai visto una puntata
di questo telefilm e tantomeno sapevo che fosse un cult: mi sono persa qualche
cosa?

Un principe chiamato Toto’

Unprincipechiamatototò

La mostra che si e’ chiusa domenica scorsa a Genova era veramente interessante,per la grande quantita’ di materiale che illustrava la vita artistica e privata del principe della risata: dall’atto di nascita a quello di riconoscimento dei titoli per cui il suo nome diventa Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro,conte e duca di Drivasto eDurazzo.
Dagli strumenti di toeletta agli abiti di scena: tra questi faceva bella mostra di se la famosa cappelliera dell sketch del treno, immortalato da Toto’ e Franco Castellani in Toto’ a colori del 1952, che ricordiamo, e’ stato il primo film a colori italiano.
Vi erano anche gli atti con cui il capitano delle SS in forza Roma chiedeva nel 1944 di indagare su Toto’ per i toni della rivista che portava in scena in quel periodo e l’attore fu costretto a nascondersi in casa di un amico per sfuggire a queste
spiacevoli attenzioni.
LilianaCastagnolaMoltissime le foto, degli spettacoli, delle compagnie, dei set, delle compagne tra cui svetta la bellissima Liliana Castognola, la chanteuse che si suicido’ per amore suo e che Toto’ fece seppellire nella tomba di famiglia: questo amour fou era raccontato tra stralci delle lettere dei due amanti.
Commovente l’ultima sala che conteneva un ricordo e alcuni disegni di Federico Fellini e soprattutto le foto di Toto’ con Pasolini durante la loro collaborazione, e non si poteva non pensare che Italia avrebbe potuto essere se non se ne fossero andati cosi’ presto.

I dieci migliori film dell’anno

Secondo l’American Film Institute questi sono i dieci migliori
film usciti in America nell’anno che va a chiudersi.
Alcuni non sono ancora
usciti nelle nostre sale,ma di certo e’ una lista un po’ bislacca.
Ecco in
ordine alfabetico, i magnifici dieci

American Splendor di Shari Springer
Berman e Robert Pulcini

Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton e Lee
Unkrich

La macchia umana di Robert Benton

In America di Jim
Sheridan

The Last Samurai di Edward Zwick

Il Signore degli
Anelli – Il ritorno del re
di Peter Jackson

Lost in Translation di Sofia
Coppola

Master and Commander di Peter Weir

Monster di Patty
Jenkins

Mystic River di Clint Eastwood

Finding Nemo – Alla ricerca di Nemo

Nemo

Sono rimasta abbastanza delusa dal succeso del momento, le
avventure del pesciolino Nemo.
Se la Pixar continua il suo lavoro di
perfezionamento degli scenari dei cartoon che sempre piu’ spesso paiono reali,
la storia, in puro stile Disney e’, a mio avviso, sdolcinatamente
melensa.
Marlin e Coral attendono la schiusa delle loro quattrocento uova
nella nuova casa: un anemome vista oceano, quando un barracuda divora le uova e
la coraggiosa madre spinta dall’istinto materno. Si salva solo un piccolo, per
giunta con pinna atrofica e il padre ansiogeno, nel tentativo di proteggerlo dai
pericoli del mare portera’ Nemo a sfidare l’oceano finendo cosi’ nella retina di
un sub. Questo e’ il melodrammatico antefatto che sta alla base delle avventure
del pesciolino nell’acquario e del padre alla sua ricerca per il vasto
oceano.
Ci sono anche momenti esilaranti: come i tre squali che tentano di
diventare vegetariani facendo riunioni sullo stile dell’anonima alcolisti, lo
svagato personaggio di Dory, fedele compagna di Marlin durante la ricerca del
figlio (potevano anche farli fidanzare alla fine!) magistralmente doppiata dalla
svampitissima Carla Signoris, ma nel complesso l’ho trovato un film
sopravvalutato dalla critica e dal favore del pubblico, nonostante le citazioni
hitchcockiane nella musica che accompagna l’arrivo della terribile bambina Darla
e e la scena dei gabbiani che prende spunto da Gli Ucccelli. Di gran
lunga migliore il corto che lo precede: datato 1989,e’ uno dei primi esperimenti
Pixar: narra le avventure di un gruppo di souvenir da viaggio: un pupazzo di
neve tentera’ di evadere dalla sua boccia per raggiungere una bella bambolina in
bikini, ricordo di Miami, con esiti esilaranti ed imprevedibili.

The strange case of Ava’s videorecorder

Ringu2_165355609Quando riesco a recuperare due ore di tempo al pomeriggio in
questo periodo vedo la trilogia giapponese di The ring, preferisco
evitare ogni commento all’opera dato che mi succedono cose strane: durante il
primo capitolo della saga appena finita la scena in cui si mostra il malefico
filmato non mi va a suonare il telefono? Ho lasciato che se la sbrigasse la
segreteria, fortunatamente era il messaggio di una persona conosciuta e non una
voce che mi avvisava che mi rimaneva una settimana di vita, quindi oggi
pomeriggio e’ stata con ingenua serenita’ che mi sono accinta alla visione di
The ring 2 ma e’ accaduto e’ accaduto qualcosa di decisamente
bizzarro..

Il film scorre,in maniera piuttosto anonima direi, fino a quando al bambino
posseduto vengono messi gli elettrodi per far si che l’energia malevola creata
da Sadako defluisse. A quel punto il mio televisore ha trasmesso un fermo
immagine del bambino fino alla fine del film (mancava un quarto d’ora), siccome
l’ audio scorreva e anche il contagiri del videoregistratore non ha manifestato
problemi pensavo fosse una trovata del regista e gia’ ero partita in
elucubrazioni pseudo-critiche quando il mio acuto ingegno ha iniziato a
sospettare che la cosa andava troppo per le lunghe.. dato che il film era stato
registrato in prima visione dal satellite, ho dato la colpa a Sky. Purtroppo
finito il film ho avuto la brillante idea di mandare indietro il video e.. sul
televisore sono comparsi i titoli di coda e le scene che mi ero persa fino a
quel momento!
Ecco.. l’ho premesso che la cosa era strana, ma.. ehm.. insomma
volevo chiedere.. si’, ecco…. ehm.. qualcuno e’ a conoscenza di una casistica
sui videoregistratori posseduti?

Radio desordre: dediche in diretta

Dedicata al ragno dalla sessualita’ oscura (ecchefara’ mai?
:-P) e alla vampiretta in letargo.

LASCIAMI LECCARE
L’ADRENALINA

forse non è proprio legale sai
ma sei bella vestita
di lividi
m’incoraggi ad annullare i miei limiti
le tue lacrime in fondo
ai miei brividi

lasciami leccare l’adrenalina
lasciami leccare
l’adrenalina
lasciami leccare l’adrenalina
lasciami leccare l’adrenalina

voglio cercare la mia alternativa
e la mia alternativa
è la scossa
più forte che ho
è la scossa più forte che ho

muovo le molecole
immobili
sei più bella vestita di lividi
lasciami leccare più forte un
po’
le tue lacrime in fondo ai miei brividi

lasciami leccare
l’adrenalina
lasciami leccare l’adrenalina
lasciami leccare l’adrenalina

lasciami leccare l’adrenalina
voglio cercare la mia alternativa
e la
mia alternativa
è la scossa più forte che ho
è la scossa più forte che
ho
è la scossa più forte che ho

Afterhours – Chi ha paura del
buio?